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1 – FUNZIONE TESORERIA E FINANZA

IL RUOLO DELLA TESORERIA

Tesoreria funzione aziendale che gestisce i rischi finanziari all’interno delle aziende

• Rischio di tasso d’interesse

• Rischio di prezzo (es. rischio commodity)

• Rischio di cambio

• Rischio di liquidità

• Rischio di controparte

• Rischio di funding

• Rischio di credito commerciale (gestione e finanziamento del capitale circolante)

La crisi finanziaria ha incrementato l’importanza della funzione “Tesoreria e Finanza” nell’ambito della

gestione dei rischi finanziari

La tesoreria deve adottare un approccio dinamico alla gestione dei rischi finanziari

Obiettivi fondamentali:

• 

Cash management + gestione del rischio di liquidità assicurare che la società abbia le risorse

finanziarie per far fronte ai propri impegni

• 

Financial risk management assicurare il monitoraggio e la gestione dei rischi finanziari

PROCESSI Prese in carico da ogni tesoreria, indipendentemente dalla configurazione

Specifiche del business e del livello di strutturazione della funzione

CONFIGURAZIONI

La tesoreria può essere configurata diversamente a seconda dell’approccio nei confronti di:

• Gestione dei rischi

• Valore creato per l’organizzazione

• Ricavi generati dalla sua attività

• Costi sostenuti per la sua attività

• Supporto fornito all’attività di tutta l’organizzazione

• Raggiungimento di obiettivi strategici 1

Transactional treasury l’obiettivo è quello di ridurre i costi delle transazioni tipiche + garantire fluidità di

esecuzione alle transazioni tipiche

Process efficiency treasury l’obiettivo è quello di garantire l’efficienza delle transazioni tipiche +

garantire l’utilizzo ottimale della liquidità integrando i processi finanziari rilevanti

Value enhancing treasury l’obiettivo è quello di aumentare la flessibilità finanziaria e l’efficienza per

permettere all’impresa di raggiungere i suoi obiettivi strategici

Strategic treasury la tesoreria è coinvolta nella gestione dell’intera organizzazione e nel raggiungimento

degli obiettivi strategici (es. in-house bank)

Queste 4 configurazioni sono completate valutando come agisce la tesoreria:

Centro di costo supportare l’organizzazione riducendo al minimo i costi

Centro di ricavo supportare l’organizzazione generando ricavi tramite l’attività finanziaria

Centro di valore supportare l’organizzazione con un approccio dinamico in grado di soddisfare le

esigenze di tutte le funzioni aziendali in tema finanziario (es. ENI)

Questa distinzione non è univoca: di solito una tesoreria transazionale è un centro di costo (diffusa in

organizzazioni semplici), mentre è molto raro trovare tesorerie centri di ricavo

NUOVA COMPLESSITA’

Recentemente il ruolo della tesoreria è diventato sempre più complesso a causa dei nuovi rischi e delle

nuove complessità da gestire, con spinte provenienti da:

• 

Vertici aziendali a causa dell’evoluzione dei mercati finanziari e della maggiore complessità nella

gestione delle dinamiche finanziarie, la tesoreria è passata da mero centro esecutivo a partner

strategico

• 

Partner bancari a causa dell’evoluzione delle regolamentazioni di Basilea, le banche danno

maggiore importanza a servizi transazionali e minore importanza alla strutturazione di partnership

strategiche in grado di creare valore nel lungo periodo (maggior avversione al rischio)

2

ORGANIZZAZIONE DELLA TESORERIA

Negoziazione delle operazioni con controparti bancarie

Controllo, riconciliazione, reporting verso il front office

Regolamento, contabilità, cash management

Principio di base separazione e suddivisione di ruoli e responsabilità (segregation of duties) tra chi

autorizza e chi opera CFO

Tesoreria e Pianificazione e

Amministrazione finanza controllo

Nei gruppi, generalmente c’è una tesoreria di gruppo (ultimo soggetto responsabile di definizione delle

linee guida) + eventuali poli di tesoreria delle singole divisioni (2 livelli di centralizzazione, solo nelle

multinazionali più complesse)

Non esiste un modello unico di accentramento della tesoreria. Il livello di accentramento/decentramento

dipende dalla struttura e delle aspettative di sviluppo di ogni gruppo

Il trend attuale è quello di accentrare la tesoreria, in particolare nei grandi gruppi (coerentemente con il

ruolo della tesoreria di partner strategico)

