Sunto Storia contemporanea, docente Piccardo, parte sul 900
Alla fine dell’800 l’Europa è divisa in stati nazionali, cominciano ad emergere conflitti.
L’impero Ottomano è il “grande malato” in balia delle decisioni delle potenze europee, i
territori dei Balcani interessano ad Austria e Russia.
Viene aperto il canale di Suez che dà accesso alle colonie dal sud del Mediterraneo, esse
saranno il teatro dei primi conflitti.
Bismarck vuole pacificare Austria e Russia sulla questione dei Balcani, nel 1873 avvia il
PATTO DEI TRE IMPERATORI per risolvere le cose diplomaticamente.
Il patto non sarà sufficiente, perché dal 1877 si ha una serie di piccole guerre nei
Balcani.
Bismarck propone così un CONGRESSO DI BERLINO nel 1878 che stabilisce che:
La Russia deve abbandonare i Balcani e l’area danubiana (dalla I guerra ci
ü proverà sempre e ci riuscirà con Stalin)
Riconosciuti INDIPENDENTI Serbia, Montenegro, Romania, Bulgaria
ü Bosnia affidata all’Austria
ü Cipro affidato alla Gran Bretagna (per avvicinarsi alle Indie e per evitare
ü conflitto tra Grecia e Turchia)
GB, Francia e Italia avevano partecipato senza avere reali interessi, a parte Cipro per la
GB e l’impero coloniale, come per la Francia, mentre l’Italia era impegnata nella
fallimentare guerra di Eritrea. Convenivano i Balcani suddivisi perché più deboli.
Dopo il Congresso nasce nel 1879 la DUPLICE ALLEANZA (Austria e Germania) e nel
1882 la TRIPLICE ALLEANZA con Austria, Germania e Italia a scopo difensivo.
Ad essa si contrapporrà nel 1907 la TRIPLICE INTESA (dalla Entente Cordial del 1904
tra Francia e Inghilterra) di ordine militare.
La Russia dà segni di cedimento, lo zar è vittima di attentati da parte delle società
segrete che diventano terroristiche.
Per distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica dai conflitti interni decide di
espandersi in Asia, nei territori già mira del Giappone.
L’occupazione della Manciuria scatenò un conflitto, e nel febbraio 1904 il Giappone
attaccò la base russa di Port Arthur.
La Russia viene sconfitta clamorosamente e già nel 1905 si firma la pace a Portsmouth.
La Russia perde prestigio, e inizia ad emergere la potenza del Giappone.
A gennaio 1905 la popolazione affamata e delusa si reca al palazzo dello zar per
presentare una petizione, ma egli fa sparare sulla folla provocando circa mille morti e
molti feriti, è la cosiddetta “ domenica di sangue”.
Lo scandalo sarà forte e provocherà una serie di insurrezioni condivise da tutti i ceti, e
inizieranno a emergere le idee di Lenin.
In Italia si ha la fine dei governi di sinistra storica. Emerge la figura di Giolitti, che vuole
modificare la struttura socio-‐economica italiana per acquisire maggiore potenza
internazionale.
Fa una Riforma dei tributi per arricchire le casse dello Stato, e impone tasse in base al
reddito, migliorando la condizione dei ceti medi e delle fasce più deboli.
Nazionalizza le ferrovie e favorisce l’accrescimento delle grandi industrie del Nord
come Fiat o Pirelli.
Nel 1912 fa una Riforma Elettorale e inserisce il suffragio universale maschile per chi
avesse compiuto 30 anni (o 21 se in grado di leggere e scrivere).
I governi di Giolitti saranno quattro inframezzati da altri, il re è Vittorio Emanuele III.
Nel 1911 avvia la Guerra di Libia, paese sotto il dominio turco che non interessava alle
grandi potenze. Viene conquistata ma non porterà all’economia italiana i vantaggi che
molti si aspettavano.
CRISI MAROCCHINE e GUERRE NEI BALCANI
L’Europa è divisa in due blocchi, e le tensioni vengono inizialmente scaricate nella
“polveriera balcanica” e nella corsa alle colonie.
Il Marocco era stato dichiarato indipendente nella conferenza di Madrid del 1880.
Nel 1888 al trono di Germania sale Guglielmo II, che vuole rendere il suo paese più
potente avviando un “nuovo corso” e rafforzando l’esercito
L’8 aprile 1904 Francia e Gran Bretagna avevano stipulato l’Entente cordiale, un patto
fondamentale che definiva l’influenza francese sul Marocco e l’influenza inglese
sull’Egitto, segnando la fine di secoli di contrasti e conflitti tra i due paesi europei.
