Versione originale in greco
Ἰνάρως δὲ ὁ Ψαμμητίχου, Λίβυς, βασιλεὺς Λιβύων τῶν
πρὸς Αἰγύπτῳ, ὁρμώμενος ἐκ Μαρείας τῆς ὑπὲρ Φάρου
πόλεως ἀπέστησεν Αἰγύπτου τὰ πλείω ἀπὸ βασιλέως Ἀρτα-
ξέρξου, καὶ αὐτὸς ἄρχων γενόμενος Ἀθηναίους ἐπηγάγετο.
οἱ δέ (ἔτυχον γὰρ ἐς Κύπρον στρατευόμενοι ναυσὶ διακοσίαις
αὑτῶν τε καὶ τῶν ξυμμάχων) ἦλθον ἀπολιπόντες τὴν Κύπρον,
καὶ ἀναπλεύσαντες ἀπὸ θαλάσσης ἐς τὸν Νεῖλον τοῦ τε
ποταμοῦ κρατοῦντες καὶ τῆς Μέμφιδος τῶν δύο μερῶν πρὸς
τὸ τρίτον μέρος ὃ καλεῖται Λευκὸν τεῖχος ἐπολέμουν·
ἐνῆσαν δὲ αὐτόθι Περσῶν καὶ Μήδων οἱ καταφυγόντες καὶ
Αἰγυπτίων οἱ μὴ ξυναποστάντες.
Traduzione all'italiano
In quel tempo Inaro figlio di Psammetico, di razza libica, signore dei Libici che confinano con l'Egitto, partendo da Marea, la città soprastante Faro, istigò la maggior parte dei centri d'Egitto a sollevarsi contro il re Artaserse, e divenuto lui stesso re sollecitò l'appoggio degli Ateniesi. Costoro (si trovavano sulla rotta per Cipro, con duecento navi da guerra, tra le loro e quelle degli alleati) accorsero, trascurando l'impresa di Cipro. Entrarono con la flotta nel Nilo, lo risalirono e ne sottoposero a controllo il corso, occuparono i due terzi della città di Menfi e sferrarono un attacco a quell'ultimo settore urbano che ha nome Mura Bianche, dove si erano ritirati i Medi e i Persiani che avevano trovato salvezza nella fuga e quanti tra gli Egizi non avevano aderito all'insurrezione.