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Appunti inerenti l'esame di Sociologia della comunicazione del prof. Bechelloni riguardanti genere umano, specie animali, costante mutamento, comunicazione interumana, valori di machiavelli, universalismo, tradizione universalistica fiorentina e altro ancora.

Esame di Sociologia della Comunicazione docente Prof. G. Bechelloni

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ESTRATTO DOCUMENTO

L’autore sottolinea 3 motivi per cui ritiene importante il lavoro di Giddens:

1. La sua capacità di lavorare empiricamente una quantità straordinaria

di materiali sociali.

2. E’ stato in grado di individuare l’importanza dei media e mass

4 L’ ESPERIENZA MEDIATA media, nei processi di strutturazione del sociale e di costruzione

delle identità. G. dà molta importanza anche ai linguaggi diversi da

quello della parola (non verbale, immagini e giochi).

3. Per la sua concezione democratica del potere.

Nella notte tra il ’99 e il 2000 in TV 3 grandi (Woytila, Gassman, Ciampi),

hanno passato il testimone – 3 icone di fine millennio. In quella notte, la Tv

ha messo in scena la modernità in cammino e ha permesso agli italiani di

5 L riflettere sul passaggio d’epoca in modo nuovo e diverso. Il libro di G.

A MODERNITÀ IN CAMMINO Identità e società moderna è un libro di teoria sociale che ha lo scopo di

attivare una riflessione del lettore sulla formazione e sulla gestione della

soggettività nella ns contemporaneità.

6 L A DOPPIA ERMENEUTICA

G. è famoso soprattutto per il suo libro La terza via (1999) saggio di cultura politica che ha ispirato il new

labour di Tony Blair. E’ una terza via che ha a che vedere con la riflessione sulla modernità e che vuole

costruire una teoria sociale capace di interpretare criticamente la realtà del ns complesso mondo sociale,

caratterizzato da una velocità di mutamento senza precedenti.

Il tentativo di G. di comprendere il mondo sociale si può comprendere, facendo riferimento al concetto di

doppia ermeneutica. Questa espressione chiama in causa 2 processi: la necessità per gli scienziati sociali di

comprendere il mondo di quegli attori comuni che essi cercano di capire e il modo in cui le teorie sociali che

derivano da tale comprensione sono interpretate e fatte proprie da quegli stessi attori comuni.

La differenza fra gli scienziati sociali e quelli naturali risiede nel fatto che le teorie dello scienziato sociale,

possono provocare cambiamenti nella stessa vita sociale che osserva e interpreta. Il concetto della doppia

ermeneutica, richiama il punto centrale in G. della riflessività che è essenziale per la nascita e l’esistenza della

modernità. E’ un’attività di continuo monitoraggio e controllo e riflessione sul mutamento sociale e

individuale. E’ attraverso la riflessività che si consoce e controlla l’ambiente, si riduce il rischio, si prendono le

decisioni, si crea e mantiene la fiducia.

3 autori sono fondamentali per comprendere G.

* F : modo di concepire la soggettività umana

REUD

* N . Sia per le sue ricerche sul processo di civilizzazione

ORBERT ELIAS

I sia per i suoi lavori di taglio epistemologico. In particolare per i temi

L LAVORO TEORICO DI

7 G di interdipendenza individuo e società e per la relativa giovinezza

IDDENS degli studi sull’umano e il sociale.

* E G : per la capacità di osservare e teorizzare le situazioni

RVIN OFFMAN

di interazione sociale.

Le conseguenze della modernità è un libro di G. che sviluppa una teoria

della modernità che si contrappone alla maggior parte delle teorie del XX°

8 I À

DENTIT secolo. La modernità di G. restituisce alla storia o all’attore, uno spessore

sociologico che li rende degni di attenzione, osservazione e comprensione.

9 C La modernità viene intesa da G. come una conquista come un luogo di

ARATTERE ORDINATO DELLA espansione della soggettività umana, della umana capacità di riflettere sul

VITA QUOTIDIANA mondo sociale. G. sottolinea l’importanza del bisogno di sicurezza che

emerge molto presto nella vita del bambino.

G. riesce ad integrare la sua teoria della modernità contemporanea con una

teoria del soggetto, della formazione e dello sviluppo riflessivo dell’attore

sociale.

