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Le infezioni delle vie urinarie: cosa c'è di nuovo?

Dott. Roberto Chimenz
U.O. Nefrologia Pediatrica con Dialisi
A.O.U. “G. Martino”

Le infezioni delle vie urinarie

Le infezioni delle vie urinarie sono una causa comune di morbilità nel bambino, seconde in termini di frequenza esclusivamente alle infezioni respiratorie. Possono intervenire nel determinismo di cicatrici renali, ipertensione e danno renale cronico.

Definizione

Per infezione delle vie urinarie si intende “il riscontro di una urocultura positiva con conta colonie superiore a 100.000 cfu/mmc”. Tale definizione, tuttavia, rischia di non essere esaustiva, essendo necessario in una infezione delle vie urinarie il riscontro di parametri clinici ed urinari patognomonici di infezione delle vie urinarie.

Epidemiologia

La reale incidenza delle infezioni delle vie urinarie nei bambini è difficilmente stimabile con precisione. In numerosi studi epidemiologici il rischio reale di infezione urinaria è stato riportato essere 1,1-1,8% nei maschi e 3,3-7,8% nelle femmine. Nei primi tre mesi di vita l'incidenza è maggiore nei maschi con un rapporto che va da 2:1 a 5:1.

Criteri epidemiologici

Incidenza più alta nel primo anno di vita: 1%. La prevalenza di IVU in bambini < 2 anni con febbre senza segni di localizzazione è circa il 5%, a questa età femmine e maschi non circoncisi presentano la stessa probabilità di presentare IVU. Pertanto il sesso non rappresenta un fattore di rischio ma piuttosto l'età (più frequentemente associata a RVU).

Eziologia

I batteri enterici GRAM- della famiglia delle enterobacteriaceae sono la causa più frequente di IVU. Tra questi l'E. coli incide per l'80-85%, seguita da altri germi delle enterobacteriaceae quali Klebsiella, Proteus, Enterobacter sp, Morganella.

I batteri GRAM+ quali: Enterococcus, Pseudomonas Aer., Staphylococcus e Streptococcus gruppo B incidono in misura significativamente minore. Lo Streptococcus gruppo B si riscontra più frequentemente nei neonati, mentre lo Staphylococcus saprophyticus si riscontra nelle adolescenti. Lo Staphylococcus aerus si indova negli ascessi renali.

Patogenesi

  • Per via ascendente: Un'infezione ascendente, sostenuta nella maggior parte dei casi da un GRAM- colonizza le vie urinarie attraverso l'uretra.
  • Per via ematogena: incide in meno dell'1% dei casi e si riscontra in occasione di sepsi neonatali, pielonefriti, ascessi renali intraparenchimali.

La predisposizione alle infezioni urinarie può essere determinata da anomalie strutturali del tratto urinario, quali il reflusso vescico-ureterale o da anomalie funzionali della vescica (instabilità vescicale secondaria a dissinergia detrusoriale).

Fattori di virulenza del germe

  • Adesine o fimbrie: (microscopiche appendici sulla superficie dell'E. coli).
  • Emolisine e citotossine proteiche: (proteine che lisano gli eritrociti).
  • Sierotipi e virulenza batterica: (i tre maggiori antigeni O-K-H, causa di virulenza batterica del coli).
  • Genetica del batterio: (i fattori virulenti del germe sono collocati in distinti pezzi del DNA, chiamati PAIs).

Criteri clinici

La sintomatologia può variare con l'età. La febbre, soprattutto nei bambini più piccoli, può essere l'unico sintomo (AAP) [A] (Cincinnati). La febbre elevata > 39°C è considerata fattore di rischio e marker di coinvolgimento parenchimale (AAP).

Manifestazioni cliniche nel neonato e nel lattante

  • Rifiuto dell'alimento, arresto ponderale, vomito, diarrea, irritabilità, acidosi metabolica, pianto alla minzione, macroematuria, emissione di urine maleodoranti, febbre sine causa, ipotensione, shock.

Manifestazioni cliniche nel bambino (> tre anni)

  • Disuria, dolore sovrapubico, pollachiuria, urgenza minzionale, enuresi, emissione di urine maleodoranti, macroematuria, febbre sine causa.

Diagnosi

Gli scopi della diagnosi in un bambino con IVU sono:

  1. Confermare la diagnosi.
  2. Identificare il microrganismo.
  3. Localizzare la sede dell'infezione.
  4. Riconoscere il paziente con malformazione del tratto urinario.

Metodica di raccolta delle urine

La metodologia di raccolta per una corretta diagnosi di infezione urinaria è fondamentale. Dopo aver fatto detergere i genitali del piccolo paziente con disinfettante, la metodica di elezione in termini di sterilità e non invasività è il prelievo delle urine da mitto intermedio. La raccolta delle urine con sacchettino sterile rischia di determinare dei falsi positivi e per tale motivo è opportuno avere tre uroculture positive consecutive per essere certi di essere in presenza di infezione urinaria. La raccolta delle urine mediante cateterismo o puntura sovrapubica sono tecniche invasive.

Come faccio diagnosi di IVU?

Considero positiva un’urinocoltura se:

  • Crescita di un unico germe con conta colonie > 100.000 (mitto intermedio).
  • Crescita di un unico germe con conta colonie > 10.000 (cateterismo vescicale).

