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Organizzazioni Criminali Globali

Appunti di tutte le lezioni, anno 2016/2017 basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Dalla Chiesa dell’università degli Studi di Milano - Unimi, facoltà di Scienze politiche, Corso di laurea magistrale in relazioni internazionali. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Organizzazioni Criminali Globali docente Prof. F. Dalla Chiesa

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− Rimozione istituzionale : i poteri mafiosi trovano espansione anche perché non vengono

evidenziati e combattuti dalle autorità.

− Rimozione sociologica : la sociologia esce distrutta dalla denuncia fatta da Bob Kennedy →

era negazionista sul problema della criminalità organizzata: secondo il pensiero sociologico

era solo frutto di un forte pregiudizio etnico.

− Origine sociale dei mafiosi: alcuni poverissimi delle campagne, altre benestanti e possidenti

di terre.

− Organizzazione criminale multietnica : calabresi, napoletani, ebrei,...

− Superiorità siciliana .

− Differenze di codici e culture: scontro tra siciliani e americanizzati.

− Ragioni del consenso etnico: forza dei legami di compaesanità.

− Mafia come fattore anomico: che non garantisce ordine → grande instabilità (al contrario di

Cosa Nostra siciliana).

− Natura criminogena delle legislazioni .

− Dibattito sull'americanizzazione: dimenticanza dell'origine mafiosa e italiana.

− Occupazioni di inserimento : varie e sempre a contatto con la popolazione e i suoi bisogni.

Ci sono state quindi due ondate di arrivi di criminali dalla Sicilia:

− la prima ondata si colloca all'interno dei flussi migratori dei poveri contadini: i futuri

criminali arrivano da bambini insieme alle famiglie, spinte dalla disperazione

− la seconda ondata ha invece ragioni strategiche: i mafiosi, già maturi in età (24-40 anni),

vedono nell'America possibilità di guadagno e sono spinti quindi dalla sete di potere.

Da tenere in considerazione: l'avvicendarsi di più generazioni e la competizione con altre

organizzazioni criminali.

Possiamo fare due esempi di biografie per trarne i caratteri generali di mafiosi migrati nelle due

ondate → tutte le storie sono legate da alleanze, inamicizie, risentimenti, fedeltà, rapidi

cambiamenti di alleanze, strategie, amicizie,...

ALBERT ANASTASIA (Famiglia Gambino)

− Calabrese di Tropea, si trasferisce a 17 anni a Brooklyn dove lavorerà come scaricatore di

porto; pur essendo calabrese riesce ad entrare nel gruppo siciliano, che in America era solito

inglobare ragazzi di altre origini.

− Inizia come guardaspalle di Joe Masseria, un siciliano emergente negli anni '20, che riuscirà

poi a imporsi come capo; Anastasia fa già nota delle sue capacità criminali ed è esempio di

quando la criminalità sia canale di ascesa sociale.

− Con l'avvento dei proibizionismo Albert passa dalla parte di Lucky Luciano, quest'ultimo

molto aperto di mentalità che rinnega le sue origini (Salvatore Lucania → Sallie → Charlie

→ Charlie Lucky Luciano); già da giovanissimo Luciano fa estorsioni a scuola e rifiuta la

prigionia mentale dei siciliani che vogliono mantenere l'egemonia di Cosa Nostra negli Stati

Uniti → si apre agli stranieri (ebrei per esempio) e cerca di scavalcare la tradizione siciliana.

− Nel 1931 Anastasia uccide Masseria per ordini di Lucky Luciano.

− Sempre grazie a quest'ultimo entra a far parte della famiglia di Mangano.

− Fonda la Murder Inc. (formata da italiani ed ebrei) → si dimostra autonomo rispetto al

modello siciliano classico, si fa potente e corrompe anche polizia e autorità.

− Riesce a sfuggire a molti problemi giudiziari.

− Entra nell'esercito americano come sergente in Georgia.

− Uccide i fratelli Mangano diventando il capofamiglia e nominando vice Carlo Gambino;

continua la professione criminale con Costello e Luciano.

− Nel 1957 Gambino e Genovese lo fanno uccidere.

È una storia di ascesa sociale densa di tradimenti, criminalità, continui cambiamenti → meno

legami → più esposizione ai tradimenti.

LUCKY LUCIANO (Famiglia Genovese)

− Siciliano di Lercara Friddi arriva negli USA a 8 anni.

− A 10 anni prende la prima condanna per bullismo.

− Giovanissimo fece parte della Five Points Gang con Torrio, Costello e Capone.

− Nel 1928 sfugge alla morte per mano di un gruppo di killer che lo aveva rapito: dà lì

l'appellativo di Lucky.

− Nel 1931 fa uccidere Masseria e Maranzano; quest'ultimo, capo dei capi, voleva far uccidere

Luciano, col quale aveva avuto dei risentimenti, ma Luciano viene a saperlo prima.

− Crea la Commissione (Syndacate).

− Promuove il Sindacato nazionale del crimine.

− Nel 1936 viene arrestato per prostituzione e gli danno 30 anni di carcere.

− 1942-1943: il governo americano gli chiede aiuto per lo sbarco in Sicilia e per il controllo

per porto di New Orleans → viene graziato.

− Dopo la grazia non riesce a prendere in mano ancora le attività illegali, tenta anche la via di

Cuba, ma alla fine torna in Italia e morirà a Napoli nel 1962.

Questa figura ha spessore politico, oltre che criminale.

'Ndrangheta calabrese

Le rotte dell'ndragheta, dalla provincia di Reggio Calabria si dirigono verso l'Australia sud-orientale

e il Canada orientale; la partenza avviene da comuni molto piccoli come Platì (versante Tirreno →

Australia) e Siderno (versante ionico → Canada).

La globalizzazione del crimine non passa per le grandi capitali, ma per i piccoli comuni che si

congiungono ai movimenti migratori. Platì e Siderno sono paesi vicini, eppure non si scambiano

informazioni sulle partenze e vanno in continenti diversi. Da San Luca invece partono per la

Germania. Due paesi di economia agro-pastorale, ovvero Platì e San Luca, sono la mente e il cuore

dell'organizzazione.

Il versante australiano

L'asse australiano dell'ndrangheta va da Platì a Griffith, un'altra città piuttosto ridotta (20.0000

abitanti).

Le partenze da Platì iniziano negli anni '50: mentre in quel decennio migliaia di italiani emigrano al

nord Europa, i calabresi scelgono terre meno battute, sempre alla ricerca di lavoro o terra da

coltivare e l'Australia ha molta terra disponibile, oltre ad essere in parte disabitato. Gli 'ndranghetisti

decidono di colonizzare la parte sud-orientale e ogni clan avrà competenze in aree diverse:

Camberra, Melbourne e Adelaide; sono tre città portuali, punti strategici per il controllo dei traffici,

sebbene i calabresi non hanno una tradizione marinara. Tra le famiglie più importanti in Australia

troviamo Barbaro, Sergi, Papalia e Tripoli.

Griffith, cui metà degli abitanti è di Platì, rappresenta il cuore della criminalità: il capo di Griffith è

quello che conta di più; l'asse Platì-Griffith rappresenta il rapporto tra madrepatria e colonia: il

potere viene delegato dalla madrepatria, che conserva una grande importanza. Il capo

dell'Ndrangheta, paragonabili al nostro Presidente della Repubblica, è un'autorità morale per il

rispetto delle regole, ma non governa quotidianamente (a differenza del capo di Cosa Nostra, più

come un capo di governo che decide cosa fare).

