Testo greco e traduzione di Tucidide, 1, 13.

Versione originale in greco


Δυνατωτέρας δὲ γιγνομένης τῆς Ἑλλάδος καὶ τῶν χρημάτων τὴν κτῆσιν ἔτι μᾶλλον ἢ πρότερον ποιουμένης τὰ
πολλὰ τυραννίδες ἐν ταῖς πόλεσι καθίσταντο, τῶν προσόδων
μειζόνων γιγνομένων (πρότερον δὲ ἦσαν ἐπὶ ῥητοῖς γέρασι
πατρικαὶ βασιλεῖαι), ναυτικά τε ἐξηρτύετο ἡ Ἑλλάς, καὶ
τῆς θαλάσσης μᾶλλον ἀντείχοντο. πρῶτοι δὲ Κορίνθιοι
λέγονται ἐγγύτατα τοῦ νῦν τρόπου μεταχειρίσαι τὰ περὶ
τὰς ναῦς, καὶ τριήρεις ἐν Κορίνθῳ πρῶτον τῆς Ἑλλάδος
ναυπηγηθῆναι. φαίνεται δὲ καὶ Σαμίοις Ἀμεινοκλῆς Κορίν-
θιος ναυπηγὸς ναῦς ποιήσας τέσσαρας· ἔτη δ' ἐστὶ μάλιστα
τριακόσια ἐς τὴν τελευτὴν τοῦδε τοῦ πολέμου ὅτε Ἀμεινοκλῆς
Σαμίοις ἦλθεν. ναυμαχία τε παλαιτάτη ὧν ἴσμεν γίγνεται
Κορινθίων πρὸς Κερκυραίους· ἔτη δὲ μάλιστα καὶ ταύτῃ
ἑξήκοντα καὶ διακόσιά ἐστι μέχρι τοῦ αὐτοῦ χρόνου. οἰ-
κοῦντες γὰρ τὴν πόλιν οἱ Κορίνθιοι ἐπὶ τοῦ Ἰσθμοῦ αἰεὶ δή
ποτε ἐμπόριον εἶχον, τῶν Ἑλλήνων τὸ πάλαι κατὰ γῆν τὰ
πλείω ἢ κατὰ θάλασσαν, τῶν τε ἐντὸς Πελοποννήσου καὶ
τῶν ἔξω, διὰ τῆς ἐκείνων παρ' ἀλλήλους ἐπιμισγόντων,
χρήμασί τε δυνατοὶ ἦσαν, ὡς καὶ τοῖς παλαιοῖς ποιηταῖς
δεδήλωται· ἀφνειὸν γὰρ ἐπωνόμασαν τὸ χωρίον. ἐπειδή
τε οἱ Ἕλληνες μᾶλλον ἔπλῳζον, τὰς ναῦς κτησάμενοι τὸ
λῃστικὸν καθῄρουν, καὶ ἐμπόριον παρέχοντες ἀμφότερα δυνα-
τὴν ἔσχον χρημάτων προσόδῳ τὴν πόλιν. καὶ Ἴωσιν ὕστερον
πολὺ γίγνεται ναυτικὸν ἐπὶ Κύρου Περσῶν πρώτου βασιλεύοντος καὶ Καμβύσου τοῦ υἱέος αὐτοῦ, τῆς τε καθ' ἑαυτοὺς
θαλάσσης Κύρῳ πολεμοῦντες ἐκράτησάν τινα χρόνον. καὶ
Πολυκράτης Σάμου τυραννῶν ἐπὶ Καμβύσου ναυτικῷ ἰσχύων
ἄλλας τε τῶν νήσων ὑπηκόους ἐποιήσατο καὶ Ῥήνειαν ἑλὼν
ἀνέθηκε τῷ Ἀπόλλωνι τῷ Δηλίῳ. Φωκαῆς τε Μασσαλίαν
οἰκίζοντες Καρχηδονίους ἐνίκων ναυμαχοῦντες.

Traduzione all'italiano


Aumentando in progressione la potenza dei Greci che si impegnavano con sforzo ancor più sollecito di prima ad accumulare le loro rendite, presero piede in numerosi stati, in relazione alla crescita della loro ricchezza, le tirannidi (anteriormente invece vigevano monarchie ereditarie, limitate da certe prerogative): i Greci inoltre armavano flotte ed esercitavano più decisamente la marineria. Corre fama che siano stati i Corinzi a introdurre migliorie tecniche nella fabbricazione delle navi, avvicinandole di molto al livello moderno, e che le prime triremi, in Grecia, uscissero appunto dai cantieri di Corinto. Pare anzi accertato che Aminocle di Corinto, un costruttore navale, abbia fabbricato quattro navi per quelli di Samo. Saranno circa trecento anni alla fine di questa guerra, da che Aminocle giunse a Samo. Il più antico scontro sul mare di cui siamo al corrente è quello tra Corinzi e Corciresi: a computare fino alla medesima data, saranno all'incirca duecentosettanta anni. Dunque i Corinzi con la loro città situata proprio sull'istmo, costituirono sempre, fin da epoche remote, uno scalo commerciale: poiché i Greci antichi all'interno del Peloponneso e quelli esterni trafficavano tra loro per terra più che per mare, percorrendo di necessità il loro istmo; così i Corinzi erano diventati una potenza economica, come mostrano anche gli antichi poeti: attribuirono infatti alla località l'epiteto di "doviziosa". In seguito, quando i Greci incrementarono i negozi marittimi, quelli di Corinto, allestite parecchie navi, si volsero a sterminare i pirati e potendo offrire per mare e per terra un punto di smistamento al traffico commerciale, fecero poderosa l'economia del loro stato con l'afflusso di rendite. Anche gli Ioni dispongono in seguito di una flotta consistente, all'epoca di Ciro, primo sovrano dei Persiani, e del figlio Cambise; in lotta con Ciro dominarono per qualche tempo il tratto di mare che è loro antistante. Pure Policrate, tiranno di Samo al tempo di Cambise, forte di una buona flotta, non solo ridusse in suo potere le altre isole, ma consacrò anche Reneia, dopo la sua conquista, ad Apollo di Delo. I Focesi poi, durante la fondazione della loro colonia Marsiglia, misero in rotta in uno scontro navale i Cartaginesi.

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