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Neurologia

Prof. Malandrini

Lezione 1 - Cortex

Per encefalo si intendono tre porzioni che sono:

1. il tronco encefalico connette l'encefalo con il midollo spinale, ed è diviso in:

 bulbo

 ponte

 mesencefalo

2. poi il cervelletto, che è collegato con tre fasci di sostanza bianca al tronco encefalico, che si

chiamano peduncoli cerebellari inferiore medio e superiore

3. infine l'encefalo, il cervello vero e proprio, diviso in quattro lobi

 lobo occipitale

 lobo parietale

 lobo temporale

 lobo frontale

Come già vedete il lobo frontale è quello maggiormente sviluppato nell'uomo, questo maggiore

sviluppo nel corso della filogenesi umana vediamo che mano a mano che l'uomo si evolveva verso

l'uomo sapiens c'era un aumento della regione frontale.

Il corpo calloso è quello che connette i due emisferi, la connessione tra i due emisferi è garantita al

99% dal corpo calloso poi ci sono due altri sistemi la commissura posteriore e anteriore che però

hanno un numero di fibre ridotto, per cui hanno una importanza minore.

Sulla funzione del cervello ci sono state varie teorie, tra cui la teoria della localizzazione, per cui

ogni funzione risiede in un'area specifica del cervello, c'è stata poi una teoria che invece diceva che

non ci sono zone specifiche ma che è coinvolta tutta la corteccia, probabilmente la verità sta nel

mezzo, ci sono zone specifiche addette a specifiche funzioni cognitive, però ovviamente queste

zone non funzionerebbero se non ci fosse tutto il collegamento alle altre aeree.

Sul numero dei neuroni ci sono teorie ma non conosciamo un numero.

Il lobo frontale è il lobo addetto alle funzioni cognitive, però c'è una zona, una circonvoluzione

ascendente, che è la corteccia motoria, la scissura di Rolando divide il lobo frontale dal lobo

parietale, e accanto all'area motoria nel lobo parietale, a destra della scissura di Rolando abbiamo la

corteccia somato-sensoriale. Le aree che a voi interessano in particolar modo sono le aree del

linguaggio, che sono l'area di Broca ai piedi della circonvoluzione frontale ascendente e poi l'area

di Wernicke che è nel lobo temporale nell'area perisilviana, in prossimità della scissura di Silvio. Le

aree del linguaggio si distinguono in base alle loro funzioni in una recettiva e in una motoria, l'area

di Broca è quella motoria, mentre quella di Wernicke è quella recettiva, queste due aree sono

collegati da fasci di fibre, queste due aree se non fossero collegate non funzionerebbero.

La corteccia motoria è quell'area vicina alla

scissura di Rolando da dove partono le cellule

motorie che che innervano tutte le parti del

corpo, voi sapete che nell'essere umano la

parte sinistra del cervello innerva la parte

destra del corpo e viceversa. Ora qui c'è una

rappresentazione topografica de nostro corpo,

quindi nel lobo quadrangolare, la parte più

alta, ci sono le cellule che mandano le fibre

motorie alla gamba, e così via alla mano, alla

faccia ecc.. ecc.. Come voi vedete la

rappresentazione è fatta in modo tale che i

maggiori gruppi cellulari non sono collegati

alla grandezza dei muscoli ma alla

specializzazione, infatti la gamba che ha

maggior numero di muscoli, però ha tutto

sommato una piccola porzione, mentre invece

la mano ma soprattutto il dito pollice, pur

avendo una grandezza infima rispetto alla

gamba, però hanno una maggiore

rappresentazione corticale, perché i

movimenti della mano sono altamente specializzati e ancora più specializzati sono a livello della

lingua, per cui a livello corticale non conta la grandezza ma la specializzazione.

Le aeree furono studiate in tempo di guerra, quando i soldati presentavano lesioni specifiche a

livello corticale per cui si associava una specificità di una determinata area corticale in seguito alla

perdita di specifiche funzioni.

La scissura di Silvio divide il lobo temporale da quello frontale. L'area dell'udito è molto collegata a

l'area di comprensione del linguaggio, e sono situate nelle aeree perisilviane.

