TipoAppunto: Riassunto
Argomento: Anatomia
Anno: 2004
nomedocente:
nome: Alberto Scimemi
facolta: Verona
http://www.futurimedici.com/ CELLULE E TESSUTI
La cellula è l’unità strutturale funzionale di un organismo vivente; ciò significa che se essa viene
scomposta in parti più piccole queste parti non sono organismi viventi.
Citoplasma con organuli specifici
Membrana nucleare Membrana citoplasmatica
Nucleo (DNA, RNA, cromosomi)
MEMBRANA CITOPLASMATICA: protegge l’intera cellula, ma non solo perché grazie a sostanze
che si possono sciogliere nell’acqua e nei grassi. Teste idrofile
Code ipofile
Sfrutta così il modello del mosaico fluido, cioè è una barriera in costante evoluzione e che permette
scambi con l’esterno grazie a dei recettori tramite i quali passano le molecole dell’esterno. Sulla
membrana poi si trovano degli apparati di riconoscimento: sono questi ultimi che provocano nei
trapianti il rigetto dell’organo o parte del corpo trapiantata.
CITOPLASMA: è un gel, denominato Citosol, nel quale galleggiano gli organuli citoplasmatici (specifici
per ogni tipo di cellula). Es. i Ribosomi, utili alla sintesi proteica, contenenti le informazioni scritte sul
MRNA acido ribonucleico messaggero.
RETICOLO ENDOPLASMATICO: si divide in liscio (è il più esterno ed ha il compito di
immagazzinare le molecole) e rugoso (a contatto col nucleo ha il compito di rielaborare le molecole).
Altri organuli presenti nel Citoplasma (oltre ai Ribosomi): 1
• l’APPARATO DEL GOLGI…elabora e forma le molecole complesse e prepara le sostanze al
circolo extracellulare
• i LISOSOMI…inglobano, distruggono ed eliminano ciò che è dannoso alle cellule
• i PEROSSISOMI…producono H2O2 (acqua ossigenata) per inattivare le cellule dannose
• i MITOCONDRI…servono per la trasformazione delle sostanze utili alla cellula in ATP
(AdenosinTriPfosfato)
• i CENTRIOLI…utili nel momento della divisione cellulare. Fungono da poli magnetici attraendo
gli organuli
Esistono poi protuberanze esterne alla membrana citoplasmatica e sono:
1. le CIGLIA: poste al di sopra delle cellule e che permettono, ad esempio nei bronchi di trasportare il
muco verso le cavità nasali
2. i FLAGELLI: permettono il movimento della cellula (es. la coda degli spermatozoi)
3. i MICROVILLI: per l’assorbimento delle sostanze esterne grazie a una superficie maggiore di
assorbimento microvilli
NUCLEO: è la parte della cellula delimitata da una membrana nucleare “porosa” che permette lo
scambio di informazioni tra il nucleo e il resto della cellula. Il nucleo contiene la Cromatina che, se
posta a contatto con coloranti, assume colori molto forti. In essa vi è il materiale genetico che in fase di
stasi è in forma liquida, mentre nel momento della divisione cellulare il materiale genetico si raggruppa
in coppie uguali di cromosomi X e Y. E nei pleuri è presente l’RNA ribosomiale.
Esistono 2 tipi di divisione cellulare:
• la MITOSI…qui tutto ciò che c’è nella cellula viene raddoppiato e i corpi uguali vengono divisi e
allontanati fra di loro dai centrioli. La cellule della pelle sfruttano questo tipo di divisione cellulare
• la MEIOSI è la divisione cellulare che forma le cellule sessuali come i gameti con ½ patrimonio
genetico maschile e ½ femminile.
RICHIAMI DI ISTOLOGIA
Tessuto connettivo:
conferimento e mantenimento della forma del corpo, esso fornisce matrice che connette e lega le cellule
e gli organi. Svolge anche ruolo di difesa poiché in esso risiedono cellule fagocitarie ed
immunocompetenti.
risulta costituito principalmente da:
matrice extracellulare:
fibre proteiche
⇒ sostanza fondamentale
⇒ 2
liquido tessutale
⇒
E’ componente di:
capsule degli organi
- tendini
- legamenti
- cartilagine
- osso
-
La maggior parte dei tessuti connettivi si sviluppa dal foglietto embrionale intermedio
MESODERMA.
CARTILAGINE:
forma specializzata di tessuto connettivo in grado di sopportare sollecitazioni meccaniche senza
deformarsi come nelle articolazioni dove la cartilagine fornisce una superficie ammortizzante per lo
scorrimento.
