Funzione del ginocchio
Movimenti di flesso-estensione
Il ginocchio, dal punto di vista funzionale, consente solo movimenti di flesso-estensione. Partendo dalla posizione di riferimento di massima estensione, con la gamba in asse con la coscia, è possibile consentire al tallone di giungere a contatto con la natica (può arrivare a circa 160°).
Movimento di iperestensione
In alcuni soggetti è possibile un movimento di iperestensione che, in condizioni patologiche, prende il nome di "ginocchio recurvato".
Movimento intorno all'asse longitudinale
Al movimento di flesso-estensione si associa un altro movimento, detto di rotazione automatica, che porta la gamba a ruotare di alcuni gradi medialmente durante la flessione e lateralmente durante l’estensione.
Rotazione interna ed esterna della gamba
A ginocchio flesso sono possibili alcuni gradi di rotazione interna ed esterna della gamba (attivi).
Movimenti sul piano frontale
I movimenti di adduzione e abduzione, cioè sul piano frontale, sono limitati e possibili solo a ginocchio lievemente flesso. Essi non sono correlati all’azione di muscoli specifici, ma sono dovuti a un gioco meccanico dell’articolazione.
Movimento di estensione del ginocchio
Il movimento di estensione del ginocchio si deve a una complessa struttura detta apparato estensore del ginocchio, costituita da una serie di elementi che agiscono in perfetta sincronia:
- Muscolo quadricipite femorale (il più potente del corpo umano)
- Tendine quadricipitale
- Rotula (articolazione femoro-rotulea)
- Legamenti alari
- Tendine rotuleo
- Tuberosità tibiale anteriore
L’azione del quadricipite si trasmette al tendine rotuleo e alla tibia attraverso la rotula nell'articolazione femoro-rotulea, che deve poter contare su una rotula stabile e priva di alterazioni anatomo-funzionali in condizioni normali.
La rotula è situata al centro della troclea femorale, con cui si articola mediante due faccette articolari congruenti alla concavità femorale.
Movimenti di flesso-estensione e congruenza rotulea
Nei movimenti di flesso-estensione, la rotula scorre sul piano sagittale mantenendosi sempre al centro della troclea femorale, guidata dal vasto mediale obliquo, dal vasto laterale, dai legamenti alari e dai legamenti menisco-rotulei. Il movimento della rotula è favorito anche dalla congruenza delle sue faccette articolari convesse con la concavità e profondità della troclea femorale.
Delicatezza delle strutture
Queste strutture sono molto delicate: è sufficiente una minima alterazione, come un’ipotrofia del vasto mediale, difetti di allineamento della tibia rispetto al femore, un angolo quadricipitale (angolo Q) squilibrato, per determinare sindromi dolorose difficili da risolvere.