Diritto internazionale
Capitolo 1: Soggetti di diritto internazionale e non
Soggetti di diritto internazionale
È possibile individuare tre categorie di soggetti di diritto internazionale:
- Enti territoriali che esercitano il potere di governo: Stati e insorti.
- Enti che non esercitano un potere di governo: Santa Sede; Ordine di Malta; Croce Rossa.
- Organizzazioni internazionali: sorgono per volontà degli Stati.
Stati sovrani e indipendenti
Lo Stato è un ente che necessita della coesistenza di tre elementi:
- Territorio: comprende terraferma, sottosuolo, spazio sovrastante (limitato dal traffico aereo), mare, fino a 12 miglia dalla linea di base.
- Popolazione: insediamento umano stabile nel territorio, non necessariamente composto esclusivamente da cittadini, ma da persone legate da un comune senso di appartenenza allo Stato.
- Governo: la popolazione si deve organizzare in una forma di governo, in modo da potersi dare delle regole di convivenza.
Per attribuire soggettività di diritto internazionale allo Stato, però, occorrono altri due elementi:
- Indipendenza: originarietà dell’ordinamento giuridico, cioè lo Stato non deve essere subordinato o derivato a nessun altro.
- Effettività: lo Stato esercita effettivamente la propria sovranità (es. Caso Loizidon: Cipro del Nord soggetto alla Turchia; provvede a una confisca dei beni dei cittadini. Loizidon presenta un ricorso alla Corte contro la Turchia. Inizialmente il ricorso viene dichiarato irricevibile. La Corte europea dei diritti dell’uomo, successivamente, respinge l’eccezione in quanto la Turchia è responsabile degli atti commessi contro l’uomo che si trova sotto la sua giurisdizione. Cipro del Nord, infatti, difetta di effettività).
Insorti
I movimenti insurrezionali ambiscono a prendere il posto di uno Stato, infatti si tratta di un ente territoriale che esercita un controllo esclusivo ed effettivo sul territorio e sulla popolazione. Non si deve trattare di semplici sommosse o tensioni.
Gli insorti sono caratterizzati da temporaneità, infatti tendono a trasformarsi:
- Evoluzione: il movimento rivoluzionario riesce a diventare un vero e proprio Stato.
- Involuzione: lo Stato centrale riesce a riprendere il controllo del territorio e del popolo e l’insorto retrocede a mero gruppo di individui.
La capacità internazionale è anche limitata: il movimento insurrezionale non può concludere tutti i tipi di accordi, ma solo quelli che lo riguardano direttamente (es. il mantenimento della pace). Gli insorti hanno una capacità bellica limitata:
- Se utilizzano la forza, non solo per ottenere l’indipendenza, ma anche in violazione dei diritti dell’uomo, allora non possono essere riconosciuti soggetti di diritto internazionale.
- Se, invece, utilizzano la forza per ottenere l’indipendenza senza violare i diritti dell’uomo, possono essere riconosciuti come soggetti di diritto internazionale.
I terzi possono subire danni dagli insorti:
- Se l’insurrezione è sconfitta, il governo legittimo non è responsabile per i danni provocati dagli insorti;
- Se, invece, l’insurrezione è vittoriosa, il nuovo governo è tenuto a riparare i danni causati dagli insorti.
Governi in esilio
Il fenomeno del governo in esilio si verifica in particolare nel caso di occupazione di uno Stato durante una guerra, la quale non fa venir meno la personalità dello Stato occupato. Affinché possa esservi un governo in esilio è necessario che vi sia uno Stato disposto ad ospitare tale ente e che gli permetta di esplicare le funzioni statali (es. durante la Seconda Guerra Mondiale la Germania ha occupato diversi governi, producendo il fenomeno del governo in esilio verso il Regno Unito). Il governo in esilio opera come una sorta di ente fiduciario del popolo, vincolando quindi il popolo. La fine della guerra dovrebbe comportare l’estinzione del governo in esilio.
Comitati nazionali all’estero
È un ente che assume la gestione degli interessi di una comunità nazionale che aspira in governo in futuro, ma che è ancora assoggetto ad un potere statale. La figura del comitato nazionale, oggi, ha perso importanza e tende ad essere assorbito quella del movimento di liberazione nazionale.
