piera di piera
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Svevo e "La coscienza di Zeno"

Letteratura inizio '900

Le teorie freudiane hanno ripercussioni anche nel campo letterario. L'inizio del secolo presenta innovazioni ideologiche che vanno a intaccare le certezze del secolo precedente. Così l'individuo si sente smarrito in un mondo che non riconosce più e di cui avverte le lacerazioni: di qui da parte di alcuni scrittori, la perlustrazione perfino ossessiva dell'interiorità quasi a cercarvi le risposte agli interrogativi che la realtà stessa presentava.
Questi elementi di novità si traducono in nuove strutture e nuove tecniche narrative, quali:
* Scomparsa del narratore onnisciente che costruiva a priori un intreccio, al contrario nella narrativa psicologica, il narratore racconta una realtà sempre opinabile, soggettiva; una realtà che "si crea" man mano. Questa tecnica è presente in Svevo, Proust e Joyce.
* Rarefazione della trama: se la realtà che conta è quella interiore non avranno più importanza i fatti. Da esili storie emergono le varie situazioni esistenziali, le "rivelazioni"che la vita può offrire e che Joyce chiamerà "epifanie",Proust "intermittenze del cuore".
* Tecnica del flusso di coscienza. Nella sua autoanalisi, il personaggio passa a improvvise associazioni di immagini e di idee, affioranti dal buio dell'inconscio, apparentemente senza un nesso logico.

La vita

Italo Svevo (pseudonimo di Ettore Schmitz) nasce a Trieste nel 1861. Di madre ebrea e padre tedesco, compie gli studi medi in Baviera, inizia quelli superiori a Trieste ma è costretto ad abbandonarli per dissesti economici familiari, quindi lavora per vent'anni in una banca. Nel 1892 pubblica il suo primo romanzo, Una vita, che passa inosservato; identica sorte tocca alla sua seconda opera, Senilità. Comincia per Svevo, deluso dalla letteratura, un lungo periodo di silenzio. Nel 1905 conosce Joyce che in quel periodo insegnava inglese a Trieste. Solo nel 1923 pubblica La coscienza di Zeno che Joyce fa conoscere nei circoli letterari francesi.

La coscienza di Zeno

Il romanzo non ha una vera e propria trama. È suddiviso in 8 capitoli, corrispondenti al resoconto di diversi episodi della vita del protagonista, Zeno Cosini, ricco commerciante triestino. Egli ha scritto i ricordi della sua vita su consiglio del dottor S., dal quale è in cura di psicoanalisi, ma a un certo punto scettico sull'utilità della terapia, decide di interromperla. In seguito a ciò il dottor S. per vendetta decide di pubblicare i ricordi del suo paziente.tutto ciò funge da prefazione al romanzo. I capitoli dal secondo al settimo sono le memorie vere e proprie di Zeno, che egli dichiara di avere scritto prima della terapia. Il capitolo ottavo è un diario, tenuto da Zeno dopo la terapia, in cui sono esposte fra l'altro anche le ragioni dell'interruzione della terapia psicanalitica, incapace di restituire all'uomo la salute.

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