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"Psicologia delle Folle", Gustave Le Bon

Popolo: insieme di caratteri comuni, ancestrali, stabili che corrispondono a un’etnia.
Folla: Oltre ai caratteri ancestrali ve ne sono anche di nuovi e transitori.
I mutamenti delle civiltà sembrano dovuti a ragioni politiche, ma in realtà questi avvengono con la modifica delle idee dei popoli. Il cambiamento risiede nelle opinioni e nelle idee.
L’ “era delle folle” è nata da due fattori principali (‘800) : 1) fine di credenze religiose, sociali e politiche in cui ci si rispecchiava fino a quel momento e che decadono. 2) Nuove condizioni di vita e di pensiero (es: nell’800 Rivoluzione Industriale e rivalutazione della scienza).
Quando si iniziano a formare nuove idee e contemporaneamente esistono ancora le vecchie, si ha una fase di transizione e anarchia. La potenza della folla cresce e assorbe tutto (diversamente dal passato, in cui le dinastie avevano il potere e la folla non contava). Le classi popolari riescono così ad entrare in politica e diventano la base della società. Si rivendicano i diritti delle classi popolari e la folla entra così in azione. La folla punta a distruggere le civiltà invecchiate attraverso l’azione folle e brutale, mentre invece la civiltà necessita di cultura. Le folle hanno il potere di far crollare le civiltà tarlate. La psicologia della folla deve essere conosciuta da ogni Capo di Stato per non esserne sopraffatto. La folla è impulsiva, ha idee solo se suggerite da altri --> no ragionamento.

Folla = riunione di individui qualsiasi in una determinata circostanza. --> Anima collettiva transitoria: è sottoposta alla legge dell’unità mentale della folla, la quale non ha personalità cosciente, e idee e sentimenti si rivolgono tutti nella stessa direzione.
Caratteri comuni della folla: L’uniformità degli ambienti porta ad un’ apparente uniformità di caratteri. In realtà gli individui che compongono una folla acquistano un’anima collettiva solo per il fatto di appartenervi. Ciò li porta ad agire, pensare e dire diversamente che se fossero presi singolarmente. Perché? Lo spirito è mosso principalmente dall’inconscio, che prevale sulla parte conscia, che è minima. Le azioni conscie derivano dall’inconscio formato da influenze ereditarie --> Anima della razza (non dipende da noi, ce l’abbiamo in maniera innata). Ciò per cui differiamo dall’anima della razza sono gli elementi consci (cultura personale, istruzione ecc..). Nell’Anima Collettiva la nostra individualità si annulla, l’eterogeneo diventa omogeneo e i caratteri inconsci dominano. Ecco perché la folla non è fornita di grande intelligenza. 1) Sentimento di invincibilità 2) Contagio 3) Suggestionabilità. La personalità individuale è annullata e si viene contagiati dal pensiero di un singolo --> le idee si trasformano in atti prima di poterci pensare. La folla è schiava degli impulsi ricevuti, ed è mutevole perché gli stimoli sono molti. Per questo è difficile governare una folla. Per essa non esiste nulla di impossibile. La suggestionabilità è contagiosa, e riguarda tutti. Si ha l’illusione di un individuo, il quale suggestiona contagiando l’intera folla. Le osservazioni collettive sono le più false in quanto il punto di partenza è l’illusione di un singolo (che poi contagia gli altri). L’individuo posto all’interno della folla è paragonabile all’uomo primitivo: qui anche i più inetti possono sentirsi forti e potenti: per questo la folla non puo’ essere contraddetta: è consapevole della propria forza, a differenza dell’individuo singolo. L’oratore da cui parte l’illusione usa immagini violente per suggestionare --> semplicità + esagerazione. All’interno della folla prevale il sentimento di razza: le folle anglosassoni sono caratterizzate dall’indipendenza individuale, mentre in quelle latine (più forti) prevalgono autoritarismo e intolleranza. Si prediligono questi aspetti perché bontà equivale a debolezza, mentre la violenza alla forza. I deboli sono calpestati e disprezzati. I forti sono i despoti che sanno domare la folla e sono amati da tutti. La folla produce crimini e delitti, perciò il suo livello morale è basso --> livello primitivo, istinto feroce (es: caccia utilizzato come sport per sfogarsi). L’interesse personale appartiene al singolo individuo, mentre le folle non agiscono per il proprio interesse ma per eseguire un ordine. A volte in base al contesto la folla puo’ dare esempi di moralità : ad es. se uno sfruttatore è a teatro si scandalizza per una battuta osé.
