Pag. 246 - 498 Cicerone: I piaceri della vecchiaia - Latine

Versione originale in latino


Resistendum senectuti est eiusque vitia diligentia compensanda sunt; pugnandum tamquam contra morborum vim, sic contra senectutem; habenda ratio valetudinis, utendum exercitationibus modicis. Nec vero corpori solum subveniendum est, sed menti atque animo multo magis; nam haec quoque nisi tamquam lumini oleum instilles, exstinguuntur senectute. Et corpora quidem exercitationum defatigatione ingravescunt, animi autem se exercendo levantur. Quattuor robustos filios, quinque filias, magnam domum Appius regebat et caecus et senex: intentum enim animum tamquam arcum habebat nec succumbebat senectuti. Ita enim senectus honesta est, si se ipsa defendit, si nemini emancipata est. Non modo igitur vituperatio nulla, sed etiam summa laus senectutis est, quod ea voluptates nullas magnopere desiderat.
Estratti adattati da Cicerone, De senectute

Traduzione all'italiano


Bisogna opporsi alla vecchiaia e le sue imperfezioni devono essere compensate con la diligenza. Come si deve combattere contro la forza delle malattie, nello stesso modo si deve combattere contro la vecchiaia: va mantenuto lo stato di salute e si deve praticare un moderato esercizio fisico. E non si deve provvedere solo al corpo,ma alla mente e all'anima molto di più ; infatti anche questi se, per così dire, non versi olio al lume, con la vecchiaia si estinguono. I corpi certamente si appesantiscono con la stanchezza degli esercizi, ma gli animi, se si esercitano, si fanno leggeri. Appio, vecchio e cieco, governava quattro figli, cinque figlie e una grande casa; infatti aveva lo spirito vigile come un arco e non soccombeva alla vecchiaia. In tal modo la vecchia è decorosa, se difende se stessa, e non è sottoposta a nessuno. Dunque, non soltanto non vi è nessun motivo di rimprovero nei confronti della vecchiaia, ma anche una grandissima lode per il fatto che non desidera vivamente alcun piacere.

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