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L’educazione musicale per l’integrazione scolastica di alunni

in situazioni di handicap

Definizione di Handicap

Handicap, è una menomazione congenita o acquisita, che a volte può

condizionare l'individuo che ne è portatore fino a limitarne gravemente le

possibilità di inserimento nella vita sociale. Gli handicap possono essere

di tre tipi: motori (derivanti da mutilazioni, distrofia muscolare, paralisi

ecc.), sensoriali (ad esempio cecità e sordità), intellettivi (derivanti da

disturbi o malattie mentali, ad esempio l'autismo o la sindrome di Down).

A causa del significato acquisito nel tempo dal termine handicap (che viene

percepito come "il problema che non consente all'individuo che ne è

portatore di condurre un'esistenza paragonabile a quella di un individuo

normale"), a esso si preferisce attualmente il termine "deficit" e al termine

"handicappato" o "portatore di handicap" si preferisce "disabile" o

"diversamente abile", tutto ciò per sottolineare due punti: che l'handicap

diventa un ostacolo insormontabile solo se la società lo considera tale; e

che il "portatore di deficit" può condurre una vita piena e soddisfacente e

avere un atteggiamento esistenziale positivo. Attualmente la terminologia

“disabile” “soggetto

più corretta da utilizzare è o in situazione di

Legge Quadro sull’handicap n° 104 del 1992 all’articolo 3

handicap”. La

afferma: “E’ persona handicappata colui che presenta minorazione fisica,

psichica, o sensoriale che causa difficoltà tale da determinare un processo

di svantaggio sociale o emarginazione”. Altro punto fondamentale

concerne l’uso indiscriminato e parificato dei due termini deficit ed

situazione di handicap rappresenta l’insieme di tutti gli effetti

handicap; la

negativi per la vita di una persona inserita in una comunità, il deficit

rappresenta l’elemento comune ad una particolare tipologia. Per esempio: i

soggetti Down hanno caratteristiche fisionomiche in comune “deficit” ma

ogni soggetto Down è diverso da qualsiasi altro affetto dalla stessa malattia

genetica “handicap” conseguenza l’handicap rappresenta una condizione

esclusivamente personale e soggettiva.

 Integrazione

L’integrazione scolastica degli alunni in situazioni di handicap nella scuola

normale è ormai un dato acquisito nella pratica della vita quotidiana della

scuola. Questi ragazzi diversamente abili trovano nella scuola pubblica un

accoglienza ormai affermata, sono loro stessi una risorsa della comunità.

Il soggetto disabile nella società contemporanea dominata da valori legati

ai consumi, al mito del successo alla cultura del corpo e dell’immagine è

una presenza provocatoria e poco rassicurante. In uno scenario così

occorre inserire la tematica dell’integrazione scolastica degli

delineato

alunni disabili cercandone le ragioni profonde quasi non visibili a una

percezione superficiale che ne fanno una vera e propria risorsa per la

comunità. In questo modo si viene a scoprire che le ragioni che fondono il

senso dell’uomo sono le stesse che giustificano l’integrazione.

Nell’opinione corrente si ha la visione strettamente scolastica, di natura

burocratica e tecnicistica dell’integrazione, che sempre viene riferita al

diritto affermato per alcune categorie di persone di frequentare le scuole

comuni. Questa concezione impoverisce fortemente il reale significato del

termine integrazione che nel senso più autentico del termine si riferisce ad

un processo per cui due o più elementi si compenetrano o si compensano

reciprocamente: si rendono quinti integri, interi e completi. Applicato alle

relazioni umane questo processo presuppone che l’essere umano non è

completo in se, ma si realizza nel rapporto con gli altri. Quando si parla

d’integrazione quindi non possiamo esclusivamente riferirci ad un soggetto

investe l’intera comunità.

in situazioni di handicap ma tale processo

Oggi gli aspetti prioritari che è necessario sviluppare e migliorare per

garantire una sempre più efficace integrazione sono:

 La socializzazione alla piena relazione cognitiva.

L’obiettivo è quello di migliorare l’apprendimenti con migliori didattiche

individualizzate e di gruppo, di sviluppare tutti i potenziali cognitivi

individuali in modo che l’integrazione scolastica produca il massimo di

efficacia formativa per tutti.

La competenza professionale dei docenti e l’autonomia didattica sono gli

strumenti per migliorare la scolarizzazione.

 L’autonomia didattica e organizzativa.

La flessibilità data dall’autonomia alle scuole parla di diversità come

valore, sia per i soggetti che apprendono sia per i soggetti che insegnano.

L’autonomia offre all’handicap nuove opportunità di successo scolastico.

 L’integrazione dell’integrazione

L’esperienza di sviluppo formativo di ogni persona non si esaurisce nella

scuola, meno che mai per un soggetto in situazioni di handicap, spesso la

relazione tra scuola, famiglia, servizi sociali e sanitari, pecca di assenze,

contraddizioni o vive tra parti separati. L’integrazione tra i diversi servizi è

strategica per ottimizzare gli interventi e per realizzare pienamente un

progetto di vita che dia speranza e futuro a tutte le diverse condizioni

personali. La recente Legge 328/2000 sui servizi integrati risponde a questo

obiettivo: la scuola ha la possibilità di esercitare un miglior ruolo di

relazione e di concertazione con gli altri soggetti. Gia la Legge N. 104 del

1992, chiarisce che il segno concreto di questo impegno è dato dalla stesura

e dal r

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/07 Musicologia e storia della musica

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