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Storia del Teatro Greco e Romano

Il Teatro ad Atene

Feste Dionisiache ed Agoni Teatrali

Atene - maggiore produzione di opere teatrali portate in scena durante Feste Annuali, allo scopo

di alleviare dalle fatiche procurate durante l’anno.

Produzioni teatrali svolte nel Teatro di Dioniso durante i Festival = unico mezzo per portare

drammi davanti al pubblico - aspetto competitivo, il cui ne è il prestigio, la fama e la gloria.

2 tipi di Festival:

Più Importanti:

• Piccole Dionisie o Dionisie Rurali:

• Feste in onore di Dioniso, detto anche Bacco, Dio del Teatro e del Vino, in

• ringraziamento del raccolto agricolo, specie delle vigne;

Gareggiano poeti ditirambici, tragediogra e commediogra ;

• Istituite nella metà del VI sec. (tra 535 e 532 a.c.) da Tiranno Pisistrato - Massima

• popolarità nel IV secolo;

Svolgimento nel Mese di Poseidone (Dicembre/Gennaio);

• Spettacoli teatrali (probabilmente non inediti ma repliche dei grandi autori) realizzati nei

• vari demi dell’Attica, quindi fuori da Atene;

Processione aperta da kanephoros (portatrice del cesto) che portava o erta al Dio,

• seguita da portatori di fallo su un asta (per propiziare fertilità dei campi), e chiusa dal

Diceopoli, protagonista della commedia rappresentata;

Sappiamo della processione falloforia grazie agli ‘ACARNESI’ di Aristofane.

Grandi Dionisie o Dionisie Cittadine:

• Feste in onore di Dioniso, detto anche Bacco, Dio del Teatro e del Vino;

• Gareggiano poeti ditirambici, tragediogra e commediogra ;

• Istituite nella metà del VI sec. (tra 535 e 532 a.c.) da Tiranno Pisistrato ;

• Svolgimento tra il 10 e il 14 del mese di Elafebolione (Marzo/Aprile);

• VI secolo:

• 1° Giorno - Mattina - processione popolo ( = corteo, aperto da vergine di famiglia

• nobile, che portava o erta dentro cesta dorata per il Dio, composto da uomini e

donne, cittadini e residenti stranieri, che indossavano abiti festivi colorati e forse

falli di legno, simbolo del culto di Dioniso primitivo) che cantava canti satirici

mentre accompagnava statua lignea di Dioniso da tempietto a recinto del Teatro, e

portava un toro che alla ne della processione sarebbe stato sacri cato al Dio;

1° Giorno - Pomeriggio - dopo processione ci si recava in Teatro per incoronare

• cittadini che avevano reso particolari servizi alla città; inoltre, Araldo presentava gli

orfani di guerra, educati a spese dello stato, che avevano raggiuntò l’età efebica e

che s lavano, indossando armatura completa, nell’orchestra e andavano a

prendere posto nella proedria (prima la); nell’orchestra, esposti i tributi che le città

della Lega Delio-Attica versavano annualmente ad Atene;

1° Giorno - Sera - aveva luogo il komos, corteo di giovani e adulti che s lavano per

• le strade della città ubriachi;

Ideologia = con presenza di orfani in teatro, si voleva rendere omaggio ed essere

• solidali nei confronti di tutti coloro caduti in guerra, mentre l’esposizione dei tributi

manifestava egemonia, economica e politica, che Atene esercitava su città alleate.

Istituzione u ciale Agoni:

• Agoni Tragici, tra 535 e 533 a.c. - Tragedia di Tespi - Nel V sec. = 3 Tragediogra ,

• ognuno portava Trilogia + Dramma Satirico;

Agoni Ditirambici (genere di poesia lirica corale), nel 508 a.c.;

• Agoni Comici, nel 486 a.c. - Nel V sec. = 5 Commediogra , ognuno portava 1

• Commedia.

V secolo:

• 1° Giorno - Pomeriggio - Gara Cori Ditirambici;

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Storia del Teatro Greco e Romano

2° / 3° / 4° Giorno - Tetralogie Tragiche;

• 5° Giorno - 5 Commedie, una per Commediografo.

Cambiamenti dopo Guerra Peloponneso (426-421 e 415-404 a.c.):

• 3 Commediogra ;

• 4 Giorni di Festa (dall’11 al 13 Elafebolione):

• 1° Giorno - Pomeriggio - Cori Ditirambici;

• 2° / 3° / 4° Giorno - Mattina - 1 Tetralogia;

• 2° / 3° / 4° Giorno - Pomeriggio - 1 Commedia.

Dal 386 - Palaiòn Drama = rappresentazione di una tragedia di drammaturgo del

• passato;

Dal 339 - Aggiunta Commedia Antica.

