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Appunti inerenti l'esame di Sociologia della comunicazione del prof. Bechelloni riguardanti genere umano, specie animali, costante mutamento, comunicazione interumana, valori di machiavelli, universalismo, tradizione universalistica fiorentina e altro ancora.

Esame di Sociologia della Comunicazione docente Prof. G. Bechelloni

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ESTRATTO DOCUMENTO

S VOLTA COMUNICATIVA

P

REFAZIONE

1 L N E

EZIONE DI ORBERT LIAS

E affermava che l’umanità ha raggiunto un grado di unità mai toccato prima, e che la tecnicizzazione

LIAS

incoraggia gli uomini ad avvicinarsi e unirsi….Elias ha elaborato varie teorie (teoria dell’interdipendenza, del

processo di civilizzazione, dei simboli) che contribuiscono alla formazione di un approccio contrapposto a

quello dello studio della condizione umana. La critica che Elias muove alle scienze dell’uomo (soc, psico,

econom, storia) è quella di isolare un aspetto e di non riuscire a cogliere la specificità dell’intero processo della

vita umana che solo una sociologia dei processi è in grado di cogliere scientificamente.

Il punto di vista di Elias è costituito dalla relazione tra l’individuo-persona e il genere umano.

Suggerisce di estendere il campo visivo adottando un quadro di riferimento comparativo a 3 livelli (2 verso il

passato e 1 verso il futuro):

* confronto con le altre specie animali (genesi del mondo umano) ,

* confronto con le differenti articolazioni del genere umano (evoluzione delle forme di vita collettiva),

* durata del sistema solare (possibile durata della vita sulla terra) .

Dalle sue ricerche ricava 3 idee fondamentali:

1. L’idea di un mondo in costante mutamento

2. L’idea che i mutamenti e le trasformazioni non siano imputabili ai singoli soggetti, bensì siano

il risultato di una pluralità di processi nei quali le volontà dei singoli interagiscono tra loro.

3. L’idea che gli esseri umani sono impegnati in un grande processo collettivo di apprendimento

che non ha mai fine.

Da queste considerazioni ne deriva una concezione del futuro del quale non si può essere certi. L’unica

certezza è che l’umanità di domani sarà molto diversa dall’attuale.

Per Elias è fondamentale la capacità di imparare dell’essere umano.

L’obiettivo del libro di B. è la comunicazione interumana. La svolta comunicativa come conseguenza

dell’incontro tra esseri umani che fino a qualche decina di anni fa non erano in grado neanche di percepirsi.

E’ da tale avvicinamento dell’umanità che nasce la problematicità della comunicazione e da questo il processo

di apprendimento finalizzato a coltivare la comunicazione come risorsa, a studiarla come problema e a temerla

come pericolo. La comunicazione si costituisce dunque come un nuovo punti di vista.

2 L N I B

EZIONI DI ICOLÒ MACHIAVELLI E DI SAIAH ERLIN

* Machiavelli ci ammonisce a stare in guardia contro coloro che non guardano agli uomini quali essi

sono.

* I valori di machiavelli sono valori morali, la morale per lui è sociale e non individuale.

* Machiavelli svela il bluff non solo della morale ufficiale (le ipocrisie della vita quotidiana), ma quello

implicito nei fondamenti della tradizione occidentale, ossia la credenza nella compatibilità conclusiva

di tutti i valori autentici… (Isaiah Berlin su Machiavelli).

La Scuola fiorentina di comunicazione si richiama a Machiavelli, alla doppia valenza realistica e idealistica, al

primo fondatore del pluralismo e a colui che ha saputo gettare le basi di quella libertà dei moderni che è la

premessa indispensabile per la società aperta. La scuola in questione, si chiama fiorentina , perché si riferisce a

ciò che Firenze e la Toscana evocano in Italia e nel mondo, le radici etrusche, la nascita del capitalismo e

l’impresa, l’Umanesimo e il rinascimento. Infine Firenze e la Toscana rimandano ad un’idea di universalismo.

La tradizione universalistica fiorentina, è fondativi di quella concezione del mondo universalistica e

processuale, cioè aperta sulle frontiere di una modernizzazione permanente. E’ nell’ambito di tale concezione

processuale che si vengono a formare le 3 grandi istituzioni sociali che costituiranno il motore dei processi di

modernizzazione:

1. I L MERCATO REGOLATO

2. L A DEMOCRAZIA RAPPRESENTATIVA

3. I LINGAUGGI DELLA CONSOCENZA E DELLA COMUNICAZIONE INTERUMANA

E’ il doppio riferimento a Elias e Berlin che ci consentono di proporre una concettualizzazione della

comunicazione che offra l’opportunità di integrare e arricchire, le importanti concettualizzazioni che si sono

misurate con la comunicazione.

