Archeologia del Paleolitico
L'Africa delle origini: una premessa alla preistoria dell'Europa
Dalla natura alla cultura: lo stadio Olduvaiano
La comparsa del genere Homo, tra 3,5 e 2,5 milioni di anni fa, presenta caratteristiche quali:
- Utilizzo di manufatti
- Trasformazione di manufatti in utensili
- Scarsa capacità intellettiva
- Capacità di astrazione
- Articolazione del linguaggio
- Organizzazione sociale
Le specie presenti erano habilis e rudolfensis (tuttavia, secondo alcuni studiosi, l'uomo habilis non appartiene al genere Homo). Prima del genere Homo abbiamo testimonianza di Australopitheci e Kenianthropi.
La fase arcaica del Paleolitico
Da 2 milioni di anni fa, si assiste all'espansione in Africa prima dell'Homo habilis, poi dell'Homo ergaster. In questa fase, il genere Homo presenta:
- Scarsa capacità intellettiva
- Limitata astrazione progettuale
- Inesistente capacità intellettiva
I primi manufatti compaiono come risultato di strategie operative, realizzati in pietra come selce, quarzite, basalto, ossidiana, e si trovano principalmente in Francia orientale. Gli strumenti venivano ottenuti con la scheggiatura di ciottoli o piccoli blocchi di pietra lavorati a percussione. L'esempio più tipico è il chopper o ciottolo unifacciale, e il chopper tool o ciottolo bifacciale. Chi li realizzò? Secondo alcuni l'Homo habilis, per altri gli Australopitechi.
Nella grotta Stekfrontein vi sono resti di Australopitechi datati tra 3,5 e 3 milioni di anni fa, senza presenza di manufatti.
Olduvaiano
Il sito Olduvia, lungo la Rift Valley in Tanzania, rappresenta il più antico filone attribuito all'Homo habilis, caratterizzato da una tecnologia programmata e definito anche "ciottoli scheggiati" o Paleolitico arcaico. Il periodo Preolduvaiano, secondo alcuni anteriore a 2 milioni di anni fa, è caratterizzato da:
- Uso saltuario di ciottoli e manufatti
- Dieta vegetariana
- Progettazione elementare
Sono presenti aspetti locali nei siti di Olduvai e Koobi Fora (Kenya), dove è stato rinvenuto il cranio ER 1470 (Homo ergaster) con una delle industrie litiche più antiche. Le informazioni sui modi di vita sono scarse, con un'ampiezza cronologica e geografica basata sulla sussistenza tramite caccia di piccoli mammiferi e raccolta, con uno stile di vita nomade e occupazioni temporanee.
Organizzazione dello spazio
A Olduvai è presente una struttura circolare di 4 metri (forse pavimentazione drenante?), con spazi destinati a diverse funzioni come la scheggiatura e la macellazione. A Barogali (Repubblica di Djibouti) si ipotizza fosse un'area per il deprezzamento di pachidermi. A Chesowanja (vicino al Lago Baringo, Kenya) sono state rinvenute tracce di focolai datate tra 1,5 e 1,3 milioni di anni fa. A Hadar (Etiopia) sono stati rinvenuti più di 200 resti fossili di Australopithecus afarensis.
Lo stadio Acheuleano
Il nome Acheuleano proviene dal sito di Saint Acheul. In Africa, Olduvaiano e Acheuleano formano la "early stone age" e si differenziano per la tecnologia. Sono presenti lito-complessi come ciottoli, poliedri e sferoidi; in seguito, bifacciali. Le produzioni acheuleane si distinguono per la capacità di valutare i rischi legati alla manipolazione delle materie prime, come fratturazione e incidenti di taglio, e il controllo della tecnica della scheggiatura.
L'evoluzione culturale inizia tra 1,7 e 1,5 milioni di anni fa senza rotture con la tradizione. Alcuni siti presentano continuità con l'Olduvaiano. La dieta diventa onnivora, con un'organizzazione dello spazio abitato più articolata, con aree specializzate per attività come macellazione e scheggiatura.
L'Acheuleano in Africa
Può essere suddiviso in due fasi:
- Fase antica: Intorno a 0,8 milioni di anni fa, attestata in Africa Sahariana, lo strumento caratteristico è il bifacciale e prevede una lavorazione accurata. Siti: Sidi Abderrahman (vicino Casablanca), Gomborè II a Melka Kunture, esempio di Acheuleano medio. UASH rinvenuto con un cranio, ciottoli scheggiati e bifacciali.
- Fase recente: Tra 0,5 e 0,4 milioni di anni fa, degressione dei bifacciali, aumentano i materiali su scheggia e utilizzo della tecnica Levallois. La fase è ben documentata in tutta l'Africa. Siti: Sidi Abderrahman, Melka Kunture.
