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Montale, Eugenio - Forse un mattino andando in un’aria di vetro (3)

Testo, parafrasi, struttura e figure metriche presenti nella poesia di Eugenio Montale

E io lo dico a Skuola.net
Forse un mattino andando in un’aria di vetro
Forse un mattino andando in un’aria di vetro,
arida, rivolgendomi, vedrò compirsi il miracolo:
il nulla alle mie spalle, il vuoto dietro
di me, con un terrore di ubriaco.

Poi come s’uno schermo, s’accamperanno di gitto
Alberi case colli per l’inganno consueto.
Ma sarà troppo tardi; ed io me n’andrò zitto
Tra gli uomini che non si voltano, col mio segreto
.

Parafrasi
Forse un mattino camminando cn aria cristallina, arida, voltandomi indietro, vedrò compirsi un miracolo; il nulla alle mie spalle, il vuoto dietro di me, come un terrore simile a quello degli ubriachi.
Poi come su uno schermo illusorio, si proiettano freneticamente:alberi,colline con la realtà apparente che inganna. Ma sarà troppo tardi,io me ne starò zitto con quei uomini che riuscivano a voltarsi,con il mio segreto.

Struttura e figure metriche della poesia
La poesia è formata da due quartine. I versi sono liberi e lo schema delle rime è ABAB-CDCD, ovvero rima alternata. É da notare che la rima del secondo verso è ipermetra.
Allitterazioni --> Nei versi 3 e 4 si può notare l’allitterazione della “I” e della “R”.

La poesia
Il tema centrale della poesia è l’inesistenza della realtà.Gli aspetti positivi che possiede questa scoperta è la conoscenza della verità del nulla.L’aspetto negativo è l’essere sconvolto da questa scoperta.
Lo schermo [v.5] si riferisce al cinema, un riferimento del suo periodo,poiché negli anni ’20 il cinema era molto in voga.
Le differenze tra Montale e gli uomini che non si voltano è che Montale si pone gli interrogativi esistenziali rispetto all’uomo comune che si dimostra indifferente.
Il poeta ha un segreto che non comunica perché avendo la verità del nulla ed è anche consapevole del terrore che lascia e non vuole trasmetterlo a tutti.
Da spiegare il significato delle espressioni: inganno consueto [v.6] e me ne andrò zitto (…) col mio segreto [v.7-8].
Inganno consueto: un inganno che si presenta sempre ,riferito all’esistenza della realtà.
Me ne andrò zitto (…) col mio segreto: Montale non ha intenzione di rivelare che la vera realtà non esiste agli uomini che non si pongono scrupoli.
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