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Le monarchie nazionali

Cosa si intende per “Stato moderno”

Per Stato moderno si intende quello Stato in cui:
• il potere sia accentrato: ovvero dove si sia instaurata una progressiva acquisizione di tutto il potere da parte del monarca (compreso il potere ecclesiastico, ovvero la nomina dei vescovi e degli abati)
• si definito un territorio nel quale la sovranità del re sia circoscritta
• ci sia una forte concezione patrimoniale e dinastica dello Stato: lo Stato appartiene al re che lo gestisce come più lo aggrada e lo tramanda di nasticamente ai suoi figli.
La Spagna
La riunificazione della Spagna, la cosiddetta “reconquista”, è guidata da un sentimento comune quale quello religioso.
Dopo la battaglia di Las Nava de Tolosa (1212), la penisola è divisa in cinque regni: Regno di Navarra, Regno di Portogallo, Regno di Granada, Regno di Aragona, Regno di Leon-Castiglia.

L’unificazione definitiva del territorio spagnolo avviene solo dopo il matrimonio (1469) tra Isabella di Castiglia e Ferdinando d’Aragona, più precisamente quando Ferdinando eredita la corona castigliana, nel 1479. L’unificazione di questi due regni è solo territoriale; le persone delle due aree erano (e sono tutt’ora) divise:
Castiglia Aragona
Aree commerciali Oceano Atlantico Mediterraneo
Economia Allevamento Commercio
Lingua Castigliano (spagnolo attuale) Aragonese (catalano attuale)
Ferdinando ha la capacità di unire queste “due Spagne” attraverso obiettivi comuni di politica estera e militare: ciò facendo riesce a trovare un forte consenso che gli permette di istituire un apparato burocratico e un esercito permanente.
Ferdinando fa leva sull’elemento che legava lo Stato spagnolo: la religione: nel 1482 comincia l’ultima missione contro i Mori del Regno di Granada che termina con una vittoria da parte di Ferdinando nel 1492; ciò porta ad un ampliamento di territorio e quindi ad un’espansione di potere che consolida il potere regale
Ferdinando riesce a prendere il controllo sulla Chiesa, facendola diventare un’istituzione dipendente dal monarca stesso: la S. Inquisizione. Introdotta nel 1478 in Castiglia, e poi successivamente nel 1492 estesa a tutto il territorio spagnolo, è un tribunale per giudicare i peccatori; è controllata da un consiglio presieduto dal sovrano che elegge gli inquisitori. I beni vanno ad arricchire il tesoro della corona.
Il monarca iberico a partire dal 1482 controlla le nomine degli ecclesiastici e nel 1493 vincola alla sua autorizzazione la pubblicazione delle bolle papali.
Per rafforzare ancora di più il suo potere, Ferdinando caccia nel 1492 tutti gli ebrei (stessa sorte toccherà ai musulmani nel 1526), non si ha nessuna tolleranza per i “conversos” (ebrei/mussulmani convertiti alla religione cristiana). Si presenta quindi il paradosso:
• Gli ebrei e i mori sono i portatori di reddito, ma sono stati cacciati
• I cristiani si consideravano tali solo se non lavoravano,
Ciò porta ad una crisi che crea una dipendenza sempre maggiore dai nuovi territori conquistati
Inghilterra e Francia prima della battaglia di Bouvines (1214)
L’Inghilterra
Dopo la dinastia normanna (iniziata con Guglielmo il Conquistatore 1066), c’è un ventennio caratterizzato da frequenti lotte civili. Nel 1154 la corona passa a Enrico II Plantageneto (1154-1189). In quanto dopo anni e anni di guerra civile i baroni e la Chiesa hanno usurpato le prerogative delle corona, il monarca decide di porre fine a queste usurpazioni.
Nel 1164 emana quindi la Costituzione di Clarendon, nella quale sancisce il diritto per il monarca di controllare le nomine ecclesiastiche e di giustiziare gli ecclesiastici usurpatori. Questi drastici provvedimenti non piacciono all’arcivescovo di Canterbury (Tommaso Becket), ma viene assassinato (1170) da quattro sicari, probabilmente mandati dal monarca; per questo il papa lo scomunica nel 1173. Dopo la scomunica i baroni si ribellano, ma questa rivolta viene soffocata nel sangue.
Con questi accorgimenti Enrico II riesce a potenziare la monarchia sia all’interno dell’isola, sia, anacronisticamente parlando, nelle zone “extra-territoriali”:
 La Normandia (ereditata della madre Matilde d’Inghilterra)
 L’Angiò (ereditata del padre Goffredo d’Angiò)
 L’Aquitania (portata in dote dalla moglie Eleonora d’Aquitania)
La Francia
Il re Filippo IV Augusto (1180-1223) applica una politica di accentramento, togliendo potere a tutti i feudatari, quindi anche al re d’Inghilterra. Questo provvedimento mette in contrasto i due regnanti, lo scontro diventa guerra il 27-luglio-1214
La battaglia di Bouvines