Essa risulta costituita da :
condrociti: accolti nelle lacune
- matrice extracellulare: collagene, acido ialuronico, proteoglicani
-
A seconda delle esigenze funzionali si sono sviluppati tre tipi di cartilagine in cui varia la composizione
della matrice.
1) cartilagine ialina: è la più comune e contiene prevalentemente collagene di tipo II. Costituisce il
disco epifisario nell’osso in fase di crescita
2) cartilagine elastica: possiede numerose fibre elastiche, si trova nel padiglione auricolare nel
canale uditivo esterno.
3) cartilagine fibrosa: intermedia tra connettivo denso e cartilagine ialina. Si trova nei dischi
intervertebrali, la cartilagine fibrosa è priva di pericondrio.
TESSUTO OSSEO è il più duro tessuto del corpo
resiste alle sollecitazioni
- contiene il midollo osseo
- protegge gli organi vitali
- è riserva di calcio e fosfato
- sistema di leve che moltiplica la forza dei muscoli
-
Componenti del tessuto osseo sono
matrice ossea: sostanza intercellulare calcificata
cellule:
osteociti: in cavità della matrice
- osteoclasti: riassorbono e rimodellano l’osso
- osteoblasti: sintetizzano componenti organici
-
La comunicazione con i capillari sanguigni avviene grazie a canalicoli scavati nella matrice. Le ossa sono
rivestite da strati di cellule osteogeniche
Osteoblasti: sono i responsabili della sintesi di componenti organici nella matrice ossea. Sono localizzati
sulla superficie del tessuto osseo. Quando sono attivi hanno forma cubica o cilindrica, prolungamenti li
mettono a contatto con osteoblasti contigui. Quando si trovano nella matrice neo sintetizzata prendono
il nome di osteociti. Questa quando ancora non è calcificata prende i nome di osteoide. 3
Osteociti: sono osteoblasti immersi nella matrice ossea. Accolti nelle lacune tra le lamelle della matrice.
Prolungamenti di cellule contigue entrano in contatto tramite giunzioni serrate attraverso cui avviene il
flusso di ioni e molecole. Partecipano alla conservazione della matrice ossea. La loro morte è seguita dal
riassorbimento.
Osteoclasti: cellule mobili, grandi e fortemente ramificate, hanno da due a 50 nuclei. Nelle regioni ossee
dove si nota riassorbimento osseo, gli osteoclasti sono accolti nelle lacune di Howship, depressioni
scavate enzimaticamente. Derivano dalla fusione di monociti e pertanto appartengono al sistema
fagocitario mononucleato. Hanno citoplasma acidofilo e presentano un orletto striato nei pressi della
matrice ossea che provoca un aumento dell’area assorbente.
la sostanza inorganica costituisce il 50 % della matrice ossea (calcio, sodio, magnesio,
Matrice ossea:
potassio) La matrice organica è data da collagene di tipo I e da sostanza fondamentale amorfa. la
durezza dell’osso dipende dall’associazione di fibre collagene con idrossiapatite.
Periostio ed endostio sono gli strati sulla superficie esterna ed interna dell’osso. Il primo è lo strato
esterno di fibre collagene e fibroblasti i cui fasci penetrano nella matrice ossea e sono chiamate fibre di
Sharpey. Lo strato interno è dato da cellule osteoprogenitrici. Il secondo tappezza le superfici interne
delle cavità contenute nell’osso composto da cellule osteoprogenitrici e la sua funzione più importante è
la nutrizione del tessuto osseo.
TIPI DI OSSIFICAZIONE:
intermembranosa: avviene in seno a membrane del tessuto connettivo concorre anche alla crescita
delle ossa corte ed inspessimento delle ossa lunghe.
1. gruppi cellulari si trasformano in osteoblasti
2. sintesi di osteoide
3. calcificazione
4. inglobamento osteoblasti che diventano osteociti
ossificazione condrale: interessa un segmento di cartilagine ialina la cui forma riproduce in miniatura
il modello osseo.
1. condrociti ipertrofizzano vengono distrutti e rimangono delle cavità
2. cellule osteoprogenitrici e capillari entrano negli spazi dei condrociti distrutti
3. formazione di matrice ossea sui resti di quella cartilagine
Pericondrio osso
cartilagine periostio
cartilagine
calcificata
canale midollare 4
ANATOMIA
Si occupa dello studio della conformazione e della struttura degli esseri viventi
strumenti per lo studio dell’anatomia sono:
immagini: visibili e strumentali: microscopia ottica, raggi x RMN ultrasuoni.
Terminologia:
Per un riferimento spaziale utilizzo dei piani perpendicolari tra loro. La posizione anatomica di
riferimento è di un soggetto anatomico in piedi con le mani e le braccia lungo i fianchi ed i palmi che
guardano in avanti. Rosso: piano mediano di simmetria o saggitale, il soggetto
viene tagliato in due meta speculari.