Modi di vita
Le strategie di sfruttamento delle materie litiche e le tecniche di scheggiatura vedevano gli abitati collocati in prossimità di bacini lacustri e corsi d'acqua. L'approvvigionamento di carne includeva antilopi, bovini, ippopotami e cavalli. Nella fase finale inizia il controllo del fuoco.
Le fasi antiche del Paleolitico
Le prime migrazioni dall'Africa all'Europa e il più antico popolamento stabile del continente
I primi pionieri dell'out of Africa, avvenuti da parte dell'Homo ergaster intorno a 1,7 milioni di anni fa, risalgono a 2 milioni di anni fa. Manufatti sono stati rinvenuti a Israele nel 1994 da Dennel. A Dmanisi (Georgia) ci sono evidenze litiche databili a 2,1-1,5 milioni di anni, con litocomplessi abbondanti, ciottoli scheggiati, nuclei di schegge, percussori e resti fossili. Altri ritrovamenti si trovano in Romania, Francia, Spagna, Est Asiatico. A Ubeidiya (Israele) è presente una sequenza ricca di fauna, ciottoli, scheggiati e bifacciali.
Il primo popolamento stabile dell'Europa
Il primo popolamento stabile risale a 1 milione di anni fa, localizzato in Europa media e mediterranea. Esempi: Grotta di Vallonet, di Montierès, Lavaud in Francia, Grotta di Kärlich in Germania, Montepoggiolo in Italia, Fuente Nueve e Gran Dolina di Atapuerca in Spagna.
Cultura del ciottolo
I complessi litici non sono omogenei; il tecnocomplesso standard è il chopper. Le modalità di vita comprendevano caccia e raccolta, con specializzazioni basate su risorse locali. Nel Paleolitico inferiore venivano cacciati animali di media taglia, preferendo animali giovani per avere carne più prelibata o semplicemente perché erano prede più semplici da cacciare. Parte della carne veniva consumata sul posto, mentre un'altra parte veniva trasportata. Forse i grandi mammiferi erano attirati in grandi fosse.
Armi
Poche documentazioni, con esempi di asta appuntita in Gran Bretagna e zanna di pachiderma in Francia. Erano di piccole dimensioni, non adatte per cacciare grandi mammiferi.
Abitati
Avevano durata stagionale e venivano rioccupati stagionalmente. Le strutture erano coperte in materiali deperibili come frasche e pellame, erano dotate di sostegni lignei (ad esempio, a Terra Amata erano presenti dei fori nel terreno) e avevano un impianto pavimentale, forse erano previsti dei muretti.
Il fuoco
Le prime testimonianze risalgono a 400,000 anni fa, con esempi a Terra Amata, Ungheria, Torralba. Le strutture di combustione erano semplici.
Attività simboliche
Non vi sono evidenze certe di attività simboliche, sebbene siano stati rinvenuti granuli di ocra a Isernia e a Terra Amata. Non sono attestate pratiche rituali per i defunti.
Acheuleano
L'Acheuleano ha ampia diffusione anche in regioni ad alta latitudine, si alternano fasi di clima rigido a fasi di clima temperato. Clactoniano e tayaziano: il termine clactoniano deriva dal sito di Clacton on sea in Inghilterra, mentre il termine tayaziano deriva dal sito Les Eyzies par Tayac in Francia, diffusi in occidente e sul Mediterraneo, assenti bifacciali, tecnica di scheggiatura elementare, nella fase antica presenti i chopper.
Il Paleolitico inferiore in Italia
Cultura del ciottolo in Italia
Il più antico popolamento risale a un milione di anni fa e presenta analogie con l'Europa occidentale. Siti: il più antico rinvenuto a Monte Poggiolo (Ca' Belvedere), altri siti sono: Colle Marino, Arce, Fontana Lire in Lazio, Bibbona (Toscana), Casella di Maida (Calabria), Realmonte (Sicilia). Manufatti: le materie variano in base alle località, per il recupero venivano sfruttati alvei fluviali. Sono stati rinvenuti più atelier litici che abitati, in siti come Monte Peggia (Umbria) e Irsina (Basilicata).
Acheuleano antico in Italia
Presente in tutta la penisola, con manufatti bifacciali caratterizzati da forte spessore, lavorazione sommaria, ampi stacchi, assenza di ritocchi di rifinitura. Spesso l'estremità basale non era lavorata. Sono presenti choppers. Giacimenti: Venosa (Basilicata), Fontana Ranuccio (Lazio), Campania e nel Gargano.