DECENTRALIZED TOTALLY

CENTRALIZED

IN-COUNTRY

CENTRALIZED

3

Il livello di accentramento (operativo + di controllo e governance) va definito sulla base di alcuni elementi

Accentramento di governance: stabilire le regole

Accentramento operativo: creare un organo che opera a favore di tutte le società del gruppo

BEST PRACTICES NELLA TESORERIA

CONTROLLARE LA LIQUIDITA’

Minimizzare l’uso di denaro contante

Implementare tecniche di compensazione delle partite infragruppo

Controllare i costi di trasferimento della liquidità

Centralizzare la liquidità disponibile a livello locale

Integrare i sistemi di incasso e pagamento

RINCONCILIARE I C/C

Minimizzare il numero di relazioni bancarie

Riconciliare quotidianamente i c/c

Aderire a servizi di online banking

Minimizzare il gap tra la raccolta della liquidità e il ciclo di pagamenti

RENDICONTARE E GESTIRE I SALDI BANCARI

Scaricare quotidianamente i movimenti e i saldi dei c/c

Riconciliare periodicamente i fidi bancari

PREVEDERE I FLUSSI FINANZIARI

Controllare i finanziamenti per minimizzare gli oneri finanziari

Fare cash flow forecasting ad intervalli regolari (di solito su un orizzonte di 12 settimane) per ogni valuta

Pianificazione, analisi e controllo attraverso sistemi informativi

GESTIRE I RISCHI FINANZIARI

Identificare i rischi a cui è esposto il gruppo

Misurare l’esposizione ai rischi

Definire una strategia di gestione dei rischi

Definizione di linee guida (treasury policy) e procedure (treasury manual)

4

Treasury policy documento che stabilisce come deve operare la funzione

Il documento viene approvato dal top management o dal CdA perché definisce la propensione al rischio

dell’impresa e viene rivisto periodicamente (di solito ogni anno). Come è costruito:

• 

Risk management framework rischi a cui è esposta l’impresa + chi è responsabile di cosa

• 

Sezione di dettaglio per ogni rischio o processo vengono definite le linee guida, come agire in

relazione a ciascuna tipologia di rischio e l’obiettivo della copertura del rischio

• 

Appendici parametri operativi per misurare i rischi + strumenti finanziari utilizzabili + controparti

con cui si è autorizzati ad operare…

Viene anche descritta l’organizzazione dell’azienda e della tesoreria perché ad ogni soggetto verranno

allocati ruoli e responsabilità + vengono indicati i metodi di valutazione delle performance, i soggetti

responsabili del reporting…

Treasury manual manuale delle procedure di tesoreria

Per ogni processo disegna il flusso logico operativo da utilizzare per gestire un determinato rischio

• Attività

• Punti decisionali

• 

Link collegamenti a processi esterni

• 

Documenti output di un’attività

• Punti di controllo

• Output

Il treasury manual contiene anche la cash position

Parametri di misurazione della funzione tesoreria:

• N° di relazioni bancarie e c/c

• N° di giorni valuta richiesti dalla banca per le operazioni di incasso/pagamento

• Costo della tesoreria sul totale dell’area finanza

• Capacità di cash flow forecast (es. orizzonte temporale)

• Leverage 5

2 – CASH MANAGEMENT

Cash management gestione della liquidità a breve termine, compresi i flussi di cassa futuri e previsionali

Il cash management è diventato particolarmente importante a seguito del credit crunch post crisi 2008,

quindi la tesoreria deve:

• Definire processi strutturati per la gestione del capitale circolante

• Definire e implementare una struttura di conti efficiente

• Definire un modello di cash flow forecasting per ottimizzare l’utilizzo della liquidità

Il cash management deve essere personalizzato in base al business e alle sue caratteristiche

Dal punto di vista corporate il cash management è l’efficiente pianificazione, controllo e gestione del

capitale circolante di gruppo (cassa + attività a breve + passività a breve)

È quindi l’insieme di attività volte a ridurre il rischio di liquidità di breve periodo (rischio di non poter

accedere alle risorse finanziarie a breve in tempi rapidi e a costi contenuti)