Due tipi di idee suggestionano le folle: 1) Idee passeggere del momento 2) Idee importanti e stabili grazie all’ambiente, all’opinione pubblica.(es: religione o socialità). All’epoca di Le Bon (‘800) prevalgono le idee passeggere, superficiali che nascono e cambiano a seconda della convenienza, quindi si va incontro a contraddizione. Per quanto riguarda le idee più alte, esse devono essere semplificate perché la folla se ne appropri e perché diventino popolari (quindi anche le idee più alte devono abbassarsi). Per accedere alla folla, un’idea deve trasformarsi in sentimento. Logica collettiva --> collegare tra loro cose dissimili e fare generalizzazioni. Non vi sono ragionamenti logici e collegati, non c’è spirito critico. La folla accetta solo ciò che le viene imposto. Le folle (essendo incapaci di ragionare) non distinguono il reale dall’irreale, quindi spesso sono “vittime” di immagini tanto potenti quanto irreali (es: alla tele si odia l’attore che interpreta il cattivo sebbene si sappia che è una finzione), per questo il teatro ha così tanto successo: è immediato (tutti gli spettatori provano le stesse emozioni nello stesso momento) e colpisce attraverso immagini. Per colpire una folla serve un’immagine precisa e potente.
Forme religiose delle folle: Adorazione di un superiore, sottomissione ai suoi ideali, diffusione di questi ideali, timore del suo potere, dogmatismo indiscutibile, coloro che non sono d’accordo sono considerati nemici. Due fattori determinano le idee delle folle: 1) Fattori remoti: accettare certe idee e rifiutarne altre. 2) Fattori immediati: creano un’idea e la spingono all’azione.
Fattori remoti: Razza: Gli avi di un popolo, non trasferibili ad altri. Tradizioni --> idee, bisogni, sentimenti del passato. Il popolo è plasmato dalle tradizioni, che sono accumulazioni ereditarie. No tradizioni = no civiltà. Progresso = lenta modifica di tradizioni del passato, che però sono conservate. Tempo: necessario per trasformare un fenomeno. Infatti è il tempo che consente il formarsi di grandi forze.
Le Istituzioni Politiche e Sociali sono figlie delle idee, dei costumi, dei sentimenti. Le Istituzioni ed i Governi sono il prodotto della razza. Un popolo non è però in grado di modificare le Istituzioni o la loro essenza, ma al massimo il loro nome. Ogni popolo, con le proprie caratteristiche, ha il governo che più gli si addice. Esempi: -Popoli latino-americani: Regimi autoritari. –Inghilterra (monarchia): è il Paese più democratico in quanto fa modifiche solo quando qualcosa non funziona, in modo minimo e specifico.
Istruzione ed educazione non migliorano gli uomini perché non ne cambiano gli istinti e le passioni. L’istruzione puo’ risultare dannosa perché puo’ infondere idee di eguaglianza tra le classi inferiori e far loro pretendere diritti che non è giusto che abbiano. Esse possono rifiutare la loro condizione e pretendere una vita migliore. La scuola non insegna la vita vera e pratica, ma solo teorie che non permettono di formare un carattere preparato. Oggi (all’epoca di Le Bon) la scuola prepara anarchici e delinquenti.
L’importanza delle parole e la loro forza non risiede nel loro significato, ma nelle immagini che suscitano. Per ogni epoca ed ogni popolo le immagini evocate cambiano, anche se le parole sono le stesse. Quando un popolo prova antipatia per delle parole, il compito dell’uomo di Stato è cambiare quelle parole senza modificarne la sostanza ed il significato. Si devono ribattezzare con nomi più semplici e familiari in modo da farle accettare alle folle.
Le illusioni sono necessarie ai popoli in quanto le seguono dietro al retore che le promette. Chi sa illudere le folle ne sarà padrone. Chi tenta di disilluderle ne sarà vittima.
L’esperienza serve per radicare verità nelle folle (le esperienza di una generazione vecchia alla successiva). Es. della Rivoluzione francese per capire che non si puo’ riformare una società da cima a fondo.
La RAGIONE della folla non è razionale, ma funziona per associazione di idee. Gli oratori non parlano al cervello, ma al cuore e ai sentimenti. Le grandi credenze non nascono dalla ragione ma dal sentimento (religione, amore per la patria….).
