Versione originale in greco
ἀλλ᾽, οἶμαι, καθήμεθ᾽ οὐδὲν ποιοῦντες· οὐκ ἔνι δ᾽ αὐτὸν ἀργοῦντ᾽ οὐδὲ τοῖς φίλοις ἐπιτάττειν ὑπὲρ αὑτοῦ τι ποιεῖν, μή τί γε δὴ τοῖς θεοῖς. οὐ δὴ θαυμαστόν ἐστιν, εἰ στρατευόμενος καὶ πονῶν ἐκεῖνος αὐτὸς καὶ παρὼν ἐφ᾽ ἅπασι καὶ μήτε καιρὸν μήθ᾽ ὥραν παραλείπων ἡμῶν μελλόντων καὶ ψηφιζομένων καὶ πυνθανομένων περιγίγνεται. οὐδὲ θαυμάζω τοῦτ᾽ ἐγώ· τοὐναντίον γὰρ ἂν ἦν θαυμαστόν, εἰ μηδὲν ποιοῦντες ἡμεῖς ὧν τοῖς πολεμοῦσι προσήκει τοῦ πάντα ποιοῦντος περιῆμεν.
Traduzione all'italiano
Ma noi, credo, ce ne stiamo inerti senza far nulla; però non è giusto che qualcuno, standosene egli stesso pigro, non ordini di fare qualcosa nell'interesse suo neppure agli amici, molto meno agli dei. Non reca davvero meraviglia che egli, facendo personalmente spedizioni e affaticandosi ed essendo presente a tutte le operazioni e non trascurando né occasione né stagione, riesca superiore a noi che indugiamo, che deliberiamo, che ci informiamo.
Né di ciò mi meraviglio io; infatti al contrario sarebbe strano che noi, senza fare nessuna delle cose che si convengono a quanti sono in guerra, avessimo la vittoria su colui che fa tutto.