Memoria e consapevolezza
Per memoria non si intende solo elaborazione di idee e sentimenti passati, ma essere consci di qualcosa è già un’azione di memoria. L’integrazione di informazioni è legata alla coscienza di ciò che è qui ed ora.
Presente consapevolezza e teorie sulla memoria
Baddeley
Quando si parla di memoria bisogna considerare non solo il passato, ma anche il presente ed il futuro. Perché ci sia apprendimento l’informazione deve essere acquisita e di conseguenza conservata per poter essere utilizzata e quindi ricordata.
Processo di memoria
- 1.1 Codifica
- 2.2 Ritenzione
- 3.3 Recupero
Rehearsal: reiterazione, ripetizione; strategia più comune per immagazzinamento dei dati. La fase iniziale del processo di memoria è la codifica (come la nuova informazione viene inserita tra le informazioni precedenti). Ogni individuo registra/codifica le informazioni in modo diverso o attraverso codici diversi (codifica multidimensionale).
Codifica e recupero
Codice: regole e operazioni con le quali la nostra mente trasforma le informazioni che provengono dall’esterno in una forma consona alla loro conservazione. Qualsiasi sistema di memoria deve immagazzinare l’informazione attraverso qualche codice. La memoria umana codifica e quando si attua il recupero, allora decodifica. Due tipi di codifica: superficiale e profonda. Più profondo è il livello di elaborazione dello stimolo, più la traccia di memoria sarà duratura (teoria dei livelli di elaborazione).
- Codifica caratteristiche fisiche dello stimolo
- Analisi superficiale
- Codifica semantica
- Analisi del significato (traccia ricca ed elaborata)
- Analisi di superficie
- Analisi profonda
La qualità e la quantità dell’informazione recuperata dipendono dall’esistenza di connessioni fra tracce di memoria. Katona: basilare è l’organizzazione che è un processo inseparabile dalla memoria.
Miller e il chunking
Miller: chunking organizzazione del materiale da ricordare in ampie unità dotate di significato. Chunk = unità di base dell’informazione immagazzinata in memoria. L’organizzazione del materiale (chunking) facilita la codifica ed il recupero. L’individuo spontaneamente utilizza strategie di chunking (organizzazione soggettiva) ed è una capacità che si sviluppa con l’età. Fino agli anni ’70 si pensava che le strategie di memoria non si sviluppassero prima dei 7 anni, oggi l’età si è abbassata.
Scheider e Pressley
Scheider e Pressley hanno notato che nei bambini, anche utilizzando strategie di ripetizione (reiterazione/rehearsal), queste sono di tipo non cumulativo (ripetizione di una parola alla volta) mentre gli adulti ripetono gruppi di parole (ripetizione cumulativa).
Memoria a breve termine e memoria a lungo termine
Memoria a breve termine (MBT) = memoria a lungo termine (MLT). Si osservano grandi differenze tra il mantenimento temporaneo e quello permanente delle informazioni avvalorando una visione dicotomica della memoria con netta separazione tra MBT e MLT anche relativamente alle strutture neuroanatomiche. Quando ci si riferisce a ricordi temporanei, si fa riferimento alla memoria di lavoro (ML) che mantiene ed elabora le informazioni durante i compiti cognitivi e ci aiuta a integrare il vecchio con il nuovo; ha capacità limitata e le informazioni vengono conservate per brevi periodi.
Immagine mentale e memoria autobiografica
Immagine mentale
Le nostre attività immaginative sono determinate dalla percezione, quindi il materiale di un’immagine mentale inizialmente è un percetto. Le immagini hanno la struttura dell’oggetto che riflettono e da questa è influenzato il loro “funzionamento” nella nostra mente. I percetti risultano stabili perché riflesso della realtà circostante, fino a quando c’è lo stimolo esterno c’è percetto, mentre le immagini mentali sono instabili.
- Immagine mentale: tipo di rappresentazione, configurazione di simboli creati, usati e interpretati per comunicare.
