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Sviluppo del

Linguaggio

Difficoltà linguistiche

e comunicative

La capacità di scambiare informazioni con le

persone significative del proprio ambiente

costituisce un’abilità integrante di tipo

primario, senza la quale ogni obiettivo di

socializzazione e di apprendimento diventa

molto difficoltoso.

DSM-IV

•Disturbo dell’Espressione del Linguaggio

•Disturbo Misto dell’Espressione e della Ricezione

del Linguaggio

•Disturbo della Fonazione (in precedenza Disturbo di Sviluppo

dell'Articolazione della Parola)

•Balbuzie

•Disturbo della Comunicazione NAS

DSL (Disturbi specifici linguaggio)

•Disturbo specifico dell’articolazione della parola

(d. fonologico, dislalia)

•Disturbo del linguaggio espressivo

(disfasia espressiva)

•Disturbo del linguaggio ricettivo

(disfasia ricettiva)

•Afasia acquisita con epilessia

(s. di Landau-Kleffner)

Disritmia

(balbuzie) ICD-10 (World Healt Organization, 1992)

Disturbi specifici del linguaggio

Quadri sindromici caratterizzati da un ritardo

o disordine di uno o più ambiti dello sviluppo

linguistico, in assenza di deficit cognitivi,

sensoriali, motori, affettivi e di importanti

carenze socio-ambientali

I bambini con DSL si caratterizzano per una

significativa limitazione della competenza

linguistica, nonostante non siano presenti i

fattori che abitualmente accompagnano e

giustificano la riduzione del linguaggio

verbale, e cioè sordità o ipoacusia, danni

neurologici come le Paralisi Cerebrali Infantili,

o deficit intellettivi.

• I DSL sembrano legati ad una

disfunzione delle strutture encefaliche

preposte all’organizzazione delle

competenze linguistiche

• Disfunzione, mal definita in termini

etiologici e neurobiologici,

nell’acquisizione e nell’automatizzazione

delle competenze linguistiche

MULTIFATTORIALE

1. neurobiologici

2. psicologici

3. ambientali

GENETICA

•disfunzioni del processing uditivo

•disordine dei processi attentivi e percettivi

Disturbi secondari

Qualsiasi inadeguatezza linguistica (deficit di una o

più delle componenti del linguaggio) che si

manifesti durante il periodo di sviluppo in soggetti

che presentano uno o più dei seguenti quadri:

•Disturbi severi della funzione uditiva

•Ritardo mentale

•Epilessia

•Disturbi pervasivi dello Sviluppo

•Disagio socio-ambientale grave

DSL

transitori stabili

criterio di clasificazione retrospettivo

scarso accordo su indici attendibili di differenziazione

Età come variabile critica (Witehurst & Fischel, 1994)

15% 3%

2 anni 5 anni oltre

Bambini “late talkers”

vocabolario espressivo con

•meno di 10 parole tra 18 e 23 mesi (Rescorla, 1989)

•meno di 50 parole a 24 mesi (Paul, 1991)

• nessun enunciato di 2 o più parole tra 18 e 29 mesi

(assenza di linguaggio combinatorio a 30 mesi)

(Thal et al, 1997, 2000)

Attenzione

Non sottovalutare

“stia tranquilla signora, prima o poi parlerà...”

“ogni bambino ha i suoi tempi”

• Rischio per successivi disturbi del linguaggio

• Spia di problemi più complessi di altra natura

• Rischio problemi emotivi e comportamentali

Indicatori di rischio

Extra- linguistici

•Familiarità per disturbi del linguaggio e

dell’apprendimento

•Sesso (M>F)

•Otiti ricorrenti nei primi anni di vita (Roberts, 1998)

Fino a quale età si può

attendere ?

Chilosi, Cipriani et al, 2002

mesi

Ritardo DSL

36

transitorio Età critica

Ricadute operative

Chilosi, Cipriani et al, 2002

24 30 36 Controlli ogni

controlli ravvicinati 3 mesi

(ogni tre mesi) Migliora ? Proseguire il

Counseling ai counseling

genitori no si

Avviare un trattamento

abilitativo diretto

Disturbi specifici

dell’apprendimento

dislessia

disgrafia

disortografia

discalculia

Linguaggio orale e linguaggio scritto

Continuità o discontinuità?

Sottili deficit:

recupero lessicale rapido

accesso al lessico su imput fonologico

memoria di lavoro fonologica

consapevolezza fonologica

Conoscenza Consapevolezza

alfabetica fonemica

l’apprendimento dei processi di

transcodifica deve obbligatoriamente

passare attraverso la conoscenza della

parola nella sua veste fonologica

Disturbo di lettura

insufficienza fonologica

rappresentazioni meno chiare della forma fonologica

della parola

difficoltà a portarla allo stadio della consapevolezza

Dislessia: FATTORI DI RISCHIO

ritardo nelle acquisizioni linguistiche (anche

solo a livello fonologico)

ritardo nelle acquisizioni prassiche più

complesse

ritardo o difficoltà nelle competenze

grafico-rappresentative

Le ricerche degli ultimi anni hanno

sottolineato due principali fattori di

rischio:

•la presenza di un ritardo o di un deficit

del linguaggio (più il disturbo di linguaggio

persiste in età prescolare più aumentano i

rischi di un successivo deficit di

apprendimento)

