CAPITOLO 3 (FORZE DI CONTATTO ED EFFETTI DISSIPATIVI)
TRIBOLOGIA: scienza che studia le problematiche del contatto. Dal punto di vista
geometrico il contatto può essere classificato come puntiforme, lineare o superficiale,
mentre dal punto di vista cinematico si distinguono 3 casi:
Puro rotolamento:
1. la velocità relativa nel punto di contatto è nulla
Strisciamento:
2. la velocità relativa nel punto di contatto ha la direzione della
tangente alle superfici fi contatto
Urto (o distacco):
3. se la velocità relativa ha componente lungo la direzione
normale
Le dissipazioni durante il contatto sono causate da molti fattori ma vengono indicate
con il termine ATTRITO. Se i membri della coppia cinematica sono animati da un moto
relativo di strisciamento, in corrispondenza delle superfici di contatto nasco delle forze
di ATTRITO RADENTE.
È importante anche lo stato della superficie di contatto:
ATTRITO SECCO O DIRETTO (caso con attrito maggiore): le due superfici sono a
contatto diretto
ATTRITO LIMITE: è un caso intermedio i cui lo strato di lubrificazione è molto
sottile e interrotto in alcuni tratti
ATTRITO FLUIDO O MEDIATO (caso con meno attrito): è interposta una
lubrificazione che separa le superfici congiunte
Se i due membri della coppia hanno velocità angolari differenti (moto di puro
rotolamento di un corpo relativamente ad un altro) nascono delle RESISTENZE AL
ROTOLAMENTO, che si oppongono alla rotazione relativa e sono chiamate ATTRITO
VOLVENTE.
Nel contatto con urto si manifestano spesso dei fenomeni dissipativi chiamati ATTRITO
INTERNO.
CONTATTI SUPERFICIALI: LA TEORIA DI HERTZ
La teoria formulata dal tedesco Heinrich Rudolf Hertz rappresenta il modello più diffuso
per il calcolo dell’area effettiva di contatto e della distribuzione di pressione su tale
zona. Essa è bastata sulla meccanica del continuo, ambito in cui i corpi son considerati
deformabili. Le leggi di Hertz sono valide se solo verificate le seguenti ipotesi:
Materiale uniforme, isotropo e perfettamente elastico
o Forze normali alle superfici di contatto
o Aree di contatto piccole rispetto alle dimensioni dei membri
o Deformazioni piccole rispetto alle dimensioni delle zone di contatto
o
CONTATTI PUNTIFORMI Il contatto tra due sfere generiche, rispettivamente di
r r
raggio ed , sotto l’azione di una forza di
1 2
chiusura Q normale alle superfici, genera una zona di
a
contatto circolare; si indichi con il raggio di tale
δ
areola, mentre rappresenti la deformazione nella
direzione verticale, ovvero l’avvicinamento dei centri
delle due sfere.