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La pena di morte

La pena di morte è una condanna che è sempre stata usata e contro cui per prima si oppose Cesare Beccaria. Lui riteneva che non fosse giusto togliere la vita a una persona, poiché se dare la morte è un reato la stessa cosa vale per lo Stato che non dovrebbe macchiarsi di tale delitto. Nell’antichità le pratiche usate erano quelle più semplici: si usava buttare giù il colpevole da un dirupo o si lapidava la persona. Nel Rinascimento con la Controriforma, il Tribunale dell’Inquisizione introdusse, per lo più per streghe ed eretici, il rogo. Tutt’ora alcuni paesi dell’America e dell’Oriente usano la pratica della pena di morte come la sedia elettrica o l’iniezione letale. A questo si oppongono associazioni come Amnesty International, che raccoglie firme contro questa pena, in tutto il mondo.
Esistono molte tecniche che si usano per la pana di morte come:
-la sedia elettrica, usata in USA (tempo di sopravvivenza: 10 min)

Willie Francis: 17enne nero, condannato nel 1946, sopravvissuto al primo tentativo di ucciderlo. Un testimone oculare disse: "Ho visto il boia che accendeva l'interruttore ed ho visto le labbra del prigioniero gonfiarsi, il suo corpo teso e stirato. Ho sentito l'incaricato gridare al suo collega di mandare più succo quando ha visto che Willie Francis non moriva e il collega rispondere che stava mandando tutta la corrente elettrica che aveva. Allora Willie gridò: 'Toglietemela, fatemi respirare!'. Successivamente ha detto di aver sentito un bruciore nella testa ed alla gamba sinistra, di essere saltato contro le cinghie e di aver visto puntini blu, rosa e verdi".
-garrota, usata in Spagna fina a pochi decenni fa (tempo di sopravvivenza: 25 min)
Consiste in una panchina sulla quale viene fatto sedere il condannato che si appoggia ad un palo intorno al quale passa un cerchio di ferro che lo stringe alla gola; una manovella a vite stringe sempre più il cerchio finché sopravviene la morte per strangolamento, mentre un cuneo di ferro provoca la rottura delle vertebre cerebrali.

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