Teoria del doppio codice
Allan Paivio: teoria del doppio codice. Due insiemi distinti di memoria per il ricordo di parole e immagini. L’immagine mentale si crea nella memoria attiva dal concetto di rappresentazione immaginativa che fa riferimento alle informazioni nella MLT che aiutano a creare l’immagine. Le immagini vengono alla mente anche involontariamente grazie a indizi nell’ambiente.
Molti dei modelli dell’immaginazione si basano sull’esistenza di vere e proprie immagini (rappresentazioni di superficie) nella MBT; in quella MLT vi sono regole di costruzione (istruzioni) in seguito a esperienze percettive passate per la formazione dell’immagine nella memoria attiva.
Memoria autobiografica
Memoria autobiografica: ricordo di informazioni legate al sé. Questo tipo di memoria è molto strutturata ed i ricordi risultano come composizioni di conoscenze. Tre livelli di struttura che aiutano nella costruzione di ricordi autobiografici e sono organizzati gerarchicamente:
- *1 Livello dei periodi di vita lunghi
- **2 Livello degli eventi generali
- ***3 Livello della conoscenza di eventi specifici
Questi livelli costituiscono: conoscenza autobiografica di base
- *Livello dei periodi di vita lunghi: estesi periodi della vita di un individuo, livello astratto della conoscenza autobiografica.
- **Livello degli eventi generali: molto più specifico del precedente; episodi di giorni o settimane ma non di periodi lunghi.
- ***Livello della conoscenza di eventi specifici: la conoscenza percettiva e sensoriale che ha durata di alcuni secondi o ore.
Ogni livello ha una sua funzione ed è diretto da strutture cerebrali specifiche.
Sir Francis Galton
Sir Francis Galton: reputato padre dello studio empirico della memoria autobiografica che sviluppò la tecnica della parola/cue detto anche metodo di Crovitz. Anche per effetto dei cues nell’ambiente si recuperano i ricordi che credevamo perduti. I ricordi autobiografici a volte sono distorti, a volte inaccessibili, a volte falsi ed a volte influenzati dai nostri desideri. Di solito i ricordi autobiografici sono accurati, mentre ciò che può essere distorto è il ricordo dei dettagli (Barclay) e questo avviene perché le persone cercano di riempire i “vuoti”.
Neisser
Neisser: le persone apprendono schemi che aiutano a organizzare e conservare i ricordi di vita con caratteristiche comuni. Neisser la chiama memoria ri-episodica (repisodic memory).
Emozioni e memoria
Flash-bulb memories
Le emozioni sono importanti per un individuo e i ricordi con grande peso emotivo vengono ricordati con straordinaria lividezza. Flash-bulb memories (istantanee fotografiche): ricordi dettagliati e vividi del contesto in cui un individuo apprende qualcosa. Brown/Kulik: flash-bulb memories sono il risultato del meccanismo neuronale detto now print che, in seguito ad un’eccitazione che supera una soglia critica, “stampa” nella memoria i dettagli.
Neisser e Harsch
Neisser/Harsch: confutarono la validità delle flash-bulb memories con alcuni esperimenti, confermando che esse sono labili e soggette a oblio. Le loro variabili fondamentali sembrano essere:
- 1 • L’importanza che l’evento ha per il soggetto
- 2 • La ripetizione dell’evento
Memoria procedurale e sindrome dei falsi ricordi
Memoria procedurale
Memoria procedurale: memoria che spiega le cose solo facendole materialmente e si distingue dalla memoria dichiarativa che è la conoscenza dei fatti che sono direttamente accessibili alla coscienza. Legata all’attuazione del compito e non è accessibile o valutabile se non si compie l’azione, abilità difficile da spiegare. Non è solo di abilità motorie, infatti la risoluzione di alcuni problemi richiede una forma di memoria in grado di recuperare “modi di procedere”, “sequenze di azioni” delle quali la persona non è consapevole. È una memoria implicita, non consapevole, automatica.