Platì è un paese povero, eppure è da lì che arrivano i soldi per finanziare le attività in Australia: si

tratta del denaro accumulato con sequestri e riscatti fatti in Lombardia.

Grazie agli estesi territori fertili intorno a Griffith vengono ricavate grandi piantagioni di marijuana:

i traffici che ne derivano sono grande fonte di guadagno per l'Ndrangheta che così riesce a crescere.

L'Australia si dimostra simile agli Stati Uniti per l'incapacità di comprendere in pieno cosa succede

e per la negazione/rimozione, eppure la criminalità organizzata viene impiegata per la ricerca dei

voti nella società calabrese.

Anche qui si fa uso della violenza: per esempio vengono uccisi il vicecapo della polizia federale e

MacKay, un parlamentare liberale che ha fatto una campagna contro la presenza dei clan calabresi.

Ci sono due casi che possiamo ricordare per delineare la situazione della criminalità calabro-

australiana.

Il primo caso è quello di Domenico Barbaro, un boss che viene espulso dall'Australia nel '54.

− Nel 1981 è ancora capo dell'organizzazione: si nota una grande stabilità nei gradi di potere,

l'ordine è garantito all'interno della comunità italiana e nel rapporto con le istituzioni; lui è

un punto di riferimento ed è visto come autorità anche dalle istituzioni australiane.

− Il suo interlocutore diretto è il Ministro dell'immigrazione laburista, Al J. Grassby (prende i

voti dagli immigrati).

− Grassby gli consegna personalmente il permesso per rientrare in Australia: è un gesto che ha

molto significato: non fa interloquire le ambasciate, ma si reca di persona a Plarì, pur non

essendo una figura diplomatica, ma governativa; in questo modo è come se rendesse

omaggio al capo dell'Ndrangheta.

− Viene organizzato un gemellaggio istituzionale tra Platì e Griffith che lega così le città nel

dominio dei clan 'ndranghetisti; il tutto viene fatto sotto gli auspici del governo australiano,

nonostante Domenico Barbaro fosse stato espulso per aver commesso reati e sia indagato in

Italia.

− A seguito dell'estorsione del riscatto per dei sequestri compiuti in Lombardia, Barbaro fa

ritorno in Australia col denaro. Egli è il rappresentante del potere di Buccinasco (la Platì del

nord), una specie di Griffith, coinvolta nel traffico di droga. C'è da chiedersi come da un

paesino così piccolo riescano a colonizzare all'estero e tenere sotto controllo aree del Nord

Italia. È da sottolineare il triangolo Platì-Australia-Buccinasco.

− Grassby viene prosciolto ed esce pulito dalla vicenda giudiziaria, sebbene siano evidenti le

prove della sua collaborazione con l'Ndrangheta e abbia diffamato MacKay.

La giustizia australiana sembra tagliata su misura per garantire la massima flessibilità ai clan e ai

loro affari, le prove non bastano mai: è una costante di tutte le amministrazioni delle giustizia nelle

aree dove c'è l'Ndrangheta.

Il secondo caso è quello di Francesco Madafferi, un criminale di Oppido Mamertina, accolto dai

clan di Platì.

− Entrato in Australia con un visto da turista, ci è rimasto per moltissimi anni senza alcun

documento – probabilmente è ricordo alla corruzione - e riuscendo comunque a sposarsi e

farsi una famiglia. Si è inserito perfettamente nella società grazie ai Barbaro.

− La svolta avviene quando arriva a Melbourne una nave da Napoli carica di pomodori: la

polizia vi trova però 4 tonnellate di ecstasy, che sostituirà per seguirne le tracce. Si capisce

che i clan calabresi e i motociclisti australiani (bande criminali) avevano trovano un'intesa

per i traffici di droga; all'interno di questo traffico spunta il nome di Madafferi, che viene

arrestato e condannato all'espulsione (1989).

− Si apre una battaglia di opinione nella stampa italiana in Australia e Madafferi viene spesso

dipinto come vittima.

− Con l'elezione di Amanda Eloisa Vanstone come nuovo Ministro dell'immigrazione,

l'espulsione viene annullata per motivi umanitari.

Ancora una volta un rappresentante del governo favoreggia un grande criminale: il gruppo di

Madafferi aveva finanziato la campagna elettorale della Vanstone e lei ricambia il favore; la notizia

fa scandalo e lei viene allontanata dall'incarico, ma le viene assegnato il ruolo di ambasciatrice in

Italia (2007). É il collegamento ideale per l'Ndrangheta tra Italia e Australia: chi ha scelto che fosse

ambasciatrice? Sotto richiesta di chi?

La strategia australiana

a) Addensamento demografico : non si sparpagliano, ma creano comunità di conterranei che

sostengono nell'integrazione.

b) Schema di corrispondenza biunivoca tra paesi: Platì-Griffith, Platì-Buccinasco,... non c'è

competizione → spirito di comunità consolidato.

c) Economia mista : attività legali e illegali (es. marijuana → denaro → investimenti in attività

legali che fanno da paravento a quelle illegali).

d) Costituzione dei mandamenti: si divide il territorio per competenze → si mantiene l'ordine e

si evitano le lotte intestine → il potere è più sicuro con la pace, si garantisce la continuità

dinastica (grande continuità e ramificazione delle dinastie rispetto ai siciliani). C'è controllo

del territorio.

e) Corruzione e intimidazione dei poteri locali.

f) Totale assoggettamento alla madrepatria (diversamente dal modello statunitense): c'è una

struttura gerarchica, dalla madrepatria arrivano le autorizzazioni → ci sono diversi fattori:

forti legami famigliari, importanza dei membri anziani, prestigio della madrepatria,

comunità solida e fedele, finanziamenti provenienti dalla madrepatria. La madrepatria è il

principio di autorità che fa funzionare tutto.

g) Uso dell'Australia come terra di prestigio e formazione criminale: la società australiana è in

ebollizione, non tutto è sotto controllo → è più facile avere spazi per l'iniziativa, per gli

investimenti (in Calabria i territori sono già ben spartiti tra clan). È fonte di prestigio per chi

ci è stato, ad esempio Domenico Barbaro è soprannominato Mico l'australiano, che è riuscito

a far venire al paese natale pure un ministro.

h) Inversione del flusso di risorse : le risorse non vanno dall'Australia verso la Calabria (come

capita quando i migranti si spostano per cercare lavoro e mandare rimesse a casa), ma dalla

Calabria all'Australia, che è come una colonia. Non è detto comunque che l'Australia non

abbia dato alla Calabria.

Anche in Australia, troviamo la riproduzione del modello mafioso:

− c'è il controllo del territorio, con una grande disponibilità di informazioni

− c'è una rete di dipendenze personali (famiglie e legami gerarchici)

− viene impiegata la violenza, anche con le istituzioni, oltre che tra gruppi

− il rapporto organico con la politica è esemplificato nei legami con i ministri

dell'immigrazione

L'Ndrangheta canadese

Siderno è il paese di riferimento per gli 'ndranghetisti calabresi, che si sono diretti soprattutto nelle

zone di Toronto e Montreal (anni '30).