3 C , La comunicazione di cui si occupa il testo è quella che avviene tra persone.

ULTURE E TECNICHE TEORIE 1

Data ultima stampa 29/05/2006 8.18 O5/p5 La polemica è contro chi non considera la specificità dell’essere umano e

che concepisce la comunicazione come una gabbia di acciaio capace di

alienare gli uomini dai loro scopi e dalla loro capacità di azione. Prima di

parlare di tecniche, è’ fondamentale capire perché la comunicazione è così

importante. Questo libro, vuole gettare le fondamenta per una nuova e

diversa cultura della comunicazione. Oggi, grazie alle moderne tecnologie, è

più facile entrare in contatto e comunicare con gli altri, ma la grande

maggioranza delle persone non ha ancora le risorse cognitive per

fronteggiare l’incertezza che tale ingresso nella modernizzazione comporta.

Non è facile, capire che la comunicazione può offrire le risorse necessarie

E PRATICHE per potenziare le proprie capacità di essere individuo-persona e di fare libere

scelte (Eias-Machiavelli). Le tecniche della comunicazione, non si

identificano con la cultura della comunicazione.

E’ importante comprendere il rapporto di interdipendenza che passa tra

teorie e pratiche.

* T : sono mere generalizzazioni astratte

ECNICHE

* P : sono cose concrete

RATICHE

Questo libro, si propone di orientare il lettore a osservare le pratiche e a

costruire teorie che possano far vivere le pratiche.

1° D ’

ALLA PARTE DELL AUDIENCE

David W. Griffith (regista americano) affermava: non sottovalutate mai la vs audience.

Intellettuali, professionisti etc. tendono a sottovalutare l’audience. Si ha

sottovalutazione quando:

* Si considerano recettori passivi gli ascoltatori.

L

A SOTTOVALUTAZIONE * Quando si progettano programmi senza prefigurarsi l’interlocutore

’ un

DELL AUDIENCE

1 cui ci si vuole rivolgere.

approccio sociologico * Quando si pubblicano notizie non controllate;

alla comunicazione * Quando si mettono in onda programmi che non rispettano la

sensibilità morale delle persone.

Non si sottovaluterebbe l’audience, se la si pensasse costituita da persone.

2 L A FACCIA NASCOSTA DEI MEDIA

La faccia nascosta dei media è l’audience.

1. Siccome l’audience è la faccia nascosta dei media, se ne parla e sparla a vanvera.

2. Si finisce proprio per sottovalutare proprio quella componente del processo di comunicazione

(l’audience), mancando la quale verrebbe meno la stesa ragione d’essere dei media.

Per rendere visibile l’audience è opportuno:

Adottare un punto di vista più complesso sulla natura dei media, che collochi i media sullo

a) sfondo dei processi di trasformazione di lunga durata che caratterizzano le società

contemporanee.

Attivare processi cognitivi e di ricerca finalizzati a studiare l’audience in forme più sofisticate

b) degli attuali.

Occorrerebbe utilizzare un approccio sociologico e antropologico, storico e linguistico tenendo conto della

complessità dei processi dei media. Gli intellettuali, spesso hanno concepito i media come oggetti facili da

studiare. Questo è testimoniato in Italia 3 fattori:

1. Solo da qualche anno si disegnano percorsi formativi per accedere alle professioni dei media.

2. Scarsa presenza di insegnanti per la ricerca a e la formazione per l’industria e cultura dei media

3. Assenza di forme consapevoli di media education nelle scuole italiane.

3 MEDIA E TELEVISIONE COME OGGETTI SOCIALI COMPLESSI

Per comprendere perché i media sono oggetti sociali complessi, è necessario mettere in luce le caratteristiche

salienti dei processi trasformativi che interessano il mondo sociale contemporaneo. La società non è più vista

come una cosa, adesso si osservano i processi. Al centro della riflessione sta l’essere umano che si differenzia

dagli altri esseri viventi, per la sua capacità di apprendere e di adattarsi, modificando incessantemente se stesso

e l’ambiente. L’essere umano è considerato come costituito da identità plurime e flessibili.

