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"Ho un sogno" ma per chi?

Il multiculturalismo è un enigma perché dobbiamo riuscire a stabilire una condizione di giustizia e uguaglianza tra tre parti ben differenti: coloro che vedono l'etnia come cultura, quelli che vedono la religione come cultura e quelli che considerano cultura la nazionalità; bisognerà quindi ripensare al significato di questi 3 temi. Il multiculturalismo non dev'essere una prassi plurale ma pluralista.

Per avere una società senza disuguaglianze e discriminazioni, gli uomini si sono inventati diversi tipi di diritti. Ad esempio, Martin Luther King voleva eguali diritti civili; successivamente i diritti civili si sono trasformati in diritti etnici di comunità e ci si unì in gruppi per rivendicare dei diritti etnici (es. Black Power); il terzo passaggio fu quello di trasformare a sua volta i diritti etnici di comunità in diritti religiosi di comunità. Insomma, ci sono 3 tipi di diritti per cui gli uomini possono lottare, ma di fatto si tratta di diritti di tipo diverso e le differenze fra essi sono cruciali; usando modi differenti per combattere la disuguaglianza, aspirano a diversi tipi di uguaglianza e in ognuno di essi vi è una parte di persone che rimane esclusa.

Le differenze non sarebbero poi così preoccupanti se esistesse una qualche forma di diritto ultimo che li comprende tutti; e teoricamente un tipo di diritto potrebbe esistere, ovvero i diritti dell'uomo. Di fatto però i diritti umani non sono né universali né diritti, sono solo un'ideologia perché dipendono dal contesto: valgono solo per quelle persone che appartengono al giusto Stato-Nazione.

Gli uomini in realtà non sono tutti uguali; secondo la Costituzione americana l'uguaglianza è una 'verità auto-evidente', tuttavia ciò che in una cultura può apparire auto-evidente può essere del tutto inconcepibile in un'altra. Ogni Stato ha il suo modo di considerare gli stranieri, l'uguaglianza resta un'ideologia concepita solo all'interno dei singoli Stati.

Esaminiamo i 3 tipi di diritti

  • Diritti civili – Sono pretese giuridicamente tutelabili di un cittadino, ossia di una persona che possiede la cittadinanza di uno Stato. Sono stati introdotti intorno al 1750, e si tratta di un contratto sociale tra i cittadini e lo Stato; le persone cedono alcuni loro diritti naturali in cambio di diritti civili rinunciando a alcuni loro desideri in favore della comunità ed introiettandosi un principio di autocontrollo. Questo processo è chiamato civilizzazione. Ma i diritti civili non bastano per raggiungere l'uguaglianza. Per questo motivo sono stati inventati i...
  • Diritti di comunità (etnici / religiosi) – La lotta per l'uguaglianza si svolge in un gruppo, caratterizzato da una specifica identità etnica o religiosa. I diritti di comunità cercano di dimostrare di essere una certa etnia o di credere in una religione specifica così la nazione ospitante arriverà forse a concepire tale gruppo di persone come un corpo sociale ben definito a cui concedere determinati diritti su misura per loro tramite 'azioni affermative'. Tuttavia, spesso si tende a chiedere rivendicazione mischiando i tre tipi di diritti e creando confusione.

Due esempi di sovrapposizione di diritti civili con diritti di comunità religiose e azioni affermative sono i seguenti:

  • Olanda – Le prestazioni economiche e i diritti venivano concessi a tutti, ma alcuni gruppi religiosi avevano maggiori vantaggi; in pratica le città interagivano con i loro cittadini sulla base della loro identità religiosa (tolleranza olandese). Successivamente l'Olanda arrivò addirittura a 'pilastrizzare' la società in tre gruppi: cattolici, protestanti e tutti gli altri. Questa suddivisione influenza ancora oggi le idee olandesi, che in più hanno il problema del pericolo musulmano.
  • Gran Bretagna – Nonostante sia l'unica che dia i diritti civili a tutti i suoi cittadini, presenta una contraddizione interna in quanto opera suddivisioni nelle sue istituzioni (es. Parlamento musulmano, black section).

La confusione dei tre tipi di diritti è un errore comune perché in questo modo si pensa di ottenere il meglio da tutti e tre i mondi. Tuttavia, noi dobbiamo fare una scelta e decidere da che parte schierarci perché le tre logiche di eguaglianza si escludono a vicenda. I centri di potere coinvolti nel progetto multiculturale sono tre, il quarto è la nostra concezione di cultura, che sta al centro del triangolo.