Sebbene negli Stati Uniti il predominio fosse dei siciliani, troviamo dei componenti calabresi

importanti, come Vic Cotroni – originario di Mammola, Reggio Calabria - una figura di prestigio

della famiglia Bonanno; egli teneva i rapporti tra i siciliani negli USA e i nuovi gruppi calabresi in

arrivo a Toronto, mantenendo quindi un certo equilibrio. Gli succede Paul (Paolo) Violi, di Sinopoli,

che però non ha lo stesso prestigio e lo stesso accreditamento tra i siciliani; Violi tenta di intrecciarsi

col mondo siciliano tramite un matrimonio nella famiglia Magaddino (Buffalo) con lo scopo di

riprodurre il tipo di legame che aveva Cotroni con i Bonanno, ma fallisce: entra in crisi l'equilibrio

coi calabresi in Canada e all'arrivo di nuove ondate si crea un'instabilità che si risolverà solo con la

separazione delle attività tra i siciliani di Agrigento e i calabresi di Siderno in Canada (anni '60). Le

famiglie più potenti sono Rizzuto, Caruana e Cuntrera e Violi non riesce a trovare con loro un

equilibrio.

Nick (Nicola) Rizzuto, il punto di riferimento e la mente dei clan siciliani in Canada, perde lo

scontro col clan di Paul Violi e fugge in Venezuela, da dove riesce comunque a farlo uccidere nel

1978.

È ora che prendono il sopravvento gli uomini di Siderno, nonostante fossero già presenti negli anni

'50. Antonio Macrì infatti, un capo di grande prestigio, aveva già pensato da tempo di mandare in

Canada i suoi uomini di Siderno per la costruzione di un governo mondiale dei “paesani” che si

sono sparsi. I sidernesi avevano un gran peso in Canada e non si capisce perché non si imposero

prima di Violi (che non aveva capacità e credenziali) alla caduta di Cotroni; si imposero solamente

dopo, quando anche Macrì era già stato ucciso nel '75. 2

Il Siderno group diventa così della famiglia Commisso, uscita vincente dalla scontro con l'ndrina

Macrì. Ma perché i sidernesi non sono usciti prima allo scoperto?

Il modello canadese

• Siderno group of organized crime : la polizia canadese classifica così il gruppo dei clan

canadesi che produce “camere di controllo” sulle aree dove si trovano; la differenza con

l'Australia è che quest'ultima negava la presenza dei mafiosi.

• Addensamento demografico sull'Ontario, a Sud-Est.

• Equilibrio difficile con Cosa Nostra americana, nella quale predomina la componente

siciliana.

• Equilibrio difficile all'interno dei clan canadesi: oltre che a vicende travagliate tra gruppi

calabresi e siciliani, vi sono anche tra i gruppi canadesi stessi, che devono essere risolte

nella madrepatria (es. Macrì vs Commisso); è dal paese che si capisce/decide come vanno le

cose.

• Successioni violente interne all'Ndrangheta (omicidio Macrì 1975).

• Divisione in sei mandamenti.

• Finanziamenti dalla Calabria: la madrepatria povera finanzia le colonie.

Questioni teoriche

− Paradosso dei processi migratori : lontano è meglio che vicino → ci si sposta dove ci sono i

paesani, dove c'è possibilità di avere territori, affari e condizioni di favore (società

sprovvedute) → vanno a rimorchio della popolazione migrante, che trova più lavoro nei

posti lontani.

− Sviluppo in spazi geografici e sociali vuoti o vergini: bisogna ricordare però che gli

'ndranghetisti si spostano anche luoghi come il Nord Italia e la Germania Ovest, che sono ad

alta densità demografica e molto industrializzati; quindi essi vanno sempre in paesini piccoli

ai bordi situati o in aree vuote dove c'è terreno o in aree industrializzate. In ogni caso però

c'è un vuoto istituzionale: non ci sono legislazioni e attività investigative adeguate.

− Facilità di trapianto del modello mafioso: ricostruzione delle comunità,...

− Corruzione e impunità giudiziaria: gli Stati nuovi sono facilmente corruttibili.

− Coordinamento mondiale (immaginato da Macrì) e conflitti locali – importanti per

l'organizzazione mondiale.

− Circolazione delle informazioni e delle decisioni, anche laddove ci sono pochi mezzi: il

controllo del territorio permette di sapere prima ciò che sta per succedere e – a fatto

avvenuto – di saperlo prima delle istituzioni.

− Grande storia criminale fatta dai piccoli paesi (e talvolta da persone poco istruite): un pezzo

della storia dell'Australia fatta da Platì,... I paesani non si fanno influenzare dalla cultura dei

locali che hanno conquistato e la loro cultura non si perde mai.

Le Triadi cinesi

Tra le organizzazioni transazionali come Cosa Nostra e 'Ndrangheta che si sono rivelate globali

ancor prima della globalizzazione economica c'è la mafia cinese, che è globale in quanto riesce a

2 'Ndrina per l'Ndrangheta, Famiglia per Costa Nostra, Clan per la Camorre (anche se si possono intercambiare).

mettere radici in più punti del mondo. La criminalità in Cina mostra la sua presenza nelle aree

costiere: troviamo ancora la particolarità del controllo dei porti e di conseguenza delle merci e delle

persone; parliamo dei territori a sud-est e a nord-est (Oceano Pacifico).

Ci sono tre concetti chiave per capire la criminalità cinese nel suo contesto storico: il colonialismo,

l'emigrazione (la natura globale della criminalità cinese è legata ai flussi migratori, come per quella

siciliana e calabrese) e il Guanxi (una trama profonda di relazioni che fa da collante culturale e

sociale tra i membri delle comunità cinesi).

Il nome tendenzialmente usato per distinguere la criminalità cinese è Triadi, che come termine

rimanda alla teoria confuciana (legame triangolare tra uomo, cielo e terra); le Triadi posso avere

dimensioni variabili (dalle decine alle migliaia di persone) e possono essere strutturalmente

semplici o complesse in proporzione alla numerosità. Ci sono diversi gruppi e responsabilità interne

per funzione e per ruolo gerarchico (da questo punto di vista assomiglia più all'Ndrangheta rispetto

a Cosa Nostra): tra le divisioni funzionali troviamo il capo della Triade (San Chu, “testa di

dragone”) che è il responsabile dell'organizzazione, i capi dei gruppi operativi,... Le diverse

funzioni garantiscono maggior efficacia.

Tra le sette Triadi più rilevanti anche a livello internazionale ricordiamo la Triade del Grande

Cerchio (Tai Huen Chai) della Cina continentale, la più importante.

Ciò che rende uniti i membri sono i vincoli di sangue, di lingua e di cultura.