Movimenti di liberazione nazionale
Si tratta di un ente non territoriale, che aspira a diventare organizzazione di governo. Ha rilevanza internazionale non per il principio di effettività, come gli insorti, ma trova il fondamento giuridico nell’autodeterminazione dei popoli, in lotta contro un dominio razzista o un’occupazione straniera. I movimenti di liberazione nazionale partecipano ai lavori di organizzazioni internazionali (es. l’OLP). Il Protocollo del 1977 stabilisce che le lotte per l’autodeterminazione sono conflitti armati internazionali equiparati a conflitti tra Stati.
Santa Sede
La Santa Sede va distinta dallo Stato Città del Vaticano, il quale rientra tra la categoria di Stati; il Pontefice è l’autorità centrale. La Santa Sede è soggetto di diritto internazionale perché è dotata di:
- Indipendenza: non è subordinata a nessun altro ente;
- Effettività: stipula numerosi accordi internazionali.
La Santa Sede ha carattere funzionale in quanto ha come obiettivo la tutela dei cristiani e dell’istituzione cattolica nel mondo. Gode dello status di osservatore presso le Nazioni Unite, ma non ha diritto di voto. I rapporti tra Stato italiano e Santa Sede sono disciplinati dai Patti Lateranensi, composti da:
- Trattato: l’Italia riconosce la sovranità della Santa Sede sulla Città del Vaticano.
- Concordato: disciplina le questioni relative al culto cattolico.
Ordine di Malta
In passato, l’Ordine di Malta ha esercitato autorità di governo su diversi territori. Attualmente, svolge diverse attività di rilievo internazionale e gode dello status di osservatore presso l’Assemblea Generale. Emette passaporti e svolge importanti funzioni di carattere umanitario. Una parte della giurisprudenza riconosce la sua soggettività di diritto internazionale; mentre, un’altra parte, non riconosce tale soggettività, in quanto difetta di indipendenza dalla Santa Sede. Viene considerata un’organizzazione non governativa, che ha sede a Roma.
Croce Rossa
È un ente umanitario che opera in assoluta indipendenza politica, confessionale ed economica. Svolge importanti funzioni di rilievo internazionale durante i conflitti armati e gode dello status di osservatore presso le Nazioni Unite. È composto da individui nominati per cooptazione ed ha sede a Ginevra.
Organizzazioni internazionali
Le organizzazioni internazionali sono tali solo se dotate di personalità giuridica di diritto internazionale, altrimenti sono unioni istituzionalizzate di soggetti di diritto internazionale. In passato, solo gli Stati erano considerati soggetti di diritto internazionale, quindi solo questi potevano formare organizzazioni internazionali, oggi si è visto che molte di queste sono costituite, a loro volta, da altre organizzazioni (es. FAO). A differenza degli Stati, non sono enti territoriali, ma enti funzionali: trovano la loro ragion d’essere nella funzione che sono chiamati a svolgere per la necessità di cooperare. A questo fine istituiscono un organo in comune.
Le organizzazioni internazionali hanno una struttura tripartita, composta da:
- Assemblea: composta da rappresentanti di tutti gli Stati membri.
- Consiglio esecutivo: organo più ristretto composto solo da alcuni rappresentanti.
- Segretario generale: organo monocratico che agisce nell’esclusivo interesse dell’organizzazione e non può prendere istruzioni dagli Stati membri.
Gli Stati diventano membri dell’organizzazione tramite la procedura d’ammissione, che permette di valutare la capacità dello Stato candidato di adempiere agli obblighi connessi alla qualità di membro. Uno Stato, inoltre, può essere sospeso o espulso in caso di violazioni. La procedura di voto può avvenire per:
- Consensus: non esiste nessuna obiezione all’adozione della proposta di risoluzione. Con il consensus non ha luogo la votazione formale, ma viene semplicemente constatato dal Presidente dell’organo, in questo modo salvaguardando gli interessi delle minoranze.
- Unanimità: voto positivo di tutti i componenti dell’organo.
- Maggioranza semplice: l’atto è adottato se votato dalla metà più 1 degli Stati membri.
- Maggioranza qualificata: può assumere diverse modalità: può consistere in una maggioranza di 2/3 oppure deve comprendere il voto di determinati Stati (es. le decisioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite che richiedono il voto favorevole dei membri permanenti).
