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Ippodamo da Mileto

Appunto sull'architetto greco Ippodamo da Mileto, ideò lo schema ippodameo, l' impostazione urbanistica tipica delle città greche, che si diffuse poi in tutto il Mediterraneo, caratterizzando anche le città fondate dai Romani

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Ippodamo da Mileto

Ippodamo da Mileto (V sec. a.C.) fu un grande architetto e urbanista greco. Ideò lo schema ippodameo, l' impostazione urbanistica tipica delle città greche, che si diffuse poi in tutto il Mediterraneo, caratterizzando anche le città fondate dai Romani. Precedentemente a questo rivoluzionario schema urbanistico, i progetti prevedevano che le prime costruzioni edificate fossero le case, e gli spazi rimasti fra di esse avrebbero formato le strade. Questo schema invece si basava su assi perpendicolari fra loro; alcuni detti cardi, (direzione nord-sud) altri detti decumani (direzione est-ovest) che si incrociavano formando angoli retti, detti "a scacchiera". Si formavano degli isolati rettangolari in cui si disponevano le case. Le strade secondarie variavano di larghezza da tre a cinque metri, ed erano un numero più elevato rispetto alle strade principali, che erano larghe da cinque a dieci metri. Le strade minori erano distanziate più o meno trenta metri l'una dall'altra, le strade maggiori da cento a duecento metri. Una generale impostazione urbanistica come questa era già stata inventata prima di Ippodamo, ma fu grazie a lui se essa trovò una teoria corretta e coerente per essere realizzata. Pericle, uno statista dell'epoca, affidò a Ippodamo le redini per la ristrutturazione del porto di Pireo, una città dell'Attica, in Grecia. Egli contribuì come architetto anche a dare origine alla colonia ateniese di Turi, in Puglia nel 443 a.C., e nel 408 a.C. all'edificazione della città di Rodi. Creò progetti urbanistici basati sul suo schema ippodameo per le città di Mileto, di Priene, Olinto e, forse, per Agrigento, Pompei e Paestum.

L'Utopia di Ippodamo da Mileto
(Utopia: la visione di un proposito ideale, seppure irrealizzabile)
Ippodamo fu anche un filosofo politico, e la sua aspirazione alla città perfetta consisteva in un centro abitato creato unendo fattori della società spartana e quella ateniese. Il suo progetto contava un ideale di diecimila abitanti, spartiti in tre classi sociali: gli artigiani; gli agricoltori; i guerrieri. Lo spazio doveva essere diviso in tre zone, una dedicata alla venerazione gli dei, una pubblica e una riservata alle proprietà private. Vi dovevano essere poi terre di proprietà dei contadini e terre adibite all'uso comune. Dei giudici anziani erano a capo della giustizia e le cariche pubbliche dovevano essere elette dal popolo.
Lo scherma urbano di Ippodamo da Mileto è un fondamento dell'urbanistica di oggi, e ci ha permesso di progettare nuove città ben strutturate.
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