Facendo un passo indietro torniamo alle varie teorie di funzionamento del cervello, secondo la

teoria della localizzazione appunto ad ogni area del cervello corrisponde una determinata funzione,

e questo è testimoniato dal fatto che se noi abbiamo una lesione, per esempio nell'area del

linguaggio, abbiamo una alterazione del linguaggio, però ovviamente queste aree in condizioni

normali funzionano perché hanno un collegamento con tutte le altre aeree, quindi probabilmente, il

meccanismo è un meccanismo a metà.

Voi troverete nei libri una nomenclatura per numeri, perché agli inizi del '900 ci fu un grandissimo

anatomico e istologo che pazientemente si mise a sezionare e a studiare a livello istologico tutto il

cervello, cominciò da una zona e quando vedeva che la composizione della cortex faceva un piccolo

cambiamento metteva un numero diverso, e sono state quindi descritte tutte le varie aeree, che

vengono tutt'oggi utilizzate, anche se dal punto di vista delle nuove metodiche di indagine queste

sono nozione un po' superate ma nei libri la trovate ancora.

Il cervello da punto di vista istologico è grossolanamente diviso in sostanza bianca e grigia, la

differenza tra la sostanza bianca e quella grigia è che nella sostanza bianca ci sono le cellule gliali,

oligodendrociti, astrociti, ma non ci sono i neuroni che sono solo nella sostanza grigia, nella

sostanza bianca noi possiamo trovare gli assoni dei neuroni ma non i corpi, mentre nella sostanza

grigia oltre ai neuroni possiamo trovare anche altre cellule di sostegno. Inoltre la sostanza grigia ha

una maggiore densità cellulare rispetto alla bianca. Quando in alcune malformazioni si trovano

neuroni nella sostanza bianca si dice che sono neuroni ectopici. Quindi i neuroni si trovano solo

nella sostanza grigia.

La corteccia cerebrale è fatta come una noce, è tutta ripiegata in solchi e scissure, per avere più

superficie possibile, tant'è vero che la corteccia cerebrale se noi la potessimo distendere

prenderebbe due pagine di giornale. Non si conosce il numero effettivo di neuroni, le connessioni

sinaptiche sono milioni di miliardi, ogni stimolo ha una dispersione in tutto il cervello proprio

grazie alle connessioni sinaptiche. La corteccia è divisa in due tipi di corteccia:

 la allocortex , la corteccia primordiale, che prende la regione olfattoria, che corrisponde al

lobo limbico, il cervello emozionale;

 la neocortex , che è divisa in sei strati, quando questi sei strati sono ben riconoscibili si

parla di neocortex omotipica, quando non lo sono si parla di neocortex eterotipica.

Brodmann quando studiava istologicamente la corteccia utilizzava anche i sei strati come parametro

per distinguere i perimetri delle varie aree. I neuroni sono gli elementi

cardine del funzionamento del

cervello, vedete in ordine

abbiamo il neurone bipolare; il

neurone sensitivo quello dei

cordoni posteriori del midollo

dei gangli spinali, dove

abbiamo un corpo cellulare e

un assone periferico e un

assone centrale, un esempio

sono i neuroni della sensibilità

epicritica, della sensibilità

profonda; poi abbiamo un

motoneurone con un enorme

albero dendritico; infine

abbiamo la cellula piramidale,

queste cellule poi le

ritroveremo quando verrà

riaffrontato l'omuncolo

motorio, perché le cellule

piramidale sono quelle che poi vanno a formare la via piramidale, la via motoria. La via cortico-

spinale fa sinapsi con i motoneuroni, che vanno a innervare i muscoli periferici, e il motoneurone

spinale è la cellula neuronale più grande che c'è nel nostro organismo, e si trova nelle corna

anteriori del midollo. Le forme di neurone bipolare invece sono forme che connettono un neurone

all'altro. Queste sono le quattro tipologie fondamentali.

