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Appunti degli studenti per corsi ed esami del Prof. Passerella Claudia

Questi appunti di Modernità e tecnodiritto analizzano l'evoluzione storica delle corporazioni, dei sistemi brevettuali, dei marchi e delle scienze investigative dal basso medioevo all'età contemporanea. La trattazione esamina la rinascita demografica e commerciale dell'anno mille che porta alla nascita dei comuni cittadini, alla redazione degli statuti comunali e alla formazione delle corporazioni di arti e mestieri, associazioni di categoria che esercitavano un controllo rigido su accessi, formazione tramite l'apprendistato, tecniche di produzione e controversie interne. Viene descritta la bottega artigiana come centro di produzione e trasmissione della tecnica, dove vigevano limiti per gli apprendisti e l'obbligo di apporre il marchio personale sul prodotto per ragioni di responsabilità. Il testo approfondisce i primi marchi medievali distinguendo tra segni collettivi corporativi e pubblici per il controllo di qualità e fisco e segni individuali da maestro o da mercante, per poi passare ai metodi di trasmissione del sapere tecnico come la migrazione della forza lavoro e i testi scritti. Ampio spazio è dedicato alla nascita dei brevetti intesi inizialmente come privilegi discrezionali e patenti concessi dalle autorità, esaminando la legge veneziana del 1474, lo statuto dei monopoli inglese del 1623 e la dichiarazione francese del 1762, fino alla svolta della triplice rivoluzione industriale, americana e francese che trasforma il privilegio in un diritto soggettivo e patrimoniale basato sulla legge senza discrezionalità. Vengono ripercorse le riforme della proprietà industriale in Italia nella prima metà del novecento, la frammentazione degli stati preunitari con la sovrana patente del lombardo veneto del 1820 e la legge sulle privative del regno di sardegna del 1859, i progetti falliti del 1906 e 1917, la legge del 1868 sui marchi commerciali che ne vietava il trasferimento senza azienda, la proposta Corbino del 1924 e i decreti del 1939 e 1942 legati all'ordinamento corporativo fascista. In parallelo, gli appunti descrivono la storia dell'identificazione criminale e della polizia scientifica, a partire dall'introduzione delle impronte digitali con Herschel, Faulds e Galton e del sistema antropometrico di Bertillon, culminando nel sistema di classificazione Henry-Galton, nel processo per omicidio Stratton del 1905, nel metodo dattiloscopico italiano di Gasti e Ottolenghi, e nella nascita della balistica forense con il microscopio di comparazione di Waite, Fisher, Gravelle e Goddard applicato al massacro di San Valentino e al caso Merret, per poi giungere alla scoperta del DNA di Watson, Crick e Franklin e alle banche dati biologiche di Jeffreys. Lo studio si conclude con l'analisi della storia industriale della ditta Olivetti, fondata da Camillo Olivetti e guidata da Massimo, Adriano e Roberto, ripercorrendo l'evoluzione tecnologica dalle prime macchine da scrivere come la M1 e M40 alla telescrivente, fino ai calcolatori d'avanguardia Lexikon 80, Lettera 22, Divisumma 14 e la Programma 101, giungendo alla creazione del primo computer italiano PC M20 nel 1982 e al successivo modello M24, inserendo a margine la complessa vicenda brevettuale internazionale sul metodo di produzione delle sostanze radioattive del gruppo di Enrico Fermi svoltasi tra il 1934 e il 1953 con il coinvolgimento della commissione per l'energia atomica statunitense e il caso Pontecorvo.
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