LA GUERRA DEL VIETNAM

Nel Vietnam del Sud, dopo il 1960, si sviluppò un movimento comunista di guerriglia, chiamato Viercong, appoggiato dal Vietnam del Nord.
Per paura che l'intero paese diventasse comunista, gli Stati Uniti presero a inviare truppe.
L'incidente del golfo di Tonchino (1964) da alcuni viene indicato come l'inizio del conflitto: in realtà si tratta di un'escalation. Il presidente Jonhson decise di intervenire in modo massiccio. Ma il Vietcong, appoggiato anche da URSS e Cina, stramò le forza americane.
La guerra si concluse nel 1973 con un armistizio.
Nel 1975 il Vietcong, sconfitto l'esercito sudvietnamita, conquistò Saigon, la capitale del Vietnam del Sud.
Il Vietnam fu riunificato sotto il regime comunista e si avvicinò all'URSS, ponendosi in contrasto con la Cina.
La guerra del Vietnam segnò un periodo difficile per gli Stati Uniti, non solo per la sconfitta militare e per la riprovazione internazionale. Vi fu anche un'aspra contestazione interna sulla necessità di inviare giovani americani a morire in Vietnam.
Ci si interrogò anche sulle ragioni dell'impossibilità di sconfiggere una nazione sottosviluppata come il Vienman.
In Iran nel 1979 una rivoluzione destituì lo Scià e portò al potere l'ayatollah Khomeini, il quale instaurò un regime fondamentalista, fortemente antioccidentale e antiamericano.
Iran e Iraq, divisi per ragioni politiche e di rivendicazioni territoriali, combatterono una sanguinosa guerra tra il 1980 e il 1988, che si conluse senza un vincitore.

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