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Psicologia dell'apprendimento e della memoria Appunti scolastici Premium

Appunti di Psicologia dell'apprendimento e della memoria. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: Per memoria non si intende solo elaborazione di idee e sentimenti passati, ma essere consci di qualcosa è già un’azione di memoria. L’integrazione di informazioni è... Vedi di più

Esame di Psicologia dell'apprendimento e della memoria docente Prof. E. Coluccia

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ESTRATTO DOCUMENTO

MLT anche relativamente alle strutture neuroanatomiche. Quando ci si riferisce a ricordi

temporanei, si fa riferimento alla MEMORIA DI LAVORO (ML) che mantiene ed elabora le

informazioni durante i compiti cognitivi e ci aiuta a integrare il vecchio con il nuovo; ha capacità

limitata e le informazioni vengono conservate per brevi periodi.

1.2

Le nostre attività immaginative sono determinate dalla percezione, quindi il materiale di una

immagine mentale inizialmente è un percetto.

Le immagini hanno la struttura dell’oggetto che riflettono e da questa è influenzato il loro

“funzionamento” nella nostra mente.

I percetti risultano stabili perché riflesso della realtà circostante, fino a quando c’è lo stimolo

esterno c’è percetto, mentre le immagini mentali sono instabili.

I percetti sono inalterabili, al contrario delle immagini mentali, la percezione è continua con

determinazione continua di percetti indipendentemente dalla nostra volontà, le immagini mentali

sono volontarie ed eliminabili quando vogliamo.

IMMAGINE MENTALE: tipo di rappresentazione, configurazione di simboli creati, usati e

interpretati per comunicare.

ALLAN PAIVIO TEORIA DEL DOPPIO CODICE

Due insiemi distinti di memoria per il ricordo di parole e immagini.

L’immagine mentale si crea nella memoria attiva dal concetto di rappresentazione

immaginativa che fa riferimento alle informazioni nella MLT che aiutano a creare l’immagine.

Le immagini vengono alla mente anche involontariamente grazie a indizi nell’ambiente.

Molti dei modelli dell’immaginazione si basano sulla esistenza di vere e proprie immagini

(rappresentazioni di superficie) nella MBT; in quella MLT vi sono regole di costruzione

(istruzioni) in seguito a esperienze percettive passate per la formazione dell’immagine nella

memoria attiva.

1.3

MEMORIA AUTOBIOGRAFICA: ricordo di informazioni legate al sé. Questo tipo di memoria è

molto strutturata ed i ricordi risultano come composizioni di conoscenze.

3 livelli di struttura che aiutano nella costruzione di ricordi autobiografici e sono organizzati

gerarchicamente:

1. *

1 LIVELLO DEI PERIODI DI VITA LUNGHI

2. **

2 LIVELLO DEGLI EVENTI GENERALI

3. ***

3 LIVELLO DELLA CONOSCENZA DI EVENTI SPECIFICI

Questi livelli costituiscono: CONOSCENZA AUTOBIOGRAFICA DI BASE

*LIVELLO DEI PERIODI DI VITA LUNGHI: estesi periodi della vita di un individuo, livello

astratto della conoscenza autobiografica.

**LIVELLO DEGLI EVENTI GENERALI: molto più specifico del precedente; episodi di giorni o

settimane ma non di periodi lunghi.

***LIVELLO DELLA CONOSCENZA DI EVENTI SPECIFICI: la conoscenza percettiva e

sensoriale che ha durata di alcuni secondi o ore.

Ogni livello ha una sua funzione ed è diretto da strutture cerebrali specifiche.

SIR FRANCIS GALTON: reputato padre dello studio empirico della memoria autobiografica che

sviluppò la tecnica della PAROLA/CUE detto anche METODO DI CROVITZ. Anche per effetto dei

CUES nell’ambiente si recuperano i ricordi che credevamo perduti.

I ricordi autobiografici a volte sono distorti, a volte inaccessibili, a volte falsi ed a volte influenzati

dai nostri desideri.

Di solito i ricordi autobiografici sono accurati, mentre ciò che può essere distorto è il ricordo dei

dettagli (BARCLAY) e questo avviene perché le persone cercano di riempire i “vuoti”.

