Versione originale in greco
“ἐὰν δέ τις κτείνων τινὰ τούτων ἀποθάνῃ ἢ ἐπιχειρῶν, εὖ ποιήσω αὐτόν τε καὶ τοὺς παῖδας τοὺς ἐκείνου καθάπερ Ἁρμόδιόν τε καὶ Ἀριστογείτονα καὶ τοὺς ἀπογόνους αὐτῶν. ὁπόσοι δὲ ὅρκοι ὀμώμονται Ἀθήνησιν ἢ ἐν τῷ στρατοπέδῳ ἢ ἄλλοθί που ἐναντίοι τῷ δήμῳ τῷ Ἀθηναίων, λύω καὶ ἀφίημι.” ταῦτα δὲ ὀμοσάντων Ἀθηναῖοι πάντες καθ᾽ ἱερῶν τελείων, τὸν νόμιμον ὅρκον, πρὸ Διονυσίων: καὶ ἐπεύχεσθαι εὐορκοῦντι μὲν εἶναι πολλὰ καὶ ἀγαθά, ἐπιορκοῦντι δ᾽ ἐξώλη αὐτὸν εἶναι καὶ γένος.
Traduzione all'italiano
Se poi qualcuno, uccidendo uno di costoro o accingendosi all'impresa, perda la vita, io beneficherò lui e i suoi figliuoli, come Armodio e Aristogitone e i loro discendenti. E quanti giuramenti sono stati fatti ad Atene o nell'accampamento o altrove,contrari al popolo di Atene, io li sciolgo e li dichiaro nulli.
"Tali cose giurino gli Ateniesi tutti quanti su vittime perfette ,facendo il giuramento rituale, prima delle Dionisie: e aùguri che a chi giura rettamente tocchino molti beni, lo spergiuro invece vada completamente in rovina, egli stesso e la sua schiatta.