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1 TECNOLOGIE DEI MATERIALI
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Introduzione alla scienza e tecnologia dei materiali
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CONCETTI BASE
SOSTANZA MATERIA MATERIA PRIMA MATERIALE
Qualità di materia con Tutto ciò che ha massa. Si intende quella fornita dalla Materia solida con cui possono essere costruiti
composizione chimica Le forme sotto cui si trova la natura e che, nei processi degli oggetti; può essere formato da più sostanze.
ben definita materia in condizioni naturali industriali, serve come partenza
sono: gassosa, liquida e solida per le successive lavorazioni Un materiale da costruzione deve avere proprietà che
gli permettono di resistere a sollecitazioni meccaniche,
chimiche e termiche; deve anche poter assumere la
forma e la dimensione di progetto, conservandole, una
volta messo in opera, con tolleranze definite
3 STRUTTURA PROPRIETÀ MATERIALE OMOGENEO
Tipo e ampiezza di risposta ad una Se è costituito da un’unica sostanza, oppure da più
Fa riferimento alla disposizione dei suoi specifica stimolazione esterna. sostanze "solubili" allo stato solido, che formano
componenti interni (atomi, molecole ecc.) a quindi un sistema monofasico
livello sia microscopico che macroscopico Le definizioni delle varie proprietà sono indipendenti dalla
dimensione e dalla forma del materiale (proprietà meccaniche,
MICROSTRUTTURA MATERIALE ETEROGENEO
elettriche, termiche, magnetiche, ottiche, durabilità)
PRESTAZIONI
Insieme delle caratteristiche geometriche e se costituito da componenti insolubili tra loro,
quantitative delle fasi presenti nel materiale, formanti quindi un sistema polifasico
compresi vuoti e difetti. È il risultato delle
modalità di produzione del materiale, delle Rendimento fornito dal materiale in una
lavorazioni e dei trattamenti subiti; determinata attività. Dipendono dalle proprietà
essa condiziona profondamente il
comportamento di un materiale
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"Poiché la realizzazione dei vari prodotti richiede l’impiego di materiali, i progettisti dovrebbero essere a
conoscenza della struttura interna e delle proprietà dei diversi materiali, in modo da poter scegliere il
materiale più adatto per ogni applicazione e sviluppare il miglior ciclo di produzione"
SCIENZA DEI MATERIALI TECNOLOGIA DEI MATERIALI
Conoscenza chimiche e fisiche che mettono in relazione Lo studio delle scienze applicate relative alla trasformazione
le proprietà di un materiale con la sua costituzione della materia in prodotti di impiego o di consumo
(struttura interna), potendo prevedere il comportamento
del materiale stesso in qualsiasi condizione d’impiego Tratta i processi per produrre materiali con determinate proprietà e
le lavorazioni che gli conferiscono forma e dimensioni di progetto
«LA TECNOLOGIA DEI MATERIALI è UNA
DISCIPLINA DI TRANSIZIONE TRA LE
SCIENZE DI BASE (meccanica, fisica,
chimica, matematica) E QUELLE APPLICATE
(ingegneria ecc.)»
5 CLASSIFICAZIONE DEI MATERIALI
3 grandi classi
MATERIALI METALLICI MATERIALI POLIMERICI MATERIALI CERAMICI
Elementi chimici a carattere metallico Composti organici macromolecolari, sintetici o naturali Sono costituiti da composti, prevalentemente ossidi e/o silicati
Buoni conduttori del calore e dell’elettricità. Densità relativamente bassa. Rammolliscono o Duri, ma fragili.
Dotati di lucentezza superficiale «metallica» (fino a bruciano per aumento della temperatura. Hanno Non conducono né il calore né la corrente elettrica.
quando non subentra l’ossidazione). scarsa stabilità dimensionale. Non si ossidano.