NEISSER: le persone apprendono schemi che aiutano a organizzare e conservare i ricordi di vita

con caratteristiche comuni. Neisser la chiama MEMORIA RI-EPISODICA (REPISODIC

MEMORY).

1.4

Le emozioni sono importanti per un individuo e i ricordi con grande peso emotivo vengono

ricordati con straordinaria lividezza.

FLASH-BULB MEMORIES (ISTANTANEE FOTOGRAFICHE): ricordi dettagliati e vividi del

contesto in cui un individuo apprende qualcosa.

BROWN/KULIK: flush-bulb memories: sono il risultato del meccanismo neuronale detto NOW

PRINT che, in seguito ad un’eccitazione che supera una soglia critica, “stampa” nella memoria i

dettagli.

NEISSER/HARSCH: confutarono la validità delle flush-bulb memories con alcuni esperimenti,

confermando che esse sono labili e soggette a oblio.

Le loro variabili fondamentali sembrano essere:

1 • L’importanza che l’evento ha per il soggetto

2 • La ripetizione dell’evento

1.5

MEMORIA PROCEDURALE: memoria che spiega le cose solo facendole materialmente e si

distingue dalla MEMORIA DICHIARATIVA che è la conoscenza dei fatti che sono direttamente

accessibili alla coscienza. Legata all’attuazione del compito e non è accessibile o valutabile se non

si compie l’azione, abilità difficile da spiegare. Non è solo di abilità motorie, infatti la risoluzione di

alcuni problemi richiede una forma di memoria in grado di recuperare “modi di procedere”,

“sequenze di azioni” delle quali la persona non è consapevole. È una memoria implicita, non

consapevole, automatica.

MEMORIA PROCEDURALE MEMORIA DICHIARATIVA

Informazioni non accessibili se non Informazioni accessibili alla

compiendo l’azione coscienza

SCHACTER: dove vi è manifestazione di “apprendimento senza ricordo” di come si fa

una cosa si parla di memoria procedurale.

1.6

SINDROME DEI FALSI RICORDI

SCHACTER 7 PECCATI FONDAMENTALI

DELLA MEMORIA

SCHACTER

1.

1 TRANSITORIETA’

2.

2 DISTRAZIONE OBLIO

3.

3 BLOCCO MENTALE

4.

1 ERRONEA ATTRIBUZIONE

5.

2 SUGGESTIONABILITA’ DISTORSIONI

6.

3 BIAS

7.

4 PERSISTENZA RICORDI PATOLOGICI; INFORMAZIONI,

EVENTI CHE LA PERSONA NON PUO’

DIMENTICARE ANCHE VOLENDO.

Questi “peccati” possono aiutare nella comprensione del funzionamento dei sistemi di memoria.

TRANSITORIETA’ DISTRAZIONE BLOCCO MENTALE

OBLIO

1 riduzione accessibilità del ricordo con il passare del tempo TRANSITORIETA’

2 in attenzione (cosa diversa dalla disattenzione, mancata allocazione di risorse attentive) o

elaborazione superficiale con oblio di eventi o cose da fare (vuoti di memoria) DISTRAZIONE

3 temporanea inaccessibilità di informazioni nella MLT BLOCCO MENTALE

EBBINGHAUS memorizzazione di sillabe senza senso

METODO DELLA COMPLETA

PADRONANZA

Ebbinghaus tentava la rievocazione a intervalli variabili. Per calcolare la ritenzione e l’oblio

calcolava i punteggi di risparmio (quanto tempo risparmiato o prove in meno per riapprendere

le liste fino a completa padronanza).

PIU’ ALTI RISPARMI MAGGIORE QUANTITA’ DI RITENZIONE

Il decremento della percentuale di risparmio (vedi fig.) per unità di tempo non è costante

ma è maggiore entro la prima ora diminuendo con l’aumento dell’intervallo.

Studi recenti affermano però:

l’oblio con il passare del tempo può essere descritto con una funzione potenza: il tasso di oblio

non è così rapido all’inizio e diminuisce gradualmente con il passare del tempo.

