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Teatro

Dal greco thèatron, vocabolo legato al verbo thèaomai ("guardo", "osservo"). Analogamente, nel contesto latino, al di là della nuova parola theatrum che non è altro che l'equivalente latino di thèatron, si trova la parola spectaculum, dal verbo specio ("guardo", "osservo"). Quindi il teatro è anzitutto lo spazio ideale dove si legge ciò che è fatto in scena.

Differenza tra teatro antico e teatro moderno

In primo luogo, le apparizioni teatrali avvenivano durante le ore di luce per la mancanza di quelle tecniche ed effetti speciali che ora permettono di svolgere gli spettacoli usando l'illuminazione artificiale di notte.

Il teatro antico era un teatro aperto, inserito in un contesto naturale che era lo spazio cittadino. Diversamente da oggi il teatro è chiuso.

I contesti più intensi nei quali avvenivano rappresentate le opere teatrali erano:

  • Due festival minori: le Lenee e le Antesterie.
  • Due festival maggiori: le Piccole Dionisie e le Grandi Dionisie.

Teatro

Dal greco thèatron, vocabolo legato al verbo thèaomai ("guardo", "osservo"). Analogamente, nel contesto latino, al di là della nuova parola theatrum che non è altro che l'equivalente latino di thèatron, si trova la parola spectaculum, dal verbo specio ("guardo", "osservo"). Quindi il teatro è anzitutto lo spazio ideale dove si vede ciò che è agito in scena.

Differenza tra teatro antico e teatro moderno

In primo luogo, le apparecchiature teatrali ausiliavano durante le rappresentazioni per far ricordare quelle tecniche e quegli effetti speciali che ora permettono di svolgere gli spettacoli, lasciare e talvolta ambientare di notte.

Il teatro antico era un teatro aperto, inserito in un contesto. Ma l'auditorio era quello che era lo spazio cittadino. Diversamente da oggi: il teatro è chiuso.

I contesti più interni nei quali venivano rappresentate le opere teatrali erano:

  • Due festival minori: le Lenee e le Antesterie.
  • Due festival maggiori: le Piccole Dionisie e le Grandi Dionisie.

Le Antesterie

Le Antestèrie → cadevano nel mese di Antesterione, quindi a fine febbraio, e duravano tre giorni.

Il primo giorno era chiamato “l'apertura delle giare”, in quanto si schiacciavano gli otri che contenevano il vino della vendemmia dell’anno precedente. Us abute duravano fino a oltre il tramonto, dunque l’ebbrezza era il tratto distintivo di questo giorno.

Al centro stava infatti Dioniso, dio del vino.

Il secondo giorno prendeva il nome di “Boccalì”, in quanto si svolgeva una gara e propria gara in bevute in nome di “Oinoposia”. Si festeggiava infatti (indispensabile l'imparentonia tra il dio e la figlia) nell’ascolto eronico. (unione tra il trascendente e la collettività)

Il terzo giorno prendeva il nome di “Pentole”, nelle quali si mettevano cereali e miele cotti insieme in nome dell'Associazione tra cibo percitio e cibo dei poveri, nel senso di cibo che veniva consumato da maggiorenti.

Le Lenee

Le Lenee → cadevano nel mese di Gamelione, dunque tra gennaio e febbraio.

Nell'440 a.C. vennero istituiti gli Agoni coreici, ai quali partecipavano soprattutto orafi e tracciomorfici. Sgradano anche che da un certo sortento immori vennero istituiti anche gli Agoni Ditalienici.

Ditirambo: “Canto per importanza era un'ode in Dioniso”.

Il termine “Leneè” alcuni lo riconducono al termine greco “lenòs”, che significa "torchio", “pressa”, equivalente del vino. Altre lo riconducono al sostantivo femminile "lema", che in greco designa le Baccanti, donne che imitavano il dio Dioniso in preda all'eccesso in una trans temporale.

Piccole Dionisie

Piccole Dionisie -> chiamate anche Dionisie rurali.

Cadevano nel mese di Poseidone, quindi tra dicembre e gennaio, ed erano spettacoli all'interno dei quali gli autori presentavano le loro opere nei vari villaggi dell'Attica.

Analogamente alle Antesterie, non è escluso che si svolgesse anche una processione, all'interno della quale il momento di maggiore baldoria era quello della falloforia.

Nel V secolo si è persa salutata di falli di legno o ma persone una significatica che elevano un fallo m cui io interno renovato di questi alla vita festeggiamenti.

Grandi Dionisie o Dionisie urbane

Grandi Dionisie o Dionisie urbane > mese di Euteporione, dunque tra marzo e aprile. (Dalico Alia)

Rappresentavano un momento di alto valore simbolico e ideologico per la città e per tutta la Grecia.

Il io del testo si apriva con una processione la mattina, dove una tua di legno del dio veniva portata dal suo santuario al di là delle mura dentro la città, veniva probabilmente trasportata da capei e accompagnata da filiforio a simboleggiare ancora una volta il legame con il dio che originariamente era

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/05 Discipline dello spettacolo

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