Hanno buona resistenza meccanica e sono Sono facilmente modellabili. (Gomma, legno, Resistono ad alte temperature.
modellabili per lavorazione plastica. adesivi, polimeri, resine ecc.) Cemento, gesso, vetro, ceramici tradizionali ( «chimica del Si,
«chimica del C e H», O, S, N… O») (mattoni, piastrelle, porcellane ecc.), ceramici avanzati.
Suddivisi in
Metallici ferrosi Metallici non ferrosi
(ferro, acciai e ghise) (alluminio, rame,
ottoni ecc.)
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NUOVE CLASSI DI MATERIALI
MATERIALI COMPOSITI MATERIALI SEMICONDUTTORI BIOMATERIALI
Formati da più di un tipo di materiale Sono utilizzati negli impianti inseriti nel
Hanno proprietà elettriche intermedie tra i corpo umano
conduttori elettrici e gli isolanti.
Sono estremamente sensibili alla presenza
Progettati per ottenere la migliore di minime concentrazioni di impurezze
combinazione delle proprietà dei Non devono produrre sostanze tossiche e
diversi materiali componenti devono essere compatibili con il tessuto umano
Hanno reso possibili l’avvento dei circuiti
integrati rivoluzionando l’industria elettronica
Vetroresina (fibre di vetro annegate in
un materiale polimerico), dove le fibre
di vetro danno resistenza e flessibilità al
materiale polimerico
Classificazione dei materiali solidi in base alle proprietà che ne caratterizzano l’impiego
Per applicazioni
Conduttori, Luminescenti etc
Materiali Per l’elettronica Resistenti alla
biomediche
semiconduttori,
magnetici corrosione
isolanti
7 MATERIALI PER IL FUTURO
Basso costo Prestazioni Basso impatto Basso consumo Riciclabilità
elevate ambientale energetico
(produzione +
esercizio)
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TECNOLOGIE DEI MATERIALI
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Struttura degli atomi e legami chimici
9 DEFINIZIONI GENERALI RELATIVE ALL’ATOMO
ATOMO
Unità di base di tutta la materia
Le tre principali particelle subatomiche che lo formano:
Protoni
• Neutroni
• elettroni
•
NUMERO ATOMICO MASSA ATOMICA RELATIVA UNITÀ DI MASSA GRAMMOMOLE O MOLE
DI UN ELEMENTO ATOMICA DI UN ELEMENTO
Numero di protoni nel nucleo Massa in grammi di 6,023 x Definita come un dodicesimo Quantità di tale elemento che ha
dell’atomo di un elemento atomi ( numero di della massa di un atomo di una massa, espressa in grammi,
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Avogadro ) di tale elemento carbonio ( protoni e 6 neutroni ) pari alla massa atomica molare
relativa di quell’elemento
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STRUTTURA ELETTRONICA DEGLI ATOMI
Modello della meccanica quantistica – modello di Bohr
Ramo della fisica nel quale i sistemi in esame possono avere solo dei valori discreti ammissibili di energia, separati da regioni proibite
MODELLO MECCANICO-ONDULATORIO Principio di indeterminazione di Heisenberg
È impossibile determinare con accuratezza nello stesso istante la posizione e il momento di
una piccola particella, come un elettrone
Concetto probabilistico della "densità di nuvola di carica elettronica"
ORBITALE
Confronto tra il modello di Bohr (a) e il modello meccanico
ondulatorio (b) in termini di distribuzione elettronica
11 ORBITALI ATOMICI
Valori possibili per i numeri quantici atomici
Principio di esclusione di Pauli
Due elettroni non possono mai avere gli stessi valori dei quattro numeri quantici
CONFIGURAZIONE ELTTRONICA DEGLI ATOMI
Principio di Hund o della massima molteplicità di spin
Il riempimento degli orbitali atomici avviene in modo che ciascuno degli orbitali isoenergetici (p, d, f) viene
dapprima occupato da un solo elettrone, e poi, una volta completato il mezzo riempimento, gli elettroni residui