ERRONEA SUGGESTIONABILITA’ BIAS

ATTRIBUZIONE DISTORSIONE

1 inaccuratezza del ricordo

2 si riferiscono rispettivamente:

0 confusione della fonte o origine del ricordo ERRONEA ATTRIBUZIONE

-

1 formazione di ricordi in seguito a “intromissioni” di altre missioni

-

SUGGESTIONABILITA’

2 influenze consce di credenze e conoscenze preesistenti BIAS

-

BARTLETT RIPRODUZIONE SERIALE

Con il progredire della serie di riproduzioni le differenze rispetto al materiale originario

aumentano.

BARTLETT: le trasformazioni della traccia originaria sono esplicazioni di ciò che avviene

in memoria, i ricordi non sono tracce isolate, ma insieme di reazioni passate

organizzate, ovvero uno SCHEMA/MODELLO che guida il comportamento.

NEUROSCIENZA COGNITIVA: si basa sullo studio di pazienti affetti da lesioni cerebrali con

alcune forme di memoria danneggiate e su studi che utilizzano tecniche di neuroimmagine

funzionale che consentono di studiare l’attività di determinate regioni cerebrali durante lo

svolgimento di compiti cognitivi da parte dei pazienti.

PUNTI RIASSUNTIVI CAPITOLO 1

1 Integrazione e combinazione di vecchie e nuove informazioni con il sussidio della memoria

legata alla coscienza del QUI E ORA.

2 3 fasi del processo di memoria:

0 CODIFICA

-

1 RITENZIONE

-

2 RECUPERO

-

Per avere ricordo ci deve essere apprendimento. Informazione acquisita (CODIFICA), sua

conservazione (RITENZIONE), suo utilizzo (RECUPERO).

1 Organizzazione e memoria!

2 SCHACTER:

1.

1 TRANSITORIETA’

2.

2 DISTRAZIONE OBLIO

3.

3 BLOCCO MENTALE

4.

4 ERRONEA ATTRIBUZIONE

5.

5 SUGGESTIONABILITA’ DISTORSIONI

6.

6 BIAS

7.

7 PERSISTENZA RICORDI PATOLOGICI; INFORMAZIONI,

EVENTI CHE LA PERSONA NON PUO’

DIMENTICARE ANCHE VOLENDO.

1 Curva dell’oblio. Variazioni nella quantità e forma dell’oblio; dipende dal tipo di

informazione, dal tempo per apprenderla, dalle condizioni di recupero e dalle motivazioni

personali.

2 NEISSER

Ricordo ciò che ho fatto (PASSATO)

MEMORIA RETROSPETTIVA

(inizia e si conclude con il recupero di una

informazione immagazzinata in precedenza).

Ricordo ciò che dovrò fare (FUTURO)

MEMORIA PROSPETTICA

(memoria multidimensionale, non semplice

recupero di informazioni, ma coinvolgimen-

to di processi cognitivi, motivazionali e di

personalità).

2.1

MEMORIA PROSPETTICA (FUTURO): multidimensionale, eventi mentali cognitivi, emotivi,

motivazionali. Insieme dei meccanismi che permettono il recupero di un’azione

intenzionale, pianificata in precedenza e svolta nel momento giusto.

5 FASI:

1. *

1 FORMAZIONE DELL’INTENZIONE

2. **

2 INTERVALLO DI RITENZIONE

3. ***

3 INTERVALLO DI PRESTAZIONE

4. ****

4 ESECUZIONE DELL’AZIONE INTENZIONALE

5. *****

5 VALUTAZIONE DEL RISULTATO

*FORMAZIONE DELL’INTENZIONE: codifica di cosa fare (azione futura), decisione di fare

(intenzione) e il momento adeguato per espletare tale azione (contesto di recupero). Nei compiti

di memoria prospettica ci sono due componenti:

-RETROSPETTIVA (contenuto e contesto di recupero: cosa fare e quando fare)

-PROSPETTICA (recupero dell’azione svolta al momento giusto che dipende da stimoli interni

ricordo che si deve fare qualcosa).

**INTERVALLO DI RITENZIONE: intervallo tra la codifica dell’intenzione (FASE 1) e inizio

dell’intervallo potenziale di prestazione (FASE 3), intervalli che variano nel contenuto e nella

durata.