Minori:

• Antestèrie:

• Più antica Festa in onore di Dioniso, detto anche Bacco, Dio del Teatro e del Vino;

• Si tenevano presso Santuario di Dioniso;

• Iniziavano al tramonto, quando si onorava il Dio con le prime libagioni (spargimento

• rituale del vino);

Svolgimento tra l’11 e il 13 del mese di Antesterione ( ne Febbraio), periodo apertura

• orci col vino dell’ultima vendemmia:

1° Giorno - Apertura delle Giare, si beveva il vino nuovo;

• 2° Giorno - Si beveva il vino da speciali boccali (Choes) e si svolgeva una gara di

• vino, alla quale seguivano baldorie (vi partecipavano anche gli schiavi) + 2

manifestazioni delle quali Dioniso era assoluto protagonista, ovvero celebrazione di

un rito di fertilità (matrimonio tra il Dio e la moglie dell’arconte re, quindi simbolo di

unione tra abbondanza e comunità cittadina), e processione di Dioniso su veicolo

dotato di ruote a forma di nave, scortato da carri sui quali vi erano persone che

rivolgevano be e, scherni e attacchi personali contro chi assisteva alla processione

(come simbolo della forza apotropaica dell’oscenità);

3° Giorno - Non dedicato a Dioniso, ma al culto dei morti detto Chytroi, poiché

• nelle pentole veniva o erta zuppa di cereali a Ermes ctonio (divinità sotterranea,

appartenente all’abisso terrestre).

Lenee:

• Feste locali in onore di Dioniso, prendono il nome dalle donne adoratrici del Dio;

• Celebrate quando il Mar Egeo era tempestoso e non vi era a uenza di gente da altri

• stati;

Svolgimento nel mese di Gamelione (Gennaio/Febbraio);

• Svolgimento, in un primo periodo, in un recinto del Dio detto Leneo, poi nel teatro di

• Dioniso a sud-est dell’Acropoli;

Rituale comprendeva processione per le vie della città e competizioni teatrali;

• Dal 440 a.c. - Agoni Comici - 5 Commediogra , 1 Commedia a testa;

• Dal 432 a.c. - Aggiunti Agoni Tragici - 2 Tragediogra , 2 Tragedie a Testa;

• No Agoni Ditirambici;

• Tragediogra di maggior prestigio tendevano a disertare questo Festival.

Proagone = cerimonia, pochi giorni prima dei festival, in cui si presentavano le trame delle

tragedie (che poi sarebbero state rappresentate) nell’Odeon, edi cio fatto costruire da Pericle

intorno al 435 a.c. - Nel IV sec. il proagone si teneva l’8 Elafebolione - Memorabile la cerimonia

del 406 a.c., quando Sofocle novantenne vestì a lutto per la scomparsa di Euripide.

Pubblico:

Diverso a seconda delle feste:

• Dionisie - Stranieri;

• Lenee - Cittadini, meteci, schiavi ateniesi - Sappiamo ciò grazie a passi degli ‘ACARNESI’

• e altre opere.

N° spettatori incerto, forse 10mila;

• Posto a teatro gerarchico:

• Proedria - Autorità civili e religiose;

• Buleutico e Efèbico - 500 membri della Bulé (Consiglio della Città, rappresentavano le 10

• tribù territoriali) ed efèbi (maggiorenni pronti per la Leva);

Più in alto - Cittadini di pieno diritto;

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Parte superiore - Spettatori non possidenti cittadinanza.

Donne presenti agli Agoni Comici, poste forse nei posti ‘più in alto’;

• Solo 1 donna sedeva nella Proedria = Sacerdotessa di Atena Poliade.

Organizzazione:

6/9 mesi prima, nel mese Ecatombeone (Luglio/Agosto, inizio nuovo anno attico) - 1° atto dei

• neo Arconti = designare coreghi (direttori del coro, nonché persona alla quale lo stato ateniese

imponeva il tributo della coregia), poi tragediogra e commediogra ;

Drammaturghi si occupavano di tutti gli aspetti per la composizione di una tragedia o

• commedia;

Coreghi si occupavano di trovare i fondi (tipo produttori di oggi);

• N° alto di drammaturghi che volevano partecipare - Alcuni raccomandati;

• Presentazione da parte di drammaturghi di un solo canto, che Arconte doveva poi giudicare in

• base alla musica;

Scelte Arconte spesso contestate - Incapacità di apprezzare valore poetico dei drammi

• presentati (si sceglieva male quindi);

Spesso, opere modi cate o completate nei mesi prima del loro debutto (sappiamo questo da

• ‘ECCLESIAZUSE’ di Aristofane);

Ordine di rappresentazione delle opere in uenzato dall’esito della gara = 1° posto il peggiore,

• ultimo il più vantaggioso;

Prove iniziavano molto presto per coreuti, attori e danzatori (ecco perché coreghi scelti prima

• di drammaturghi).