Il 27-luglio-1214 i due schieramenti regi si scontrarono a Bouvines (una cittadina vicino a Lille e sul confine con l’attuale Belgio): gli inglesi con a capo Giovanni Senza Terra (fratello di Riccardo Cuor di Leone), i francesi cappeggiati dal loro re Filippo II Augusto.
C’è una guerra anche però puramente politica tra il papa Innocenzo III e l’imperatore Ottone IV di Brunswick; il primo supportava l’esercito francese, mentre il secondo era a supportava l’esercito britannico.
Lo scopo di questa battaglia: affermare il proprio potere sui feudi.
La guerra vede vittorioso lo schieramento francese, e di riflesso anche il papa Innocenzo III
Questa battaglia segnò in maniera indelebile il clima politico europeo:
 L’apogeo della politica teocratica di Innocenzo III
 L’accentramento del potere francese
 Le limitazioni del monarca inglese
 L’uscita di scena di Ottone IV e l’ascesa al trono imperiale di Federico II di Svevia (voluto dal papa)
Dopo lo scontro
Francia
La vittoria francese segna un cambiamento, si dal punto di vista politico sia da quello sociale. Segna, difatti, la definitiva superiorità della corona su qualsiasi altro feudatario (il papa Innocenzo III dirà: “...il re di Francia è imperatore nel suo regno...”); al feudo regio furono annessi altri feudi attraverso matrimoni, accordi diplomatici o addirittura guerre.

Cambiò l’amministrazione statale, venne affidata ai balivi (amministratori della giustizia e del controllo della corretta amministrazione del paese da parte dei feudatari). Filippo II istituisce inoltre nuove cariche:
 Consiglio del Re  amministrazione del potere giuridico
 Corte dei conti  amministrazione del potere finanziario
 Parlamento di Parigi  amministravano il Paese dando consiglio al re
Inghilterra
La monarchia si indebolisce così tanto che baroni riescono a contestare il re; questi attriti divennero uno scontro nel quale:
 I baroni rivendicano una concezione feudale dell’autorità, preservando le grazie del potere feudale, un contratto bilaterale, in cui nessuno chiedeva più di quanto concordato
 Il re rivendica una concezione sacra della monarchia, responsabile del suo operato solo davanti a Dio
Il 15 giugno 1215 i due raggiungono un accordo scrivendo e siglando la Magna Charta Libertatum (oggi conservata nella cattedrale di Salisbury). Questa è considerata la prima costituzione europea. Il sovrano è soggetto per la prima volta era soggetto al controllo di due camere:
 Camera dei Lord: rappresentava la nobiltà del la città
 Camera dei Comuni: rappresentava la piccola nobiltà i preti, il piccolo clero e i borghesi
Il sovrano non può prendere alcuna decisione senza l’approvazione delle due camere


La Guerra dei Cent’Anni
Casus Belli
Filippo IV decide di appropriarsi dei feudi inglesi nel suo territorio, il monarca inglese, dal canto suo, reagì rivendicando la corona francese, in quanto la nuova dinastia, i Valois, è subentrata alla dinastia dei capetingi (dalla quale discende Edoardo III).