Il triangolo multiculturale

Stato

È il primo vertice del triangolo multiculturale, le opportunità di vita della maggior parte della gente dipendono dalle decisioni prese dalle sue elites.

Lo Stato-Nazione occidentale moderno è un miscuglio di due diverse filosofie che paiono inconciliabili:

  • Razionalismo – Nel corso del 1400 le popolazioni europee aumentavano sempre di più; per contenere la pressione interna si intrapresero prima guerre con i territori vicini e poi la colonizzazione oltremare. Successivamente, con la modernità, le popolazioni si riunirono in Stati-Nazione e nacque la 'Dottrina della sovranità', secondo la quale l'uso della forza fisica era monopolio dello Stato. In seguito esso sarebbe divenuto il principale dispensatore di benessere pubblico.
  • Romanticismo – Ogni popolo ha la sua cultura ed è giusto che le varie culture si uniscano in Stati-Nazione.

Appartenenza etnica

Significa 'radici', cioè da dove si viene, o almeno così sembrerebbe perché l'assolutismo etnico non è di fatto sostenibile per tre diversi motivi:

  • La discendenza è un atto di memoria che risale all'indietro e non una reale successione genealogica.
  • Ciò che differisce un individuo dall'altro non è tanto la genetica, ma le scelte individuali che esso fa.
  • La diversità genetica totale è solo il 4% del nostro patrimonio genetico e le razze non esistono perché le differenze sono troppo insignificanti; le differenze sono piuttosto picchi di distribuzione.

Le identità etniche quindi sono atti di identificazioni etniche congelati nel tempo, a seconda del contesto e del periodo storico possono scongelarsi oppure congelarsi ancora di più. L'etnicità quindi non è data per natura, ma è un'identificazione creata tramite l'azione sociale.

Religione

La religione può apparire assoluta perché tratta concetti universali come la vita, la morte o il bene e il male, tuttavia anch'esse sono il prodotto di processi discorsivi che rispondono a interessi particolari; inoltre non ci sono confini ben precisi tra la religione e il mondo sociale e sono continuamente esposte ai cambiamenti. Comunque, proprio per il fatto di apparire un assoluto, essa viene spesso usata per tradurre altri tipi di conflitto in conflitti di ordine religioso per innalzare ancora di più muri divisori. (es. Inuguaglianza tra americani bianchi e neri dovuta all'etnia – conflitto tra un Islam liberatore e un Cristianesimo oppressore).

Cultura

La cultura è in gioco in tutti i dibattiti nazionalisti, etnici o religiosi. Le scienze sociali suddividono la cultura in due idee distinte:

  • Cultura Essenzialista (fotocopiatrice) – La cultura viene vista come l'eredità collettiva di un gruppo, è ben definita e impacchettata e modella la vita collettiva e individuale nonché i pensieri dei singoli membri, che saranno tutti identici come usciti da una fotocopiatrice gigante.
  • Cultura Processuale (concerto) – La cultura è cambiamento; esiste solo nell'atto di essere eseguita e non può mai ripetersi o fermarsi senza che cambi anche il suo significato.

Lo Stato-Nazione

Lo Stato è una forma di governo centralizzata che pretende la sovranità territoriale e il monopolio della forza in un territorio, formando un sistema di appartenenza basato sulla cittadinanza territoriale. Una Nazione è sia postetnica che superetnica. Tuttavia non tutti possono avere la cittadinanza e quelli che ne rimangono esclusi prendono il nome di minoranze; per essere veramente postetnico uno Stato dovrebbe smettere di costruire la sua Nazione come una superetnia, ma uno Stato multiculturale è di fatto una contraddizione.

Negli ultimi anni però ci sono stati progressi nell'incoraggiare una Nazione multiculturale grazie a due interventi:

  • Il benessere (filosofia razionalista, USA) – Gli Stati hanno dovuto fare i bravi con le minoranze e gli oppressi altrimenti l'ordine mondiale si sarebbe sgretolato e in più dovevano comprarsi i cittadini se volevano che pagassero le tasse e stessero calmi; perciò hanno dovuto offrirgli benessere: per motivi di auto-conservazione. Hanno inventato l'idea di Nazione per creare una nuova e più inclusiva comunità postetnica.
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Scienze politiche e sociali SPS/08 Sociologia dei processi culturali e comunicativi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sofia_polly di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Comunicazione delle organizzazioni e dei processi interculturali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bergamo o del prof Perrotta Domenico.
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