Le organizzazioni internazionali hanno personalità giuridica se godono di indipendenza ed effettività:
- Indipendenza: l’ente deve essere indipendente dagli Stati che lo compongono. È indipendente se ha la possibilità di esprimere la propria volontà, separatamente da quella dei propri membri, e questo avviene solo se la votazione avviene a maggioranza e non all’unanimità.
- Effettività: vi sono molte organizzazioni fantasma, cioè che esistono solo sulla carta e non sono effettive sul piano internazionale; non hanno effettività neanche le organizzazioni che creano obblighi per i propri membri, ma non hanno rapporti con terzi.
La personalità internazionale delle organizzazioni è stata riconosciuta da una sentenza della Corte internazionale di giustizia. A differenza degli Stati, le organizzazioni internazionali non possiedono una competenza generale. Occorre distinguere:
- Personalità internazionale: ha per oggetto la titolarità di situazioni giuridiche soggettive derivanti da norme internazionali.
- Personalità di diritto interno: all’interno degli Stati membri, l’organizzazione gode della capacità giuridica necessaria per svolgere determinate funzioni (es. può acquistare o alienare beni immobili o stare in giudizio).
Diverse sono le organizzazioni non governative (ONG): associazioni a carattere privato, quindi non governative dell’associazione, e caratterizzate da assenza di profitto nell’attività. A questo si aggiunge che sono caratterizzate da una forte spinta ideale, finalizzata all'obiettivo di contribuire allo sviluppo globale dei paesi socialmente ed economicamente più arretrati. Le organizzazioni internazionali possono essere:
- Universali: aperte a tutti gli Stati della comunità internazionale. Possono accedere solo gli Stati che possiedono determinati requisiti.
- Regional: 1) Continentali: operano nel continente (es. Consiglio d’Europa);
- 2) Super-regionali: operano solo in un’area della regione (es. UE, in quanto non tutti gli Stati europei vi partecipano);
- 3) Di integrazione economica;
- 4) Sovranazionale: vi è sia cooperazione che sovranazionalità, in quanto vi è stato il pieno trasferimento di sovranità a tali enti.
Il GATT
Il GATT è un’organizzazione istituita all’Havana che si occupava del libero scambio tra Stati. Gli USA non ratificarono l’accordo stipulato a Ginevra e il GATT rimase un accordo privato. Le Nazioni Unite cercarono di trovare una soluzione: la necessità di un organo in comune del GATT porta all’istituzione di un Segretario generale. La questione era capire se i funzionari del Segretariato del GATT avessero le stesse immunità degli altri. La Svizzera sigla un accordo col GATT in modo da estendere anche a questi funzionari le stesse immunità di cui godono i funzionari dell’UNCTAD (organizzazione tesa allo scopo di incrementare le opportunità commerciali, di investimento e di sviluppo). Tale accordo, però, era stipulato tra Svizzera e parti contraenti del GATT, i quali avevano delegato il Segretario generale ad apporre la firma. Il GATT, quindi, difettava di indipendenza e di effettività. Nel 1944 viene trovata una soluzione: il GATT viene sostituito dall’Organizzazione mondiale del commercio, che gode di indipendenza e di effettività, quindi è dotata di personalità giuridica di diritto internazionale.
L’individuo
L’individuo non è un soggetto di diritto internazionale, nonostante questo egli può agire di fronte la Corte europea dei diritti umani in caso di violazioni dei propri diritti da parte degli Stati e, in virtù del Patto sui diritti civili e politici, può agire anche di fronte il Comitato dei diritti dell’uomo. Vengono in rilievo due categorie di norme:
- Norme di protezione dei diritti dell’uomo: tali norme sono rivolte agli Stati, i quali sono obbligati a riconoscere e garantire tali diritti all’interno dei propri ordinamenti;
- Crimini internazionali: l’ordinamento internazionale impone all’ordinamento interno di punire i crimini internazionali commessi dall’individuo.
Anche le persone giuridiche non hanno personalità internazionale: diritti ed obblighi delle imprese multinazionali sono filtrati dallo Stato.