occupano uno alla volta gli orbitali già mezzi riempiti
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TAVOLA PERIODICA
13 DIMENSIONI ATOMICHE E IONI
«ciascun atomo può essere considerato in prima approssimazione come una sfera di raggio definito. Il raggio non è una costante ma
dipende in una certa misura dalle condizioni al contorno (es: si immagini un atomo in una certa matrice cristallina)» W.F. Smith
Tavola periodica delle dimensioni atomiche e ioni
Sodio-ione perde l’elettrone e cloro-ione acquista l’elettrone
quindi si riduce il raggio e quindi aumenta il raggio
atomico atomico
«la dimensione atomica rappresenta un fattore importante nello studio della diffusione degli atomi nelle leghe metalliche» W.F. Smith
La dimensione atomica è un parametro importante nella definizione delle soluzioni solide interstiziali e sostituzionali
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ELEMENTI ELETTROPOSITIVI ED ELETTRONEGATIVI
Tavola periodica dell’elettronegatività
«gli elementi elettropositivi hanno natura metallica e liberano elettroni nelle reazioni chimiche producendo ioni positivi o cationi. Gli
elementi elettronegativi hanno natura non metallica e accettano elettroni nelle reazioni chimiche producendo ioni negativi o anioni»
«L’elettronegatività è definita come il grado di attrazione degli elettroni da parte di un atomo. Questo concetto aiuta nella comprensione
della formazione dei legami fra gli elementi chimici» W.F Smith Gli elementi con elettronegatività
più alta si trovano in alto a destra
15 LEGAMI ATOMICI E MOLECOLARI
Il legame chimico tra gli atomi avviene perché vi è una netta diminuzione dell’energia potenziale degli atomi nello stato legato
LEGAMI ATOMICI PRIMARI LEGAMI ATOMICI E MOLECOLARI
(legami forti) SECONDARI
Sono coinvolte forze interatomiche Sono coinvolte forze interatomiche
relativamente elevate relativamente deboli (< 10 kcal/mol)
LEGAMI IONICI LEGAMI COVALENTI LEGAMI METALLICI LEGAMI A DIPOLO LEGAMI A DIPOLO
PERMANENTE FLUTTUANTE (Forze di Van
Der Waals)
Forze di natura coulombiana Le forze si originano dalla Gli atomi mettono in comune Si generano delle forze Delle attrazioni coulombiane
che comportano attrazione tra condivisione di elettroni. gli elettroni in modo coulombiane tra dipoli permanenti deboli si possono generare per la
ioni di carica opposta, generati Legame di tipo direzionale. delocalizzato generando presenti nella molecola, dove si temporanea formazione di dipoli
dal trasferimento di elettroni (energia legame covalente 100 legami forti non direzionali trovano atomi a diversa determinata dall’asimmetria di
da un atomo all’altro. kcal/mol) elettronegatività e/o per una certa carica elettronica; quest’ultima
Legame non direzionale asimmetria della densità di varia continuamente e rende così
elettroni su di essa questo legame fluttuante
Il legame a idrogeno è un caso particolare dell’interazione
permanente dipolo-dipolo e si genera tra un legame
polare contenente un atomo H (es O-H, N-H) e altri atomi
particolarmente elettronegativi (O.N e F)
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TECNOLOGIE DEI MATERIALI
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Stato solido
17 SOLIDI CON STRUTTURA ORDINATA
CRISTALLO
Definizione
Corpo solido delimitato da facce regolari e simmetriche
SOLIDI CRISTALLINI
Definizione
Atomi/ioni/molecole sono presenti secondo una disposizione ripetitiva
Gli atomi o gli ioni di questo tipo di solido formano un nelle tre dimensioni dello spazio allora formano
reticolo cristallino SOLIDO CRISTALLINO O MATERIALE CRISTALLINO