Queste organizzazioni nascono nel '700 come associazioni segrete (a differente di quelle giapponesi

che sono pubbliche) che si auto-legittimano come difensori contro la dinastia corrotta dei Qing, le

truppe esterne ai confini che spingevano per entrare in Cina e le potenze coloniali come il

Portogallo e il Regno Unito. È molto importante la guerra dell'oppio (la prima 1839-1842): le

vicende contrapposero l'Impero cinese sotto la dinastia Qing al Regno Unito al culmine di dispute

commerciali tra i due paesi; in risposta alla penetrazione commerciale britannica che aveva aperto il

mercato cinese all'oppio dall'India britannica, la Cina inasprì i propri divieti sulla droga e ciò

scatenò il conflitto. La sconfitta dell'Impero cinese in entrambe le guerre costrinse il paese a

tollerare il commercio dell'oppio ed a firmare con gli inglesi dei trattati che prevedevano l'apertura

di nuovi porti al commercio e la cessione di Hong Kong (come protettorato) al Regno Unito; da

questi eventi si fa iniziare l'era dell'imperialismo europeo in Cina. In questi eventi si esprime

l'intenzione di potenza delle nazioni europee verso la Cina che accrebbe la voglia di difendersi:

numerose altre potenze europee seguirono l'esempio e firmarono trattati commerciali con la Cina,

dove questi accordi furono in maggioranza visti come umilianti e alimentarono un sentimento

nazionalista. Dalla Francia si faceva pressione per il Vietnam, il Portogallo ottenne Macao come

protettorato e il Giappone (più tardi negli anni) ebbe Shanghai.

Per sottrarsi delle pressioni esterne, dalle guerre e dalle invasioni, molti cinesi emigrano; la diaspora

cinese è un'occasione per la criminalità organizzata: le associazioni segrete stabiliscono rapporti di

fiducia con le popolazioni che lasciano la Cina per creare delle "colonie" (così come è accaduto per

Cosa Nostra e 'Ndrangheta). Le prime vittima dei criminali sono sempre i connazionali.

Recentemente la situazione è cambiata: Hong Kong e Macao, rispettivamente nel '97 e nel '99, sono

tornati sotto la Cina con particolari autonomie; è da poco quindi che le potenze europee non sono

più rappresentate in Cina.

Il Partito Comunista, un partito unico molto rigido (illiberale), ha saputo trasformare la Cina in un

colosso economico e ha ristabilito i rapporti con le altre potenze; esso è nato anche in reazione al

colonialismo occidentale, alle pressioni del Giappone, alla disgregazione politica e al potere dei vari

“signori della guerra”. Dapprima alleato col Partito nazionalista (del Comintern) per sconfiggere la

dinastia corrotta dei Qing e il Giappone nella seconda guerra mondiale, vince la guerra civile nel

1949, anno di nascita dell'attuale Repubblica popolare cinese.

Comunque, tutt'oggi le zone con più alto livello di criminalità sono Hong Kong e Macao con le

regioni di Guangdong e Fujian, Shangai e Liaoning (regione sull'Oceano Pacifico, non lontano da

Pechino). Le prime due, in quanto protettorati di altre nazioni, sono state (e sono ancora) molto

ospitali verso le organizzazioni criminali, mentre al contrario nelle aree sotto il rigido controllo del

PCC non c'è alcuno spazio per loro; questo tipo di criminalità porta benessere e denaro e per le

potenze straniere va bene così, anche perché le attività delle Triadi sono di disturbo per il

comunismo.

Contesto cinese

• Forte crescita economica: dopo la morte di Mao, nel '78 il suo successore Deng Xiaoping

tenta l'instaurazione di un'economia di mercato, cosa atipica se messa insieme ad un partito

unico comunista; comunque quello cinese è un grande mercato di sbocco perché c'è spazio

per investire e la manodopera è disponibile (e sottopagata) → cresce la ricchezza del Paese,

anche se la maggioranza della popolazione è poverissima.

• Combinazione tra crescita economica e autoritarismo politico.

• Altri livelli di corruzione: questi meccanismi vanno a favore della criminalità e

attenuano/annullano la presenza delle leggi.

• Reintegro di Hong Kong e Macao: sono due grandi centri che vivono di illegalità

(rispettivamente riciclaggio e gioco d'azzardo) e a cui è difficile cambiare economia; sono

inoltre una valvola di sfogo e si tenta di concentrare tutto lì.

• Area geografica tra le maggiori produttrici di oppio al mondo: il mercato degli stupefacenti è

un grande business.

• Porte aperte ai capitalisti: con lo scopo di attirare investimenti per far crescere la nuova

economia di mercato, si creano delle condizioni di favore per far entrare i capitali, anche

quelli illegali.

• Diffusione delle comunità cinesi nel mondo: non più solo per cercare lavoro, ma anche per

fare affari.

Le principali attività delle Triadi

1. Estorsioni (forse l'attività più diffusa)

2. Produzione e traffico di stupefacenti (disponibilità di oppio)

3. Traffico di esseri umani: traffico nel senso più aperto del termine, ovvero smuggling, un

servizio – talvolta anche violento – per chi chiede di essere trasferito clandestinamente in un

altro Paese.

4. Sfruttamento della prostituzione

5. Gioco d'azzardo (bische cinesi, Macao,...)

6. Traffico d'armi

7. Frodi e truffe

8. Contraffazione: di prodotti sul piano informatico ed elettronico (cd, dvd,...), ma anche

prodotti di consumo come giocattoli e medicinali (grande pericolosità)

9. Traffico d'auto di grossa cilindrata

Ci sono delle attività atipiche, che non troviamo affatto in Cosa Nostra e 'Ndrangheta: traffico di

esseri umani, sfruttamento della prostituzione, frodi e truffe, contraffazione, traffico d'auto di grossa

cilindrata.

Guanxi

Il Guanxi è ciò che permette di ricostruire le comunità e i rapporti di fiducia al loro interno; siccome

ha lo stesso paese di provenienza, c'è molto disponibilità ad aiutare. Chi arriva è anche disposto a

vivere in una condizione di semi-schiavitù, dormendo anche sul posto di lavoro, ma comunque c'è

riconoscenza verso chi dà lavoro: chi arriva è sicuro che i suoi problemi verranno risolti dai

connazionali → viene costruito un mondo parallelo (ci sono farmacie, dentisti,... interni alla

comunità), una comunità chiusa con profondi legami e vincoli all'interno. Ci si appoggia

reciprocamente perché all'esterno non si sa la lingua e non si conosce: è la comunità che garantisce i

rapporti fiduciari e infatti c'è tanta omertà, nessuna denuncia interna. Ritornano i caratteri

dell'organizzazione mafiosa secondo la costituzione: intimidazione, assoggettamento e omertà.

Presenza all'estero delle Triadi

La criminalità cinese ha seguito i movimenti migratori e ha riprodotto lo schema di rapporti della

madrepatria nelle nuove colonie: come per Cosa Nostra, lingua, cultura e sangue. Le aree in cui si è

insidiata sono: i Paesi del Sud-Est Asiatico (i più vicini), l'Australia (il continente appena sotto), il

Canada e gli Stati Uniti (al di là dell'Oceano Pacifico), Olanda, Gran Bretagna, Germania e Italia.

Qui riescono a tagliarsi dei segmenti del mercato del lavoro.

In Italia si sono stabiliti a:

− Milano: è uno dei centri maggiori in cui hanno creato una comunità al centro della città

(China Town), ma ovviamente sono usciti dai confini e così ha fatto anche la criminalità.

− Firenze (Prato): qui è cresciuta molto l'economia cinese grazie anche alla manodopera

sfruttata → si è creato un distretto industriale cinese, cresciuto al di fuori delle leggi, che ha

anche estromesso i locali.

− Napoli: la Camorra, a conoscenza della criminalità cinese, la tiene sotto controllo e non le

permette di salire di livello: per rimanere la Triade deve sottostare e cercare l'alleanza → è

un rapporto di subordinazione; trovano un incontro nel mercato della contraffazione.

