Pag. 299 - 623 Cornelio Nepote: Cimone l’Ateniese - Latine

Appunto che contiene la traduzione di un brano latino adattato da Cornelio Nepote.

Versione originale in latino


Cimon, Miltiadis filius, Atheniensis, celeriter ad principatum pervenit. Habebat enim eloquentiam, summam liberalitatem, magnam prudentiam iuris civilis et rei militaris, quod cum patre a pueritia in exercitibus fuerat versatus. Itaque hic et populum urbanum in sua tenuit potestate et apud exercitum plurimum valuit auctoritate. Cum unus in civitate maxime floreret, incidit in eandem invidiam quam pater suus ceterique Athenienses principes : nam testarum suffragiis decem annorum exilio multatus est. Sed post quintum annum, quam explusus erat, in patriam revocatus est. Ille, quod hospitio Lacedaemoniorum utebatur, pacem inter duas potentissimas civitates, Athenas Lacedaemonemque, conciliavit. Post, neque ita multo, Cyprum cum ducentis navibus imperator missus, cum eius maiorem partem insulae devicisset, in morbum implicitus in oppido Citio est mortuus.

Traduzione all'italiano


Cimone l’Ateniese, figlio di Milziade, giunse rapidamente al governo. Infatti aveva eloquenza, una grandissima generosità, una grande conoscenza non solo del diritto civile, ma anche delle questioni militari, poiché, fin dalla giovane età con il padre era stato pratico di eserciti . Fu così che egli tenne in suo potere il popolo della città e nell’esercito fece valere notevolmente la sua autorità. Poiché era arrivato al massimo della popolarità nella città, suscitò la stessa invidia in cui erano incorsi suo padre e gli altri capi ateniesi; infatti con l’ostracismo fu punito con dieci anni di esilio. Ma dopo cinque anni da quando era stato espulso, fu richiamato in patria. Egli, avendo usufruito dell’ospitalità degli Spartani, portò la pace fra le due potentissime città, Atene e Sparta. Non molto dopo, inviato come comandante a Cipro con duecento navi, avendo conquistato la maggior parte dell’isola, ammalatosi, morì nella città di Cizio.