2

Data ultima stampa 29/05/2006 8.18 O5/p5

Occorre una permanente capacità di osservazione e di ascolto.

Questi cambiamenti che sono avvenuti nel corso di circa un secolo, hanno coinciso con l’avvento dei media in

tutte le società industriali. Questa coincidenza, non è causale.

La presenza dei media ha modificato l’ambiente sociale e culturale nel quale noi tutti viviamo. C’è una stretta

interdipendenza tra media e le istituzioni fondamenti della civilizzazione occidentale.

* Gran parte delle riserve e degli atteggiamenti negativi relativi ai media mascherano riserve nei riguardi

delle 3 grandi istituzioni: mercato, democrazia e formazione. I media, infatti, sono degli acceleratori e

dei regolatori del cambiamento reso possibile proprio dall’esistenza del mercato, della democrazia e

della formazione.

* Non è possibile prendere in esame il funzionamento dei media nella ns società senza considerare

l’audience in maniera tutt’altro che passiva.

Dedicare attenzione all’audience è fondamentale sia per capire che i grandi media attivano processi di

comunicazione, sia per capire come produrre meglio i tanti messaggi che i media producono quotidianamente.

2° F – Mutamento sociale e complessità.

ORMAZIONE DELLA SOGGETTIVITÀ Viviamo in un mondo pluralizzato, dove le differenze vincono sulle

uniformità. Il mondo globalizzato è un mondo complesso e in continuo

mutamento che nessuna teoria sociale è in grado di spiegare

scientificamente. Tra la fine degli anni ’60 e inizio dei ’70, si è assistito al

1 U N MONDO PLURALIZZATO fiorire di numerose teorie sociali che si sono proposte di osservare,

descrivere e comprendere il nuovo mondo sociale. Antony Giddens elabora

un nuovo modo di fare sociologia, non proponendo una nuova teoria

generale capace di spiegare tutto.

2 S OGNO PROMETEICO E PRAGMATISMO

Tra la seconda metà dell’800 e la prima del ‘900 il sogno prometeico di una scienza capace di dominare la

natura si trasmette anche agli scienziati sociali, i quali erano affascinati di poter dar vita ad una scienza

dell’uomo che potesse avere la stessa forza delle scienze della natura. Tra quelle più importanti:

* Teoria marxistica: che ha accompagnato la fase storica dell’ingresso delle masse popolari nei circuiti

della comunicazione pubblica.

* Teoria dello struttural-funzionalismo (Parsons) ha accompagnato l’ascesa degli USA allo statuto di

potenza imperiale.

Entrambe le teorie hanno sottovalutato la soggettività umana e, entrambe, si sono rivelate anche come reazione

ai processi di modernizzazione. Anche il fascismo e il nazismo possono essere viste come conseguenza e

reazione ai processi di modernizzazione.

Altre teorie si sono affermate nel corso del XIX° e XX° sec., volte alla comprensione della specifica natura

umana e del sociale, nel contesto del farsi della modernità: autori quali Walt Whitman e John Dewey sono

stati importanti per l’elaborazione teorica e pratica di concezioni dell’individuo, della democrazia e delle

libertà. Altro autore che è all’origine di una rottura epistemologica fondamentale nello studio dell’uomo è

Sigmund Freud. In ambito pedagogico, altro contributo importante, è stato fornito da Maria Montessori.

Anthony Giddens è il sociologo che più di altri, sostiene la tesi

dell’assenza di fratture nel processo di modernizzazione. Il suo lavoro

individua 2 strategie nell’ambito dell’intera storia del ‘900:

1. Sviluppo di un processo di apprendimento che coinvolge un

crescente numero di attori, finalizzato a imparare a vivere nella

modernità, a gestire la complessità e il rapito mutamento. Tale

processo di apprendimento, monitoraggio e interpretazione viene da

T

EORIA SOCIALE E

3 G. chiamato riflessività.

MODERNIZZAZIONE 2. Dall’altro lato, la modernità ha generato resistenze, reazioni anche

feroci, dettate da una pluralità di motivazioni che vanno

dall’incomprensione alla difesa di interessi di potere di ogni tipo. La

concezione di G. del potere è di derivazione parsoniana, egli vede il

potere nono solo come comando e manipolazione, ma anche come

risorsa positiva. G. è portatore di una concezione democratica del

potere. 3

Data ultima stampa 29/05/2006 8.18 O5/p5 L’autore sottolinea 3 motivi per cui ritiene importante il lavoro di Giddens:

1. La sua capacità di lavorare empiricamente una quantità straordinaria

di materiali sociali.