− Roma

Possiamo inserire nell'elenco, anche se con le dovute cautele, Gioia Tauro dove la criminalità cinese

si serve del porto, controllato però dall'Ndrangheta: anche qui c'è un rapporto di /subordinazione, i

cinesi pagano per la protezione./

Le attività delle Triadi in Italia

1. Sfruttamento dell'immigrazione clandestina : vengono fatti documenti falsi in cambio di

denaro con alti livelli di interesse e così le povere vittime connazionali entrano del giro

dell'usura; c'è tanta omertà, ma allo stesso tempo chi paga accetta la situazione perché è

scattato il meccanismo del Guanxi.

2. Sfruttamento della prostituzione : inizialmente avveniva solo indoor, negli appartamenti, ora

avviene anche per strada.

3. Sfruttamento del lavoro nero , anche minorile: la comunità fa comunque da barriera (omertà

e assoggettamento).

4. Gioco d'azzardo (bische clandestine): è un campo in cui si incontrano con la Camorra.

5. Estorsioni e sequestri : sono legati anche all'usura, si tratta della forma più violenta per

pretendere la restituzione del denaro; le vittime sono sempre membri della comunità, che

sono indifesi e non conoscono il contesto italiano.

6. Traffico di merci contraffatte : sia per le opere dell'ingegno, sia per prodotti che comportano

gravi rischi per la salute delle persone (contatti con la Camorra).

Problemi di sfondo

• Ampiezza del network economico illegale di contesto : alleanze con la criminalità italiana,

possibilità di tessere un network fitto e pervasivo; la criminalità cinese non è a se stante

perché ci sono le organizzazioni autoctone molto forti e trovano spazio per le attività come

alleati/subordinati.

• Eccezionalità del tasso di crescita economica della madrepatria : possibilità di capitali e

investimenti della madrepatria → grande capacità di acquisto.

• Acquisizione del diritto di voto : per chi lavora da tanti anni in Italia c'è l'acquisizione

almeno del diritto al voto amministrativo; le organizzazioni influenzano i connazionali

indirizzandone il voto per favore le proprie attività illegali ed interessi.

Criminalità cinese – Ndrangheta

Analogie:

− Origini leggendarie: nobilitazione delle radici, elevazione a difensori della patria (contro i

piemontesi da una parte, i colonialisti e i Qing dall'altra).

− Funzioni della Cupola: a differenza di Cosa Nostra e del Cartello di Medellìn non c'è un

capo che decide tutto, infatti i gruppi sono abbastanza autonomi per lo sviluppo delle loro

attività; c'è invece un capo che è garante delle regole (come un Presidente della Repubblica)

→ c'è libertà operativa, ma sempre nel rispetto delle regole.

− Centralità dell'estorsione: è la prima attività, è rivolta verso i compaesani ed è testimonianza

del potere → si vive sotto una giurisdizione precisa e tutti devono saperlo.

− Traffico di stupefacenti: ha molte vie. L'Ndrangheta si espone maggiorente perché non ha un

territorio che produce oppio, al contrario delle Triadi che invece non hanno bisogno di

muoversi per la prima parte della produzione.

− Guanxi e compaesanità: ci sono vincoli di sangue, di parentela, di amicizia → spirito di

solidarietà.

− Diffusione nel mondo di comunità etniche: proliferazione di punti di riferimento e

insediamenti urbani; i cinesi hanno più insediamenti (anche in Africa → avorio) ma meno a

fondo, mentre i calabresi si sono concentrati in Australia e Canada però profondamente.

− Ruolo della corruzione: è molto impiegata all'interno dei sistemi in cui operano e li ha

certamente aiutati a sfondare.

Differenze:

− Molteplicità delle Triadi: non c'è una struttura unitaria della criminalità cinese e la

numerosità è alta → è come se fossero più organizzazioni, mentre l'Ndrangheta è una sola e

divisa in 'ndrine.

− Minore radicamento: la criminalità cinese non crea colonie ampie e profonde in grado di

influenzare la storia del Paese.

− Gruppi di reati estranei culturalmente: oltre a traffico d'auto e contraffazione (Camorra),

prostituzione e gioco d'azzardo vengono evitate dai calabresi per questioni d'onore.

− Approvvigionamento degli stupefacenti: l'Ndrangheta compra la cocaina per poi diventarne

il maggiore distributore, mentre l'oppio è già prodotto in Cina.

− Potenziale politico-elettorale: in Cina, con un partito unico, non c'è mercato elettorale e

spazio per influenzare i voti come nel nostro sistema; quindi gli 'ndranghetisti hanno più

potenziale → non solo finanziano, ma propongono anche candidati.

Le Yakuza giapponesi

Le Yakuza non possono essere considerate organizzazioni globali: non hanno né un mercato globale

né una spinta ad espandersi.

a) Natura: legale, costituzionale: “Boryokudan” (= violenza, che non è sempre illegale) e

“Shitei Boryokudan” (= violenza illegale) → è sottoposta a legislazione → si tratta di

associazioni riconosciute e pubbliche che godono di un carattere speciale; sono 22 in totale,

ma le 3 più importanti raccolgono circa il 70% di tutti i membri. Le leggi sono permissive

nei loro confronti e le limitazioni crescono col crescere del numero dei membri con

precedenti penali: esse non sono punite per le attività in sé, ma è importante l'impunità.

b) Struttura: gerarchia e rapporto padre-figlio in senso più metaforico → gli affiliati sono come

figli ed è importante il rispetto del capo come un padre; ci sono codici e rituali da seguire:

cerimonie d'iniziazione, riti di punizione, autodenuncia e ammissione delle colpe (si tagliano

una falange), feste di riconoscenza. C'è anche una tassazione interna.

c) Storia: tra leggenda samurai e realtà del '700: la loro giustificazione storica è smentita e le

origini sono legate a delle famiglie già dedite al gioco d'azzardo e alla vendita ambulante.

d) Legittimazione: il rapporto con la politica e le istituzioni è segnato dalla corruzione

e) Attività illegali (80%) e attività legali (20%)

- stupefacenti (35%), gioco d'azzardo (17%), racket, prostituzione, protezione, dispute

- trasporti, edilizia, immobiliari, prestiti, commercio, associazioni (filantropiche e religiose)

Le percentuali si riferiscono a stime sui proventi: in ogni caso si tratta di un grande potere

economico, grandi fatturati.

Vale la pena puntualizzare sull'attività della soluzione delle dispute: emerge qui il potere

dell'organizzazione che si sostituisce allo Stato che ritiene infatti la soluzione delle dispute

un reato (è tra le attività illegali, da noi no) e punisce per questo; questa attività può

richiamare al caso del capo mafioso che fa da “giudice di pace”.

Inoltre le associazione filantropiche e religiose sono attività piuttosto atipiche che si rifanno

al bisogno di rispettabilità di cui le Yakuza hanno bisogno; possono ricordare i vari culti

religiosi dei mafiosi (processioni,...) e le opere di Escobar a Medellìn che lo hanno reso un

mito tra la gente.

Le Yakuza non sono mondiali anche perché hanno in patria condizioni tanto favorevoli che

all'estero non troverebbero: non c'è convenienza a spostarsi, quando sono già così riconosciute in

Giappone.

II. LA GLOBALIZZAZIONE DEL CRIMINE DURANTE LA GLOBALIZZAZIONE

Si parla soprattutto degli ultimi 25 anni del '900 e possiamo analizzare più casi, il primo è quello

colombiano.

