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Appunti degli studenti per corsi ed esami del Prof. Cataudella Stefania

Le interazioni relazionali precoci e i legami che si instaurano nelle prime fasi dello sviluppo rivestono un ruolo fondamentale nello sviluppo psicologico, ma anche neurobiologico dell’individuo. Fin dalle prime esperienze di vita, la relazione con le figure di accudimento rappresenta, per il bambino, il primo legame affettivo significativo e svolge una funzione determinante sia nello sviluppo emotivo, che nello sviluppo cognitivo e sociale (Hornor, 2019). La qualità delle esperienze relazionali precoci incide in modo rilevante sulle capacità di regolazione emotiva, sulla costruzione dell’identità e sull’organizzazione dei sistemi neurobiologici implicati nella gestione dello stress (Tomoda et al., 2024). Alla luce di tali considerazioni, le esperienze avverse, in particolare quelle caratterizzate da deprivazione affettiva, esercitano un impatto significativo sullo sviluppo del bambino, con esiti che si estendono lungo intero ciclo di vita (Marici et al., 2023; Ma et al., 2025). L’interesse per il tema nasce dalla necessità di approfondire le modalità di manifestazione e la sua pervasività, negli attuali contesti culturali e sociali e nella quotidianità, sia da un punto di vista psicologico che neuroscientifico. A tal proposito, risulta fondamentale comprendere le vulnerabilità emotive ma anche relazionali e identitarie alle quali tali esperienze possono esporre. Tutto ciò con il fine di ampliare le conoscenze cliniche e individuare programmi di prevenzione ed intervento efficaci e mirati, che potrebbero contribuire anche ad una eventuale mitigazione della cristallizzazione delle conseguenze strutturali e funzionali a livello cerebrale associate alla deprivazione. L’approfondimento di tutti questi aspetti si basa su una prospettiva che tiene conto della persona nella sua individualità e complessità, ma che soprattutto mette al centro la relazione, la quale viene riconosciuta come strumento imprescindibile del clinico, e fattore privilegiato per favorire il cambiamento. Alla luce di tali obbiettivi, il presente lavoro amplia la visione della deprivazione come forma di trauma relazionale precoce, facendo riferimento ad una prospettiva teorico-clinica e neuroscientifica.
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