Testo greco e traduzione di Tucidide, 1, 96.

Versione originale in greco


Παραλαβόντες δὲ οἱ Ἀθηναῖοι τὴν ἡγεμονίαν τούτῳ τῷ
τρόπῳ ἑκόντων τῶν ξυμμάχων διὰ τὸ Παυσανίου μῖσος,
ἔταξαν ἅς τε ἔδει παρέχειν τῶν πόλεων χρήματα πρὸς τὸν
βάρβαρον καὶ ἃς ναῦς· πρόσχημα γὰρ ἦν ἀμύνεσθαι ὧν
ἔπαθον δῃοῦντας τὴν βασιλέως χώραν. καὶ Ἑλληνοταμίαι
τότε πρῶτον Ἀθηναίοις κατέστη ἀρχή, οἳ ἐδέχοντο τὸν
φόρον· οὕτω γὰρ ὠνομάσθη τῶν χρημάτων ἡ φορά. ἦν
δ' ὁ πρῶτος φόρος ταχθεὶς τετρακόσια τάλαντα καὶ ἑξή-
κοντα. ταμιεῖόν τε Δῆλος ἦν αὐτοῖς, καὶ αἱ ξύνοδοι ἐς τὸ ἱερὸν ἐγίγνοντο.

Traduzione all'italiano


Accettato in tal modo il comando che le forze alleate, avverse a Pausania, avevano loro spontaneamente offerto gli Ateniesi disposero l'entità delle quote in denari o armamenti navali, con cui ogni città doveva singolarmente contribuire alla comune lotta contro lo straniero. Fine dichiarato era quello di dar corpo a una lega che, devastando i paesi del Re, vendicasse le sofferenze patite. S'istituì per la prima volta allora, con sede in Atene, la carica di Ellenotami, con l'ufficio di esigere il "contributo" (si definì così il versamento contributivo in denaro, cui erano tenuti gli alleati). Il primo "contributo" fu fissato in quattrocentosessanta talenti. La tesoreria della lega era situata a Delo e le assemblee si radunavano nel sacro recinto.

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