BADDELY/WILKINS distinzione tra:

MEMORIA PROSPETTICA A BREVE MEMORIA PROSPETTICA A LUNGO

TERMINE TERMINE

I compiti a breve termine sono mantenuti in uno stato di “COSCIENTE

CONSAPEVOLEZZA” per la durata della FASE 2 = INTERVALLO DI RITENZIONE.

Altri dicono:

solo nella FASE 3 = INTERVALLO DI PRESTAZIONE o nel momento in cui l’azione deve essere

ricordata, l’intenzione è presente alla coscienza. Recuperare l’intenzione nella FASE 2 può

rafforzare l’intenzione o mantenere la prontezza dell’azione quando arriva il momento opportuno

per compierla.

MEMORIA PROSPETTICA = VIGILANZA

Il soggetto forma l’intenzione e la controlla occasionalmente.

Quando il controllo è continuo, il compito di memoria diventa un compito di vigilanza.

***INTERVALLO DI PRESTAZIONE: periodo nel quale c’è il recupero dell’intenzione. È

necessario che vi sia corrispondenza tra un contesto di recupero già codificato e la situazione

attuale (MATCHING). Perché si recuperi l’intenzione e vi sia svolgimento corretto dell’azione non

basta che l’apparizione dell’evento/target generi la sensazione di familiarità.

****ESECUZIONE DELL’AZIONE INTENZIONALE: realizzazione dell’intenzione (inizio

dell’esecuzione dell’azione). Il soggetto ricorda che qualcosa deve essere fatto in un momento

specifico e che cosa deve essere fatto e decide di compiere l’azione.

*****VALUTAZIONE DEL RISULTATO: valutazione del risultato a confronto con il contenuto

retrospettivo.

KORIAT – BEN ZUR – SHEFFER: proposta dell’aggiunta di una 6° fase: FASE DI

CANCELLAZIONE: registrazione di azioni già compiute e quelle ancora da fare. Se la 5° fase

(VALUTAZIONE DEL RISULTATO) non risulta efficiente, l’azione non è svolta nella convinzione di

averla già fatta o viene svolta di nuovo perché non ricordiamo di averla fatta. Questo

“fallimento” di memoria può dipendere da procedure di OUTPUT MONITORING

incomplete o inefficaci.

2.2

SEARLE PRIOR INTENTION

INTENTION – IN – ACTION

PRIOR INTENTION: risultato di una decisione cosciente di agire in un determinato modo, è

precedente l’azione. Intenzione realizzata dopo un intervallo di tempo (RITARDATE) che richiede

una precedente cosciente decisione di fare quell’azione, legata alla memoria prospettica.

INTENTION - IN – ACTION: non associato alla formazione dell’intenzione di compiere quella

determinata azione nel futuro. L’intenzione in atto non è legata ad una decisione conscia, ma

azione spontanea.

KVAVILASHVILI/ELLIS: CLASSIFICAZIONE DELLE INTENZIONI

INTENZIONI RELATIVE ALLA FASE DI CODIFICA:

1 1. intenzioni basate su decisioni facili, precedono la formazione dell’intenzione,

richiedono un tempo ridotto

2 2. intenzioni basate su decisioni difficili, richiedono nuova organizzazione di un’attività,

tempo di codifica maggiore

3 3. intenzioni INTRINSECHE, generate da noi stessi, prestazione migliore rispetto a quelle

estrinseche, nascono da bisogni personali

4 4. intenzioni ESTRINSECHE, generate da altri

ALTRI TIPI DI INTENZIONI PER RAGGIUNGERE UNO SCOPO:

1 1. IMPORTANTI

2 2. NON IMPORTANTI

INTEZIONI IN BASE ALL’ASPETTO EMOTIVO:

1 1. PIACEVOLI ricordate quanto quelle spiacevoli

2 2. SPIACEVOLI ricordate quanto quelle piacevoli

3 3. NEUTRE

INTENZIONI RIFERITE ALLA FASE DI IMMAGAZZINAMENTO:

molta importanza ha l’intervallo tra la formazione dell’intenzione ed il momento del recupero che

da inizio all’azione BADDELEY / WILKINS

INTENZIONI A BREVE TERMINE INTENZIONI A LUNGO TERMINE

All’aumentare del tempo, aumenta la complessità del processo di mantenimento.

