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Fondamenti della Rappresentazione

Il Potenziale dell’Arte

Con il termine “meccanico” in epoca rinascimentale si intende quella categoria di attività fatte

prevalentemente con l’ausilio delle mani, come, ad esempio, architettura, disegno, pittura et

cetera. Le arti liberali, invece davano accesso alle cosiddette arti superiori, basate sul trivio

(retorica, grammatica e dialettica) e sul quadrivio (aritmetica e geometria che, applicate, danno

luogo rispettivamente a musica e astronomia).

Con Leonardo questa suddivisione delle attività viene rivoluzionata; sostiene infatti che anche se

lui svolge un’attività considerata meccanica (come per esempio la pittura), svolge in realtà anche

un processo mentale, ovvero un’arte liberale. Lo scopo dei suoi disegni anatomici è infatti quello di

comprendere la realtà della sfera umana.

Lev Tolstoj afferma che gli artisti sono schiavi; lo scopo dell’arte è infatti quello di allietare

l’esistenza.

Russeau scrive “Discorso su Scienza e Arte”. Giunge alla conclusione che scienza e arte sono

belle attività, ma destinate solamente a chi ha una condizione economica agiata.

Carlo Magno chiama il suo impero sacro e romano per affermare che lui è l’erede degli imperatori

romani. Come ne dà prova? Ad Aquisgrana edifica utilizzando arci a tutto sesto, simbolo della

romanità. Utilizza infatti l’architettura come status.

Quando poi i Francesi vogliono staccare dal passato nel 1170 troncano con l’architettura romana e

inventano il gotico, termine coniato da Alberti. Infatti, quando Alberti ristruttura Santa Maria Novella

(1456) non vuole restaurare il gotico e ridisegna gli archi da sesto acuto a tutto sesto.

Il David viene commissionato quando i Medici vengono cacciati da Firenze. Il suo significato è

infatti estremamente esplicito; la libertà che abbatte la tirannide. Quando i Medici rientreranno nella

città dopo cinquant’anni commissioneranno il Perseo di Ciellini, il cui significato è la signoria che

abbatte le fazioni.

L’arte rende infatti chiaro il significato implicito degli eventi, non c’è bisogno di ulteriori

esplicitazioni.

Francesco I era estremamente interessato a Leonardo poiché in Italia l’estetica è così sviluppata

che anche un piccolo tiranno ha la possibilità di convincere un popolo grazie all’arte, se possibile

anche più di lui che era il sovrano più potente del mondo.

In definitiva l’arte ha un grande potere sia di marketing sia di legittimazione del potere, come si

avrà modo di verificare durante gli anni trenta in Italia. 1

Fondamenti della Rappresentazione

Disegno a Vista Vs Disegno dal Vero

Per quanto riguarda il disegno a vista, la sua esattezza deriva dalle giuste proporzioni e non dalla

misura; è quella tipologia di disegno che realizzo trovandomi sul posto e quindi analizzando il mio

intorno senza averne conoscenze specifiche. Al contrario nel disegno dal vero è necessaria una

conoscenza dell’oggetto che sto rappresentando preesistente.

L’intorno reale differisce da quello mentale in quanto è di tipo denotativo. Bisogna quindi essere in

possesso di mezzi di conoscenze per comprenderlo. E’ infatti estremamente difficile rappresentare

ciò che non si conosce. DISEGNARE = CONOSCERE

La maggior parte dei disegni avviene in absentia, ovvero senza la presenza del soggetto che sto

rappresentando. E’ una meta rappresentazione. (disegno dal vero)

La differenza tra disegno dal vero e a vista è che nel secondo non disegno guardando

un’immagine del soggetto ma disegno guardando direttamente quest’ultimo.

Il disegno dal vero comporta tuttavia diversi problemi; non capisco infatti la profondità e il rapporto

mano-retina viene alterato.

Qualsiasi tipo di rappresentazione richiede l’utilizzo di un solo occhio (monoscopia). La prospettiva

è infatti la simulazione dello sguardo con un solo occhio. Il risultato è un modello, il cui fine è quello

di essere il più vicino possibile all’oggetto imitato. 2

Fondamenti della Rappresentazione

Anatomia Oculare

L’immagine converge nel punto O2, noto come pupilla. La congiunzione dei punti Of ed O2 traccia

l’asse visivo; esso è costituito dalla pupilla che materializza i fasci luminosi.

Sul piano π, ovvero la retina, si materializza il modello della scena

Le proiettanti collegano poi il punto O2 con l’oggetto che si sta osservando. Il campo visivo, detto

α, esiste quindi fin dove O2 è in grado di congiungersi con il piano π. Esso ha un’apertura pari a

circa 120°.

E’ bene notare, tuttavia, che se la proiezione dell’immagine non finisce sul piano π, pur essendo in

grado di vedere l’immagine, non è possibile focalizzarla. Se ne deduce quindi che l’angolo visivo è

ben inferiore a 120°.

L’immagine che giunge al cervello risulta essere più piccola e ribaltata rispetto alla realtà. Siamo in

grado di vedere l’immagine dritte grazie ai calcoli di parallasse.