Il capo è cercato istintivamente quando un numero di persone è riunito perché è il nucleo in cui confluiscono tutte le idee e si identificano le opinioni. I capi sono uomini d’azione, non di pensiero. I capi devono creare la fede tra gli uomini: solo così si moltiplica la forza dell’uomo pieno di fede. Ogni sfera sociale è governata da un capo e vi si identifica. Il capo si impone solo grazie al dispotismo.
Due tipi di capi: 1) L’energia dei capi è tanto forte quanto breve, essendo essi scostanti e bisognosi di continue incitazioni. 2) Volontà duratura, anche se all’apparenza il capo in questione è più stolto. Questi ultimi sono i veri iniziatori delle grandi imprese (Maometto , Colombo) grazie alla loro forza di volontà.
Affermazione, ripetizione e contagio: I capi devono dare suggestioni rapide, tra cui anche l’esempio. Ci sono tre mezzi attraverso i quali il capo agisce: 1) affermazione semplice, come un dogma. 2) ripetizione dell’affermazione, per renderla più efficace (es: pubblicità) 3) Contagio: si crea una corrente di opinione per contagio e da questo si arriva all’imitazione di un modello facile. L’idea nasce dalla classe superiore per poi penetrare nelle folle; una volta divenuta popolare, l’idea risale all’origine fino alle classi più alte.
PRESTIGIO: è fondamentale per dominare e persuadere. E’ il fascino che esercita su di noi un individuo, inibendo le facoltà critiche. E’ il più forte dei poteri. 1) prestigio acquisito (il più diffuso) grazie al nome, alla reputazione, all’esperienza, ai titoli.. 2) prestigio personale: è individuale, dipende dalla fortuna, si ha ancor prima di diventare illustri (es: Napoleone).

Credenze fisse: grandi credenze di carattere permanente su cui si basa un’intera civiltà. Le rivoluzioni nascono da credenze che finiscono. Quando una credenza cambia, anche gli elementi di una civiltà cambiano. Le credenze generali sono i sostegni delle civiltà. L’intolleranza nasce dal bisogno di preservare le credenze della propria civiltà. Oltre alle credenze fisse, vi sono credenze che mutano o muoiono col ricambio generazionale. L’impronta che ricevono è sempre data dal fattore razza. Il motivo di questo continuo mutamento di idee è dovuto a 3 cause: 1) le antoche credenze sono sempre più deboli, quindi le nuove idee non si appoggiano ad esse. 2) Le folle hanno sempre più potere, quindi possono manifestare liberamente le loro idee. 3) La diffusione della stampa permette di conoscere un’ampia gamma di idee. Le idee delle folle prendono potere sui governi e sono regolatrici della politica, e ciò porta a delle difficoltà perché le idee delle folle sono mutevoli. Inoltre, con l’eliminazione di credenze generali e la scomparsa di un governo che guidi le folle, si ha uno spezzettamento delle convinzioni che porta all’indifferenza verso ciò che non li tocca personalmente.
Classificazione delle folle: Folle eterogenee: individui di razze diverse con in comune la volontà di un capo. Sono individui qualsiasi. Vi sono profonde differenze tra folle eterogenee nonostante siano insieme per uno stesso motivo. Possono essere anonime (senza responsabilità) e non anonime (con senso di responsabilità). Folle omogenee: caratteri comuni che hanno formato una razza. Possono essere CASTA: folla più organizzata di tutte, ha educazione ed ambiente molto simili. Setta: individui legati da credenze comuni. CLASSE: gente di diverse origini, ma simile educazione e stile di vita.
Folle criminali: I delitti delle folle sono dovuti a suggestioni forti e sono doveri adempiuti. Alcune azioni delle folle sono criminali se considerate in sé, ma non si possono dichiarare tali proprio perché commesse da una folla. I caratteri della folla criminale sono uguali a quelli di tutte le folle: estremizzazione dei sentimenti, credulità, suggestionabilità, ecc. Negli atti delle folle si riscontrano gli atteggiamenti rudimentali tipici di esse.
GIURIE: Corte d’Assise (la più importante). Folla eterogenea non anonima. Le giurie sono composte da artigiani, impiegati, piccoli commercianti, eletti dal comune il quale fa i propri interessi, di carattere politico o personale. I giurati si lasciano impressionare dai sentimenti e non dal ragionamento (su questo si basa il lavoro degli avvocati). Arte oratoria.