Capitolo 2: Riconoscimento
Riconoscimento di nuovi Stati
Uno Stato, per entrare nella comunità internazionale, deve essere riconosciuto; il riconoscimento può essere:
- De iure: quando lo Stato preesistente riconosce il nuovo Stato sulla base della sua stabilità;
- De facto: quando lo Stato preesistente riconosce il nuovo Stato perché esso esercita un potere effettivo sul suo territorio e sulla sua popolazione, ma nutre dei dubbi riguardo la sua stabilità.
Il riconoscimento può avvenire:
- O attraverso un’espressa dichiarazione;
- O attraverso comportamenti concludenti, come la stipulazione di Trattati.
Inizialmente distinguevamo due teorie:
- Riconoscimento come atto bilaterale: i due Stati devono riconoscersi reciprocamente. La critica era che il nuovo Stato non aveva personalità giuridica di diritto internazionale e, perciò, non poteva porre in essere il riconoscimento. La soluzione era quella di riconoscere allo Stato l’unica capacità di stipulare accordi internazionali.
- Riconoscimento come atto unilaterale: il riconoscimento può essere fatto solo dallo Stato preesistente. La critica è che, andando a ritroso, non si individua chi abbia riconosciuto il primo Stato.
Quindi, il riconoscimento ha effetto dichiarativo e non costitutivo della personalità giuridica. La soggettività dello Stato dipende esclusivamente dalla sua indipendenza e dalla sua effettività. A questo si aggiunge la teoria della socialità del riconoscimento, cioè lo Stato riconosciuto può intrattenere rapporti diplomatici. Uno Stato non riconosciuto non può essere membro delle Nazioni Unite e il riconoscimento non può avvenire con la forza o con l’aggressione.
Lo Stato non riconosciuto:
- Nei sistemi di civil law, gode dell’immunità giurisdizionale e le sue norme continuano ad avere valenza;
- Nei sistemi di common law, non gode dell’immunità giurisdizionale e le sue norme perdono vigore.
Riconoscimento dei nuovi governi
Il riconoscimento dei nuovi governi si verifica durante mutamenti rivoluzioni. Molti Stati non hanno previsto tale possibilità, ma solo ed esclusivamente la possibilità di riconoscere nuovi Stati. Il governo per essere riconosciuto deve essere:
- Effettivo
- Democratico
Il mancato riconoscimento non fa venir meno i rapporti diplomatici e i Trattati stipulati tra gli Stati.
Riconoscimento degli insorti
Il riconoscimento degli insorti è un atto politico, non costitutivo della personalità giuridica. Il riconoscimento degli insorti avviene da parte di Stati terzi che decidono di mantenere i rapporti con i movimenti insurrezionali per tutelare i loro cittadini che si trovano sui territori occupati. Il riconoscimento di belligeranza, invece, è un atto giuridico con cui una guerra civile viene equiparata ad una guerra internazionale.
- Se il riconoscimento viene effettuato da Stati terzi, questi dovranno applicare il diritto di neutralità;
- Se il riconoscimento viene effettuato dal governo legittimo, questi dovrà applicare il diritto dei conflitti internazionali e riconoscere i ribelli come legittimi combattenti.
Riconoscimento dei movimenti di liberazione nazionale
Il riconoscimento dei movimenti di liberazione nazionale si fonda sul principio di autodeterminazione dei popoli in lotta contro l’occupazione straniera. Il riconoscimento fatto da Stati terzi e da organizzazioni internazionali permette di individuare l’ente che ha diritto a partecipare alle conferenze internazionali e al quale bisogna riferirsi nel caso di una futura indipendenza.
Riconoscimento delle situazioni giuridiche
Essendo un atto unilaterale, vi può essere anche il riconoscimento di situazioni giuridiche, che permette di qualificare una determinata situazione conforme al diritto internazionale, rendendola incontestabile dagli altri Stati.
Disconoscimento
Il disconoscimento può essere:
- Mancato riconoscimento sin dall’inizio;
- Ritiro del precedente riconoscimento.
Il disconoscimento può avvenire per:
- Volontà propria: nella Dichiarazione di Bruxelles si stabilisce che gli Stati della C.E. non riconoscono entità nate dall’aggressione.
- Sollecitazioni di uno Stato terzo: Taiwan, che affermò di non intrattenere rapporti diplomatici con gli Stati che avessero riconosciuto la Cina comunista.
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