La prima crisi (1905-‐1906)
Il patto non piacque al Kaiser Guglielmo II, che nel 1905 si recò in visita a Tangeri e
contestualmente prese posizione a favore dell’indipendenza marocchina, finanziando
una forte propaganda antifrancese con manifesti e volantini.
Nel 1906, le dure polemiche che conseguentemente scoppiarono tra Francia e Germania
furono placate diplomaticamente a sfavore della Germania, si riconosce l’indipendenza
del Marocco e un corridoio commerciale privilegiato per entrambi gli Stati.
La seconda crisi (1911)
La tensione del 1911 si scatena quando la Germania invia nel porto di Agadir la propria
cannoniera Panther per ottenere dalla Francia un compenso territoriale. Anche questa
volta la crisi si risolse diplomaticamente: alla Germania fu concessa l’annessione di parte
del Congo francese al vicino Camerun tedesco, con l’obbligo di riconoscere la
supremazia francese in Marocco.
Le crisi marocchine si risolsero senza violenze, ma furono un importante segnale
d’allarme per l’imminente scoppio della prima guerra mondiale.
Nei Balcani si erano formati una serie di stati indipendenti nel 1878 nella Conferenza di
Berlino.
Nel marzo 1912 la Bulgaria propone una Lega Balcanica con la Serbia, e a luglio si
unirà la Grecia. Lo scopo principale era la tutela dei nuovi territori indipendenti e la
spartizione dei suoi possedimenti europei dell’Impero Ottomano.
La Serbia stringe alleanza con la Russia perché vuole ottenere i territori dell’Austria con
abitanti serbi, ha un violento nazionalismo.
Prima guerra balcanica
A ottobre 1912 scoppia la guerra. Il pretesto fu una strage ottomana in Macedonia.
La guerra si conclude in pochi mesi a favore della coalizione favorita dalla Russia.
La conferenza di pace lascia tutti insoddisfatti. Nasce l’Albania come stato indipendente,
la città di Silistra viene affidata alla Romania che non ha combattuto, e la Serbia ottiene
gran parte della Macedonia.
Seconda guerra balcanica
Nel giugno 1913, la Bulgaria attaccò la Serbia dando inizio alla seconda guerra
balcanica.
Serbi, greci e montenegrini si coalizzarono contro la Bulgaria, che fu sconfitta nel giro di
un mese.
L’EUROPA PRIMA DELLA GUERRA
Politica aggressiva della Germania di Guglielmo II
ü Contrasto franco-‐tedesco dopo Sedan
ü Contrasto austro-‐russo per il controllo dei Balcani
ü Rivalità economiche/coloniali/nazionalistiche
ü
Il 28 giugno 1914 l’arciduca Francesco Ferdinando in visita a Sarajevo viene ucciso
dal nazionalista serbo Gavrilo Princip= CASUS BELLI
Lo stesso giorno l’Austria manda un ultimatum alla Serbia con durissime richieste e la
chiusura delle questioni sull’irredentismo.
Gli eserciti vengono mobilitati e scatta il sistema delle alleanze, con la Russia a fianco
della Serbia con la Francia.
La Serbia rifiuta l’ultimatum e l’Austria dichiara guerra.
LA PRIMA GUERRA MONDIALE
Il 28 luglio 1914 iniziano i combattimenti, ci si aspetta una guerra lampo.
La Germania deve combattere su due fronti, attacca subito la Francia passando dal
neutrale Belgio prima che l’esercito russo arrivi da oriente. Le battaglie sono molto
cruente.
L’Inghilterra interviene a settembre a fianco della Francia per non far cadere l’Intesa.
L’Italia inizialmente si dichiara neutrale per impreparazione dell’esercito.
Al governo si apre un dibattito sul da farsi, a novembre il ministro Salandra convoca un
ambasciatore austriaco per sottolineare che la triplice Alleanza è un patto difensivo, e
che ancora si valuta cosa l’Austria possa concedere in caso di aiuto (territori “irredenti”).
I neutralisti sono i cattolici, il Papa, i socialisti, Giolitti e i liberali. Si può restare neutrali
o chiedere la “neutralità negoziata”, garantendo fedeltà all’Austria.
Gli interventisti hanno invece tre possibilità: intervenire a fianco degli alleati; ingress
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