Gelmini: bocciati gli assenti e no abolizione test ingresso

La Gelmini ha illustrato questa mattina le novità che attendono gli studenti per l'anno scolastico 2010-2011. Punto nodale, l'intransigenza nei confronti degli assenti: come annunciato già lo scorso anno, alle superiori non si potranno superare 50 giorni di assenza, pena la bocciatura. La norma, peraltro, era già in vigore dal 2004 per gli studenti delle medie.

NUMERO CHIUSO - Sul numero chiuso il Ministro ha dichiarato di essere "contraria all'abolizione dei test" per l'accesso alle facoltà ad accesso programmato, affermando che ci sono margini di miglioramento, seppur limitati. Ricordando che un tavolo tecnico al ministero sta lavorando per rivedere i test, il ministro ha detto che la soluzione non é comunque nel far pesare di più il voto della Maturità.

NUOVE SUPERIORI - Il Ministro Gelmini, durante la conferenza stampa ha sottolineato l’importanza dei cambiamenti introdotti dalla Riforma delle superiori che, vi ricordiamo, entrerà in vigore quest’anno per le prime classi. Per saperne di più, clicca qui. Il Ministro ha parlato di risorse da investire in modo più opportuno, con investimenti da destinare alla qualità e che non si limitino al 3% come, sostiene, è stato fatto finora, a fronte invece del 97% delle risorse destinate all'istruzione utilizzate da sempre per gli stipendi.

PIÙ INGLESE E PIÙ SCIENZE - E passi avanti nella qualità dell’insegnamento, continua la Gelmini, verranno fatti da quest’anno con i nuovi quadri orari in cui “vengono incrementati gli orari della matematica, della fisica e delle scienze” e viene “potenziato lo studio delle lingue, con la presenza obbligatoria dell'insegnamento di una lingua straniera nei 5 anni dei licei ed eventualmente di una seconda lingua straniera” nell’ambito della percentuale di autonomia lasciata ad ogni istituto. E ricorda, inoltre, che “una materia del quinto anno sarà insegnata in inglese”.

SI PUNTA SUI TECNICI E I PROFESSIONALI - Ma viene ribadito anche l’impegno del governo nell’incentivare l’istruzione tecnica e professionale, che non deve più essere considerata una “tipologia di scuola di secondo ordine”. La Gelmini, infatti, ricorda che esistono “più di 50mila i profili tecnici richiesti dall'impresa che la scuola non riesce a formare”. L’obiettivo della Riforma è anche quello di “formare figure professionali richieste dal mondo del lavoro” e, quindi, realizzare corsi di istruzione tecnica e professionale che siano finalizzati all’incremento dell’occupazione, molto di più di quanto non siano riusciti a fare i corsi di laurea triennali.

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