Tayaziano antico in Italia
Risale alla cronologia glaciale Mindel, noto da tre evidenze: Visogliano (Trieste), Isernia la Pineta (Basilicata), Loreto di Venosa (Basilicata). Manufatti di piccole dimensioni, tecnologia non predeterminata, sviluppo denticolazione, presenza di quella definita "punta di Tayac". Continua la produzione di choppers.
Clactoniano antico in Italia
Parallelo al tayaziano, risale infatti alla cronologia glaciale Mindel. Manufatti grandi e generici. Versante adriatico: Puglia, Abruzzo, Marche; Emilia, Sicilia.
La fase recente dell'Acheuleano, del Clactoniano e del Tayaziano in Italia
Si diffondono aspetti locali, la tecnica Levallois, una lavorazione più accurata dei bifacciali, regressione tipometrica e quantitativa. Tayaziano noto da: Puglia leccese. Clactoniano: disomogeneo, rare documentazioni in Abruzzo e Sardegna.
Complessi premusteriani
Cronologia tardorissiana e riss.wurmiana, presentano una fase di evoluzione da Paleolitico inferiore a Paleolitico medio. La distribuzione geografica va dal Veneto alla Liguria, Lazio, Campania. Le industrie presentano aspetti disomogenei, attestati caratteri originali: denticolazione e raschiatoi.
Il popolamento delle isole del Mediterraneo durante il Paleolitico Inferiore
Il Paleolitico inferiore in Sardegna
La Sardegna è l'unica isola del Mediterraneo a essere stata raggiunta con certezza via mare durante il Pleistocene, forse anche la Corsica, ma manca documentazione.
Il modello paleontologico
Paul Y. Sondaar, studioso olandese, individua differenze tra le popolazioni faunistiche insulari e continentali. Su 8 isole individua elefanti, su 9 cervi, su 4 ippopotami e su 2 antilopi. Ogni isola presenta una fauna specifica, individuato un processo di diminuzione della taglia corporea dovuta all'assenza di predatori.
L'arrivo dell'uomo
L'arrivo dell'uomo coincide con la migrazione mindeliana della fauna. Il prolagorisorsa alimentare primaria e costante per l'uomo. È grazie alla sua presenza se vi fu l'insediamento umano; la sua taglia era abbastanza grande per permettere il nutrimento dell'uomo e il suo ritmo produttivo era sufficientemente elevato per rispondere alla richiesta alimentare.
Quadro paleografico
Definito da Antonio Ulzega studiando aree costiere e piattaforme continentali tirreniche. Il canale tra Capocorso e Capraia era ai tempi attraversabile anche con rudimentali mezzi; in questo canale è ipotizzata la rotta di arrivo di uomo e megacero e cinoterio.
Paleolitico medio
Culture e ambiente del Musteriano in Europa
Il clima e gli ambienti corrispondono a una fase di diffusione dell'Uomo di Neanderthal (130,000-40,000 anni fa). Questa fase coincide con la prima parte della glaciazione würmiana, che prevede due picchi freddi principali: primo pleniglaciale 70,000 anni fa, secondo pleniglaciale 24-20,000 anni fa.
Differenziazioni regionali
Sono presenti aspetti culturali e regionali differenziati con differenti markers culturali (riti funerari, tecniche di scheggiatura, strategie economiche). Sono in corso dibattiti tra gli studiosi: si tratta di diverse etnie o diversi aspetti culturali?
Fase climatica interglaciale
Lo stadio isotopico 5 vede salire il livello del mare e il clima diventa mite, sviluppandosi ambienti forestali e riducendosi le aree glacializzate. Lo stadio isotopico 4 presenta oscillazioni climatiche con temperatura bassa. Il primo pleniglaciale vede l'ambiente passare da forestale a steppa con ampliamento della calotta polare e regressione marina.
Modi di vita
Unica specie riuscita a riadattarsi, era un cacciatore le cui prede variavano a seconda delle latitudini, senza presentare una scelta intenzionale. Utilizzava strumenti in pietra, manufatti in osso e legno, forse anche giavellotti lignei, e forse trappole per attirare grandi animali. La pesca non è documentata, forse solo per una mancanza di dati.
Insediamenti
Capanne e tende, ampie e articolate. Presenti siti specializzati per lavorazione delle materie prime litiche (forse rappresenta una divisione dei ruoli di lavoro?). In Francia, in alcune zone, è presente un campo base a carattere semi stanziale e un campo satellite a carattere stagionale. Esempio: Fontamaure. Utilizzate grotte: spazi riparati e accoglienti, contesi con orsi e felini, suddivise in aree di scheggiatura, combustione e altre attività. All'interno rinvenuti molluschi, forse perché venivano utilizzate le alghe come giaciglio. Esempi: Pech le Lazè in Francia, Ray in Polonia; in questi siti sono stati rinvenuti fori di palo e pietre e corna per chiudere le grotte.