Caso colombiano (metà anni '70 – fine anni '90)

Possiamo notare parecchie analogie di queste organizzazioni criminali con Cosa Nostra siciliana,

ma è invece molto diversa la storia: i cartelli colombiani sono cresciuti e diventati una potenza

economica e politica in tempi molto rapidi e con grande influenza sui mercati (come quello della

cocaina) e su altri Paesi (come il Messico); hanno prodotto grandi effetti sulla criminalità

organizzata sul piano mondiale.

Chiedendoci se i cartelli colombiani possono essere considerati delle organizzazioni criminali

globali dobbiamo ammettere che non rientrano nella definizione più esigente, poiché non ha

insediamenti in giro per il mondo; ma allo stesso tempo hanno avuto molti mercati importanti

all'estero: negli Stati Uniti, un mercato ricco della società del benessere con una forte tendenza al

consumo degli stupefacenti soprattutto nella aree metropolitane, nel Centro-America (come in Perù

e in Venezuela) e persino in Europa tramite la Spagna. Si tratta di mercati lontani dalla Colombia,

ma che sono stati raggiunti con abili strategie e insediamenti di rappresentanti e sicari con lo scopo

di tessere la trama degli affari; sono mercati in più continenti, con traffici e alleanze a livello

almeno euro-americano e relazioni con altre organizzazioni criminali (ad esempio con i clan di Platì

negli anni '90).

Lo sviluppo di queste attività è favorita dalla geografia: il clima e le caratteristiche fisiche del

territorio sono adatti per la coltivazione delle piante di cocaina.

Possiamo distinguere tre principali centri: Bogotà (la capitale), Medellín (cuore dei cartelli, è il più

forte e sanguinario) e Calí (con caratteristiche più filo-governative e meno aggressive nei confronti

del sistema); gli ultimi due cartelli, i più grandi, sono in conflitto tra loro.

Ci sono molti altri cartelli più piccoli, che svolgono spesso lavori in funzione per quelli più grandi.

Questa regione del Sud-America è il punto di riferimento del mercato della cocaina, come lo è la

Sicilia per quello dell'eroina: cartelli colombiani e Cosa Nostra spesso si scambiano le merci a

seconda degli interessi.

A metà degli anni '70, Pablo Escobar capo indiscusso del cartello di Medellín, inizia il suo lavoro da

narcotrafficante; è una persona di grande spregiudicatezza e ferocia, molto ambiziosa, che ha

appreso il crimine per le strade di Medellín. Ha fatto rapidamente carriera nel traffico di cocaina per

più motivi: è molto abile, c'è disponibilità di materia prima e il contesto internazionale è favorevole.

Contesto colombiano e internazionale

a) Dittature militari in Sud-America: Brasile (64-85), Cile (63-89), Argentina (76-83) → si

affermano nella logica strategica che porta a controllare militarmente i Paesi ai bordi del

mondo; il continente si ritrova a vocazione militare per tenere lontano il pericolo comunista,

che già si è presentato a Cuba.

b) Presidenti negli Stati Uniti : Ford, Carter, Reagan, Bush, Clinton → si succedono presidenti

sia repubblicani che democratici

c) Guerriglia armata in Colombia dalla metà degli anni '70: Farc (Forze Armate Rivoluzionarie

della Colombia - Esercito del Popolo, di ispirazione marxista-leninista e bolivariana ), Eln

(Esercito di Liberazione Nazionale, che fa riferimento non solo al marxismo ed alla figura di

Bolívar, ma almeno all'inizio è molto influenzata anche dalla teologia della liberazione).

d) Sviluppo di un mercato di massa della droga nelle società occidentali.

e) Egemonia di Cosa Nostra nel Mediterraneo per quanto riguarda l'eroina: non c'è concorrenza

per la cocaina.

I lineamenti del caso colombiano

− Periodo: da metà anni '70 a fine anni '90.

− Predominio di due grandi cartelli della cocaina: Medellín (Escobar e fratelli Ochoa) e Calí

(fratelli Orejuela).

− Alleanze politiche di Medellín:

- MAS (Muerte a Secuestradores, "Morte ai rapitori"), organizzazione paramilitare

incaricata di difendere gli interessi economici dei fondatori, di reprimere i fenomeni di

guerriglia e di fornire protezione per le elite locali, minacciate da rapimenti ed estorsioni

(elevato il numero degli omicidi)

- ACDEGAM (Asociación Campesina de Ganaderos y Agricultores del Magdalena Medio,

"Associazione allevatori e fattori del Medio Magdalena") per gestire l'organizzazione e le

pubbliche relazioni del MAS, oltre che per fornire una facciata legale a vari gruppi

paramilitari e per formare l'opinione pubblica con lo scopo di produrre tolleranza per i

cartelli.

− La costruzione del Cartello

Escobar costruì un impero economico con struttura per cartelli, ovvero imprese che si

consorziano tra loro per controllare il mercato, ovvero entrate e uscite (che avveniva sempre

previa autorizzazione) e prezzi → ne è conseguito un grande livello di arricchimento: Pablo

è stato – nel momento più florido dei cartelli - il settimo uomo più ricco del mondo.

Egli ha costruito una filiera verticale totale: attività di base (garantire la coltivazione delle

piantagioni di coca e la loro protezione/mimetizzazione), acquisto delle sostanze chimiche

necessarie per la lavorazione delle foglie di coca e lavorazione della pasta base

(assicurandone anche il trasporto), raffineria e protezione nei viaggi, confezionamento,

transazioni commerciali realizzate coi grandi consumatori che operano sui mercati di

riferimento, viaggio tra le frontiere (aereo, nave,...), distribuzione ai grandi consumatori → è

un sistema molto complesso controllato in tutte le sue parti dal vertice del cartello. Spesso le

persone che lavorano in fasi differenti del processo non si conoscono tra di loro: questo per

evitare che, qualora ne venga scoperta una parte, venga messo in pericolo l'interno processo

di lavorazione.

La complessità di questa filiera richiede grandi competenze amministrative, finanziarie,

giuridiche, tecniche: Escobar e i fratelli Ochoa non sono affatto stupidi, ma istruiti e dotati

di grande imprenditorialità tanto da creare un colosso economico col pieno controllo del

mercato.

Il viaggio della droga verso gli Stati Uniti veniva garantito da aerei e navi, ma l'alto livello

di controllo del governo americano, che aveva costruito mezzi di grande raffinatezza, spinse

la crescita dei viaggi via terra e così entra in gioco il Messico.

− Due momenti rilevatori del potere del cartello dal punto di vista politico

- Assassinio del Ministro della Giustizia che voleva rendere più facile l'estradizione verso gli

Stati Uniti: fu il primo ministro al mondo ad essere ucciso dalla criminalità organizzata

- Assalto alla Corte Suprema inscenato dalla guerriglia per il Cartello di Medellín, sempre

per la questione dell'estradizione: da questo momento la tolleranza inizia a calare.

Il tutto si può contestualizzare nella lotta tra gli Stati Uniti ed il Cartello.

− La figura di Escobar e il suo doppio registro verso lo Stato

Escobar era una figura di grande rilievo: venne anche eletto come deputato nel Partito

Liberale nel 1983, senza poi svolgere la carriera politica; nelle sue vicende troviamo molti

episodi di corruzione di tutte le istituzioni: il suo modo di fare si basa sul “plata o plomo”,

ovvero “o ti fai corrompere coi soldi oppure di ammazziamo (piombo)”.

