Versione originale in greco
ταῦτα λαβὼν ὁ Παυσανίας τὰ γράμματα, ὢν καὶ πρότερον ἐν
μεγάλῳ ἀξιώματι ὑπὸ τῶν Ἑλλήνων διὰ τὴν Πλαταιᾶσιν ἡγε-
μονίαν, πολλῷ τότε μᾶλλον ἦρτο καὶ οὐκέτι ἐδύνατο ἐν τῷ
καθεστῶτι τρόπῳ βιοτεύειν, ἀλλὰ σκευάς τε Μηδικὰς ἐνδυό-
μενος ἐκ τοῦ Βυζαντίου ἐξῄει καὶ διὰ τῆς Θρᾴκης πορευό-
μενον αὐτὸν Μῆδοι καὶ Αἰγύπτιοι ἐδορυφόρουν, τράπεζάν τε
Περσικὴν παρετίθετο καὶ κατέχειν τὴν διάνοιαν οὐκ ἐδύνατο,
ἀλλ' ἔργοις βραχέσι προυδήλου ἃ τῇ γνώμῃ μειζόνως ἐς
ἔπειτα ἔμελλε πράξειν. δυσπρόσοδόν τε αὑτὸν παρεῖχε
καὶ τῇ ὀργῇ οὕτω χαλεπῇ ἐχρῆτο ἐς πάντας ὁμοίως ὥστε
μηδένα δύνασθαι προσιέναι· δι' ὅπερ καὶ πρὸς τοὺς Ἀθηναίους
οὐχ ἥκιστα ἡ ξυμμαχία μετέστη.
Traduzione all'italiano
Pausania era anche prima una figura di prestigioso rilievo tra i Greci, per come aveva diretto e vinto la battaglia di Platea. Ma quelle righe, ricevute dal Re, esaltarono la sua superbia, sicché gli era diventato impossibile vivere da persona normale, secondo il costume tradizionale. Usciva da Bisanzio panneggiato in abiti persiani e in viaggio per la Tracia ammetteva la sola scorta di dorifori persiani ed egizi. Di gusto persiano erano anche le sue vivande a tavola. Non sapeva celare le inclinazioni della sua mente, le sue simpatie: perfino dai suoi atti esteriori, anche da quelli particolari e irrilevanti, traspariva e baluginava quali più orgogliosi disegni architettasse per le sue attività future. Era divenuto inaccessibile: tanto altezzoso e tirannico nel trattar con tutti senza distinzione, che nessuno lo poteva accostare. Per il profondo disgusto nato dalla sua condotta, molti alleati furono lieti di passare agli Ateniesi.