Progettare un acquedotto esterno per il comune
È stato richiesto a me e al mio compagno di progettare un acquedotto esterno a servizio del Comune di... La prima cosa che siamo andati a definire è la Q che dovrà essere convogliata al nostro abitato. Avremo bisogno di definire due dati per poterla calcolare, ovvero il numero degli abitanti e la dotazione idrica.
Numero degli abitanti
Per quanto riguarda il numero degli abitanti si dovrà andare a studiare l'incremento demografico futuro, in quanto la nostra opera ha una vita utile di 30 anni. Si potranno avere due casi: andamento crescente o andamento decrescente. In entrambi i casi si dovrà sempre progettare secondo numero massimo di abitanti.
Qualora si avesse a che fare con il caso crescente (numero abitanti futuri maggiore di quello attuale) allora andremo a progettare facendo riferimento al numero futuro. Al contrario, invece, qualora avessimo a che fare con una curva decrescente considereremo il numero attuale di abitanti. Si deve poi considerare anche il numero dei fluttuanti, ovvero le persone che seppur non essendo residenti nel comune di studio, andranno comunque ad usufruire del servizio idrico come ad esempio studenti, turisti, persone che si spostano per motivi di lavoro.
Come hai stabilito l'andamento demografico?
Possibile domanda:
Ci siamo serviti dei censimenti ISTAT (che vengono effettuati con scadenza decennale) dopodiché siamo andati a rappresentare una curva tramite Excel (è una regressione lineare). Per sapere gli abitanti futuri vedo il tasso di incremento (o decremento) e considero che così anche in futuro, inserisco l'anno di cui voglio avere notizie e mi esce il numero futuro di abitanti. Si può considerare anche di chiedere i dati all'ufficio anagrafe che hanno un lasso di tempo inferiore tra un censimento e l'altro. Il procedimento è lo stesso.
Dotazione idrica
Passiamo ora alla dotazione idrica definita come: il numero di litri d'acqua che mediamente sono necessari a soddisfare il fabbisogno di una singola persona in un giorno (l/ab*giorno). Naturalmente non rappresenta solamente il numero di litri che occorrono a scopi igienico sanitari e per uso domestico, ma racchiude l'acqua utilizzata per gli edifici pubblici, scuole, ospedali, esercizi commerciali e tiene conto anche delle perdite dovute ad esempio alle varie curve, giunti, ma anche ad eventuali allacci abusivi ad esempio.
Solitamente la dotazione idrica per un piccolo centro abitato è definita come 250 l/ab*giorno, ma man mano che aumentano le dimensioni dell'abitato aumenta anche la dotazione idrica in quanto naturalmente aumentano le perdite ma anche i vari servizi.
La dotazione che abbiamo utilizzato per il nostro progetto è quella riportata nel P.R.G.A. In questo modo siamo cautelati, in quanto nessuno può dirci niente avendo rispettato quello che la normativa ci indica.
Calcolo della portata media
Quindi abbiamo tutto il necessario per calcolare la Qm. Domanda del Prof: "Perché si progetta secondo la portata media e non la portata di punta visto che le utenze richiedono una portata variabile nell'arco della giornata?"
Qm = dotazione idrica × numero di abitanti (residenti e fluttuanti) / 86400
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