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Premessa: per far pensare l'educazione al patrimonio

Gli autori e le autrici del libro vorrebbero che esso divenisse una sorta di "carta" che: risponda alle domande (sul patrimonio e sull'educazione adesso), sia un punto di riferimento (per persone provenienti da contesti istituzionali e professionali disparati), sistematizzi ed organizzi le varie documentazioni (prodotte da enti e studiosi per ispirare e orientare l'educazione al patrimonio). Hanno avvertito tale esigenza perché l'assunzione e l'elaborazione del concetto di "patrimonio culturale", almeno qui in Italia, costringono a modificare le prospettive di lavoro degli insegnanti e degli educatori (fanno riferimento all'iniziativa dell'adozione di un monumento del territorio da parte di studenti, che li ha sensibilizzati alla tutela del patrimonio locale. Iniziative così sono però troppo sporadiche ancora). Un altro motivo è che gli organismi legislativi stanno elaborando solo recentemente ciò che il patrimonio culturale, e l'educazione ad esso, possono offrire.

L'educazione al patrimonio deve essere intesa come un'attività formativa che fa del patrimonio oggetto di studio e ricerca educando alla sua conservazione, al rispetto e alla tutela. Nel 1994 l'UNESCO lanciò un progetto sulla partecipazione dei giovani al patrimonio mondiale. Dal 1998 anche il consiglio d'Europa raccomanda ai 48 paesi che vi fanno parte l'incoraggiamento della "Pedagogia del patrimonio" come viene chiamata in Francia, o "Educazione al patrimonio" come da termine italiano. Si usa un approccio interculturale e si cerca di invitare alla comprensione e all'apprezzamento del patrimonio allo scopo di: comprendere il passato a livello locale, nazionale e internazionale, riconoscere le somiglianze tra i popoli e valorizzare le differenze, combattere il razzismo e l'intolleranza. La pedagogia però non è una materia ma un approccio, utilizza una varietà di discipline e abilità, basandosi su ricerche personali e sull'attività cooperativa a carattere costruttivistico. Si configura in un processo dinamico. Conseguendo l'educazione la persona sarà cosciente che i beni culturali appartengono ad un insieme concepito come patrimonio culturale, il quale deriva dalle attività di molteplici generazioni. Essa svolge anche un ruolo primario per lo sviluppo delle comunità e dei territori, favorendo lo sviluppo locale, l'apertura al dialogo verso identità altre, il sollecito alla cittadinanza per il riconoscimento e la valorizzazione delle istituzioni che si occupano di beni culturali.

Tesi 1 - Il concetto di patrimonio

L'odierno concetto di patrimonio culturale deriva da un'evoluzione secolare, iniziata con l'idea con una lista di beni materiali, solitamente artistici, considerati di valore eccezionale e giunta a quella di un insieme significativo di testimonianze materiali e immateriali che esprimono una cultura nelle sue diverse manifestazioni. Il patrimonio, dal latino "patris munus", ha impliciti riferimenti al valore e al possesso, oltre alla valenza di eredità. Esso è costituito da beni materiali, luoghi ambienti ed elementi immateriali, nonché dalla loro concettualizzazione e interpretazione come singoli beni e come insieme. Il patrimonio culturale è un insieme: diffuso, in divenire, relativo, polivalente, interdisciplinare, identitario e storico. Può essere considerato un insieme di insiemi di beni culturali e paesaggistici. L'approccio corretto ha cara la dimensione valoriale che i beni esprimono per la comunità che in essi si riconosce, ma li considera inseriti in un sistema aperto sempre in cambiamento. Del patrimonio si occupano le istituzioni culturali pubbliche e private, le organizzazioni culturali, le istituzioni politiche a vari livelli, le organizzazioni non governative e i privati cittadini.

