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Antologia

Le origini

Ippocrate Giuramento del medico

Questo testo ha valenza pedagogica perché rimanda alla prassi del collegio medicale, una delle prime

nel quale si adotta il paragone con la famiglia per alludere al

istituzioni educative dell’Occidente)

legame esistente tra educatore ed educando. Il medico si impegna inoltre ad impegnarsi nel trasmet-

tere le sue competenze senza commettere ingiustizie: non vi deve essere alcuna discriminazione, non

deve recar danno, somministrare veleno per uccidere qualcuno o procurare un aborto.

Diogene Laerzio Vita di Pitagora

Come suggerito dal titolo stesso questo testo parla dello stile di vita adottato nella confraternita di

Pitagora, la quale esigeva silenzio e obbedienza ma dove allo stesso tempo vi era un forte senso di

comunità. Dopo 5 anni i noviziati diventavano finalmente degni di vivere in casa del Maestro.

L’età classica

Platone Lachete

È la testimonianza di come Socrate praticava la maieutica. Egli confutava continuamente le risposte

degli interlocutori in quanto banali per evitare le contraddizioni.

Lachete e Nicia chiedono a Socrate di diventare maestro dei loro figli, ma egli rifiuta sottolineando

che loro stessi ne avrebbero più bisogno. Infatti lui non è lì per trasmettere nozioni ma bensì per

favorire la conquista personale della conoscenza.

Platone Lettera VII

In questa lettera Platone ci racconta il suo tentativo non riuscito di trasmettere la conoscenza a Dio-

niso, tiranno di Siracusa. Infatti il tiranno era troppo superbo e vi era quindi una mancata disposi-

all’apprendimento. Inoltre l’educazione non è una scienza come le altre ma bensì una

zione fiamma

che s’accende dal fuoco che balza: nasce d’improvviso dopo un lungo periodo di discussioni e si

nutre di se medesima.

Isocrate A Nicocle

Isocrate esorta il suo interlocutore ad essere non solo eloquente ma soprattutto coerente. Per questo

motivo le idee migliori vanno sempre tradotte in atti concreti.

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Per esempio assicurati di mettere in pratica tu stesso qualunque consiglio che daresti ai tuoi figli.

Inoltre non è saggio colui che si vanta ma lo è colui che non si lascia turbare dalle vicissitudini della

vita e sa sopportare con moderazione.

Aristotele Metafisica

Aristotele in questo brano si sofferma su due diverse concezioni del termine “relazione”

dove non c’è l’atto inteso come movimento,

a) relazioni numeriche: sono quelle relazioni per

esempio il doppio rispetto la metà oppure il multiplo rispetto al sottomultiplo.

sono quelle relazioni dove vi è un atto volontario: l’attivo e passivo

b) relazioni di potenza:

sono fra loro in relazione secondo la potenza attiva e la potenza passiva: il padre è tale per aver ge-

nerato un figlio e il figlio è tale per essere in relazione con suo padre, ciò che taglia in relazione a

ciò che viene tagliato e più in generale l’agente rispetto al paziente.

Tutte le relazioni, sia numeriche che di potenza, si dicono tali proprio perché la loro essenza consi-

Invece il conoscibile, il misurabile, il pensabile si dicono

ste in un riferimento a qualcos’altro. rela-

in quanto è qualcos’altro ad essere in relazione ad essi.

tivi

Relative per sé si dicono quelle proprietà in virtù delle quali le cose che le posseggono sono dette

oppure l’uguaglianza (l’uguale),

relazioni: per esempio la somiglianza (è relativo il somigliante)

mentre altre cose sono relative per accidente.

Aristotele Etica Nicomachea

L’educazione passa attraverso la relazione intesa come prossimità. La Koinomia è comunanza ov-

vero una condivisione profonda che educa: come una persona si comporta con se stessa allo stesso

modo vivendo assieme agli altri condivide e trasmette determinati valori.

Humanitas romana

Quintiliano Istituzione oratorio

L’incontro con la cultura greca umanizza la pratica romana che fino allora era improntata sul mas

maiorum, ovvero sulle tradizioni e sulla gerarchia. Quintiliano usa la metafora di un vaso dalla

bocca stretta: non puoi versare in abbondanza tutto il liquido in un sola volta ma si riempie gradual-

mente. 6

Così anche nell’educazione dei ragazzi: evitare eccesso di severità e punizioni troppo pesanti, evi-

tare maestri aridi, dare simpatia e premiare i buoni risultati, non esaltarsi, correggere secondo le ca-

pacità dell’allievo e non dare fretta alla maturazione dell’uomo (come se fosse un vino lasciato a

stagionare). –

Pseudo Plutarco Come educare i propri figli

In linea alla mentalità del testo precedente questo testo riconduce alla necessità di abbandonare le

pene corporali che si addicono agli schiavi per formare il carattere dei giovani attraverso argomen-

tazioni e consigli. Ma questo non significa neppure abbondare di elogi perché il ragazzo altrimenti

si pavoneggerebbe, come una pianta che ha bisogno di acqua per vivere ma che annega se ne metti

troppa. Tutta la vita è ripartita tra riposo e impegno. Il riposo è ben meritato per chi ha faticato.

L’antichità cristiana e il medioevo

Clemente Alessandrino Il pedagogo

Il divino Pedagogo è Cristo, inviato dal Padre per ricondurre a lui l’umanità. Cristo ci educa a non

peccare più e ci condona i peccati. L’uomo è creato:

 Desiderabile in sé: Dio ama la sua creatura perché è buona, vi è in essa soffio divino

 Desiderabile per altro: uomo creato perché venisse conosciuto Dio, allo stesso tempo l’uomo

è desiderabile agli occhi di Dio e quindi Dio ama l’uomo

Sant’ Agostino d’Ippona – La catechesi dei principianti

Inizialmente Agostino disprezzava le Sacre scrittura a causa della sua elevata formazione retorica.