G. elabora un nuovo concetto, quello di identità del sé. L’identità

presuppone una continuità attraverso il tempo e lo spazio, è soprattutto una

narrazione. E’ il sé, come viene concepito riflessivamente dalla persona nei

termini della propria biografia. Ciò significa che l’individuo è in grado di

4

Data ultima stampa 29/05/2006 8.18 O5/p5 integrare nella narrazione della sua vita gli eventi del mondo esterno man

mano che avvengono. Per G. anche il sogno è importante, perché

rappresenta una selezione inconscia dei ricordi che avviene alla fine di ogni

giorno.

10 R IFLESSIVITÀ

* Nelle società tradizionali la narrazione del sé era quasi automatica e il presente era collegato al passato

e al futuro della stabilità dell’autorità

* Nelle società moderne, la narrazione del sé acquisisce rilevanza non solo per gli attori sociali

pubblicamente prominenti bensì per tutti gli attori sociali.

G.giunge a caratterizzare il sé della ns modernità come un eroe che non si limita ad attraversare la vita, ma è

costretto a compiere delle scelte e a costruire il proprio stile di vita, deve fronteggiare rischi, ansie e incertezze

che caratterizzano la modernità.

G. ci offre, quindi, l’opportunità per sviluppare la ns riflessività e concepire paritariamente i rapporti con

l’altro, attivando quelle strategie di comunicazione costruite attraverso l’ascolto e la comprensione, che

potranno contribuire a dare vita ad un ordine sociale meno rischioso e a costruire una democrazia adeguata

alla complessità della modernità contemporanea e al suo incessante mutare.

3° C L V ?

AP A RIVOLUZIONE COMUNICATIVA ERSO UNA SOCIETÀ DELLA COMUNICAZIONE

E’ con l’arrivo degli Etruschi in Italia che prende avvio tra l’8° e il 7° a.c. la

storia dell’Occidente con l’incontro tra le civiltà dell’oriente e le terre e i

S :

VOLTA ETRUSCA popoli dell’occidente. E’ dall’incontro di popoli di origine diversa che nasce

1 , ,

OCCIDENTE MUTAMENTO la comunicazione come problema e risorsa. Attraverso la comunicazione si

COMUNICAZIONE formano le figure sociali e le istituzioni centrali. In quel lontano avvio della

modernità, fioriscono 3 grandi civiltà: greca, romana e etrusca.

Tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900 con l’invenzione e la diffusione del

giornalismo popolare e della pubblicità, telefono e cinema, nascono prima

negli USA e poi in Europa le comunicazioni di massa.

Le tre tappe dello sviluppo delle comunicazioni di massa sono:

1. L’espressione comunicazione di massa viene inventata dopo la 1°

guerra mondiale (anni ’20-30), con la diffusione della radio, la

crescita del cinema hollliwoodiano e l’affermarsi negli USA delle

relazioni pubbliche e marketing

COMUNICAZIONE DI MASSA E

2 2. Nella seconda metà del ‘900, negli anni ’60, la televisione diventa il

SOCIETÀ DELL INFORMAZIONE primo medium di comunicazione capace di raggiungere tutta la

popolazione delle nazioni industrializzate che la comunicazione di

massa viene percepita come problema e come risorsa.

3. Negli anni ’90 con l’affermarsi delle TV commerciali e con la rapida

diffusione dei telefoni cellulari, si diffonde l’idea che la società

contemporanea stia diventando una società dell’informazione.

Affinché il 2000 divenga il millennio della comunicazione, è necessario che

si sviluppino le capacità d’uso, le conoscenze e le disposizioni soggettive.

Dal punto di vista delle tecnologie della comunicazione, il millennio è stato

caratterizzato dall’invenzione della stampa a caratteri mobili. 2 autori sono

stati importanti:

M M L : che ha intravisto per primo i molteplici intrecci tra le

ARSHALL C UHAN

tecnologie della comunciaone e le configurazioni delel culture e delle

società umane.

3 I L MILLENNIO TIPOGRAFICO E E : che ha condotto una pluriennale e minuziosa ricerca

LIZABETH ISENSTEIN

sugli effetti prodotti da quell’invenzione sulle élites intellettuali europee.

La rivoluzione della stampa è rimasta inavvertita per tanto tempo. La

rivoluzione tipografica rappresenta il trionfo della razionalità, il trionfo della

parola sulla cosa, sull’immagine e su qualsiasi altro medium della

comunicazione.

4 C La denominazione millennio tipografico al millennio che si chiude, trova

ENTRALITÀ DELLA 5

Data ultima stampa 29/05/2006 8.18 O5/p5 giustificazione per i seguenti motivi:

* Non esiste una specifica branca del sapere che si proponga di

studiare l’essere umano dal punto di vista della comunicazione.