Dove ogni punto ha gli stessi punti prossimali
Oppure si può dire che ogni punto ha lo stesso
intorno/scenario/ambiente
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SISTEMI CRISTALLINI E RETICOLI DI BRAVAIS
Per dare origine a tutti i tipi di reticolo
All’interno di ogni sistema sono possibili diverse celle elementari,
Sono necessari 7 sistemi cristallini per descrivere tutti i solidi sono sufficienti 14 celle elementari
a) DISPOSIZIONE ATOMICA DELLA CELLA
Rappresentazioni diverse ELEMENTARE
della cella elementare CFC b) CELLA ELEMENTARE A SFERE RIGIDE
c) CELLA ELEMENTARE ISOLATA
19 PRINCIPALI STRUTTURE CRISTALLINE METALLICHE
I solidi metallici cristallizzano principalmente con tre tipi di strutture cristalline di tipo compatto
CCC EC
CFC
CUBICA A CORPO CENTRATO ESAGONALE COMPATTA
CUBICA A FACCE CENTRATE N. Di atomi nell’intorno di ogni atomo= 12
N. Di atomi nell’intorno di ogni atomo= 8 N. Di atomi nell’intorno di ogni atomo= 12 N. Atomi/cella elementare= ½ x 2 (alle basi) + 12
N. Atomi/cella elementare= 1 (al centro) + 8 x 1/8 (agli N. Atomi/cella elementare= ½ x 6 (alle facce) + 8 x 1/8 x 1/6 (agli spigoli) + 3 (all’interno)= 6
spigoli)= 2 (agli spigoli)= 4
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RAPPRESENTAZIONE DELLE STRUTTURE CRISTALLINE COMPATTE ALTRE RAPPRESENTAZIONI DELLE STRUTTURE CRISTALLINE
CFC ED EC CON GLI ATOMI APPROSSIMATI A "SFERE RIGIDE" COMPATTE CFC ED EC
ALTRE RAPPRESENTAZIONI DELLE STRUTTURE CRISTALLINE
COMPATTE CFC, EC e CCC
21 DISTANZE RETICOLARI
SOLIDO CRISTALLINO d1,d2,d3… in genere si indicano
Caratterizzato da diverse serie di piani paralleli a cui corrispondono con dove h,k e l si chiamano
distanze reticolari (d1,d2,d3…ecc.) che sono tipiche di quel solido INDICI DI MILLER
ANALISI DELLA STRUTTURA CRISTALLINA Può essere eseguita su
polveri o su pezzi di
TRAMITE L’ANALISI DIFFRATTOMETRICA A RAGGI X materiale con una
superficie piana
Permette di identificare le componenti cristalline presenti in un
materiale solido e di analizzarne la struttura. Essa è resa possibile
dall’intrinseco ordine interno presente nei solidi cristallini
Diffrazione dei Raggi X
Onde non in fase non danno segnali al rilevatore
• ⇒ Questo fenomeno avviene perché queste radiazioni
Onde in fase danno segnali al rilevatore
• ⇒ elettromagnetiche hanno una lunghezza d'onda paragonabile alla
distanza interplanare degli atomi nei solidi cristallini. Quando un fascio
La differenza di cammino ottico tra le due onde è pari a MP+PN di Raggi X colpisce un solido cristallino, possono essere prodotti dei
picchi di diffrazione rinforzati di radiazioni di varie intensità
Per la legge di Bragg il cammino ottico deve essere uguale a un
numero intero di lunghezza d’onda
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Differenza tra diffrattogramma di un solido cristallino e di una struttura amorfa
Potrebbe rappresentare il plexiglass o
il vetro
23 TEMPERATURA DI FUSIONE E TEMPERATURA DI TRANSIZIONE VETROSA
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ANISOTROPI
ISOTROPI
Corpi che non presentano differenze di Corpi per i quali i valori delle grandezze che li
comportamento dipendenti dalla direzione in caratterizzano variano con la direzione
cui vengono testati QUASI TOTALITÀ DEI MATERIALI DI
INTERESSE TECNOLOGICO
I materiali amorfi (vetri e maggior parte dei I MONO-CRISTALLI sono intrinsecamente
I materiali POLICRISTALLINI (metalli, granito,
polimeri) sono sempre isotropi perché il anisotropi, perché la periodicità delle posizioni
ecc.) risultano isotropi su scala macroscopica,
disordine molecolare è statisticamente reticolari è diversa a seconda della direzione.