Schacter e i sette peccati della memoria
- Informazioni non accessibili se non compiendo l’azione
- Informazioni accessibili alla coscienza
Schacter: dove vi è manifestazione di “apprendimento senza ricordo” di come si fa una cosa si parla di memoria procedurale.
Sindrome dei falsi ricordi
Schacter: sette peccati fondamentali della memoria:
- 1.1 Transitorietà
- 2.2 Distrazione oblio
- 3.3 Blocco mentale
- 4.1 Erronea attribuzione
- 5.2 Suggestionabilità distorsioni
- 6.3 Bias
- 7.4 Persistenza ricordi patologici; informazioni, eventi che la persona non può dimenticare anche volendo.
Questi “peccati” possono aiutare nella comprensione del funzionamento dei sistemi di memoria.
Transitorietà, distrazione e blocco mentale
- 1 Riduzione accessibilità del ricordo con il passare del tempo (transitorietà).
- 2 In attenzione (cosa diversa dalla disattenzione, mancata allocazione di risorse attentive) o elaborazione superficiale con oblio di eventi o cose da fare (vuoti di memoria) (distrazione).
- 3 Temporanea inaccessibilità di informazioni nella MLT (blocco mentale).
Ebbinghaus: memorizzazione di sillabe senza senso, metodo della completa padronanza. Ebbinghaus tentava la rievocazione a intervalli variabili. Per calcolare la ritenzione e l’oblio calcolava i punteggi di risparmio (quanto tempo risparmiato o prove in meno per riapprenderle liste fino a completa padronanza). Più alti risparmi maggiore quantità di ritenzione. Il decremento della percentuale di risparmio (vedi fig.) per unità di tempo non è costante ma è maggiore entro la prima ora diminuendo con l’aumento dell’intervallo. Studi recenti affermano però: l’oblio con il passare del tempo può essere descritto con una funzione potenza: il tasso di oblio non è così rapido all’inizio e diminuisce gradualmente con il passare del tempo.
Erronea attribuzione, suggestionabilità e bias
- 1 Inaccuratezza del ricordo
- 2 Si riferiscono rispettivamente: confusione della fonte o origine del ricordo (erronea attribuzione)
- 1 Formazione di ricordi in seguito a “intromissioni” di altre missioni (suggestionabilità)
- 2 Influenze consce di credenze e conoscenze preesistenti (bias)
Bartlett e neuroscienza cognitiva
Bartlett: riproduzione seriale. Con il progredire della serie di riproduzioni le differenze rispetto al materiale originario aumentano. Bartlett: le trasformazioni della traccia originaria sono esplicazioni di ciò che avviene in memoria, i ricordi non sono tracce isolate, ma insieme di reazioni passate organizzate, ovvero uno schema/modello che guida il comportamento.
Neuroscienza cognitiva: si basa sullo studio di pazienti affetti da lesioni cerebrali con alcune forme di memoria danneggiate e su studi che utilizzano tecniche di neuroimmagine funzionale che consentono di studiare l’attività di determinate regioni cerebrali durante lo svolgimento di compiti cognitivi da parte dei pazienti.
Punti riassuntivi capitolo 1
- 1 Integrazione e combinazione di vecchie e nuove informazioni con il sussidio della memoria legata alla coscienza del QUI E ORA.
- 2 Tre fasi del processo di memoria: codifica, ritenzione, recupero. Per avere ricordo ci deve essere apprendimento. Informazione acquisita (codifica), sua conservazione (ritenzione), suo utilizzo (recupero).
- 1 Organizzazione e memoria!
- 2 Schacter: transitorietà, distrazione oblio, blocco mentale, erronea attribuzione, suggestionabilità distorsioni, bias, persistenza ricordi patologici; informazioni, eventi che la persona non può dimenticare anche volendo.
- 1 Curva dell’oblio. Variazioni nella quantità e forma dell’oblio; dipende dal tipo di informazione, dal tempo per apprenderla, dalle condizioni di recupero e dalle motivazioni personali.