  • Convenzione UNESCO 1972 art. 1 presenta il patrimonio culturale come insieme di: monumenti (iscrizioni, grotte, opere architettoniche plastiche o pittoriche) gli agglomerati (gruppi di costruzioni isolate o riunite) i siti (opere dell'uomo o connesse all'uomo come le aree) art. 2 è considerato patrimonio naturale monumenti naturali, formazioni geologiche, aree delimitate, habitat di specie minacciate, siti e aree naturali.
  • Raccomandazione del comitato dei ministri del consiglio d'Europa riguardo all'educazione al patrimonio culturale del 1998 "il patrimonio culturale include ogni testimonianza materiale o immateriale e dell'attività umana nell'ambiente naturale.
  • Convenzione UNESCO 2003 art. 2 il patrimonio intangibile significa riti, rappresentazioni, espressioni conoscenze e abilità che le comunità e i gruppi riconoscono come parte del loro patrimonio culturale. Questo bene culturali trasmesso da generazione a generazione è costantemente ricreato dalle comunità e dai gruppi. Il patrimonio culturale intangibile si manifesta in questi domini: tradizioni orali, spettacoli, pratiche sociali e rituali.
  • Convenzione UNESCO 2003 il patrimonio culturale digitale è composto da risorse eccezionali della conoscenza ed espressione umana, e comprende risorse culturali, educative, scientifiche ed amministrative create digitalmente o convertite al digitale.
  • Codice dei beni culturali e del paesaggio 2004 definizione beni culturali v. archivistica. Sono beni paesaggistici gli immobili e le aree che costituiscono espressione dei valori storici, culturali, naturali, morfologici ed estetici del territorio.
  • ICOM - Codice etico per i musei 2004 Il bene culturale è ogni cosa o concetto considerato di rilevanza estetica, storica, scientifica o spirituale. Il patrimonio naturale è ogni cosa, fenomeno o concetto naturale considerato di rilevanza scientifica o come manifestazione spirituale.

Tesi 2 - L'educazione al patrimonio e i suoi destinatari

Il patrimonio è un elemento costitutivo dell'ambiente in cui viviamo, esso si offre a tutti come risorsa, e come oggetto di studio. Proprio per questo è un elemento significativo ed essenziale da includere nei processi educativi, per dare significato umano e sociale alle conoscenze apprese. Però la semplice inclusione in tali processi dei beni patrimoniali come risorse e argomenti non è sufficiente per educare al patrimonio. A tal fine bisogna svolgere un'attività dedicata che si rivolga non solo al pubblico scolastico ma a tutti gli individui e che sia: mirata al patrimonio (deve far acquisire capacità di dare senso e valore), svolta con il patrimonio (i processi di comunicazione devono organizzarsi attorno agli elementi che lo costituiscono) e impostata per il patrimonio (per promuovere la conoscenza, la tutela e la valorizzazione degli elementi che lo compongono). L'educazione è un'azione intenzionale che consente di adottare un approccio cognitivo e di rielaborazione che privilegia la riflessività e la comparazione, favorendo lo sviluppo di capacità critiche e promuove sia l'inclusione sociale che il confronto e il dialogo tra diverse culture. L'educazione al patrimonio culturale si rivolge a persone di ogni età e tiene conto della loro pluralità di connotazioni ed esigenze. Mediante il patrimonio si può realizzare l'educazione interculturale in quanto i suoi elementi sono diffusi sul pianeta e testimoniano sia la storia di ogni gruppo umano che lo abita o lo ha abitato nel presente, sia i secolari processi di conflitto interscambio e osmosi fra le culture.

  • Raccomandazione del comitato dei ministri del consiglio d'Europa riguardo all'educazione al patrimonio culturale del 1998 L'educazione al patrimonio significa un approccio didattico basato sul patrimonio culturale integrando l'educazione pratica e gli approcci interculturali.
  • Consiglio d'Europa 2005 Si decreta l'inclusione della dimensione del patrimonio culturale a tutti i livelli d'istruzione, non necessariamente come una materia, ma come una risorsa per le altre discipline e che rinforzi la ricerca interdisciplinare e incoraggi gli scambi di conoscenze e abilità.

