Pseudo-Seneca - Carteggio apocrifo - 1 - Testo e traduzione della prima epistola del carteggio apocrifo di Seneca e San Paolo, datato tra il 329-392

Versione originale in latino


Incipiunt epistolae Senecae ad Paulum et Pauli ad Senecam

Seneca Paulo salutem.
Credo tibi, Paule, nuntiatum quid heri cum Lucilio nostro de apocrifis et aliis rebus habuerimus. Erant enim quidam disciplinarum tuarum comites mecum. Nam in hortos sallustianos secesseramus, quo loco occasione nostri alio tendentes hi de quibus dixi visis nobis adiuncti sunt. Certe quod tui presentiam optavimus, et hoc scias volo: libello tuo lecto, id est de pluribus aliquas litteras quas ad aliquam civitatem seu caput provianciae direxisti mira exhortatione vitam moralem continentes, usquequaque refecti sumus. Quos sensus non puto ex te dictos, sed per te, certe aliquando ex te et per te. Tanta enim maiestas earum est rerum tantaque generositate clarent, ut vix suffecturas putem aetates hominum quae his institui perficique possint. Bene te valere, frater, cupio.

Traduzione all'italiano


Iniziano le lettere di Seneca a Paolo e di Paolo a Seneca

Seneca saluta Paolo.
credo, Paolo, che ti sia stato riferito che ieri abbiamo discusso col nostro Lucilio delle cose apocrife e delle altre. Infatti con me c’erano alcuni compagni delle tue discipline. Poi ci siamo ritirati nei giardini di Sallustio, capitando là mentre eravamo diretti altrove, questi di cui ti ho parlato, si sono uniti a noi. Certamente avremmo desiderato la tua presenza e voglio che sappia questo: letto il tuo libello, vale a dire le lettere che hai indirizzato a qualche citta’ o capoluogo di provincia e che contengono precetti di una retta condotta morale con una singolare esortazione, ci siamo completamente ricreati. Pensieri che non ritengo detti da te ma attraverso te, certamente un giorno da te e attraverso te. Infatti è tale la maestà degli argomenti e ricevono luce da una tale generosità che a stento ritengo sufficienti le età degli uomini che possono essere educati ad essi ed istruiti. Desidero che tu stia bene, fratello.