Storia dell’architettura contemporanea- Politecnico di Torino – Appunti prima settimana
Architettura è una parola che risponde alla domanda: “Cosa?”
Contemporanea è una parola che risponde alla domanda: “Quando?”
Il significato della parola deriva dal Greco, si tratta di un antico termine composto da “Arke” e da
“Tectonike”. Il primo termine veniva usato dagli antichi per indicare qualcosa che è a capo di, un
principio, un elemento primario, ovvero un modello che possa essere utilizzato per diffondere una
regola, la storia o il sapere. Il secondo termine invece significa letteralmente – tettonica – ma ha un
altro valore rispetto a quello che noi indichiamo oggi con questa parola, infatti in lingua greca
“Tectum” si riferiva al verbo costruire, coprire, proteggere. Ovvero quello che era il compito
primario delle prime strutture edificate dall’uomo nell’antichità.
Lo storico identifica “contemporaneo” qualcosa che accade nello stesso tempo, che fa riferimento a
un preciso ordine storico cronologico, che mantiene il suo legame anche con il passato. Mentre il
termine “moderno” per quanto simile indica solamente un cambiamento, una rottura con ogni regola
dal passato, che introduce qualcosa di completamente diverso rispetto al periodo storico precedente.
Ad esempio si è solito indicare l’inizio della storia moderna con la scoperta dell’America – C’è chi
fa risalire questo inizio qualche anno prima con la caduta dell’impero romano D’oriente nel 1453 –
non solo per l’importanza dell’avvenimento in se, ma per il cambiamento ch ha innescato, e il
cambio dei valori, di modalità di produzione, delle basi su cui si basava la società medievale, che
contava sulla forza degli schiavi. Molto probabilmente senza l’esistenza della schiavitù l’uomo
antico non avrebbe mai costruito le grandi opere, che sono giunte fino a noi, e non avrebbe avuto
modo di proliferare la civiltà, cresciuta sulle sponde del Tigri e dell’Eufrate.
Dobbiamo immaginare a un periodo in cui l’unica vera forza di produzione erano le braccia
dell’uomo, non esistevano molti sistemi in grado di sostituire il suo lavoro, solamente con la prima
rivoluzione industriale, con l’avvento dei primi macchinari spinti dalla forza del vapore, a
combustione di carbone, che verranno in aiuto, cambieranno per sempre il lavoro dell’uomo.
Soprattutto nel periodo del basso medioevo, quindi dopo l’anno 1000, non esiste ancora la
proprietà, il feudalesimo è la legge nelle campagne, dove i contadini vivono di sussistenza
lavorando nelle terre e nei mezzadri dei feudatari. Le città sono semi deserte, abbandonate, colpite
da malattie come la peste che decimano le popolazioni, è un periodo in cui le innovazioni e lo
sviluppo della società, intesa come quella della gloriosa Roma, sembrano essere un lontano ricordo.
Tutto sembra fermo destinato a non migliorare. Della civiltà di Roma, dei Greci, non rimangono che
le rovine, trascurate, seppellite dalla terra dopo secoli di incurie. Ecco che la città di Roma stessa
non è altro che un paesetto di mandriani e contadini che vivono in baracche fatiscenti non lontano, o
magari senza saperlo proprio sopra ad un tempio, a delle terme o a una Domus del periodo
imperiale. Dove tra le erbacce se fossimo stati lì in quel tempo avremmo potuto vedere pascolare
pecore e bovini tra quelli che oggi sono i monumenti più visitati e invidiatici al mondo.
Con l’avvento dell’epoca moderna, che coincide anche con il secolo dei “Lumi”cambia il pensiero,
e tutti i valori appartenuti un tempo al rigore, ovvero alla regola, cioè qualcosa di “classico” e
quindi il Classicismo, vengono ripresi. Il modello dell’antichità, i pensieri dei grandi filosofi,
matematici, poeti vengono usati come base per costruire un nuovo mondo, che dopo il periodo buio
del medioevo, torna a vedere l’uomo e il suo intelletto al centro dell’universo.
Ecco che quindi nel 1600 soprattutto a partire dalla seconda metà anche l’architettura vuole copiare,
per mezzo dell’imitazione, gli stili architettonici dell’antichità classica, come l’uso degli ordini
architettonici, e delle colonne, che vengono inseriti nelle opere più importanti.
Ci si rifà al pa
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