* C’è una discrasia temporale tra l’avvento di certi fenomeni e la

COMUNICAZIONE E capacità delle opinioni pubbliche e degli stessi studiosi di coglierne

COMPLESSITÀ DELL AGIRE la portata e la rilevanza.

UMANO Queste due considerazioni consentono di affermare che l’attività di

comunicare si presenta con 2 facce: una banale e quotidiana e l’altra

complessa e controversa, purtroppo, però, la banalità quotidiana dell’attività

di comunicare ha prevalso sulla complessità.

Si tratta di pensare allo sviluppo della comunicazione come abbattimento di

barriere ed esplorazione di frontiere. Occorre fare propria una visione

evoluzionistica che valorizzi le capacità degli esseri umani di apprendere,

modificando se stessi e l’ambiente (Kroeber affermava che l’umo non ha

C bisogno di modificarsi…). Occorre pensare alla comunicazione come agire

OMUNICAZIONE COME

5 umano che lasci l’uomo libero di esprimere la propria individualità. La

RISORSA STRATEGICA comunicazione così concepita, diviene allora, risorsa strategica per aprirsi

all’ascolto del diverso, dell’altro. E’ Ambiente di tolleranza. Non è un caso

che le comunicazioni di massa si affermano nei primi del ‘900, quando si

rompe con le vecchie tradizioni.

6 D ALLA COMUNICAZIONE DISTURBATA VERSO IL MILLENNIO DEL COMUNICARE

Attualmente dobbiamo porci il problema di osservare, studiare e valutare la comunicazione come risorsa e

come ambiente necessari per la costruzione consapevole dei processi di condivisione dell’ordine sociale e dei

significati. La comunicazione è la risorsa strategica necessaria per costruire tale condivisione in modo che gli

esseri umani possano costruire un ambiente nel quale poter comunicare condividendo i significati necessari al

mantenimento dell’ordine sociale.

Il millennio che si è chiuso, può essere compreso dal punto di vista della comunicazione solo se facciamo 2

operazioni intellettuali:

* diversa scansione temporale

* Ampia accezione di 2 parole chiave: linguaggi e tecnologie.

4° C C ’ – La comunicazione come ambiente.

AP OMUNICARE E DIFFICILE

1 L :

A COMUNICAZIONE RISORSA E AMBIENTE PER LA COSTRUZIONE DI SIGNIFICATI

Comunicare è molto difficile. Ci sono 3 difficoltà da considerare:

1. La difficoltà degli esseri umani a comunicare tra loro.

2. La difficoltà di studiare la comunicazione e i suoi linguaggi

3. La difficoltà a comunicare quella speciale forma di metacomunicazione che consiste nel comunicare

l’intreccio, il nesso tra i primi 2 tipi di difficoltà.

A partire dalla messa a fuoco delle 3 difficoltà, il compito successivo è:

* Cominciare a delineare i tratti distintivi di una cultura della comunicazione

* Contribuire a imparare sia a comunicare nell’attuale contingenza sia a studiare i processi

comunicativi.

Per cultura della comunicazione si intende sia un sapere teorico, sia un’insieme di pratiche discorsive e

comunicative.

A partire dall’idea di concepire la comunicazione da 3 punti di svista:

* Come risorsa

* Come ambiente che definisce situazioni e contingenze

* Come relazione (conflittuale o cooperativa)

A seconda del modo in cui questi 3 punti di vista si integrano tra loro, si costruiscono e riproducono progetti e

azioni, culture, mercati.

Per capire meglio la comunicazione, bisogna tenere in considerazione il fatto che gli esseri umani vivono in un

ambiente caratterizzato dalla presenza di 2 territori: quello del faccia a faccia (relazioni dirette) e quello

costituito dai media di comunicazione. Comunicare, quindi, significa utilizzare una risorsa complessa in un

ambiente ambivalente con lo scopo di costruire relazioni cooperative.