EINSTEIN / McDANIEL

INTENZIONI BASATE SUL TEMPO INTENZIONI BASATE SULL’EVENTO

Richiedono che l’azione venga svolta in un necessitano di riconoscimento spontaneo di un

momento ben preciso, senza suggerimenti evento e del CUE che da l’avvio all’azione. Il

esterni. Recuperate con strategie interne recupero si fonda su suggerimenti esterni (CUE)

auto-attivate (SELF-INITIATED)

INTENZIONI EPISODICHE INTENZIONI ABITUALI

Frequenti, ricordate più facilmente intenzioni non frequenti, ricordate meno

facilmente

OCCASIONI DI RECUPERO NELLA VITA QUOTIDIANA:

FORMA PURA: basate sul tempo o sull’evento

FORMA COMBINATA: basate sia sul tempo che sull’evento

KVAVILASHVILI / ELLIS

PULSE STEP

Intenzioni ricordate entro un intervallo intenzioni ricordate entro un

di tempo molto breve intervallo di tempo lungo

INTERMEDIATE

Intenzioni di durata intermedia

INTENZIONI RELATIVE ALLA FASE DI PRESTAZIONE:

2 CLASSI:

I CLASSE

1.

1 INTENZIONI MOMENTANEE da pochi secondi a qualche minuto

2.

2 INTENZIONI BREVI più di qualche minuto

3.

3 INTENZIONI LUNGHE qualche ora, riorganizzazione delle normali attività, più passa il

tempo maggiore elaborazione per la codifica

II CLASSE

1.

1 INTENZIONI A UNO STADIO relative al numero di volte in cui un soggetto deve

2.

2 INTENZIONI A DUE STADI recuperare un’intenzione per portare a termine il

compito di memoria prospettica

2.3

Il recupero è fondamentale e l’esito del compito è attribuibile a 3 fattori:

11. livello di attivazione che è sottostante la rappresentazione degli eventi (

componente TRACE-DEPENDENT)

22. le caratteristiche dei CUES che danno inizio all’azione intenzionale (

componente CUE-DEPENDENT)

33. le risorse attentive del soggetto e le strategie auto attivate durante il compito

( componente CAPACITY-DEPENDENT)

La memoria prospettica è guidata dalle proprietà dell’ evento/target, ma anche dalle

capacità personali. CAPACITY-DEPENDENT sono quelle strategie auto attivate

necessarie se le azioni da fare sono poco frequenti o irregolari.

Una caratteristica delle intenzioni è la PERSISTENZA.

LEWIN: si ispirava al principio dell’OMEOSTASI, quindi:

INTENZIONI

SISTEMA DI TENSIONI

Il sistema si “scarica” quando l’azione viene eseguita.

Le azioni interrotte vengono meglio ricordate di quelle portate a termine, poiché il

livello di attivazione dell’attenzione è mantenuto alto fino a quando l’azione è portata a

termine. La tensione è stimolo interno (non ci sono CUES esterni) e facilita il riaffiorare

spontaneo dell’intenzione. GOSCHKE / KUHL

EFFETTO DI SUPERIORITA’

DELLE INTENZIONI

La rappresentazione dell’azione intenzionale persiste con aumentata attivazione

sottosoglia per maggior tempo rispetto a materiale neutro.

Associazione tra evento/target e CUE è molto importante. In compiti di memoria retrospettiva il

suggerimento è dato dallo sperimentatore, nel caso di memoria prospettica il target o il CUE

sono riconosciuti spontaneamente dal soggetto.

Importanti sono anche le caratteristiche individuali. Alcuni tratti influenzano la memoria

prospettica.

Individui con profilo STATE ORIENTATION (orientate verso un particolare stato) tendono a

rimuginare (RUMINATION) e mantengono le intenzioni in uno stato più attivato rispetto a

individui ACTION ORIENTATION (orientate all’azione).

PUNTI RIASSUNTIVI CAPITOLO 2

1 MEMORIA PROSPETTICA, quei meccanismi che ci permettono d recuperare

un’azione intenzionale, precedentemente pianificata, da svolgere al momento

opportuno.

2 Processo prospettico in 5 fasi:

1.

0 FORMAZIONE DELL’INTENZIONE

2.

