Teoria cellulare: una breve storia
La cellula è l’unità base della biologia: è la più piccola unità strutturale e funzionale della materia vivente capace di esistenza indipendente.
La scoperta della cellula
Il termine "cellula" fu coniato nel 1665 da Robert Hooke, il quale osservò tramite un rudimentale microscopio la struttura della sezione di un tappo di sughero e disegnò ciò che vide: una rete di minuscoli compartimenti, simili a scatole, che gli rammentarono le celle degli alveari (da qui il nome latino cellulae che significa "piccole camere"). In realtà, sappiamo che non osservò veramente le cellule, ma dei compartimenti formati dalle pareti cellulari del tessuto morto della pianta. Le sue osservazioni furono limitate dal potere di ingrandimento del suo microscopio (appena 30x).
Antoine van Leeuwenhoek e l'evoluzione dei microscopi
Per conoscere meglio l'organizzazione interna delle cellule furono necessari i microscopi messi a punto da Antoine van Leeuwenhoek (un commerciante tessile di origini olandesi) con lenti levigate a mano in grado di ingrandire fino a 300x. Egli fu il primo ad osservare cellule vitali, come le cellule del sangue, gli spermatozoi, i batteri e gli organismi unicellulari (alghe e protozoi). Comunicò le sue osservazioni alla Royal Society in una serie di articoli pubblicati nell'ultimo quarto del 17esimo secolo.
Per un'ulteriore comprensione della natura cellulare si presentava di nuovo il problema della limitata risoluzione del microscopio, a cui si aggiungeva anche la natura essenzialmente descrittiva della biologia del 17esimo secolo, che si limitava all'osservazione, senza spingersi troppo nella spiegazione dei dettagli della complessa architettura del materiale biologico.
I progressi ottici e le scoperte nel 1800
Solo verso il 1830 vennero raggiunti importanti miglioramenti ottici, dovuti alla miglior qualità delle lenti e alla struttura del microscopio composto (formato da due lenti, una oculare e l'altra definita obiettivo). In questo modo, il botanico scozzese Robert Brown scoprì che ogni cellula di pianta conteneva una struttura circolare (che egli chiamò "nucleo", che in latino significa noce).
Nel 1838, un suo collega tedesco, Matthias Schleiden, giunse all'importante conclusione che tutti i tessuti delle piante erano costituiti da cellule e che una pianta embrionale nasceva sempre da una singola cellula. Simili conclusioni relativamente ai tessuti animali furono raggiunte solo un anno più tardi da Theodor Schwann, portando così a rifiutare precedenti speculazioni riguardanti l'assenza di somiglianza strutturale tra piante e animali.