Produzioni litiche
Le conoscenze tecnologiche sono poco evidenti; in alcune aree vi è la presenza di aspetti da tardo tayaziani a tardo acheuleani. Non si ha l'introduzione di nuovi strumenti ma vengono consolidate le tecniche per realizzare strumenti già acquisiti. Modelli ricorrenti: raschiatoi, punte, denticolati. Esempio: Yabrid in Siria si ha un proseguimento dell'utilizzo di bifacciali del paleolitico inferiore.
Europa centro-orientale
Utilizzati: fogliati bifacciali piatti, raschiatoi piatti bifacciali, bifacciali a tranciante, punte foliate triangolari, pezzi denticolati. Tecnica Levallois: prevede una lavorazione del nucleo con colpi in successione orientati verso il nucleo, consentendo di stabilire le dimensioni e la morfologia del prodotto.
Gruppi tecno-tipologici di Bordes
Bordes, studioso, ha proposto nel 1961 la suddivisione in gruppi, ipotizzando la presenza di gruppi con tradizioni specifiche, non semplici facies culturali. Si basò su serie stratigrafiche francesi. Individua: Musteriano di tradizione acheuleana suddivisibile in due fasi, la prima con abbondanti bifacciali, la seconda con un numero ridotto di bifacciali. Musteriano "tipico" con punte abbondanti e pochi denticolati. Gruppo charenziano con molti raschiatoi a lavorazione invadente e presenta due sottogruppi: La Quina e La Ferrassie. Questo modello fu adottato anche fuori dall'area occidentale.
I Neanderthaliani in Italia
Il Musteriano in Italia
L'Italia ha accolto i primi gruppi neandertaliani in espansione sin dai primi episodi di migrazione, anche quando ancora vi era la presenza dell'Heidebergensis. Era presente in tutta la penisola senza raggiungere le isole, aveva un rapporto circoscritto col territorio e presenta scarsa mobilità, utilizzando rocce reperibili nelle vicinanze del sito anche se di scarsa qualità (calcare, scisto, quarzo). Perlopiù presente nelle zone montane e alpine; le grotte erano le zone preferenziali ed erano contese con gli orsi. I rifugi occasionali sono poco documentati, mentre i bivacchi sono legati alle battute di caccia. Gli insediamenti presentano aree di macellazione, muretti in pietra, lastricati, pavimentazione, impianti di combustione.
Industrie litiche
Non omogenee e presenza di facies diverse nelle stesse regioni. Italia centro-settentrionale:
- Liguria: richiama il gruppo francese "musteriano tipico", prevede l'utilizzo della tecnica Levallois, è presente anche in Toscana. Presenti anche denticolati. Esempi: Grotta del principe e grotta della Madonna dell'arma.
- Toscana: simile a facies ligure. Esempio: Grotta di Gosto e Poggio Piazza Calda.
- Piemonte e Lombardia: scarse evidenze, analogie con aspetti liguri. Grotta Ciota Ciara.
- Veneto: molti giacimenti. Siti: Riparo Tagliente (Verona), ripari Mezzena e Zampieri, Grotta di Fumane, Grotte del Broion e San Bernardino.
- Versante adriatico: noti solo contesti antichi. Utilizzo tecnica Levallois. Siti: Ponte di Crispieno, Colonia Montani.
Italia centro-meridionale
L'inizio del Musteriano è legato a complessi di cheranziano laquinoide, con faune a pachidermi. Esempio: Grotta del Cavallo e Grotta Romanelli (Puglia). Nell'area centro-tirrenica venivano utilizzati ciottoletti marini per fabbricare strumenti: facies del Musteriano laquinoide. Nell'area campana è importante la zona del Cilento per le serie stratigrafiche. Esempio: Grotta di torre nave a Praia a mare in Calabria. Sono individuate tre fasi:
- Fase più antica: presenti grandi pachidermi, poche informazioni. Esempi: grotta grande, Riparo del Molare, Grotta Taddeo.
- Fase in attesa di ricevere più informazioni. Esempio: Riparo del Molare strati inferiori.
- Fase più documentata, età: fine Musteriano. Esempi: Riparo del Poggio (strato 10), utilizzata la tecnica Levallois.
Puglia
Territori diversificati per paesaggio, quadro complesso e articolato. Area centrale: facies charenziana laquinoide di dimensioni microlitiche. Sud: aspetto tayaziano locale senza Levallois. Grotta Paglicci (Gargano): stadio più antico, charenziano laquinoide rimanda a substrati premusteriani per la presenza di carenati. Grotta Spagnoli: segna l'ingresso della tecnica Levallois. Grotta Romanelli: strato G datato 70,000-40,000 anni fa. Grotta del Cavallo: strati F-M rappresentano.
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