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Settecento - Nuovo assetto economico e sociale

Nuove linee commerciali
Gli scambi commerciali tra America ed Europa si intensificarono nel Settecento a causa della crescente richiesta di prodotti coloniali nel vecchio continente. I maggiori prodotti delle colonie erano il cacao, il caffè, il tabacco e il cotone. Altri prodotti minori richiesti da tutte le zone del mondo erano il tè, il riso, il mais, la seta, la porcellana e le spezie, che crearono un traffico commerciale mondiale. Il commercio dei prodotti coloniali era triangolare perché coinvolgeva Europa, America e Africa. Con la vittoria nella Guerra dei sette anni l’Inghilterra aveva ottenuto dalla Spagna anche il monopolio nella vendita degli schiavi neri. Così il mercante inglese partiva con la sua nave dai porti dell’Inghilterra con merci di basso costo e bassa qualità e sbarcava sulle coste africane. Qui scambiava le sue merci con gli schiavi neri e già il guadagno era consistente. A questo punto il mercante giungeva in America in cui vendeva i neri ai ricchi latifondisti. Con i consistenti guadagni ottenuti, si riempiva la nave di prodotti coloniali che rivendeva in Europa a prezzi molto più elevati rispetto alle spese. Questo triangolo commerciale era economicamente fruttuoso e redditizio. Vennero aperti i primi caffè, locali in cui si gustava questa nuova bevanda e il primo di questi locali fu aperto a Parigi da un siciliano. Nei caffè si andava inoltre per leggere il giornale e discutere di politica e di cultura. Nel Settecento si diffuse il tabacco che inizialmente veniva masticato o aspirato. Il cotone segnò una svolta fondamentale perché contribuì alla crescita demografica della popolazione mondiale. Gli abiti di cotone erano molto più comodi, economici, durevoli e igienici rispetto a tutti gli altri indumenti. Un altro prodotto molto richiesto era lo zucchero, che era originariamente ricavato dalla canna da zucchero e che successivamente venne estratto chimicamente dalla barbabietola. Diffuso era anche il rum, ricavato a partire dallo zucchero. Dall’Oriente arrivavano prodotti come la seta, la porcellana e le spezie. Gli inglesi, che erano i padroni del mare, nel Settecento si arricchirono notevolmente.

La crescita demografica
Nel Settecento avvenne una crescita esponenziale della popolazione europea, che raddoppiò in un secolo. La crescita demografica era dovuta principalmente a un decremento delle mortalità. Fondamentale fu la rivoluzione agricola. Nel corso del Settecento la scienza si stava affermando e ogni disciplina si stava specializzando sempre più. Si notò che la questione della produttività del terreno era legato alla presenza di alcune sostanze. Avvenne così l’introduzione della rotazione pluriennale al posto di quella triennale. Con la rotazione pluriennale permetteva di ruotare i prodotti agricoli senza dover lasciare a riposo nessun terreno. Ciò era possibile alternando i prodotti così che il terreno non venisse estremamente impoverito. In alcune zone d’Europa l’agricoltura divenne intensiva perché i terreni erano gestiti in modo che fruttassero al massimo e l’agricoltura era integrata con l’allevamento. Iniziò a diffondersi quindi l’abitudine di un’alimentazione più varia, che contribuì all’aumento demografico. Due importanti prodotti agricoli che provenivano dall’America erano il mais e la patata. Nel Seicento il mais iniziò a diffondersi in Europa, mentre la patata si diffuse nel Settecento poiché era vista come il prodotto del diavolo poiché aveva foglie velenosi, le prime qualità erano bitorzolute e mangiata con la buccia era sgradevole. Erano prodotti importanti perché erano resistenti, richiedevano poche cure, resistevano a climi pessimi, avevano una resa ottima e avevano un apporto calorico molto consistente. In alcune zone d’Europa il mais divenne l’alimento base per i popoli di alcune zone, come la fascia alpina. La patata invece rappresentò la salvezza per alcune popolazioni come la Russia e la Scandinavia. Alessandro Volta compì una campagna per diffondere la patata tra gli strati più bassi della popolazione, che avrebbe contribuito a risolvere parzialmente il problema della fame. La diffusione di questi due prodotti fu importantissima perché rese la popolazione più resistente alle malattie. Da menzionare è anche l’importanza rappresentata dal miglioramento delle vie di comunicazione. Anche in caso di carestia infatti era abbastanza facile trasferire cibo tra due zone molto distanti. Un altro elemento che contribuì alla crescita demografica fu il miglioramento delle condizioni igieniche, dovuto principalmente alla creazione di fognature efficienti, alla possibilità di lavarsi maggiormente e allo sviluppo della medicina. Nell’Ottocento il medico inglese Jenner inventò il primo vaccino, studiando il vaiolo che colpiva le vacche. Il miglioramento delle condizioni igieniche comportò la scomparsa della peste. Un altro aspetto importante era rappresentato dal fatto che nel Settecento le guerre furono poco distruttive. Nel Settecento inoltre era diffusa l’abitudine di sposarsi più giovani, ma ciò non comportò necessariamente un aumento delle nascite, soprattutto in Francia in cui si diffusero i primi metodi di contraccezione.

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