Memoria prospettica
Neisser
Ricordo ciò che ho fatto (passato): memoria retrospettiva (inizia e si conclude con il recupero di un’informazione immagazzinata in precedenza). Ricordo ciò che dovrò fare (futuro): memoria prospettica (memoria multidimensionale, non semplice recupero di informazioni, ma coinvolgimento di processi cognitivi, motivazionali e di personalità).
Memoria prospettica (futuro)
Multidimensionale, eventi mentali cognitivi, emotivi, motivazionali. Insieme dei meccanismi che permettono il recupero di un’azione intenzionale, pianificata in precedenza e svolta nel momento giusto. Cinque fasi:
- *1 Formazione dell’intenzione
- **2 Intervallo di ritenzione
- ***3 Intervallo di prestazione
- ****4 Esecuzione dell’azione intenzionale
- *****5 Valutazione del risultato
*Formazione dell’intenzione: codifica di cosa fare (azione futura), decisione di fare (intenzione) e il momento adeguato per espletare tale azione (contesto di recupero). Nei compiti di memoria prospettica ci sono due componenti: retrospettiva (contenuto e contesto di recupero: cosa fare e quando fare) e prospettica (recupero dell’azione svolta al momento giusto che dipende da stimoli interni ricordo che si deve fare qualcosa).
**Intervallo di ritenzione: intervallo tra la codifica dell’intenzione (fase 1) e inizio dell’intervallo potenziale di prestazione (fase 3), intervalli che variano nel contenuto e nella durata. Baddeley/Wilkins distinzione tra: memoria prospettica a breve termine e memoria prospettica a lungo termine. I compiti a breve termine sono mantenuti in uno stato di “cosciente consapevolezza” per la durata della fase 2 = intervallo di ritenzione. Altri dicono: solo nella fase 3 = intervallo di prestazione o nel momento in cui l’azione deve essere ricordata, l’intenzione è presente alla coscienza. Recuperare l’intenzione nella fase 2 può rafforzare l’intenzione o mantenere la prontezza dell’azione quando arriva il momento opportuno per compierla.
Memoria prospettica e vigilanza
Memoria prospettica = vigilanza. Il soggetto forma l’intenzione e la controlla occasionalmente. Quando il controllo è continuo, il compito di memoria diventa un compito di vigilanza. ***Intervallo di prestazione: periodo nel quale c’è il recupero dell’intenzione. È necessario che vi sia corrispondenza tra un contesto di recupero già codificato e la situazione attuale (matching). Perché si recuperi l’intenzione e vi sia svolgimento corretto dell’azione non basta che l’apparizione dell’evento/target generi la sensazione di familiarità.
Esecuzione dell'azione intenzionale
****Esecuzione dell’azione intenzionale: realizzazione dell’intenzione (inizio dell’esecuzione dell’azione). Il soggetto ricorda che qualcosa deve essere fatto in un momento specifico e che cosa deve essere fatto e decide di compiere l’azione. *****Valutazione del risultato: valutazione del risultato a confronto con il contenuto retrospettivo.
Fase di cancellazione
Koriat – Ben Zur – Sheffer: proposta dell’aggiunta di una 6° fase: fase di cancellazione: registrazione di azioni già compiute e quelle ancora da fare. Se la 5° fase (valutazione del risultato) non risulta efficiente, l’azione non è svolta nella convinzione di averla già fatta o viene svolta di nuovo perché non ricordiamo di averla fatta. Questo “fallimento” di memoria può dipendere da procedure di output monitoring incomplete o inefficaci.
Prior intention e intention-in-action
Searle: prior intention, intention-in-action. Prior intention: risultato di una decisione cosciente di agire in un determinato modo, è precedente l’azione. Intenzione realizzata dopo un intervallo di tempo (ritardate) che richiede una precedente cosciente decisione di fare quell’azione, lega...
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Psicologia dell'apprendimento della memoria
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