2. E’ stato in grado di individuare l’importanza dei media e mass

4 L’ ESPERIENZA MEDIATA media, nei processi di strutturazione del sociale e di costruzione

delle identità. G. dà molta importanza anche ai linguaggi diversi da

quello della parola (non verbale, immagini e giochi).

3. Per la sua concezione democratica del potere.

Nella notte tra il ’99 e il 2000 in TV 3 grandi (Woytila, Gassman, Ciampi),

hanno passato il testimone – 3 icone di fine millennio. In quella notte, la Tv

ha messo in scena la modernità in cammino e ha permesso agli italiani di

5 L riflettere sul passaggio d’epoca in modo nuovo e diverso. Il libro di G.

A MODERNITÀ IN CAMMINO Identità e società moderna è un libro di teoria sociale che ha lo scopo di

attivare una riflessione del lettore sulla formazione e sulla gestione della

soggettività nella ns contemporaneità.

6 L A DOPPIA ERMENEUTICA

G. è famoso soprattutto per il suo libro La terza via (1999) saggio di cultura politica che ha ispirato il new

labour di Tony Blair. E’ una terza via che ha a che vedere con la riflessione sulla modernità e che vuole

costruire una teoria sociale capace di interpretare criticamente la realtà del ns complesso mondo sociale,

caratterizzato da una velocità di mutamento senza precedenti.

Il tentativo di G. di comprendere il mondo sociale si può comprendere, facendo riferimento al concetto di

doppia ermeneutica. Questa espressione chiama in causa 2 processi: la necessità per gli scienziati sociali di

comprendere il mondo di quegli attori comuni che essi cercano di capire e il modo in cui le teorie sociali che

derivano da tale comprensione sono interpretate e fatte proprie da quegli stessi attori comuni.

La differenza fra gli scienziati sociali e quelli naturali risiede nel fatto che le teorie dello scienziato sociale,

possono provocare cambiamenti nella stessa vita sociale che osserva e interpreta. Il concetto della doppia

ermeneutica, richiama il punto centrale in G. della riflessività che è essenziale per la nascita e l’esistenza della

modernità. E’ un’attività di continuo monitoraggio e controllo e riflessione sul mutamento sociale e

individuale. E’ attraverso la riflessività che si consoce e controlla l’ambiente, si riduce il rischio, si prendono le

decisioni, si crea e mantiene la fiducia.

3 autori sono fondamentali per comprendere G.

* F : modo di concepire la soggettività umana

REUD

* N . Sia per le sue ricerche sul processo di civilizzazione

ORBERT ELIAS

I sia per i suoi lavori di taglio epistemologico. In particolare per i temi

L LAVORO TEORICO DI

7 G di interdipendenza individuo e società e per la relativa giovinezza

IDDENS degli studi sull’umano e il sociale.

* E G : per la capacità di osservare e teorizzare le situazioni

RVIN OFFMAN

di interazione sociale.

Le conseguenze della modernità è un libro di G. che sviluppa una teoria

della modernità che si contrappone alla maggior parte delle teorie del XX°

8 I À

DENTIT secolo. La modernità di G. restituisce alla storia o all’attore, uno spessore

sociologico che li rende degni di attenzione, osservazione e comprensione.

9 C La modernità viene intesa da G. come una conquista come un luogo di

ARATTERE ORDINATO DELLA espansione della soggettività umana, della umana capacità di riflettere sul

VITA QUOTIDIANA mondo sociale. G. sottolinea l’importanza del bisogno di sicurezza che

emerge molto presto nella vita del bambino.

G. riesce ad integrare la sua teoria della modernità contemporanea con una

teoria del soggetto, della formazione e dello sviluppo riflessivo dell’attore

sociale.

G. elabora un nuovo concetto, quello di identità del sé. L’identità

presuppone una continuità attraverso il tempo e lo spazio, è soprattutto una

narrazione. E’ il sé, come viene concepito riflessivamente dalla persona nei

termini della propria biografia. Ciò significa che l’individuo è in grado di

4

Data ultima stampa 29/05/2006 8.18 O5/p5 integrare nella narrazione della sua vita gli eventi del mondo esterno man

mano che avvengono. Per G. anche il sogno è importante, perché

rappresenta una selezione inconscia dei ricordi che avviene alla fine di ogni

giorno.