Inizia così la lunga e frammentaria guerra dei cent’anni (1337-1453)


La prima parte del conflitto (1337-1429)

Gli inglesi possono contare sul supporto del Duca di Borgogna e riescono ad imporsi nelle battaglie di Crecy (1346) e Poitiers (1356); subiscono però una rovinosa sconfitta nella battaglia di Azincourt (1415). Con il trattato di Troyes del 1430 Carlo VI riconosce Enrico V suo erede, dandogli in sposa la figlia.
La seconda parte del conflitto (1429-1453)

Alla morte di Carlo VI, il figlio Carlo VII rivendica la corona francese. Nella zona della Loira riorganizza l’esercito e le finanze. Riceve l’aiuto di Giovanna d’Arco (la pulzella di Orleans) che, tra il 1429 ed il 1431 guida l’esercito, conquista Orelans e fa nominare Carlo VII re di Francia (1430 Cattedrale di Reims). La pulzalla di Orleans viene in seguito catturata degli inglesi e condannata al rogo a Rouen nel 1431.
Il vecchio nemico, il Duca di Borgogna, si trasforma in un fedele alleato della corona francese.
Carlo VII riorganizza l’esercito e sconfigge definitivamente gli inglesi nel 1453.
La Francia dopo il conflitto
La Guerra dei Cent’anni legittima la corona quale garante nazionale: questo fa sì che la Francia si trasformi da monarchia feudale a Stato moderno. Ciò nonostante l’aristocrazia rimane importante; infatti, nel 1461, alla morte di Carlo VII, il suo successore Luigi XI deve scendere a patti con la Lega del Bene Pubblico, guidata dal Duca Carlo, detto il Temerario. Egli vuole espandere il suo territorio annettendo anche le Fiandre; ma nella Battaglia di Nancy del 1477, Carlo viene sconfitto ed ucciso.
Negli anni successivi Luigi XI implementa l’opera di annessione dei territori iniziata dal suo predecessore, unendo l’Angiò, il Maine, la Provenza e ottenendo i diritti sul Regno di Napoli e di Sicilia.
Luigi XI istituisce:
- un esercito permanente di circa 25.000 uomini;
- un nuovo apparato amministrativo al fine di garantire un flusso costante di entrate alla corona;
Inoltre affida la giustizia ai Parlamentari regionali e prosegue nel tentativo di trasformare la chiesa in Chiesa nazionale.
Nel 1483 Luigi XI muore e Carlo VIII ascende al trono; grazie alle innovazioni del suo predecessore, la Fracia diventa una vera e propria potenza nazionale.
L’Inghilterra dopo il conflitto

Nell’Inghilterra sconfitta, la perdita della maggior parte dei territori fa scoppiare una guerra civile per il trono: la Guerra delle Due Rose (1455-1485).
La famiglia dei Lancaster (rosa rossa) si fronteggia con la famiglia degli York (rosa bianca); lo scontro provoca una divisione ed una “guerra” a livello nobiliare .
La guerra termina con l’ascesa al torno della casata dei Tudor (Enrico VII), discendente dai Lancaster e sposo di Elisabetta di York.
Con Enrico VII l’Inghilterra si rafforza e si delineano i nuovi regnanti: i Tudor (fino al 1603).
Il nuovo re decide di rafforzare il potere della corona britannica. In politica estera il monarca attua una condotta di isolamento; in politica interna estirpa l’organizzazione feudale; riesce facilmente in questo intento in quanto il feudalesimo non molto radicato e la quasi assenza della nobiltà (causa la guerra civile).
Enrico VII impone il suo potere attraverso un’efficiente burocrazia:
- vengono nominati gli sceriffi e i giudici di pace (amministrazione della giustizia e riscossione delle tasse);
- viene istituita la Camera stellata (abusi poteri feudali);
- il monarca di assicura il controllo delle gerarchie ecclesiastiche;
il re impone forti tasse sulle decime del clero.

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