La seconda metà del 1600 e i primi decenni del 1700 sono caratterizzati dal rafforzamento degli Stati Nazionali che a loro volta si distinguono in Stato Assoluto e Stato Parlamentare.
La forma più diffusa fu quella dello stato assoluto e a costituire l'esempio per eccellenza fu la Francia di Luigi XIV alla quale si contrappose il modello della monarchia assoluta (parlamentare) inglese. Lo stile di vita adottato nel 1600 è l'Anciene Regime che aveva come centro il Re dotato di un potere donatogli direttamente da Dio. Egli governa in maniera rigida e tiene più alla propria gloria che al bene dei suoi sudditi: “Da Dio il re, dal re le leggi”. Altro compito importante del sovrano è quello della promulgazione delle leggi.
A livello sociale l'Ancien Regime viene inteso come una vera e propria diseguaglianza. Infatti vi è una stratificazione della società: Clero- Nobiltà- Terzo Stato.

A livello economico imponeva il perseguimento di una piena autonomia da parte del sovrano.
La formazione dell'Ancien Regime portò la nobiltà in una crisi grave e irreversibile, finendo per sottostare alla volontà del re. Essa infatti non solo si trovò sempre più indebitata ma anche screditata sul piano politico e sociale. Tuttavia la nobiltà non perse del tutto le sue funzioni infatti la nobiltà di corte riuscì ad esercitare una specificata funzione: quella di uno stato sociale intermedio indispensabile all'affermazione e alla glorificazione del sovrano, difendendosi così dalla scalata sociale del Terzo Stato!
Tra il 1620 e il 1740 l'Europa è caratterizzata da una grave crisi, soprattutto demografica e agricola.
Solo dopo la metà del 1700 l'Europa ebbe un grande progresso: l'allargamento dell'economia monetaria, il rinnovato sviluppo demografico e l'aumento dei lavoratori. Alla fine del secolo, soprattutto Inghilterra e Francia furono radicalmente trasformate dalla rivoluzione industriale, e furono caratterizzate dal mercantilismo, un sistema di produzione e circolazione della ricchezza. L'obbiettivo principale di questo è, infatti, l'arricchimento dello stato.
A ciò si oppone la scuola fisiocratica, poiché per i fisiocratici la terra è l'unica fonte di ricchezza. Per incrementare lo sviluppo, essi ritengono indispensabile una politica economica basata sul libero scambio.

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