1 INTERVALLO DI RITENZIONE

3.

2 INTERVALLO DI PRESTAZIONE

4.

3 ESECUZIONE DELL’AZIONE INTENZIONALE

5.

4 VALUTAZIONE DEL RISULTATO

6.

1 (CANCELLAZIONE)

2 Portare a termine un compito di memoria prospettica dipende dalla considerazione delle

intenzioni in base alla loro codifica, immagazzinamento, recupero.

3 L’esito del compito in base a 3 fattori che interagiscono:

1.

1 livello attivazione sottostante la rappresentazione degli eventi (TRACE

DEPENDENT)

2.

2 caratteristiche dei CUES che attivano l’azione intenzionale (CUE

DEPENDENT)

3.

3 risorse attentive dell’individuo durante il compito e le strategie auto

attivate (CAPACITY DEPENDENT)

4 INTENZIONI BASATE SUL TEMPO / INTENZIONI BASATE SULL’EVENTO:

1 INTENZIONI BASATE SUL TEMPO : recupero con strategie auto attivate (SELF

-

INITIATED)

2 INTENZIONI BASATE SULL’EVENTO : recupero con suggerimenti esterni

-

(CUES)

3

Studio scientifico sulla memoria 1880

1885 EBBINGHAUS “MEMORIA: UN CONTRIBUTO ALLA

PSICOLOGIA SPERIMENTALE”

1 La memoria si può studiare sperimentalmente

2 Ebbinghaus portava nuovi risultati per comprendere alcune proprietà della

memoria

3 Rispondeva a coloro che ritenevano studiabili solo i fenomeni direttamente

osservabili.

3.1

Lo scopo della ricerca è individuare i fattori / variabili che influenzano le prestazioni di memoria.

Questi fattori si raggruppano in 3 classi:

1.

1 VARIABILI ORGANISMICHE: le caratteristiche permanenti della persona ( attenzione,

intelligenza, salute fisica o psicologica)

2.

2 VARIABILI ANTECEDENTI: fattori che, se variati di recente, alterano lo stato

dell’organismo ( quantità e qualità del sonno, medicinali o incentivi che modificano il livello

della motivazione al compito)

3.

3 VARIABILI RELATIVE AL COMPITO: tipi di istruzioni, modo e tempo della presentazione

degli stimoli, natura degli stimoli, contesto nel quale si svolge il compito.

3.2

2 classi di compiti di memoria: RIEVOCAZIONE

GUIDATA

LIBERA

SERIALE RICONOSCIMENTO

SCELTA MULTIPLA SI / NO

Sia la RIEVOCAZIONE che il RICONOSCIMENTO necessitano che l’individuo sia

consapevole di ricordare eventi avvenuti in un particolare contesto spazio-temporale.

Nella rievocazione (RECALL) il soggetto ripete con o senza CUES items di una lista di

apprendimento (frasi, numeri, parole ecc).

Se è libero di ripetere senza un ordine fisso parliamo di RIEVOCAZIONE LIBERA (FREE

RECALL) e i primi e gli ultimi items verranno più facilmente ricordati, effetti noti come EFFETTO

DI POSIZIONE SERIALE. EFFETTO DI POSIZIONE SERIALE

EFFETTO DI PRIORITA’

(PRIMACY EFFECT)

I primi items della lista da

rievocare

EFFETTO DI RECENZA

(RECENCY EFFECT)

Gli ultimi items della lista da

rievocare

Se si richiede la rievocazione secondo l’ordine appreso si parla di RIEVOCAZIONE SERIALE.

Con suggerimenti per aiutare il ricordo si parla di RIEVOCAZIONE GUIDATA. Il CUE può essere

semantico (“è un colore”) o fonologico (uso delle rime).

La rievocazione guidata ha prestazioni migliori di quella libera.

SPAN DI MEMORIA: ripetizione di items subito dopo la loro presentazione. La sequenza viene

aumentata progressivamente fino a quando il soggetto non è più in grado di ripeterla.

Nel RICONOSCIMENTO il soggetto deve distinguere stimoli appresi durante la fase di studio e

stimoli che non erano presenti.