Giudici:

Scelti poco prima delle rappresentazioni, 1 x 10 Tribù attiche, che esprimevano giudizio su

• tavolette, messe in un urna e poi estratte a sorteggio (solo 5) dall’Arconte, determinando la

graduatoria nale;

Spesso ignoranti, stupidi o corrotti;

• Commediogra tentavano di corromperli o corrompere il pubblico, tramite dialogo del coro,

• per ottenere il primo premio (sappiamo questo da ‘NUVOLE’ e ‘UCCELLI’ di Aristofane);

Verdetto giuria poteva essere in uenzato da spettatori con schi o applausi.

Cattivo piazzamento per drammaturghi = perdita di stima e esclusione agli agoni dell’anno

successivo.

Importanza Agoni = prestigiosi uomini politici ottenevano o aumentavano consenso popolare, e

speravano di accrescere il proprio prestigio:

Pericle = grandioso programma edilizio + teorikon (contributo statale), grazie al quale i meno

• abbienti potevano partecipare a spettacoli teatrali;

Nicia = corego, promotore pace, mise ne a prima guerra peloponnesiaca;

• Sofocle = attivo in politica, successo grazie al suo ruolo da drammaturgo.

Componenti realizzazione Agoni:

Coreghi;

• Drammaturghi;

• Coro (primario, a volte presente anche un secondario);

• Attori (nel V secolo non più di 15, tra protagonisti, 3 o 4, e comparse mute, kophà pròsopa);

• Sarti;

• Calzolai;

• Fabbricanti maschere;

• Falegnami;

• Pittori;

• Capomastri;

• Muratori

• Carpentieri.

Prima dei Festival - Drammaturghi iniziavano a farsi una fama tra il pubblico (cittadini volevano

saperne il più possibile su di loro ancora prima di assistere ai festival).

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Teatro molto radicato nello humus culturale ateniese, in quanto poetica era in stretto contatto con

la società, e le opere erano spesso ispirate al mondo del teatro - Da qui nasce paratragodìa,

ridicolizzazione della poesia tragica.

Scopo principale Poeti = rivolgere al pubblico il proprio messaggio, anche tramite il richiamo di

episodi noti alla memoria del pubblico.

Testi Teatrali

Secondo Moellendorf = testi tragici circolavano sotto forma di libri dopo loro rappresentazione.

NO DIRITTI D’AUTORE = chiunque poteva modi care i testi una volta acquisiti - Dal 330 a.c. viene

istituita una legge che impedisce di modi care i testi dei grandi autori.

V sec. - Di usa richiesta dei testi, in formato libro, per coloro che non avevano assistito alla

rappresentazione - Ma in realtà = pochi libri e pochissimi lettori, erano più che altro addetti ai

lavori o appassionati (Euripide fu un’eccezione: possedeva una biblioteca personale).

Modo migliore per far circolare le opere = metterle in scena.

Paratragodia = parodia delle tragedie, elemento caratteristico del teatro del V sec. e aristofaneo.

Generalmente drammi rappresentati solo una volta, quindi la profonda conoscenza che abbiamo

di essi è data da:

Testimonianze archeologiche = 14 teatri, dove venivano rappresentate sia prime che repliche;

• Fonti letterarie ed epigra che = dopo morte di Eschilo, istituite repliche delle sue opere;

• Testimonianza di Claudio Eliano = rappresentate repliche di Euripide;

• ‘REPUBBLICA’ di Platone = cittadini appassionati assistevano a tutto;

• Simposio = a ermato nel V sec., era luogo privato, fuori dal teatro, nel quale si

• rappresentavano parti di tragedie non inedite (prassi del riuso molto viva), e brani lirici di

commedie contemporanee - Nel IV sec., ingaggiati anche attori professionisti - Nel II sec. d.c.,

commedie non più adatte ai simposi, quindi sostituita con commedia menandrea.

Il Teatro di Dioniso

Modi che Teatro di Dioniso:

Aggiunta Odeon (piccolo teatro destinato alle audizioni musicali) da Pericle nel 435 a.c.;

• Ristrutturazione da Licurgo, tra il 338 e il 326 a.c.

Teatro di Dioniso Pericleo:

Quasi tutto in legno;

• Solo alcune parti in pietra (quelle oggi rimaste);

• Conteneva circa 10mila spettatori;

• Koilon = cavea dove sedevano spettatori;

• Orchestra = piattaforma circolare;

• Loghéion = piattaforma scenica a T, da dove attori comunicavano con orchestra;

• Skené = facciata scenica, in legno (scenogra a), il cui tetto costituito da super cie piana

• dell’edi cio scenico;

Parados o Eisodoi = corridoi di entrata e uscita per attori e coreuti;

• Spazi privilegiati azione scenica = Loghéion e Orchestra;

• Azione drammatica poteva svolgersi anche su nestre e tetti della Skené.