6

Data ultima stampa 29/05/2006 8.18 O5/p5 La comunicazione non trae le sue origini dalla comunità della tradizione,

dalla supposta comunione tra Dio e gli esseri umani, bensì dal mercato, cioè

2 C dalla nascita di un luogo sociale nel quale i diversi, gli sradicati, gli stranieri

OMUNICAZIONE E MERCATO si incontrano e hanno bisogno di inventare linguaggi, di conoscersi e

riconoscersi, per darsi regole e costruire comunità

3 C ENTRALITÀ E AMBIVALENZA DELLA COMUNICAZIONE

Spesso, si afferma che l’interesse per la comunicazione sia aumentato a causa della diffusione delle tecnologie

della comunicazione. Questa considerazione è però riduttiva, poiché afferma che il progresso tecnologico è il

motore delle trasformazioni e del mutamento sociale. Ma, è ormai accertato che non è la tecnologia a guidare il

mutamento poiché essa si deve incorporare in un processo economico o politico, sociale o culturale, deve

essere inverata in una istituzione sociale capace di rispondere ai bisogni diffusi per diventare parte costitutiva e

non permanente accessoria di una civilizzazione. Un indicatore di tale aumentato interesse, è riscontrabile nella

gamma molto estesa di accezioni e situazioni: Ogni disciplina cerca di stabilire un suo primario interesse

rispetto a una diversa accezione del termine (psicologia: comunicazione faccia a faccia; ingegneria: telematica,

informatica etc.).

Si viene a costituire uno scenario sociale che consente di attribuire alla comunicazione uno statuto ambiguo: un

insieme di saperi accademici e di pratiche professionali facili da apprendere e da divulgare, cariche di

promesse ingannatrici e fuorvianti. I comunicatori spesso vengono bollati come ciarlatani.

Negli ultimi anni, dunque, l’interesse per la comunicazione è cresciuto a dismisura e sono indicatori di tale

interesse la diffusione del termine comunicazione e la pluralità di accezioni con i quali viene usato.

Non potendo accettare la risposta secondo la quale la comunicazione ha suscitato maggior interesse a causa

dell’aumento delle tecnologie, occorre porsi 3 domande:

1. Chi controlla le tecnologie?

2. Perché si diffondono?

3. Le tecnologie si possono distinguere in buone e cattive? Le tecnologie buone sono più diffuse tra i

giovani e le cattive tra gli ambienti depositari delle tradizioni.

La risposta a perché la comunicazione è diventata così centrale è: perché è molto difficile comunicare

(relativamente all’attività di osservazione e di ascolto necessaria per poter comunicare efficacemente) e perché

è diventato necessario per tutti imparare a comunicare.

La comunicazione è nata nel mercato, poiché quello era luogo di incontro tra diversi.

4 C OMUNICARE È DIFFICILE

Comunicare è difficile, ma può sembrare facile. Tutti comunicano, non possono non farlo (Palo Alto), ma non

sanno bene come lo fanno, cosa comunicano e a chi. Molte persone tendono a non percepire le differenze

culturali perché vivono come chiusi nella propria cultura. Intrecciato al problema delle identità collettive

risiede quello delle differenze individuali. Le culture sono infatti abitate da singoli individui.

Ma i problemi della difficoltà del comunicare riguardano non solo la percezione o svalutazione del

destinatario, ma anche il come si comunica. Si tende a svalutare e a non riconoscere la pluralità dei linguaggi

della comunicazione (non verbale es postura, sorrisi etc). Socrate ci ha imparato a convivere con i nostri limiti,

Gesù ad amare il ns prossimo come noi stessi. Entrambi ci invitano ad accettare i ns limiti come premessa

necessaria per costruire un’esistenza necessaria alal quale attribuire significati che scaturiscono dal nostro

pensare e imparare, dal ns agire e donare e amare. Queste, come altre citazioni hanno in comune la medesima

tensione alla fuga fuga dal presente e fuga da se stessi. Questi due tipi di fuga sono in grado di attivare

meccanismi fortissimi di identificazione e di stabilizzazione.

La modernità nasce nel momento in cui si compie un distacco con l’autorità e con le tradizioni. Nascono così 2

istituzioni sociali: il mercato e l’agorà (la democarazia) e due ruoli sociali: il mercante e il filosofo. Due

istituzioni e due ruoli tra loro complementari ed entrambi partoriti dalla libera determinazione della volontà di

individui e di gruppi. La modernità pensa all’uomo e siccome lo percepisce limitato, lo spinge ad attivarsi per

conoscere, viaggiare ed esplorare, per costruire protesi che potenzino la capacità umana. Modernità significa

abitare il presente.

Comunicare è difficile e significa abitare il presente.