Il testo parla di un metodo per introdurre nella fede un erudito: bisogna innanzitutto collaborare con

lui valorizzando le sue conoscenze e non trattandolo da principiante ignorante, in secondo luogo bi-

sogna domandargli cosa lo sta spingendo a diventare cristiano e infine sintetizzare le risposte per

evitare di ricadere in quello che conosce già.

Isidoro di Siviglia Le sentenze

Il testo si riaggancia al pensiero di Clemente Alessandrino il quale nel pedagogo osserva come Dio

attende l’accostare favorevole adattandosi come un medico che conosce diverse medicine e le som-

ministra in funzione delle singole malattie.

Così anche la dottrina si rifà a casi specifici: alla gente rozza vanno presentati argomenti chiari e

abituali e non elevati e impervi per evitare che siano più oppressi che istruiti.

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Allo stesso modo dobbiamo distinguere tra coloro che ci sono affidati oppure no: nei confronti dei

primi è giusto mantenere un certo livello di severità, mentre per gli altri è doveroso correggere solo

per carità e lodare eventuali opere buone.

Benedetto da Norcia Regola

L’abate deve essere un buon educatore e un buon cristiano come pastore per le sue pecore: con fer-

mezza e dolcezza, sobrio, casto, indulgente, misericordioso (affinché pulendo la ruggine dal vaso

esso non si rompa), amato e non temuto, che adopera discernimento e moderazione, perché se le pe-

core camminano troppo muoiono dalla stanchezza.

Papa Gregorio Magno Regola pastorale

Per diventare esempi di vita è necessario morire alle cose carnali per vivere spiritualmente, in ma-

niera conforme a Cristo vivendo nella carità. Un ruolo molto importante è dato dalle preghiere che

Dio esaudisce, tuttavia facciamo attenzione a non accendere l’ira di Dio con la presunzione di inter-

cedere per gli altri. –

Rabano Mauro La formazione dei chierici

In questo testo viene messa in evidenza non tanto la relazione come il rapporto tra due persone ma

la relazione è vista come canale comunicativo con finezza di pensiero, con retorica.

la retta fede, combatte l’errore e concilia

Chi insegna la divina scrittura difende le persone ostili.

Meglio un chierico sapiente perché si viene più facilmente persuasi, per questo bisogna fornire

prove e riferirsi il più possibile alle sacre scritture. Inoltre bisogna ammonire coloro che hanno co-

noscenze a metterle in pratica e non essere pigri.

Dhuoda Manuale per suo figlio Guglielmo

Questa è una testimonianza della civiltà feudale, mondo molto gerarchicamente ordinato.

Il giovane cavaliere rendendo servizio al padrone si perfeziona per acquisire potere e responsabilità.

Il testo è un ammonimento della madre verso il figlio: tutto, compreso il suo servizio è volere di

Dio. Per questo motivo a Lui bisogna obbedire fedelmente con pazienza e non pigrizia.

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San Tommaso D’Aquino – De Magistro

L’atto educativo appartiene sia alla vita attiva (cose temporali) che alla vita contemplativa (nozioni

intellegibili). San Tommaso sostiene che l’educatore agisce direttamente sull’educando.

Insegnare prevede infatti sia un oggetto dell’insegnamento (argomento) che un soggetto (educando).

1) La vita cessa con il venir meno del corpo ma nella vita contemplativa ci sarà un agire educa-

tivo che non cesserà.

Se l’anima ritorna ad una vita contemplativa la vita attiva avrà maggiore compiutezza.

2) La vita contemplativa è il fondamento dell’insegnare

3) L’insegnamento

4) deve trasmettere conoscenza

L’azione educativa è causale quindi vita attiva

5) La modernità

Comenio Grande Didattica

Comenio introduce uno spirito educativo sulla modernità. Comenio, a differenza di Bacone, non vo-

strumentale e riteneva che l’educazione, essendo legata alla li-

leva ridurre la natura a conoscenza

bertà, non permette di abbracciare un determinismo. Esprime quindi la promessa di una scuola

ci si libera dei pensieri suscitando il pensiero e l’interesse

nuova, con un insegnamento attivo dove

verso le cose “a priori”: Omnia Omnes Omnino (insegnare il tutto di ogni cosa a tutti).

Francois Rabelais Gargantua e Pantagruele

L’autore mette in ridicolo la pratica educativa allora intesa come semplice memorizzazione di infor-

dialogo interiore tra educatore ed educando che sta alla base dell’educazione.

mazioni. Manca quel

– Pensieri sull’educazione

John Locke

Locke descrive la buona educazione che si applica attraverso la relazione morale e non attraverso

una conoscenza enciclopedica.

 Preservare da cattivi esempi (vostro figlio non può aver riguardo verso qualcuno che voi

trattate in malo modo);

 Un buon educatore ha serietà di carattere (la condotta non deve mai opporsi ai precetti se si

vuole guidare il bambino a fare ciò che si vuole da lui);

 L’educazione permette la manifestazione delle qualità nascoste e ripara quelle disprezzate.

 Le mancanze di educazione sono avvertite dagli altri ma non da noi

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Corso di laurea: Corso di laurea in Scienze dell'educazione
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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher mrcetto di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pedagogia della relazione d'aiuto e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Istituto Universitario Salesiano Venezia - IUSVE o del prof Mari Giuseppe.

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