Verde: piano frontale o coronale: divide il soggetto in due
antimeri, anteriore e posteriore che non saranno mai
simmetriche
Blu: piano trasverso: divide il soggetto in due metà,
superiore ed inferiore.
Coppie di termini:
mediale/ laterale: rispettivamente avvicinamento ed
allontanamento dal piano saggitale.
cefalico/caudale: rispettivamente allontanamento dal piano
trasverso in senso superiore, ed in senso inferiore
distale/prossimale: zona più lontana e più vicina alla radice
di un arto.
Terminologia di movimento: schematizzazione dei
movimenti lungo i piani di riferimento
allontanamento dal piano saggitale abduzione
avvicinamento al piano saggitale adduzione
riduzione lunghezza di un arto flessione
movimento opposto alla flessione estensione
rotazione sul piano frontale torsione
movimento che esagera l’estensione iperestensione. 5
STRUTTURA ORGANIZZATIVA
cellule: tessuti: associazione di organi: aggregazione
parti elementari cellule in gruppi di tessuti, sono unita
di organismi funzionali specializzati di lavoro
Sistemi: organi che hanno analogie strutturali
le unita cooperano per svolgere funzionali e stessa origine embriologica.
funzione comune Apparati: organi che hanno analogie funzionali ma
diversa struttura e/o origine embriologica
COSTITUZIONE GENERALE DEGLI ORGANI:
Gli organi si distinguono in pieni o cavi.Gli organi cavi si distinguono in organi dell’apparato
circolatorio e visceri. epitelio di rivestimento
tonaca mucosa lamina propria
VISCERI tonaca sottomucosa muscolaris mucosae
tonaca avventizia
tonaca muscolare
oppure tonaca sierosa mesotelio
strato sottoendoteliale
ORGANI CAVI
APPARATO CIRCOLATORIO
tonaca intima endotelio
strato sottoendoteliale
tonaca media
tonaca avventizia
Approfondimenti:
Tonaca mucosa: risulta costituita da epitelio di rivestimento che svolge funzioni nel mediare gli scambi
che si svolgono tra lume del viscere e sangue. Presenta una lamina propria con funzioni trofiche e di
sostegno per l’epitelio di rivestimento. Possiamo trovare nel suo spessore ghiandole intramurali o
extramurali. La muscolaris mucosae provvede ad assicurare una relativa indipendenza di movimento
rispetto alla motilità dell’organo.
Tonaca intima: corrisponde alla mucosa degli organi cavi, si trova negli organi dell’apparato circolatorio,
essa con la sua continuità impedisce la coagulazione del sangue.
Tonaca sottomucosa: risulta formata da connettivo lasso, manca nel cuore e nei vasi. E’ uno strato di
svincolo della mucosa rispetto agli strati più esterni.
Tonaca muscolare e tonaca media: assicurano motilità complessiva all’organo. Le fibre muscolari
presentano orientamenti diversi e consentono movimenti di tipo peristaltico e peristolico.
Tonaca avventizia: tessuto connettivo denso, forma l’avvolgimento esterno dei visceri cavi e dei vasi.
Assicura all’organo una relativa autonomia rispetto alle formazioni circostanti permettendo un
ancoraggio.
Tonaca sierosa: sostituisce l’avventizia, e contribuisce alla individualità complessiva e alla fissità degli
organi che avvolge. 6
Gli organi pieni risultano costituiti da:
capsula: è l’avvolgimento esterno dell’organo, costituita da connettivo denso che invia nell’organo
- setti di vario spessore fino a costituire un reticolo tridimensionale. L’insieme dei setti costituisce lo
stroma. Questo appare in alcuni organi come lobi e lobuli. Lo stroma rappresenta anche un
dispositivo di supporto per vasi e nervi.
parenchima: è lo spazio delimitato dallo stroma a cui spettano le funzioni caratteristiche
- dell’organo. APPARATO LOCOMOTORE
Risulta costituito da un insieme di organi che permette
mantenere la posizione statica
- permettere il movimento
-
L’apparato locomotore può distinguersi in due porzioni:
parte passiva: ossa e articolazioni
parte attiva: muscolare
Funzioni:
sostegno
- protezione
- sede emopoiesi
- deposito di calcio
- sistema di leve per amplificare le forze muscolari
-
Lo scheletro da la forma umana, togliendo i muscoli e le componenti viscerali dell’uomo rimane la
componente scheletrica che mantiene comunque un aspetto umano. Organi o altre unità funzionali
imprimono allo scheletro particolari forme.