La doppia origine della difficoltà del comunicare risiede:

* Nel carattere pragmatico e performativo della comunicazione (difficoltà oggettiva)

* Nell’indeterminazione teorica che non consente di individuare con chiarezza

7

Data ultima stampa 29/05/2006 8.18 O5/p5

1) ciò che è comunicazione da ciò che non lo è

o 2) il contesto sociale micro e macro che consente alla comunicazione di dispiegarsi

o 3) gli scopi che la comunicazione tende a perseguire.

o

5° C A - P -

AP UDIENCE COME PRETESTO E PRE TESTO ER PENSARE E RI CONCETTUALIZZARE

1 I L NOSTRO CONTESTO

1.1 M OLTEPLICITÀ DI VOCI

Il destino delle audience sembra di essere incomprese e tradite. Nel lessico giornalistico italiano, soprattutto tra

il ’94 e ’96, audience veniva associato ad una massa indistinta di persone fabbricata dalla stessa tv. E’ sullo

sfondo di tali incomprensioni che la Scuola Fiorentina di Comunicazione ha deciso di dedicare al tema la 11°

edizione delle Giornate fiorentine della comunicazione. Il titolo Audiences and Multiples voices allude a un

doppio ordine di molteplicità:

* alla molteplicità di voci costitutive delle tante audience che costituiscono quella che è stata chiamata

“la faccia nascosta dei media”

* Alla molteplicità delle voci degli approcci teorici e delle metodologie di ricerca che si sono dedicate

allo studio delle audience.

Ma il titolo è programmatico anche in un’altra duplice accezione:

* Da un lato nell’intento di contrapporre la realtà della molteplicità delle voci a quanti non riescono a

percepire tale molteplicità

* Dall’altro nell’intento di convocare energie scientifiche per esplorare con più inventiva territori ancora

inesplorati, soprattutto in Italia.

Alle 3 sessioni del seminario hanno preso parte ricercatori italiani e

stranieri. Nel 4° fascicolo di Interferenze sono state pubblicate le relazioni

di una parte degli intervenuti: Sonia Livingstone (GB coordina il master in

1.2 Q UESTO QUADERNO media and communicazion della London School of Economics) e Richard

Paterson (Università di Sterling), 3 contributi canadesi e 3 italiani (tra cui il

prof. Bechelloni).

U Le sono appuntamenti annuali organizzati per discutere

NA SCUOLA PER GIORNATE FIORENTINE

1.3 delle problematiche inerenti la comunicazione.

CONVOCARE ATTENZIONE

2 P ’

ENSARE L AUDIENCE Negli ultimi anni (la scuola fiorentina), ha molto lavorato per studiare le

audience (questionari posti, interviste strutturate etc, soprattutto in contesti

ambientali scolastici e universitari, nelle fasce di età infantili e giova.nili,

2.1 V ERSO NUOVI STUDI Italia Sud e centro). Purtroppo non si è mai riusciti a farsi finanziare tali

ricerche…. Le ricerche sulle audience sono centrali per comprendere le

dinamiche dei processi di comunicazione.

2.2 I ’

NTERROGARSI SULL ALTRO

Interrogarsi sull’audience, significa interrogarsi sui significati dei linguaggi e dei formati e dell’intero processo

di comunicazione. Senza audience non c’è comunicazione. Interrogarsi sull’audience, significa interrogarsi

sull’altro. Anche la versione più riduttiva della comunicazione, ha bisogno di concepire un destinatario.

Purtroppo, nella ns vita quotidiana si è spesso in presenza di presa di distanza dall’audience. Nella pratica

quotidiana dei rapporti sociali si danno 2 forme di negazione dell’audience:

1. Le discendono da quelle concezioni degli esseri umani antiche che

FORME DI NEGAZIONE ASSOLUTA E TOTALE

si consideravano che le donne non avessero l’anima, che i bambini non o fossero in condizione di

capire etc…

2. Le ’ , si basano su una concezione dell’altro come diverso da me,

FORME DI NEGAZIONE PARZIALE DELL ALTRO

concependo tale diversità come inferiorità (per gusti, capacità e volizione). In questi casi, l’audience,

vengono concepite in modo semplice e riduttivo come massa.

I processi di comunicazione restano terre incognite poiché persiste il rifiuto

2.3 P a percepire le audience come costituite da una pluralità di voci che esistono

ERCEPIRE LE VOCI NASCOSTE anche se non siamo in grado di osservarle e ascoltarle.

3 R ’

ICONCETTUALIZZARE L AUDIENCE

3.1 A UDIENCE COME PRETESTO 8

Data ultima stampa 29/05/2006 8.18 O5/p5


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nadia_87

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze e tecnologie della comunicazione (POMEZIA, ROMA)
SSD:
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher nadia_87 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia della Comunicazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Bechelloni Giovanni.

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