• Monitoraggio della cassa

• Implementazione di un’efficiente struttura di conti (efficientare le relazioni con il sistema bancario:

il numero di conti adatto dipende dal settore)

• Incassi e pagamenti

• Investimenti e finanziamenti a breve termine

Il cash manager ha quindi 2 compiti: quelli di gestire il rischio di liquidità…

• Sviluppo flessibile dell’attività di provvista

• Minimizzare le giacenze prudenziali

• Proteggersi contro i possibili effetti negativi indotti dall’andamento dei tassi d’interesse e dei cambi

…e gestire i flussi finanziari attraverso:

• Bilanciamento dei saldi

• Razionalizzazione dei flussi infragruppo

• Gestione dinamica di dilazioni/sconti

• Miglioramento dei processi di incasso/pagamento

La best practice è di standardizzare i processi di cash management + evitare di personalizzare i rapporti con

i fornitori (seguire linee guida definite)

Criticità:

• Le banche offrono servizi simili

• L’attività di ottimizzazione dei saldi dei c/c è complicata perché concerne sia aspetti di gestione

ordinaria, sia aspetti di gestione straordinaria imprevisti e imprevedibili

• Il sistema bancario non è particolarmente propenso ad erogare linee di credito a causa delle

regolamentazioni di Basilea

STRUMENTI DI GESTIONE DELLA LIQUIDITA’

I principali strumenti di gestione della liquidità sono 2:

• Cash pooling

• Netting 6

CASH POOLING

Cash pooling accentramento della liquidità dai vari c/c ad un conto mastro (cash concentration)

• 

Zero balance i c/c vengono lasciati a saldo zero

• 

Target balance viene lasciata una certa liquidità nei c/c

Cash pooling l’accentramento della liquidità avviene in automatico

Cash sweeping l’accentramento della liquidità avviene manualmente

Se ci sono più società appartenenti allo stesso gruppo ci sono rapporti di c/c infragruppo

Obiettivi del cash pooling:

• Centralizzazione del cash management

• Ottimizzazione di capitale circolante + struttura finanziaria + struttura legale e fiscale

• Minimizzazione del WACC + ricorso al debito

Benefici dello zero balance:

• Ottimizzazione dei flussi finanziari (di solito su base quotidiana)

• Concentrazione automatica della liquidità sul conto master

• Minimizzazione dell’indebitamento complessivo + oneri finanziari

NOTIONAL CASH POOLING (NCP)

Consente di ottenere una posizione unica della liquidità con compensazione virtuale (senza nessun

movimento reale di fondi) dei saldi a credito con i saldi a debito

Rispetto allo zero balance, i saldi non vengono trasferiti ma la banca con cui si fa l’operazione permette di

calcolare gli interessi (attivi o passivi) solo sul saldo complessivo, non su ogni singola posizione

ESEMPIO

ί 2%

credito

ί 5%

debito

Benefici del NCP:

• NO rapporti di c/c infragruppo

• ↑tassi a credito + ↓tassi a debito (mantenendo la liquidità decentrata)

• Autonomia gestionale dei c/c

• 

NO costi di trasferimento minori spese bancarie

Prima di impostare un sistema di cash pooling bisogna analizzare:

• 

Aspetti giuridici regolamentazione locale

• 

Aspetti fiscali regimi sulle ritenute alla fonte, limiti di capitalizzazione, regimi IVA…

• 

Aspetti regolamentari autorizzazione da ottenere dalle autorità locali

7

• 

Aspetti tecnici tecnologia disponibile

• 

Aspetti organizzativi localizzazione del conto master, remunerazione di chi lo gestisce…

• 

Aspetti economici costi

• 

Risorse umane competenze interne, necessità di formazione/assunzione…

Di solito c’è sempre una tematica di change management a causa della resistenza al cambiamento nei

grandi processi di riorganizzazione

NETTING

Netting compensazione di crediti-debiti tra società all’interno del gruppo

Strumento tipico di gruppi con tesoreria centralizzata o in-house bank

• 

Bilaterale compensare le posizioni di credito-debito tra 2 società in modo tale da liquidare solo il

saldo; può operare a livello di flussi infragruppo o includendo flussi verso terzi