Il Cartello subisce un restringimento nello spazio d'attività e Pablo, che l'ha capito, nel '91 si

costituisce chiedendo di non essere estradato negli Stati Uniti (cosa che ottiene); rimane

comunque potentissimo, visto che si fa costruire una prigione personale piena di comfort –

da cui continua ad esercitare il potere - e che viene spesso visto in occasioni pubbliche, allo

stadio per esempio.

Evade nel '92 e l'anno seguente viene ucciso, grazie anche agli aiuti tecnologici statunitensi.

Escobar è stato uno degli uomini più ricchi e potenti del mondo, con grande capacità

imprenditoriale, che ha gestito un esercito di persone con tante funzioni diverse, cercando

sempre il consenso popolare → si presenta come un'alternativa al governo costruendo

scuole, stadi, ospedali, e diventa un idolo presso il popolo, nonostante si sia macchiato di

centinaia di omicidi. È stato il padrone di un settore chiave dell'economia illegale e aveva il

progetto politico di trasformare la Colombia in un narco-stato.

− Nasce addirittura un'associazione, i Los Pepes (acronimo per "Perseguitati da Pablo

Escobar"), formata da tutti coloro che direttamente o indirettamente sono stati colpiti dalla

violenza e dalle azioni di Escobar; essa ha lo scopo di vendicare le vittime: è

un'organizzazione paramilitare (criminale) impegnata in una sanguinosa lotta contro il

Cartello, che sfocia in una serie di efferati delitti ai danni dei parenti e degli alleati del Boss.

Stabilisce anche un'alleanza con gli Stati Uniti.

− Il Cartello di Medellín era fortemente personalizzato e ha subito un declino dopo la morte

del “re della cocaina” (un paio di anni dopo cade anche il Cartello di Calí) → si sviluppa un

processo di miniaturizzazione e i cartelli diventano più piccoli, in modo da sottrarsi più

facilmente ai controlli della polizia → l'accesso al mercato non è più strettamente

regolamentato e i piccoli cartelli si alleano anche con quelli di altri paesi del SudAmerica

come il Brasile, che ha tanta foresta e offre un'apertura verso l'Europa. Nel 2010 viene creta

una confederazione paramilitare tra i cartelli maggiori per dare unità in seguito alle continue

lotte. L'attore che si aggiunge in questo scenario è la guerriglia.

Cartello di Medellín – Clan dei Corleonesi

Analogie:

• Progetto di narcostato per la Colombia e la Sicilia (Riina), è un progetto politico criminale

• Controllo di un emisfero nel mercato della droga (America con Oceano Atlantico e Pacifico,

Europa con Mediterraneo)

• Delirio di violenza

• Antropologie/psicosi dei capi (Escobar e Riina, personalità forti con probabili problemi

psichici)

• Trattativa con gli Stati nel momento in cui vengono trovati

Differenze:

• Tipologia di merce illegale: eroina/cocaina → la cocaina crea il traffico più redditizio (che

poi verrà raggiunto anche dall'Ndrangheta) anche perché i suoi morti sono meno visibili,

crea quindi meno risalto nell'opinione pubblica.

• Ciclo storico: i Corleonesi sono espressione di una mafia lunga, mentre i cartelli durano

circa un ventennio.

• Rapporti con altri clan: Cosa Nostra sa trattare e creare ripartizioni, mentre il cartello di

Medellín non sopporta l'esistenza del cartello di Calí per esempio.

• Visibilità/popolarità: il Cartello di Medellín ha un consenso di massa, mentre la Mafia solo

nei quartieri o nei paesi.

• Forme di trattativa: nessun esponente di Cosa Nostra si sarebbe mai costituito come Escobar.

• Quadro internazionale differente: regimi dittatoriali vs democrazie.

Guerra e criminalità organizzata: il caso balcanico

Il legame tra politica e criminalità ha un ruolo nella fine della Ex Jugoslavia.

Tre dominazioni diverse si sono succedute nel tempo nell'area balcanica: la civiltà austro-ungarica,

la civiltà musulmana e quella veneziana; tutte puntavano sul controllo delle coste.

Il territorio viene unificato nel 1918, quando il Regno dei Serbi, dei Croati e degli Sloveni (anche i

Montenegrini) assorbe tutte le diverse province del regno austro-ungarico e diventa nel 1921 una

monarchia costituzionale.

Nel 1929 con un colpo di Stato re Alessandro I sospende la Costituzione e attira a sé tutti i poteri,

rinominando il Paese come Regno di Jugoslavia; nel 1934 il re viene ucciso e gli succede il figlio.

Si tratta comunque di un regno debole e facilmente contendibile perché non ha un collante storico e

culturale, la figura del re non è abbastanza per creare l'unione.

Nel 1941 Italia e Germania fanno un patto per il territorio che però viene subito rotto dalle forze

politiche antifasciste della Jugoslavia; in reazione viene diviso così: la Slovenia tra Italia e

Germania, la Macedonia annessa alla Bulgaria, ampi territori vengono occupati dall'Ungheria, la

Croazia diventa una monarchia indipendente.

Nel 1945 Tito con la sua guerriglia comunista vince contro gli eserciti regolari fascisti e riesce a

liberale tutte le regioni del precedente Regno di Jugoslavia, nominandolo ora come Regno federale

socialista di Jugoslavia.

L'unione quindi si ottiene sotto la dittatura di Tito, che sebbene sia senza scrupoli internamente,

gode di prestigio in Europa: il suo esercito è considerato uno dei più forti, ma soprattutto rompe con

Stalin nel 1948 mantenendo l'indipendenza della Jugoslavia e del suo Partito Comunista; inoltre

crea nel 1961 il Movimento dei non allineati – in opposizione all'imperialismo e senza schierarsi

nella Guerra Fredda - con la Conferenza di Belgrado unendo così Stato importanti, tra cui Egitto,

India, Indonesia, Ghana.

Nel 1980 Tito, grande leader che è stato capace di mantenere lo Stato unitaria, muore e dopo di lui

la situazione di incrina: oltre alla mancanza di una guida politico-morale, la caduta del muro di

Berlino favorisce la dissoluzione dell'Ex Jugoslavia (evento importante che cambia anche le

organizzazioni criminali).

Nel 1991 trovano l'indipendenza Slovenia, Croazia e Macedonia (quest'ultima senza guerra), seguite

nel 1992 dalla Bosnia Erzegovina; nel 2006 si separano Serbia e Montenegro, mentre nel 2008

“nasce” il Kosovo.

Questi eventi aprono alla nascita di nuove criminalità transazionali; identità etniche e guerra sono

elementi che contano nell'interpretazione di queste entità.

Semplificando, nel territorio dei Balcani troviamo quindi Slovenia, Croazia, Bosnia Erzegovina,

Macedonia, Montenegro, Serbia (Kosovo): vi sono molte lingue ufficiali, almeno tre religioni

(musulmana, cattolica e ortodossa), due alfabeti. Il tutto fu tenuto insieme da Tito grazie ai valori

del socialismo, ma alla sua morte inizia la crisi politica ed economica, seguita da instabilità e guerre

lunghe quasi 10 anni. Tuttora i Balcani sono definiti “periferia turbolenta”.