Test più usati:

TEST A SCELTA MULTIPLA

RICONOSCIMENTO SI / NO

Il riconoscimento risulta più facile della rievocazione guidata che, a sua volta, risulta

essere più semplice della rievocazione libera.

3.3.1

Nei compiti di memoria prospettica spesso abbiamo un doppio compito con un compito primario

che ingloba quello prospettico.

3 caratteristiche del compito di memoria prospettica:

1.

1 ritardo tra la formazione dell’intenzione e la possibilità di eseguirla.

2.

2 assenza di un promemoria per eseguire l’intenzione nel momento giusto.

3.

3 necessità di interrompere l’attività corrente per poter realizzare l’intenzione.

Nei compiti di memoria prospettica abbiamo una componente retrospettiva (contenuto

dell’azione e contesto di recupero – ricordarsi cosa fare a quando fare l’azione) e una componente

prospettica (recupero dell’azione che deve essere svolta al momento giusto e derivata da CUES

generati internamente – ricordarsi che si deve fare qualcosa).

3.3.2

Compiti:

IMPLICITI INDIRETTI INCIDENTALI

Nessun riferimento alla vita personale del soggetto, ma importanti effetti sul

comportamento.

Esempio: COMPITO DI COMPLETAMENTO DI FRAMMENTI DI PAROLE con

prestazione migliore se le parole fanno parte di una lista appresa in precedenza,

sebbene il soggetto non sia consapevole del recupero.

Metodologia fondamentale per la comprensione della complessità e l’eterogeneità delle

strutture e dei processi mentali nell’uomo.

3.4

TEST DIRETTI: suggerimenti che fanno parte di uno o più eventi della vita del soggetto (vita

personale)

TEST INDIRETTI: impegno del soggetto in un’attività motoria e cognitiva con suggerimenti

riferiti solo al test e non alla vita personale.

MISURE INDIRETTE DI MEMORIA

TEST SULLA CONOSCENZA TEST SULLA CONOSCENZA

CONCETTUALE, LESSICALE PROCEDURALE

E PERCETTIVA (PROBLEM SOLVING - PROVE

(utilizzati per analisi delle strutture e DI ABILITA’ MOTORIA)

dei processi impiegati nel recupero

della conoscenza permanente).

Viene chiesto di recuperare elementi di

conoscenza generale, generare membri

di una determinata categoria semantica

o categorizzare e classificare gli stimoli.

Lessico: denominare o pronunciare parole,

completare parole, prendere decisioni lessicali.

Percezione: identificazione percettiva di

parole, figure ecc. e denominazione di

Figure.

3.5

MISURE PRIMARIE DI MEMORIA: l’ammontare dell’informazione ricordata, l’accuratezza.

MISURE SECONDARIE DI MEMORIA: non la quantità di informazione recuperata, ma la qualità.

STERNBERG

CRONOMETRIA MENTALE

(Uso dei tempi di reazione (TR) per misurare il ricordo.)

In Sternberg viene fornita una lista di items (numeri o lettere) detta SET DI MEMORIA non

superiore allo SPAN DI MEMORIA che cambia ad ogni prova. Dopo un intervallo di tempo viene

presentato un altro item definito PROBE, il soggetto dovrà indicare se il PROBE fa parte delSET DI

MEMORIA originale.

Secondo Sternberg: variando l’ampiezza del SET DI MEMORIA, il tempo di reazione (TR)

incrementa linearmente con il numero di items immagazzinati in MBT.

L’andamento dei TR riflette processi mentali che non sono colti da misure come

l’accuratezza. TRADE OFF ACCURATEZZA / TEMPI DI REAZIONE:

relazione inversa tra accuratezza e TR.

(Il soggetto è più veloce perché cerca di non ricordare, ma risponde a caso, commettendo più

errori)

3.6

I deficit di memoria sono i sintomi più eloquenti di danni cerebrali.

SINDROME AMNESICA: disturbo della memoria; difficoltà o incapacità nell’acquisizione e

ritenzione di informazioni nuove o ritenzione di esperienze, sebbene sia possibile l’acquisizione di

nuove procedure.

INTELLIGENZA GENERALE

FUNZIONI PERCETTIVE

COMPRENSIONE LINGUISTICA rimangono inalterate

PRODUZIONE LINGUISTICA

MEMORIA DI LAVORO (MBT)

I danni sono a livello dei lobi temporali mediali ( ippocampo; amigdala) e aree della regione di

encefalica.