Riconoscibilita’ a Priori 3

Fondamenti della Rappresentazione

Quando pensiamo ad un oggetto generalmente lo immaginiamo verticale. La società occidentale

ragione infatti prevalentemente secondo cubi e parallelepipedi che si basa sulla nostra geometria

esperienziale.

Un esempio pratico di questo concetto l’abilità nel tiro al piattello; sparare non è infatti una

knowledge, la acquisisco solo praticandola. Il medesimo processo avviene anche per la

costruzione geometrica.

Abbiamo un concetto spaziale legato al verticale e alla statica. Stiamo infatti eretti su due piedi e

non abbiamo bisogno di muoverci per sopravvivere, come, ad esempio, le formiche, le quali se non

si muovono non vedono.

Tutto ciò condizione ovviamente il design e l’enviroment. Il nomadismo è infatti un’anomalia

umana, anche se solo parzialmente, in quanto anche i nomadi si portano dietro la casa.

Nella nostra percezione un oggetto è tale solo se ha una certa altezza, mentre se è basso lo

consideriamo un oggetto calpestabile.

Secondo Protagora, in un mondo in cui non c’era niente e bisognava stare attenti a tutto e c’era la

necessità oggettiva di procurarsi qualunque cosa si avesse bisogno, l’uomo verticale c’è e può

reagire, mentre l’uomo l’orizzontale non può reagire o è morto, e quindi è inutile. L’uomo in piedi si

rifà della concezione di sopravvivenza e di salute. E’ molto raro trovare una statua greca in

posizione non eretta, simboleggerebbe la non forza. Nella cultura orientale ne troviamo invece,

poiché l’essere in uno stato che in occidente verrebbe considerato come di non reattività, ha un

significa diverso e opposto. Un buddha dormiente, pur dormendo, partecipa comunque al mondo.

Un archetipo è una forma primordiale elevata a modello. Il carro, ad esempio, è archetipo del

mezzo di trasporto moderno.

capanna : architettura = carro : mezzo di trasporto

La casa si basa infatti sulla concezione necessaria insita in noi di protezione ed erezione.

E’ interessante notare come questo concetto abbia radici assai lontane nel tempo. Già per gli

Egizi, ad esempio, un parallelepipedo più sviluppato in lunghezza che in altezza aveva il significa

esplicito di morte, poiché simboleggia il contrario della verticalità.

A che cosa ha portato questo nostro modo di vedere il mondo? La risposta è abbastanza

immediata; le coordinate cartesiane. Secondo Cartesio lo spazio è tridimensionale. Perché

vengono chiamate coordinate? Perché sono coordinate tra loro, è una terna rigida, è come se

fosse un parallelepipedo svuotato.

Lo sguardo Obliquo

E’ quello di Freud. Un dottore ha uno sguardo frontale. Se un paziente non riesce a muovere un

braccio, il dottore ricondurrebbe la causa ad una motivazione fisiologica, mentre Freud

ipotizzerebbe, ad esempio, una paralisi isterica. Ognuno ha infatti una visione della realtà mediata

dalla propria cultura ed interesse.

Poniamo ad esempio che sul pavimento sia presente una macchia; un medico vedrà una semplice

macchia sul pavimento, mentre un poliziotto vedrà una prova per un caso. 4

Fondamenti della Rappresentazione

Abaco Cartesiano

Appartengono a suddetto angolo le figure con angoli. Le figure senza spigoli sono invece dette

coniche, in quanto riconducibili a sezioni di un cono. L’abaco è l’elenco di tutte le figure descrivibile

mediante linguaggio astratto.

Tutto ciò che non è esperienziale è computazionale, ovvero raggiungo la sua conoscenza solo

mediante conti ed equazioni. Proiezioni 5

Fondamenti della Rappresentazione

Non esiste rappresentazione che non sia una proiezione. Ce ne sono di due tipi: prospettiche e

parallele.

La differenza è data dal fascio proiettante. La nozione di fascio si rifa’ a un concetto di uniti, che

difficilmente può essere preso in considerazione singolarmente. Come si unisce al concetto di

“proiettante”? Non sono fasci di niente, sono rette immateriali e adimensionali. Ma se il punto è

immateriale, come si fa a dargli una direzione?

Ci sono due diverse tipologie di piano, quello continuo, dove le figure sono infinite, e il piano

discreto, che è quello che conosciamo meglio, nei confronti del quale abbiamo un’esperienza

quotidiana (piano raster).

N.B. Discreto: che misura la discrepanza, ovvero quanta discrepanza c’è, qual è la quantità

minima che posso analizzare.

La dimensione del reticolo è la dimensione minima, ovvero la quantità minima di spazio che ci può

essere tra una linea del reticolo ed una altro. Metaforicamente parlando, è la posizione in cui

colloco di una mattonella, o di qua o di là, non può stare nel mezzo.

Ciò fa, ovviamente, crollare tutto il concetto di piano infinito su cui si basa il Piano Continuo.

Un altro esempio pratico è quella dei pixels di una fotografia. La dimensione del singolo pixel è

fissa e non i

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher anacleto95 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Fondamenti della rappresentazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico di Milano o del prof Papi Daniele Giovanni.
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