Diagnosi di IVU

Esame delle urine:

  1. Esterasi leucocitaria.
  2. Test ai Nitriti.
  3. Sedimento urinario (riscontro di batteriuria).

Urocoltura (CFU > 100.000)

Sensitivity and Specificity of Components of the Urinalysis, Alone and in Combination

Test Sensitivity % (Range) Specificity % (Range)
Leukocyte esterase 83 (67–94) 78 (64–92)
Nitrite 53 (15–82) 98 (90–100)
Leukocyte esterase or nitrite Positive 93 (90–100) 72 (58–91)
Microscopy: WBCs 73 (32–100) 81 (45–98)
Microscopy: bacteria 81 (16–99) 83 (11–100)
Leukocyte esterase or nitrite or microscopy positive 99.8 (99–100) 70 (60–92)

Da AAP

Sono necessari esami ematici?

Nelle linee guida di riferimento e nella letteratura più recente non viene presa in considerazione l'esecuzione di esami ematici quali PCR e conta dei globuli bianchi per la distinzione tra IVU alta o bassa perché i due test sono poco correlati alla sede dell'infezione. Qualora si decida l'esecuzione di esami ematici, la procalcitonina risulta essere l'esame più affidabile per la definizione della sede.

Approfondimento diagnostico

Obiettivi della diagnostica per immagini:

  • Identificare la presenza di fattori di rischio per danno renale acquisito.
  • E/o per ricorrenza delle IVU.
  • Identificare le anomalie anatomiche delle vie urinarie che possono beneficiare di un trattamento medico o chirurgico.

Diagnostica strumentale

  • Ecografia renale: valutazione morfologica dei reni (presenza di dilatazione o anomalie renali di numero forma o volume).
  • Cistosonografia: tecnica ecografica, che sfrutta i mezzi di contrasto ecografici per slatentizzare un reflusso vescico-ureterale.
  • Scintigrafia renale statica: valutazione morfo-funzionale del parenchima renale (presenza di cicatrici renali, ipodisplasia).

Approfondimento diagnostico - Criteri seguiti

Selezionare rigorosamente i pazienti da sottoporre alla diagnostica. Usare i metodi più affidabili, meno invasivi possibile in termini di radiazioni, di disagi per il paziente e di costi. Proporre in qualche caso possibili opzioni. Valutare la presenza di fattori di rischio: ecografia fetale patologica, familiarità per RVU (genitori, fratelli/sorelle), scarsa affidabilità del nucleo familiare, prima IVU febbrile o fattori di rischio.

Diagnostica strumentale - Cistosonografia

  • Patologica
  • Negativa

Scintigrafia con DMSA a 6 mesi:

  • Displasia renale o scar renale
  • Negativa

Follow-up RVU STOP

Terapia

Gli scopi della terapia in un bambino con IVU sono:

  1. Curare l'infezione acuta.
  2. Prevenire una sepsi urinaria.
  3. Ridurre il rischio di danno renale.

Terapia - Principi di selezione

I principi per la selezione dell'antibiotico-terapia nelle infezioni delle vie urinarie sono simili a quelli usati dalle linee guida nella scelta per altre infezioni e sono: la sensibilità dell'antibiotico al microrganismo, la tollerabilità dell'antibiotico da parte del paziente, ed il rispetto del rapporto costo-efficacia.

Terapia antibiotica

La terapia antibiotica nelle infezioni delle vie urinarie deve presupporre un principio indispensabile: che vengano utilizzate molecole che vengono metabolizzate dall’emuntorio renale.

Inizio della terapia

  • La terapia va iniziata subito dopo aver ottenuto il campione di urine.
  • Sospetto clinico.
  • Positività esame urine al microscopio.
  • Positività stick urine.
  • Possibile batteriemia (Craig, 2004; Aronoff, 2006).
  • Miglioramento delle condizioni cliniche.
  • Possibile aumento incidenza danno renale se ritardo terapeutico (Cincinnati, 2005).

Via di somministrazione

I.V.U. "complicata"

  • Febbre alta, paziente settico.
  • Vomito persistente.
  • Disidratazione di grado medio o severo.
  • Previsione di scarsa compliance → Iniziare con terapia parenterale (AAP, Cincinnati).

I.V.U. "non complicata"

  • Paziente febbrile, ma in buone condizioni generali.
  • In grado di assumere liquidi e farmaci per os.
  • Disidratato in modo lieve.
  • Prevedibile buona compliance → Iniziare con terapia per os (AAP, Cincinnati).

Scelta dell'antibiotico

In attesa dell'antibiogramma, la terapia antibiotica andrebbe effettuata in base alla conoscenza sulle resistenze locali. Gli antibiotici indicati per una terapia empirica sono:

Iniettivi

  • Ceftriaxone: 75 mg/kg ogni 24 h
  • Cefotaxime: 150 mg/kg in 3-4 dosi
  • Aminoglicosidi - allergia a Cefalosporine

Orali

  • Cefixime: 8 mg/kg ogni 24 h
  • Amoxicillina-Acido clavulanico: 50 mg/kg in 2 dosi

Scelta dell'antibiotico - Aminoglicosidi

  • Gentamicina: 7.5 mg/kg/die
  • Tobramicina: 5 mg/kg/die
  • Amikacina: 15 mg/kg/die
  • Netilmicina: 6-9 mg/kg/die

Aminoglicosidi in monosomministrazione efficaci e sicuri quanto 3 dosi giornaliere in meta-analisi di trials controllati e randomizzati (Contopoulos-Ioannidis, 2004).

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Scienze mediche MED/20 Chirurgia pediatrica e infantile

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Scienze pediatriche mediche e chirurgiche e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Messina o del prof De Luca Filippo.
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