Traduzione di Carme 5 - Traduzione 3, Sezione 1 Nugae di Catullo

Versione originale in latino


Vivamus, mea Lesbia, atque amemus,
rumoresque senum severiorum
omnes unius aestimemus assis.
Soles occidere et redire possunt:
nobis, cum semel occidit brevis lux,
nox est perpetua una dormienda.
Da mi basia mille, deinde centum,
dein mille altera, dein secunda centum,
deinde usque altera mille, deinde centum.
Dein, cum milia multa fecerimus,
conturbabimus illa, ne sciamus,
aut nequis malus invidere possit,
cum tantum sciat esse basiorum.

Traduzione all'italiano


Viviamo, mia Lesbia, e amiamo,
e stimiamo solo un soldo
tutte le dicerie dei vecchi troppo severi.
I giorni possono terminare e ritornare:
quando cade la breve luce una volta per tutte, noi
dobbiamo dormire un'unica notte infinita.
Tu dammi mille baci, poi cento,
poi altri mille, poi ancora cento,
poi continuamente altri mille, poi cento.
Poi, quando ne avremo dati molte migliaia,
li confonderemo, affinché non sappiamo (quanti sono)
e affinché nessun malvagio possa invidiare,
sapendo che esiste (un numero) tanto grande di baci.

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