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Saggio Breve, come si scrive

Saggio breve: un appunto con un saggio svolto di esempio per apprendere i segreti di questo tipo di elaborato. Da non perdere se devi fare la Maturità e ancora non ti hanno insegnato come si svolge un saggio breve

E io lo dico a Skuola.net
Saggio breve, questo sconosciuto
Ormai la nuova maturità è stata metabolizzata dalla scuola italiana. Eppure il saggio breve, per molti, rimane uno sconosciuto. Con questo piccolo documento vi voglio dare una mano a capire meglio di cosa si tratta e come si realizza un saggio breve.

Per prima cosa, bisogna considerare i tre elementi distintivi del saggio breve:
1. Destinatario
2. Estensione
3. Documenti di consultazione

Il destinatario è ovviamente colui a cui è indirizzato il componimento. Il destinatario influenza il registro linguistico utilizzato: se per esempio vi rivolgete a una giornale specialistico di settore dovrete utilizzare un insieme di termini più ricercati; se invece volete scrivere per il giornalino scolastico, dovrete usare dei termini più semplici e quindi spiegare molto bene il contenuto di ciò che scrivete. Il destinatario va indicato esplicitamente all'inizio del saggio breve.
L'estensione è la lunghezza dello scritto che solitamente è indicata dal committente e che va, nei limiti del possibile, rigorosamente rispettata. In genere la lunghezza non deve essere superiore a 4-5 colonne di foglio protocollo diviso a metà.
I documenti di consultazione sono quei testi o quelle fonti in generale dalle quali dovete attingere per il vostro saggio. Solitamente questi vengono indicati dal professore, ma in certi casi il tipo di consultazione che potete utilizzare è libero.

Chi fa un saggio breve deve scrivere un testo di senso compiuto mescolando insieme i contenuti che gli vengono forniti nei documenti di consultazione, in maniera asettica senza che il proprio giudizio venga fuori in maniera esplicita. Insomma una certo giudizio critico è richiesto all'alunno, ma questo deve essere frutto del ragionamento logico esposto quando si presentano i contenuti dei testi di consultazione. Lo scopo finale del saggio, infatti, è quello di informare in maniera quanto più rigorosa e attinente ai documenti in merito a una certa tematica. Per la buona riuscita del saggio, un trucco è la creazione di una scaletta con riportati tutti i punti da esprimere.
Questo è un esempio di saggio breve che ho provato a scrivere.

CARLO V
Destinatario: il docente
Estensione: quaranta righe di quaderno
Documenti di consultazione: libro di testo, enciclopedia

Scaletta:
* Origini familiari
* Elezione
* Guerra su tre fronti:
o Guerra con la Francia (3 fasi)
o Lotta al Protestantesimo
o Guerra contro l'impero Ottomano
* Conclusione (comprensiva di giudizio personale e motivazione del medesimo)

Carlo V Nacque a Gand da Filippo il bello e da Giovanna la pazza. Secondo gli accordi matrimoniali tra Luigi XII e l'imperatore Massimiliano, Carlo avrebbe dovuto sposare Claudia, la figlia del re, la quale gli avrebbe portato in dote la Borgogna, la Bretagna e la Lombardia. Gli accordi fallirono e nel 1506 Filippo muore e la moglie, unica erede dei domini castigliani, impazzisce, cosicchè Carlo eredita i domini Borgognoni, i Paesi Bassi, la Castiglia e le colonie americane. Con la morte di Ferdinando, eredita i territori italiani. L'evento maggiormente significativo della sua carriera è stato lo scontro con la Francia, dividibile in tre fasi principali. La prima inizia nel 1521 e finisce nel 1530. Di questo periodo viene ricordata la lega di Cognac del 1526 stretta tra Francesco I, Enrico VIII e gli stati italiani, accomunati da interessi antiasburgici. L'anno successivo gli spagnoli saccheggarono Roma. In seguito alla pace di Cambrai stipulata con la Francia si potè assistere al ritorno nelle mani del papa di Ravenna e Cervia, il ritorno degli Sforza a Milano e dei Medici a Firenze, quindi con la rinuncia di Carlo V ai territori italiani. la seconda fase si svlolse dal 1535 al 1544; nella quale nel 1535 l' imperatore annettè il ducato di Milano e finisce per volontà del papa Clemente VII con la pace di Crepy. Durante la terza fase (1555 - 1559), l'imperatore riuscì a configgere i protestanti; nel '55 con la pace di Augusta i singoli stati dell' impero avrebbero seguito la propria religione, col successo dei principi tedeschi protettori di Lutero. Lo sforzo finanziario fu enorme e quindi Carlo V, fu costretto a convenire nella pace di Cateau-Cambresis del 1559 dove Filippo II rinunciò ai territori piemontesi, mantenendo la città di Torino e altri centri. Alla guerra per terra s'accompagno la guerra per mare contro i Turchi alleati della Francia ai quali si oppose una lega veneto-papale-imperiale; ma nulla si fece di positivo, anzi l'Egeo venne conquistato a discapito di Venezia. Gli ottomani si impadronirono di Vienna nel 1542. Nel frattempo, nel 1556, la forte pressione economica e umana porta l'imperatore all'abdicazione in favore del figlio Filippo con la cessione della Spagna, i Paesi Bassi e i possedimenti italiani; mentre al fratello di Carlo (Ferdinando) le terre austriache, la Boemia, l'Ungheria e il titolo di imperatore. La figura di Carlo V è piuttosto discutibile: si venne a concretizzare nelle sue mani un impero troppo grande da gestire dentro al quale si scontravano diverse culture, in particolare è stato fondamentale per lo sfacelo dell'impero la protesta di Lutero che trascinò dietro di se diversi principi tedeschi che videro nella riforma la possibilità di impossessarsi dei domini papali della Germania. Di conseguenza la guerra su tre fronti (contro i Turchi, contro i Protestanti, contro la Francia) ebbe delle conseguenze non irrilevanti sul destino dell' impero tedesco.
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