Tesi tre: le finalità dell'educazione al patrimonio

Le finalità dell'educazione al patrimonio devono essere individuate nell'ottica di una relazione fra il soggetto, protagonista dell'educazione, e i beni culturali e naturali, in riferimento al contesto di vita e a quelli delle comunità di appartenenza e delle altre collettività nel mondo. Non è sufficiente, infatti, far coincidere le finalità solo con la conoscenza, la tutela e la valorizzazione del patrimonio, ma vanno anche mostrate come un tipo di educazione che comprende il patrimonio come strumento e obiettivo formativo riconosciuto, e come l'azione mirata e concreta che i mediatori culturali mettono in atto. Alcuni obiettivi dell'educazione al patrimonio possono essere visti nella promozione dell'abilità ad osservare, produrre informazioni, interpretare, a provocare curiosità, a educare al gusto estetico, a fornire strumenti concettuali e a sviluppare competenze professionali, ad acquisire conoscenza storica e consapevolezza identitaria, a introdurre le persone giovani alla cittadinanza attiva, a formare le capacità critiche.

  • Raccomandazione del comitato dei ministri del consiglio d'Europa riguardo all'educazione al patrimonio culturale del 1998: partendo dal presupposto che l'azione educativa sul patrimonio culturale è un metodo ideale di dare significato al futuro tramite una migliore comprensione del passato, i membri raccomandano a ogni Stato di adottare leggi e norme ideali per promuovere le attività sul patrimonio culturale.
  • Dichiarazione universale sulla diversità culturale - UNESCO 2001: la creazione si basa sulle radici della tradizione culturale, ma si sviluppa in contatto con altre culture, e per questo motivo il patrimonio, in tutte le sue forme, deve essere valorizzato.
  • Codice dei beni culturali e del paesaggio - 2004 La tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale concorrono a preservare la memoria della comunità nazionale e del suo territorio e a promuovere lo sviluppo della cultura.
  • Carta di Ename per l'interpretazione dei siti del patrimonio - 2005 Riporta gli scopi dell'educazione menzionati prima.
  • Indicazioni del MIUR per il curricolo della scuola dell'infanzia e primaria: Fa riferimento all'importanza delle discipline connesse al patrimonio culturale, quali la musica, che dà sviluppo al pensiero flessibile ed intuitivo, creativo e partecipativo, l'arte, che sensibilizza la sensibilità estetica, al linguaggio universale, la storia, che spiega il passato ed educa alla civiltà, connettendosi anche alle scienze sociali e la geografia, che fa comprendere la natura del patrimonio in base a segni presenti sul territorio.

Tesi quattro: il valore metodologico del patrimonio

I beni che costituiscono il patrimonio sono stati prodotti da fenomeni naturali e da persone e società umane all'interno di contesti culturali, e questi sono segni del tempo, e testimonianze della storia della Terra e dell'umanità, connotando i territori. Per queste valenze, nel campo delle ricerche sono le tracce che gli studiosi e le studiose elaborano e trasformano in strumenti per produrre informazioni in riferimento al presente e al passato. Le metodologie disciplinari si sono costituite e seguitano a definirsi in rapporto con il patrimonio disponibile e con le tecnologie che lo rendono più accessibile e disponibile. Nell'ambito dell'istruzione formale, invece, si dà ancora la prevalenza a nozioni di tipo manualistico, avulse dall'esperienza pratica. L'approccio educativo dei patrimoni culturali è quindi una forte innovazione pedagogica, permettendo la stimolazione alla comprensione e promuovendo abilità che non sono contemplate nell'uso dei manuali. Mettere i discenti in grado di interpretare una testimonianza li coinvolge in un processo di apprendimento in cui la trama delle operazioni metodologiche può essere ben esperita. Uscendo quindi dalla logica dell'uso del patrimonio culturale in funzione dei soli apprendimenti, verrà potenziato il suo valore metodologico: introducono infatti attività inferenziali, e rilevanti per conoscere il territorio, comporre la storia locale, assumere la responsabilità della tutela.

  • Documento di Lisbona della Comunità europea (2005) - Competenze chiave: organizzare il proprio apprendimento, individuando, scegliendo, ed utilizzando varie fonti e modalità di formazione ed informazione. Risolvere problemi: affrontare situazioni problematiche costruendo e verificando ipotesi, raccogliendo e valutando i dati, proponendo soluzioni e discipline.
  • MIUR - Regolamento per l'attuazione dell'obbligo dell'istruzione a 16 anni: Per l'asse storico-sociale bisogna saper leggere le differenti fonti letterarie, ricavandone informazioni su eventi storici e di diverse epoche e aree geografiche.

