Versione originale in greco
καὶ ἔχοντες μὲν ἑπτακοσίας ἀσπίδας τῶν ἡμετέρων, ἔχοντες δὲ ἀργύριον καὶ χρυσίον τοσοῦτον, χαλκὸν δὲ καὶ κόσμον καὶ ἔπιπλα καὶ ἱμάτια γυναικεῖα ὄσα οὐδεπώποτε ᾤοντο κτήσεσθαι, καὶ ἀνδράποδα εἴκοσι καὶ ἑκατόν, ὧν τὰ μὲν βέλτιστα ἔλαβον, τὰ δὲ λοιπὰ εἰς τὸ δημόσιον ἀπέδοσαν, εἰς τοσαύτην ἀπληστίαν καὶ αἰσχροκέρδειαν ἀφίκοντο καὶ τοῦ τρόπου τοῦ αὑτῶν ἀπόδειξιν ἐποιήσαντο: τῆς γὰρ Πολεμάρχου γυναικὸς χρυσοῦς ἑλικτῆρας, οὓς ἔχουσα ἐτύγχανεν,ὄτε τὸ πρῶτον ἦλθεν εἰς τὴν οἰκίαν Μηλόβιος ἐκ τῶν ὤτων ἐξείλετο.
Traduzione all'italiano
E trovandosi ad avere settecento scudi dei nostri, ad avere tanto argento, oro, bronzo, gioielli, mobili e abiti femminili quanti mai pensavano di prendere, e centoventi schiavi dei quali presero i migliori, consegnarono gli altri all'erario, arrivarono a tanta ingordigia e avidità e diedero una dimostrazione del loro carattere: infatti gli orecchini d'oro della moglie di Polemarco, che si trovava ad avere quando per la prima volta entrò nella casa, Melobio glieli strappò dagli orecchi.