• 

Multilaterale compensazione dei saldi infragruppo e, a volte, anche dei flussi verso terzi presso

la holding + liquidazione della posizione netta in capo ad ogni società sul contro accentrato della

capogruppo

Tale netting necessita di un netting centre che gestisce anche le esposizioni in cambi delle

partecipanti

Le controparti effettuano/ricevono il pagamento al/dal netting centre alla scadenza prestabilita

nella propria valuta locale

Benefici del netting:

• 

↓movimento di fondi ↓costi di trasferimento

• ↓transazioni in valuta

• Centralizzazione dell’esposizione al rischio cambio

• ↓numero di c/c valutari

• Miglioramento dei processi amministrativi e di riconciliazione

• Standardizzazione delle procedure

• 

↑informazione e controllo a livello centrale sul cash flow miglior capacità previsionale su

surplus/necessità

Svantaggi del netting:

• Restrizioni normative in alcuni paesi

• Necessità di supporti informativi efficienti 8

3 – DERIVATI

Le operazioni di compravendita sui mercati possono avvenire per contanti (spot) o a termine (forward)

In entrambi i casi le contrattazioni avvengono in base a 2 quotazioni:

• 

Quotazione lettera (ask price) prezzo a cui l’intermediario è disposto a vendere

• 

Quotazione denaro (bid price) prezzo a cui l’intermediario è disposto ad acquistare

Spread quotazione lettera (ask price) – quotazione denaro (bid price)

Lunga posizione costituita con l’acquisto di uno strumento finanziario

Corta posizione costituita con la vendita di uno strumento finanziario

Lo spread influenza la liquidità del mercato (minor spread, più è liquido il mercato) + il fair value del titolo

(minor spread, più è fair il prezzo del titolo)

“Sono lungo di dollari” = mi aspetto di incassare dollari oppure ho dollari in cassa

“Sono corto di dollari” = sono indebitato in dollari

“Sono lungo di volatilità” = se aumenta la volatilità, il mio portafoglio aumenta di valore

CONTRATTI DERIVATI

Derivati strumenti finanziari il cui valore dipende dai parametri di costo/rendimento del sottostante

(attività finanziaria/reale, tasso di interesse/cambio, indice di Borsa…)

I derivati si possono classificare in base a:

• Finalità

• Mercato di riferimento (dove sono quotati)

• Rischio correlato

FINALITA’ 

Copertura l’obiettivo è proteggersi dal rischio di variazioni sfavorevoli dei tassi d’interesse, tassi di

cambio, prezzi delle commodities…

SI correlazione tra le caratteristiche del derivato e le caratteristiche tecnico-finanziarie delle

attività/passività coperte

Trading l’obiettivo è approfittare di variazioni favorevoli nelle condizioni di mercato

NO correlazione tra le caratteristiche del derivato e le caratteristiche tecnico-finanziarie delle

attività/passività 

Nell’ambito delle operazioni di trading, un caso particolare è quello dell’arbitraggio esistono mercati

inefficienti in cui alcune parti hanno informazioni privilegiate e riescono a guadagnare con rischio 0

Componenti di costo della banca quando stipula derivati commissioni + hedging costs + rischio di

controparte

MERCATO DI RIFERIMENTO

Mercati regolamentati esiste un organismo centrale con funzioni di tutela della liquidità del mercato e

del buon fine delle operazioni

Standardizzazione dei contratti (volumi + importi minimi + scadenze + modalità di calcolo del valore)

Mercati non regolamentati (Over The Counter – OTC) le negoziazioni sono regolate e determinate

liberamente dai contraenti, e sono quindi idonee a soddisfare esigenze specifiche

↑rischio di controparte + ↓liquidità e trasparenza 9

RISCHI

Rischio di tasso d’interesse + rischio di cambio + rischio di prezzo + altri rischi finanziari

IL MERCATO DEI CAMBI A TERMINE (FORWARD)

Mercati forward/termine secco/outright transazioni che prevedono uno scambio di valuta estera

contro valuta nazionale ad una certa data futura

Il tasso di cambio viene fissato alla sottoscrizione del contratto, ma lo scambio avviene solo a scadenza

Acquirente incassa valuta estera e consegna valuta nazionale

Venditore incassa valuta nazionale e consegna valuta estera

I mercati a termine sono l

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/11 Economia degli intermediari finanziari

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Fabiomere di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Financial risk management e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Commerciale Luigi Bocconi di Milano o del prof Bua Odetti Riccardo.
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