Teatro di Dioniso Licurgheo:

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Totalmente in pietra;

• Conteneva circa 15mila spettatori;

• Kerkìdes = 13 cunei su cui sedeva il pubblico;

• Klìmakes = 12 scale che dividevano i cunei;

• Proedria = formata da le di 67 troni in marmo con spalliere e braccioli, al cui centro si trovava

• il trono del sacerdote Dioniso;

Skené = in pietra;

• Loghéion = piattaforma scenica a T, da dove attori comunicavano con orchestra;

• Parados o Eisodoi = corridoi di entrata e uscita per attori e coreuti.

Cambiamenti del V sec.:

Scenogra e = Skené e pannelli di legno dipinti per fondale, non ssi;

• Loghéion e Orchestra = Altari e statue di Dei ed Eroi + oggetti e decori.

Macchine Sceniche:

Brontéion = macchina del Tuono, che forse riproduceva anche altri suoni, secondo Polluce

• consisteva in otri piene di pietre, contro le quali venivano sbattute tavole metalliche;

Mechané o Ghéranos o Krade = macchina del volo, utilizzata solo per trame relative a miti -

• Importantissima per il Deus Ex Machina;

Ekkyklema = piattaforma che ruotava intorno alla porta centrale del Loghéion, per mostrare

• quello che ipoteticamente avviene all’interno di un edi cio (sua facciata è la Skené) - Nel

teatro Aristofaneo, era di grande importanza - Nel Teatro Tragico (ai tempi di Eschilo) non

esisteva, ci si chiede però se ci fosse al tempo di Sofocle ed Euripide - Nel Teatro Menandreo,

forse usata in 2 scene di 2 opere (‘APIS’ e ‘DYSKOLOS’);

Veicoli con ruote = imbarcazioni;

• Carri.

Animali:

A volte usati nelle rappresentazioni (Teatro Euripideo, Aristofaneo e Menandreo);

• Altre volte interpretati da attori travestiti.

Maschera:

Nessuna alle origini = volto dipinto di biacca (sostanze bianche) o mosto (secondo Polluce);

• Ruolo fondamentale = permette ad attore di interpretare vari personaggi;

• Realistiche = dal V sec., con particolari del volto, descritti anche nei testi;

• Deformazione del volto = in età ellenistica (dal 323 a.c. al 30 a.c.);

• Teatro Aristofaneo = esagerazione tratti per satira dei personaggi storici;

• Materiali diversi:

• Lino = a partire dal V sec, ricoperte di stucco bianco e poi dipinte (bianche x femmine,

• scure x maschi);

Cuoio.

Problema maschere = da lontano di cile riconoscere tratti, questo spiega ipotesi secondo cui

attori che interpretavano personaggi reali lavoravano su voce, postura, gesticolazione per far

riconoscere al pubblico il personaggio.

Parrucche:

Lana;

• Colori diversi a seconda del personaggio:

• Bianca = vecchi;

• Grigia = vecchi;

• Bionda = eroi;

• Scura = eroi.

Costumi:

Grandi imbottiture per pancioni e deretani;

• Fallo arti ciale di cuoio;

• Coreuti = incerta presenza dei falli;

• Teatro Menandreo = abiti realistici, teatro realistico;

• Chitone = tunica lunga, tipica del V sec.;

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Hymation = mantello lungo;

• Clamide = mantello corto e leggero;

• Peplo = abito per eccellenza delle donne, lunga tunica di lana fermata in vita con cinture, sulle

• spalle fermata con bbie;

Cenci, a volte;

• Abiti solitamente bianchi, a volte colorati o decorati a mano;

• Copricapi e scarpe a seconda del personaggio;

• Coturni = sandali da legare no al polpaccio;

• Accessori vari = bastoni, scettri, ghirlande, bende.

Testi Teatrali Attici = polisemici, ovvero composti da tanti elementi, ma a noi rimangono solo i

testi:

Silenzio = problema non chiaro;

• Gesti:

• Stretta di mano = patto;

• Strapparsi capelli = dolore;

• Gra arsi il viso = dolore;

• Gettarsi ai piedi di un personaggio e toccargli sue ginocchia = supplica;

• Convenzione Scenica = gesti innaturali, ma pubblico li accettava in quanto simboli non

• comunicabili in altro modo - Motivo per cui si accettava che i maschi interpretassero

femmine;

Didascalie sceniche = interne al testo, per mostrare al pubblico ciò che non potevano vedere,

• che valevano anche per le emozioni ( si esplicitava a parole uno stato d’animo) e per

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/05 Discipline dello spettacolo

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher elisabettanuvoli di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del teatro greco e romano e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Cagliari o del prof Novelli Stefano.
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