SQUIRE: sindrome amnesia solo quando entrambi gli emisferi sono daneggiati.

CASO DI H.M.: memoria immediata e remota e abilità intellettive intatte. Presenza di AMNESIA

RETROGRADA (eventi precedenti l’operazione) e AMNESIA ANTEROGRADA ( dopo

l’intervento). HM poteva apprendere, però, nuove abilità motorie, non era consapevole

dell’apprendimento (memoria esplicita), ma influenza sul comportamento delle informazioni

acquisite inconsapevolmente (memoria implicita).

L’ippocampo è fondamentale per la memoria esplicita, ma lesioni isolate non danno

deficit gravi che, invece, sono causati da lesioni al circuito di connessione tra lobi

temporali, corpi mammillari, lobi frontali e ippocampo.

FORNICE: struttura che collega il lobo mediale e il diencefalo. Canale di sbocco verso

l’ippocampo.

L’interconnessione tra lobo mediale e diencefalo ci dice che esiste una rete cerebrale

importante nella memoria esplicita.

3.7

Le lesioni “naturali” a volte danneggiano più strutture o creano di sconnessioni tra regioni

cerebrali.

TOMOGRAFIA AD EMISSIONE RISONANZA MAGNETICA

DI POSITRONI (PET) FUNZIONALE (fMRI)

Misura cambiamenti locali nelle risposte Misura cambiamenti locali nelle

emodinamiche correlate a cambiamenti risposte emodinamiche correlate a

nell’attività neuronale, sensibile a cambiamenti nell’attività neuronale,

cambiamenti del flusso ematico. Misura sensibile a cambiamenti delle

del flusso ematico cerebrale attraverso proprietà magnetiche del sangue

la rilevazione di un tracciante (isotopo) dipendenti dal livello di ossigenazione.

radioattivo che si lega al glucosio Non invasiva, impiega il principio

fisico: certi nuclei risuonano producen_

do un segnale di frequenza radio

quando sono immersi in un campo

magnetico.

Una regione cerebrale impegnata in compiti cognitivi richiede un maggior afflusso di

sangue.

METODO DELLA SOTTRAZIONE: qualsiasi segnale contiene RUMORE DI FONDO (attività

cerebrale non pertinente al compito di interesse) che deve essere rimosso. Si misura la variazione

nel flusso ematico o nel livello di ossigenazione del sangue e le stime sottratte l’una dall’altra.

PET fMRI

1 scarsa risoluzione temporale

-

2 derivano il segnale non dall’attività neuronale ma dai locali cambiamenti nel flusso

-

ematico o nel metabolismo connesso all’attività neuronale.

3.8

ERP (EVENT RELATED POTENTIALS) POTENZIALI CORRELATI A EVENTI: misurazione delle

onde elettriche cerebrali generate da specifici stimoli.

Esempio: un forte suono il cervello emette un’onda P300 (picco in una parte dell’ERP).

Queste registrazioni sono date dall’ELETTROENCEFALOGRAMMA (EEG) la somma dell’attività

elettrica in varie regioni cerebrali.

P300 ampie durante la codifica

Ricordo migliore

2 forme dell’ERP associate a ricordo prospettico:

NEGATIVITA’ PROSPETTICA POSITIVITA’

N300 associata all’attività di un meccanismo neuronale alla PROSPETTICA

base della rilevazione di un CUE nell’ambiente e attiva il Associata al recupero

ricordo dell’intenzione. dell’intenzione dalla

memoria.

3.9

NEISSER riteneva che la memoria dovesse essere studiata anche al di fuori dei laboratori, ovvero

nella vita quotidiana.

Due approcci metodologici:


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AUTORE

Sara F

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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Psicologia dell'apprendimento e della memoria. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: Per memoria non si intende solo elaborazione di idee e sentimenti passati, ma essere consci di qualcosa è già un’azione di memoria. L’integrazione di informazioni è legata alla coscienza di ciò che è qui ed ora...


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della formazione primaria
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dell'apprendimento e della memoria e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Suor Orsola Benincasa - Unisob o del prof Coluccia Emanuele.

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