perché i microcristalli o sono orientati in ogni
riproducibile in ogni direzione Quindi le loro proprietà fisiche variano con la
modo possibile direzione
Si ottengono con una solidificazione molto lenta del
fuso attorno ad un unico nucleo di cristallizzazione
25 POLIMORFISMO O ALLOTROPIA
Indica che molti elementi e composti, in differenti condizioni di
temperatura e pressione, esistono in più di una forma cristallina (Concentrazione di B)
DIFFUSIONE ALLO STATO SOLIDO
Fenomeno spontaneo di trasporto di materia
Quando all’interno di un materiale ci sono
differenze di concentrazione di un suo
componente
Il trasporto tende a minimizzare le differenze
nonostante allo stato solido gli atomi tendano a
conservare e loro posizioni reticolari
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TECNOLOGIE DEI MATERIALI
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Solidificazione e difetti dei cristalli
27 Solidificazione e difetti dei cristalli
SOLIDIFICAZIONE DI UN SOLUZIONI SOLIDE DIFETTI DIFFUSIONE
SOLIDO POLICRISTALLINO METALLICHE CRISTALLINI ATOMICA NEI SOLIDI
Difetti di punto Meccanismo di diffusione
Nucleazione Crescita dei nuclei e Soluzione solida Vacanza per vacanza o sostituzionale
•
(Favorita dal grado di struttura grani sostituzionale autointerstiziale
•
sottoraffreddamento) (struttura a grani fini per
la resistenza) Meccanismo di diffusione
Soluzione solida Difetti di linea interstiziale
interstiziale Dislocazione spigolo
•
Grani colonnari
Omogenea Dislocazione A vite
• Dislocazione mista
•
Eterogenea Grani equiassici Difetti di superficie
bordi di grano
•
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SOLIDIFICAZIONE DI UN SOLIDO POLICRISTALLINO
2 fasi
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NUCLEAZIONE CRESCITA DEI NUCLEI A FORMARE CRISTALLI E
Formazione di nuclei stabili di solidificazione FORMAZIONE STRUTTURA A GRANI
OMOGENEA ETEROGENEA
29 NUCLEAZIONE OMOGENEA
Avviene in metallo fuso quando gli atomi formano nuclei di cristallizzazione
Favorita da un elevato grado si sottoraffreddamento al di sotto della temperatura di equilibrio per permettere che si formino i primi nuclei
omogenei che sono prodotti dal legame che si origina tra atomi soggetti ad un lento movimento (dovuto al sottoraffreddamento)
AGGLOMERATI DI ATOMI (NUCLEI OMOGENEI)
Nucleo Embrione
Quando la dimensione supera Quando la dimensione dei nuclei
una dimensione critica legati tra loro non supera la
dimensione critica
Non sono stabili e non
danno origine ai cristalli
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NUCLEAZIONE ETEROGENEA
Avviene sulle pareti della forma, su impurezze insolubili oppure su agenti inoculanti
che abbassano l’energia libera critica richiesta per formare un nucleo stabile
L’energia di superficie richiesta per la nucleazione eterogenea è minore rispetto alla nucleazione omogenea
Non c’è bisogno di un elevato sottoraffreddamento perché il sottoraffreddamento è già accentuato in
queste condizioni reali di non equilibrio termico
Nei processi industriali si ha più spesso una nucleazione eterogenea
31 CRESCITA DEI NUCLEI A FORMARE CRISTALLI E FORMAZIONE STRUTTURA A GRANI
Nella solidificazione si formano numerosi CRISTALLI A ORIENTAZIONE DIFFERENTE che danno origine ad un materiale
POLICRISTALLINO. I cristalli veng
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