Folle elettorali: Folle eterogenee. Presentano solo alcuni caratteri tipici delle folle in quanto devono adempiere solo a quel preciso compito: credulità, semplicismo, no ragione, no criticità, irritabilità, influenza del capo, affermazione, ripetizione, contagio, prestigio. La prima qualità per imporsi è il prestigio: l’elettore vuole essere lusingato e ricevere promesse improbabili da mantenere. L’avversario candidato non deve rispondere con ragionamenti logici, ma solo con insulti che vengono ricambiati. I programmi elettorali scritti non devono essere troppo categorici, ma oralmente non esistono eccessi. Il successo è assicurato se il candidato esprime una formula nuova mai sentita e anche un po’ confusa per abbindolare più gente possibile (es: “Repubblica federale” in Spagna nel 1873: ognuno dava la sua interpretazione: emancipazione delle province, annientamento delle autorità ecc perché nessuno sapeva cosa fosse realmente).
Riunioni elettorali: insulti e prepotenza, no ragionamenti, perché in una folla il livello mentale si pareggia. Allora come fa a capire un elettore? Non capisce perché non ha libertà di pensiero: le sue opinioni sono imposte e non ragionate.
Suffragio universale: è sconveniente perché le classi basse hanno un maggior numero di elettori. Però, anche se il suffragio fosse limitato ai più capaci, essendo essi una folla il risultato non cambierebbe. Davanti a problemi generali la cui soluzione è un’incognita, tutti siamo ignoranti allo stesso modo. Media degli eletti = media della razza.
Assemblee parlamentari: Folle eterogenee non anonime. Il regime parlamentare è il più giusto perché vi sono più uomini a decidere, e non pochi. Caratteristiche principali: semplicismo nel risolvere problemi complessi con idee troppo astratte e generali. Si esagera il valore dei principi. Suggestionabili, seguono il capo. Su temi specifici e circoscritti ognuno ha idee ferme. Sui problemi generali le opinioni non sono salde e l’incertezza domina perché queste questioni sono le più numerose. I capi sono i veri sovrani nelle assemblee. Mezzi di persuasione: penetrare nella psicologia della folla, affascinare con parole che evocano immagini forti, estremizzazione. Se un capo è colto ed istruito, ciò gli nuoce perché si appellerebbe all’intelligenza della folla, che non ha. Il potere è dato solo dalla convinzione e dalla volontà. Il successo di un discorso dipende dal prestigio dell’oratore, e non dalle sue parole. La maggior parte delle volte gli individui che compongono le assemblee parlamentari conserva la propria autonomia e fa leggi efficaci (perché sono pensate e scritte individualmente). Quando queste leggi diventano collettive perdono la loro perfezione. 2 problemi delle assemblee parlamentari: 1) sprechi finanziari necessari per soddisfare le esigenze del popolo 2) riduzione delle libertà individuali: vi sono sempre più leggi restrittive che i Parlamentari credono di dover votare (semplicismo). Apparentemente la libertà è maggiore, ma in realtà non è così. Perché? Perché vi sono aumenti delle tasse e più leggi che il cittadino deve osservare. Con l’aumento di queste leggi, c’è anche un aumento di funzionari incaricati di applicarle e diventano loro i veri padroni. La casta amministrativa è irresponsabile, perpetua e impersonale. Ci sono più restrizioni di libertà e meno spazio in cui muoversi liberamente. Il cittadino accetta gli intralci più pesanti credendo che queste leggi lo tutelino. --> perdita di spontaneità (dovuto anche all’invecchiamento dei popoli, simbolo di decadenza). L’energia che il cittadino non trova in sé, la cerca nel Governo, il quale acquista sempre più potere.
Genesi e decadenza della civiltà: all’inizio vi era un insieme di individui diversi, trovatisi insieme per caso a causa di guerre, invasioni, migrazioni… L’unica cosa che hanno in comune è un capo. Nessuna stabilità ed usi diversi. Il tempo fa incrociare gli individui fino a fondersi e creare una razza. Hanno elementi comuni che con l’ereditarietà sono sempre più stabili. Il tempo opera distruzione. Arrivata ad una certa potenza, la civiltà non cresce più e lentamente decade. Rimane la facciata intatta con le fondamenta distrutte. Svanisce l’ideale comune, si perde unità e l’individuo conserva la sua intelligenza: egoismo individuale. A questo punto il popolo è formato da individui senza unità. La razza perde la sua anima e si torna al punto di partenza: una folla. Si torna allo stato di barbarie.

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