Pag. 245 - 496 Cicerone: Il buon cittadino - Latine

Versione originale in latino


Ut contemnendus est qui in navigatione se incolumem mavult quam navem, sic vituperandus est qui in reipublicae discrimine suae plus quam communi saluti consulit. Navem enim fracta, multi incolumes evaserunt, ex naufragio patriae salvus nemo potest enatare. Quod bene Decius intellexit, qui se devovit et pro legionibus in hostes medios immisit. Amisit vitam, at non perdidit; re enim vilissima et parva maximam redemit. Dedit vitam, accepit patriam; amisit animam, potitus est gloria. Quod si pro re publica decere civem accedere ad periculum et ratione demonstratum est et exemplo comprobatur, ii sapientes sunt exstimandi, qui nullum pro patriae salute periculum vitant.
Riadattato da Cicerone, Rhetorica ad Herennium

Traduzione all'italiano


Come è da disprezzare colui che, mentre sta navigando, preferisce salvare se stesso, piuttosto che la nave, così è da biasimare colui che, in un momento di pericolo per lo Stato pensa alla propria salvezza piuttosto che a quella comune. Infatti, infranta la nave, molte persone scampano (perfetto gnomico) incolumi, nessuno può salvarsi a nuoto dal naufragio della patria. Ciò bene comprese Decio che si sacrificò, spingendosi nel bel mezzo dei nemici in difesa delle legioni. Perse la vita, ma non la distrusse; infatti, si guadagnò una cosa molto grande con una cosa di poco valore. Cedette la vita, ricevette la patria; abbandonò l’anima, si impadronì della gloria. Che se è dimostrato con la ragione e comprovato con un esempio che al cittadino sui avvicina il pericolo a vantaggio dello Stato sono da stimare quei saggi che non evitano nessun pericolo per la salvezza della patria.