Tesi cinque: l'accessibilità del patrimonio

Accedere al patrimonio culturale è un diritto della cittadinanza, essenziale per lo sviluppo della collettività e degli individui e per l'esistenza stessa del patrimonio, poiché entrambe si fondono sull'interazione degli individui con le tracce paesaggistiche. L'accessibilità del patrimonio deve essere resa più ampia possibile, con l'unico vincolo della tutela. L'accesso ai beni è fondamentale per la loro esistenza poiché un patrimonio ha ragione di esistere solo se viene fruito, compreso e riconosciuto. Inoltre, un rapporto consapevole coi beni culturali aiuta la popolazione a sviluppare un senso civico elevato. L'accessibilità al patrimonio è una responsabilità che ricade sulle istituzioni che lo custodiscono, così come coloro che lo studiano e lo interpretano. I beni tuttavia devono presentare due caratteristiche: accessibilità cognitiva (ovvero dare al pubblico inesperto gli strumenti per comprenderlo, come didascalie, pannelli esplicativi, con un'interpretazione attenta alle varie sensibilità e al dialogo interculturale, nonché rispettosa dell'autenticità). L'accessibilità cognitiva, poi, implica la collaborazione degli individui con gli esperti e le esperte alla cooperazione sull'interpretazione del proprio patrimonio, in cui si riconoscono. Dall'altro lato, notiamo però che il fattore economico può agire come discrimine sulla popolazione, soprattutto per la parte più svantaggiata di essa, e le istituzioni dovrebbero impegnarsi affinché i musei siano più accessibili. Da vari punti di vista il museo dovrebbe essere accessibile: fisicamente (limitando le barriere architettoniche), culturalmente (essere rispettoso delle varie etnie), cognitivamente, aperto alle nuove tecnologie e alla formazione di un personale preparato.

  • Assemblea generale delle Nazioni Unite - 1948: L'articolo 27 illustra il diritto degli individui di accedere al patrimonio culturale.
  • Manifesto per le biblioteche pubbliche - UNESCO 1994: Il manifesto fa riferimento alla necessità della biblioteca di fornire testi a titolo gratuito e disinteressato alla popolazione, di fornire testi adatti a tutte le fasce d'età, a proporre un accesso indiscriminato per età, genere ed etnia, ad avere materiale sempre aggiornato e non inficiato dal commerciale.
  • Risoluzione concernente l'accesso di tutti i cittadini alla cultura - 1996: La commissione si impegna ad effettuare uno studio a livello europeo per approfondire la conoscenza sia delle realtà dell'accesso alla cultura che delle esigenze dei cittadini, in particolare dei cittadini discriminati.
  • Conferenza di Berlino sull'accesso aperto alla conoscenza nel campo scientifico e umanistico (2003): Internet ha fondamentalmente cambiato le realtà pratiche ed economiche della distribuzione della conoscenza scientifica e del patrimonio culturale, La dichiarazione promuove internet come uno strumento funzionale per una conoscenza globale scientifica e umana.
  • Carta di Ename per l'interpretazione dei siti del patrimonio - 2005: Dice che la fruizione dei siti culturali è un diritto fondamentale e universale, e che la distribuzione deve essere facilitata da un'interpretazione chiara ed aperta all'intervento del pubblico.

Tesi sei: patrimonio e identità

Il patrimonio materiale e immateriale costituisce l'espressione dell'identità culturale delle collettività umane, ne rivela i caratteri attuali e le trasformazioni vissute nel tempo, esito anche di processi di conflitti o/e osmosi. Il patrimonio è diffuso nell'ambiente messo in relazione con luoghi frequentati con esperienze esistenziali. Talvolta però il patrimonio, come mero componente del paesaggio vitale, non viene effettivamente conosciuto e produce identità irriflesse, che non sono positive. In questo caso, infatti, gli individui non possono elaborare una piena, articolata, e libera dimensione identitaria e culturale; inoltre, spesso sulla base di una mancata o inadeguata conoscenza del patrimonio, si formano identità irriflesse che non sono positive per il loro sviluppo.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-DEA/01 Discipline demoetnoantropologiche

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Tardis di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Antropologia culturale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Rossi Emanuela.
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