•la familiarità

DIFFICOLTA’ DI

APPRENDIMENTO

rendimento scolastico causato

• Basso

da una bassa potenzialità intellettiva

• Basso livello socioculturale

• Problemi emotivo-motivazionali

• Disabilità sensoriali e cognitive

• Disturbi specifici dell’apprendimento

I Disturbi Specifici di Apprendimento

Difficoltà nell’acquisizione del controllo del codice

scritto (lettura, scrittura, calcolo)

in presenza di:

• normodotazione intellettiva

• adeguate opportunità di apprendimento

in assenza di:

• disturbi neuromotori o sensoriali

• disturbi psicopatologici (pre-esistenti)

disturbo settoriale o specifico:

•Disturbo Specifico di Lettura (dislessia)

Si parla di dislessia solo quando il disturbo di

transcodifica è isolato e non può essere messo in

relazione con altri disturbi di cui la difficoltà di

lettura può essere considerata una conseguenza

indiretta.

La dislessia evolutiva è un disturbo della

lettura che si manifesta in individui in età

evolutiva, privi di deficit neurologici, cognitivi,

sensoriali, e relazionali e che hanno usufruito

di normali opportunità educative e scolastiche.

(Principali Sistemi Nosografici)

DSA: Disturbi Evolutivi Specifici di

apprendimento

Specificità: disturbo che interessa uno

specifico dominio di abilità in modo

significativo ma circoscritto, lasciando

intatto il funzionamento intellettivo

generale

• Dislessia = specifico disturbo nella velocità e nella

correttezza della lettura

• Disortografia = specifico disturbo nella correttezza della

scrittura (intesa come processo di trascrizione tra fonologia

e rappresentazione grafemica della parola, da distinguere

dalla correttezza morfosintattica)

• Disgrafia = specifica difficoltà nella realizzazione manuale

dei grafemi

• Discalculia = debolezza nella strutturazione delle componenti

di cognizione numerica (intelligenza numerica basale:

subitizing, meccanismi di quatificazione, comparazione,

seriazione, strategie di calcolo a mente) e/o difficoltà nelle

procedure esecutive (lettura, scrittura e messa in colonna dei

numeri) e/o difficoltà nel calcolo (fatti numerici e algoritmi

del calcolo scritto)

DSA – Caratteristiche generali

• Compromissione significativa e persistente

della funzione interessata (-2ds)

• Capacità intellettive nella norma (entro

1ds)

• Assenza di deficit sensoriali

• Assenza di danno neurologico

• Assenza di disturbi relazionali (primari)

• Presenza di normali opportunità educative

DSA – altre caratteristiche

• Familiarità per il disturbo nel 60-70% dei

casi

• Prevalenza accentuata nei maschi

• Consistente associazione tra i diversi DSA

• Eterogeneità dei quadri funzionali

• Eterogeneità dei profili di sviluppo

• Associazione con disturbi psicopatologici

Il Disturbo Specifico di

Apprendimento è:

• Una disabilità specifica dell’apprendimento di origine

neurobiologica, caratterizzata dalla difficoltà ad

effettuare una lettura accurata e/o fluente e da

scarse abilità nella scrittura e nella decodifica,

• inattesa in rapporto altre abilità cognitive e alla

garanzia di un’adeguata istruzione scolastica

• che influenza negativamente il rendimento

scolastico o lavorativo

Il disturbo può compromettere

• La rapidità/fluidità della lettura/scrittura/calcolo:

Lettura/scrittura sillabica, pause, riletture,

autocorrezioni;

Non automatizzazione fatti numerici e algoritmi

• La correttezza della lettura/scrittura/calcolo:

Sostituzioni, elisioni-inversioni-aggiunte, errori

ortografici;

Errori di scrittura, incolonnamento, calcolo

• L’uso cognitivo della lettura/scrittura/calcolo:

Comprensione, studio; progettazione testo scritto

Risoluzione di problemi aritmetici e geometrici

Disturbi specifici di lettura e

scrittura

• Lettura più lenta e scorretta

• Scrittura più imprecisa e scorretta

Sviluppo Comunicativo Relazionale

Il neonato nasce con una

predisposizione innata ad

agire ed interagire con l’altro

•presenta alla nascita una

motivazione intrinseca ad entrare in

scambio relazionale con l’altro

(intersoggettività primaria)

•possiede un apparato senso-

percettivo-motorio che gli permette di

cogliere i segnali sociali e privilegiarli

rispetto agli altri

Difficoltà relazionali

AUTISMO

Grave disturbo dello sviluppo, ad

insorgenza precoce (entro i 30 mesi),

sostenuto da fattori diversi

(neurobiologici, neuropsicologici,

psichici), e che si esprime con una

notevole varietà di sintomi

Patologia a genesi

multifattoriale

caratterizzata da una perturbazione

generalizzata e grave del processo di

sviluppo causata da una patologia

organica che intacca primariamente il

SNC quando esso è in via di

organizzazione

( ,

Gillberg & Coleman 2000).


PAGINE

90

PESO

1.14 MB

AUTORE

Sara F

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia (ordinamento U.E. - 6 anni)
SSD:
Università: Messina - Unime
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Scienze pediatriche mediche e chirurgiche e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Messina - Unime o del prof Germanò Eva.

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