Fattori politici:

− governi con democrazie deboli (Bosnia, Kosovo, Macedonia)

− deriva nazionalista e strumentalizzazione etnica-religiosa

− elevata corruzione (Montenegro, Macedonia)

− processi di integrazione europea in corso (Serbia, Albania)

Fattori economici:

− elevati livelli di disoccupazione

− forti spinte migratorie verso l'Unione Europea

− processo di privatizzazione ancora in corso (non c'è trasparenza ed è facile per le

organizzazioni criminali investire i capitali derivati dai traffici illeciti)

Il caso del Montenegro

É chiamato il Paese del riciclaggio dei Balcani: è tra quelli più corrotti.

− Il primo ministro Milo Dukonovic continua ad avere contatti con le criminalità organizzate:

è stato nominato dall'OCCRP 2015 come persone dell'anno per il crimine organizzato; è

accusato dalle procure italiane per traffico internazionale di sigarette.

− Il Paese ospita numerosi leader criminali, anche della Sacra Corona Unita → la politica è

molto corrotta.

− La società vive nel malessere; sono state tante le proteste per l'insoddisfazione verso il

governo, ma l'esito si è sempre rivelato negativo e il primo ministro riconfermato.

− È un territorio di transito per il traffico di droga (Porto di Bar).

Le origini: i fattori di sviluppo delle organizzazioni criminali balcaniche

• fattore storico-politico: dissoluzione dei regni socialisti in tutto il Sud-Est europeo negli anni

'90, decennio di grandi cambiamenti

• fattore economico: transizione verso un'economia di mercato (sconvolgimento anche per le

organizzazioni criminali che vi si adeguano)

• fattore bellico: guerre jugoslave (1991-1995)

• fattore geografico: strategica posizione geografica dei Balcani come ponte tra est e ovest →

rotte criminali per i traffici di ogni genere

• fattore demografico: flussi migratori verso l'Europa occidentale, sia di migranti che di

rifugiati; come sappiamo i gruppi criminali si attaccano parassitamente ai migranti e

gestiscono gli spostamenti clandestini

• fattore criminale: ampia disponibilità di beni illeciti come armi e droga e alleanze con gruppi

stranieri.

Guerre degli anni '90: i protagonisti

− Dopo la morte di Tito il potere va nelle mani delle élite nazionaliste; per esempio in Serbia

per esempio c'è Milosevic, accusato di crimini di guerra, crea un sorta di regime criminale

per raggiungere i suoi obiettivi attraverso la costruzione di un consenso di massa basato

sulla rappresentazione mitica del passato e una rete criminale di vaste dimensioni.

In Croazia troviamo Tuđman.

− Milizie paramilitari (Tigri di Arkan e Aquile bianche in Serbia).

Guerra in Bosnia 1991-1995, violenze e reti criminali

− Presenza di tanti gruppi etnici: bosniaci musulmani 44%, serbi 31%, croati 17%, jugoslavi

− La guerra inizia dopo il referendum a Sarajevo e si prolunga per anni

− Molto sono gli eventi violenti di questi anni: stupri di massa sistematici, deportazioni e

stragi di civili, campi di concentramento → tante vittime, rifugiati e sfollati

− Bande criminali urbane come prima linea difensiva di Sarajevo

− Contrabbando e mercato nero (armi e sigarette), tunnel di Sarajevo (unica via d'uscita della

città)

− Traffico d'armi (finanziamento Paesi Arabi)

− Alla fine della guerra i gruppi criminali trovano spazio per riorganizzarsi e gestire attività

illecite, come la prostituzione, traffici vari e contrabbando

Guerra in Kosovo 1998-1999

Si tratta di una provincia autonoma della Serbia (attualmente indipendente) di composizione etnica

75% albanesi, 20/25% serbi.

Nel 1996 viene costituito l'UCK, l'esercito di liberazione di matrice albanese (formato anche da

poliziotti e studenti), un movimento separatista paramilitare finanziato dal traffico di armi e droga

che ha portato alla guerriglia. Da tenere a mente alcuni elementi:

− l'alleanza dell'UCK con le organizzazioni criminali

− i legami con l'Europa dei gruppi criminali di matrice albanese

− il territorio kosovaro come snodo principale per il traffico di droga (Balkan route)

Sono anni di grande violenza, con stragi di massa, quelli della guerra con la Repubblica Federale

Jugoslava guidata dal presidente Milošević; dopo la guerra il Kosovo diviene un protettorato

internazionale sotto l'amministrazione dell'ONU.

I leader e i criminali dell'UCK e non si sono riciclati e tuttora hanno ruoli importanti, la corruzione

è alta.

Il fattore criminogeno: l'embargo delle armi

Nel 1991 le Nazioni Unite votano per l'embargo generale di armi e materiale bellico su tutta la

frontiera dell'Ex Jugoslavia; ma la legislazione ha l'effetto contrario e i Balcani si affermano come

corridoio di transito per il traffico di armi, oltre che di droga ed esseri umani → contrabbando di

sigarette, carburante e petrolio, armi.

Crescita ed espansione dei gruppi criminali balcanici: il ruolo chiave degli albanesi

Come abbiamo visto nel caso di Sarajevo, all'inizio la presenza era di bande criminali che

commettevano reati minori, non veri e proprie organizzazioni strutturate, e godevano di piena

legittimità all'interno della società; il legame tra queste bande e le milizie paramilitari ha un ruolo

importante nello sviluppo delle organizzazioni criminali dei Balcani.

Per criminalità organizzata balcanica intendiamo quei gruppi criminali che hanno avuto origine e

operano in Croazia, Bosnia Erzegovina, Serbia, Montenegro, Macedonia, Albania, Kosovo,

Bulgaria e Romania.

Caratteristiche principali di questa criminalità:

− elevata specificità → non c'è ma sola grande organizzazione balcanica, ma ci sono tanti

gruppi spesso in collaborazione tra loro

− forte eterogeneità → sono gruppi misti

− elevata vocazione internazionale → sono presenti anche fuori dall'area balcanica, come in

Europa occidentale c'è domanda di stupefacenti e prostituzione

Attività principali:

• traffico di droga (cannabis, eroina, cocaina) → Balkan route della droga, Balcani come

corridoio di transito

• riciclaggio di denaro → legato ai processi di privatizzazione, al mercato immobiliare, alle

infrastrutture, alle economie di servizi

• traffico di armi → c'è un'ampia riserva grazie alle guerre

• smuggling di esseri umani (ora meno in che in passato)

• estorsioni

La Balkan route è il principale corridoio di transito dei numerosi flussi illeciti da est a ovest; ci sono

specialmente tre rotte: da nord verso Turchia, Bulgaria, Romani e Europa, da sud verso Turchia,

Grecia, Italia, Europa occidentale, da ovest verso Balcani occidentali ed Europa.

Dal 2014 si assiste ad ingenti flussi di migranti sui Balcani per raggiungere l'area Schengen; non è

assolutamente detto che dietro a questo ci siano le organizzazioni criminali, che di solito si

concentrano sull'accoglienza. I confini di maggiore concentrazioni sono quello serbo-ungherese e

quello macedone-greco. Potrebbe essere così un bacino di reclutamento per le criminalità.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in relazioni internazionali
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher noeeeee95.music di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Organizzazioni Criminali Globali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Dalla Chiesa Fernando.

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