Versione originale in greco
Ὁ μὲν Περικλῆς τοιαῦτα εἶπεν, οἱ δὲ Ἀθηναῖοι νομί-
σαντες ἄριστα σφίσι παραινεῖν αὐτὸν ἐψηφίσαντο ἃ ἐκέλευε,
καὶ τοῖς Λακεδαιμονίοις ἀπεκρίναντο τῇ ἐκείνου γνώμῃ, καθ'
ἕκαστά τε ὡς ἔφρασε καὶ τὸ ξύμπαν, οὐδὲν κελευόμενοι
ποιήσειν, δίκῃ δὲ κατὰ τὰς ξυνθήκας ἑτοῖμοι εἶναι διαλύεσθαι
περὶ τῶν ἐγκλημάτων ἐπὶ ἴσῃ καὶ ὁμοίᾳ. καὶ οἱ μὲν ἀπε-
χώρησαν ἐπ' οἴκου καὶ οὐκέτι ὕστερον ἐπρεσβεύοντο.
Traduzione all'italiano
Fu questa la sostanza del discorso di Pericle. Gli Ateniesi, persuasi che le sue direttive fossero le più brillanti per la contingenza politica che attraversavano, le ratificarono con il loro voto. Aderirono al Suo consiglio, modellando la risposta ufficiale agli Spartani sullo spirito complessivo del suo intervento e sulle singole considerazioni che aveva espresse e giustificate. Che cioè non avrebbero dato corso a nessuna delle intimazioni spartane e che erano invece pronti a cercare un accordo secondo il senso dei trattati, su una base di assoluta parità riguardo alle accuse che gravavano su di loro. L'ambasceria fece ritorno in patria: da quel momento non comparvero più in Atene ambasciatori di Sparta.