CARATTERISTICA PRINCIPALE DELLE OSSA SONO
rigidità che mantiene la forma nel tempo
organi passivi di movimento
Lo scheletro si può dividere in due sezioni:
scheletro assiale: cranio, coste, colonna, sterno
- scheletro appendicolare
-
I collegamenti tra lo scheletro appendicolare ed assile avvengono tramite i cingoli o cinture (scapolare e
pelvica).
Generalità delle ossa:
Sono di colore bianco o giallastro ed ogni osso è modellato per rispondere alle esigenze funzionali e
meccaniche. Distinguiamo
ossa lunghe: un diametro prevale sugli altri due. Il corpo allungato è detto diafisi mentre le due
estremità sono dette epifisi.
ossa brevi: tutti i diametri sono equivalenti
ossa piatte: due diametri prevalgono sul terzo 7
Tutte le ossa sono rivestite dal periostio tranne nel punto in cui si inseriscono legamenti o in giunzioni
articolari. sezionate le ossa presentano cavità rivestite da endostio che contiene il midollo osseo.
Sulle ossa possiamo riconoscere sporgenze (processi, creste, spine, tuberosità,apofisi) oppure cavità
(articolari).
Le ossa possono essere pari se rispettano al specularità, oppure impari se non rispettano la specularità,
sesamoidi se sono in numero sovrannumerario ed inserite nello spessore dei tendini.
GENERALITA’ ARTICOLAZIONI
Collegano tra loro le ossa
Presentano un rapporto fisso o semifisso o mobile secondo uno o più piani spaziali.
Una classificazione generale può essere:
SINARTROSI articolazione per continuità
-
DIARTROSI articolazione per contiguità
-
A seconda del tipo di movimento abbiamo una classificazione funzionale in:
immobili
- parzialmente mobili
- mobili
-
Si rende necessaria inoltre una classificazione della forma dei capi articolari in relazione al tessuto
interposto.
1. articolazioni fibrose sono immobili o semimobili
2. articolazioni cartilaginee
3. articolazioni sinoviali
Fibrose: forma variabile, le superfici articolari hanno superficie allungata possono presentare margini
sottili o essere a forma di cavità
Cartilaginee: coste/manubrio sternale; occipitale/sfenoide
- sincondrosi;
il tessuto interposto è fibroso ma in quantità molto maggiore ed in associazione con altre
- sinfisi:
fibre
Sinoviali: solo le più rilevanti. In esse abbiamo la presenza della membrana sinoviale che produce un
liquido detto sinoviale, è ricca di vasi sanguigni capillari.
POSSIAMO DISTINGUERE
artrodie
ginglimo, laterale o angolare
condiloidee ed ellissoidee
a sella
enartrosi
ARTRODIE 8
Due capi articolari possono avere raggi di curvatura diversi. Se la contiguità articolare non è sufficiente
possono esserci degli aiuti per interposizione di dischi di tessuto cartilagineo fibroso. Articolazione per
contiguità in alcune posizioni possono non esserlo più per sostituzione del tessuto interposto tra i due
capi articolari. Le superfici cambiano e si rende necessaria l’interposizione di dischi articolari.
La riduzione degli attriti durante
il movimento è dato dalle cartilagini
sinoviali e dal liquido sinoviale.
Questo favorisce un minore dispendio
energetico e una minore usura
del materiale.
FORMA DELLE SUPERFICI ARTICOLARI
A seconda delle superfici articolari abbiamo diverse articolazioni sinoviali. Gli elementi tipici della
sinoviale sono le superfici articolari costituite da cavità glenoidea e da testa dell’osso.
La cartilagine articolare è un sistema complesso la cui organizzazione interna è costituita da quattro
strati diversi.
Capsula articolare: si trova in una sede dove non c’è movimento (manicotto che collega le due ossa
circondandole). E’ la sede di numerose terminazioni nervose e dà un monitoraggio della posizione del
braccio in quel momento.
Borsa acromiale: presenza di una mucosa secernente lipidi mucosi simili alla sinovia. Servono a limitare
gli attriti tra osso e capsula articolare. Le facce interne possono scivolare e questo limita l’attrito. Le
facce sono disposte in posti strategici.
Cartilagine articolare: tipo di connettivo caratterizzato da
bassa attività metabolica
- vasi solo in superficie o contenuti in cavità scavate nella cartilagine
- la cartilagine è capace di crescere o per apposizione o per crescita interstiziale
- alta resistenza alla pressione, tensione, e sollecitazione tangenziale. I meccanismi biologici che
- permettono questo sono che la matrice è costituita da diverse molecole in gel
cellule contenute in un materiale amo
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