10 R IFLESSIVITÀ

* Nelle società tradizionali la narrazione del sé era quasi automatica e il presente era collegato al passato

e al futuro della stabilità dell’autorità

* Nelle società moderne, la narrazione del sé acquisisce rilevanza non solo per gli attori sociali

pubblicamente prominenti bensì per tutti gli attori sociali.

G.giunge a caratterizzare il sé della ns modernità come un eroe che non si limita ad attraversare la vita, ma è

costretto a compiere delle scelte e a costruire il proprio stile di vita, deve fronteggiare rischi, ansie e incertezze

che caratterizzano la modernità.

G. ci offre, quindi, l’opportunità per sviluppare la ns riflessività e concepire paritariamente i rapporti con

l’altro, attivando quelle strategie di comunicazione costruite attraverso l’ascolto e la comprensione, che

potranno contribuire a dare vita ad un ordine sociale meno rischioso e a costruire una democrazia adeguata

alla complessità della modernità contemporanea e al suo incessante mutare.

3° C L V ?

AP A RIVOLUZIONE COMUNICATIVA ERSO UNA SOCIETÀ DELLA COMUNICAZIONE

E’ con l’arrivo degli Etruschi in Italia che prende avvio tra l’8° e il 7° a.c. la

storia dell’Occidente con l’incontro tra le civiltà dell’oriente e le terre e i

S :

VOLTA ETRUSCA popoli dell’occidente. E’ dall’incontro di popoli di origine diversa che nasce

1 , ,

OCCIDENTE MUTAMENTO la comunicazione come problema e risorsa. Attraverso la comunicazione si

COMUNICAZIONE formano le figure sociali e le istituzioni centrali. In quel lontano avvio della

modernità, fioriscono 3 grandi civiltà: greca, romana e etrusca.

Tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900 con l’invenzione e la diffusione del

giornalismo popolare e della pubblicità, telefono e cinema, nascono prima

negli USA e poi in Europa le comunicazioni di massa.

Le tre tappe dello sviluppo delle comunicazioni di massa sono:

1. L’espressione comunicazione di massa viene inventata dopo la 1°

guerra mondiale (anni ’20-30), con la diffusione della radio, la

crescita del cinema hollliwoodiano e l’affermarsi negli USA delle

relazioni pubbliche e marketing

COMUNICAZIONE DI MASSA E

2 2. Nella seconda metà del ‘900, negli anni ’60, la televisione diventa il

SOCIETÀ DELL INFORMAZIONE primo medium di comunicazione capace di raggiungere tutta la

popolazione delle nazioni industrializzate che la comunicazione di

massa viene percepita come problema e come risorsa.

3. Negli anni ’90 con l’affermarsi delle TV commerciali e con la rapida

diffusione dei telefoni cellulari, si diffonde l’idea che la società

contemporanea stia diventando una società dell’informazione.

Affinché il 2000 divenga il millennio della comunicazione, è necessario che

si sviluppino le capacità d’uso, le conoscenze e le disposizioni soggettive.

Dal punto di vista delle tecnologie della comunicazione, il millennio è stato

caratterizzato dall’invenzione della stampa a caratteri mobili. 2 autori sono

stati importanti:

M M L : che ha intravisto per primo i molteplici intrecci tra le

ARSHALL C UHAN

tecnologie della comunciaone e le configurazioni delel culture e delle

società umane.

3 I L MILLENNIO TIPOGRAFICO E E : che ha condotto una pluriennale e minuziosa ricerca

LIZABETH ISENSTEIN

sugli effetti prodotti da quell’invenzione sulle élites intellettuali europee.

La rivoluzione della stampa è rimasta inavvertita per tanto tempo. La

rivoluzione tipografica rappresenta il trionfo della razionalità, il trionfo della

parola sulla cosa, sull’immagine e su qualsiasi altro medium della

comunicazione.

4 C La denominazione millennio tipografico al millennio che si chiude, trova

ENTRALITÀ DELLA 5

Data ultima stampa 29/05/2006 8.18 O5/p5


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nadia_87

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze e tecnologie della comunicazione (POMEZIA, ROMA)
SSD:
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher nadia_87 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia della Comunicazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Bechelloni Giovanni.

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