Questa è la composizione della corteccia cerebrale, la corteccia ha sei strati:

 molecolare

 granulare esterno

 piramidale esterno

 granulare interno

 piramidale interno

 strato multiforme

La grandezza di questi sei strati, e più in generale la composizione della corteccia, varia a seconda

delle funzioni, nella corteccia motoria lo strato prevalente è quello piramidale interno, il quinto,

quindi la corteccia motoria ha un quinto strato prevalente e tutti gli altri ridotti, perché c'è bisogno

di più cellule per far partire gli assoni motori che vanno ai muscoli. Mentre invece lo stro

prevalente nella scissura calcarina è lo strato granulare, che è quello dove arrivano le afferenze

sensitive, e questo è stato appunto il criterio principale utilizzato da Brodmann per la sua

ripartizione in aeree della corteccia, lui infatti vide che nella corteccia sensitiva c'era un strato

granulare molto grande e che gli altri strati invece erano quasi inesistenti, invece nelle aeree motorie

c'era uno strato piramidale molto grande e gli altri erano molto ridotti, pur rimanendo in entrambi i

casi sei strati distinti, ma con diverse proporzioni. Questa è la via motoria, ci sono le cellule

dell'area motoria, poi abbiamo la

decussazione piramidale, a livello del

bulbo, la via piramidale infatti ha un

consistete numero di fibre che si

incrociano e una piccola parte di fibre che

non si incrociano, quelle che non si

incrociano si incrociano più tardi quando

le fibre arrivano a livello del midollo, per

cui la via piramidale è una via

completamente crociata, che è quella che

da la forza al movimento, poi il

movimento non è dovuto solo alla via

piramidale, la via piramidale è quella che

da la forza, però il movimento per essere

plastico deve essere accompagnato dalla

afferenze cerebellari e extra-piramidali,

sennò noi faremmo un movimento goffo,

impreciso.

Il linguaggio è definito come la capacità di produrre e usare simboli verbali, il linguaggio verbale è

tipico dell'uomo, e proprio per questa sua capacità, appunto quella di utilizzare un linguaggio, e

anche per l'uso raffinato che riesce a fare delle mani, l'uomo di distingue da tutti gli altri animali. Il

linguaggio si divide in endofasia, che è il linguaggio interno, e l'esofasia che è il linguaggio

proiettato verso l'esterno. Per endofasia si intende quello che accade quando pensiamo, per cui

creiamo un dialogo interno, infatti non sappiamo come pensa un malato di Alzheimer, se quindi la

capacità dio avere un dialogo interno è conservata. Lo stesso vale per un danno che riguarda l'area

di produzione del linguaggio, noi non siamo in grado di capire o sapere se e quanto è compromessa

anche la capacità endofasica, il problema infatti è proprio che l'esperienza del soggetto non è

accessibile dall'esterno. I centri del linguaggio sono l'area di Wernicke, che è quella di

comprensione del linguaggio, mentre invece l'area esecutiva è quella di Broca, è ovvio che l'area di

produzione del linguaggio è collocata vicino all'area della corteccia motoria dove risiede la lingua e

la muscolatura coinvolta nell'articolazione dei suoni, però quest'area poi deve essere collegata con

tutta la corteccia cerebrale perché noi non dobbiamo solo avere la capacità di parlare ma dobbiamo

anche sapere che cosa dire, quindi c'è anche un discorso di connessione alle aree associative. Quindi

c'è un circuito intracerebrale che fa si che un pensiero vengo tradotto in un messaggio verbale. Il

centro del linguaggio all'85% ha sede nell'emisfero sinistro, tant'è vero che è stato visto che il

numero di fibre provenienti dall'emisfero sinistro sono in maggior numero rispetto a quelle

dell'emisfero controlaterale, e anche la superficie dell'emisfero sinistro dove risiede l'area del

linguaggio è più grande rispetto a quella dell'emisfero controlaterale, quindi vuol dire che il

linguaggio nell'uomo è una funzione molto importante e che la natura gli ha riservato quindi uno

spazio maggiore.

Ci sono due teorie sul linguaggio, quella di Chomsky, che considera il linguaggio come un qualcosa

di naturale, che fa parte del nostro DNA, per cui tutti gli esseri umani hanno le stesse capacità di

parlare. Esiste poi un'altra teoria, che più accreditata che ipotizza che siamo passati da un

linguaggio rudimentale, tipico degli uomini primitivi, verso un linguaggio che negli ultimi 50.000

anni sé fatto sempre più evoluto, e questa è la teoria di Bickerton.

Qui vedete l'evoluzione del faringe e del laringe, come quindi l'apparato fonatorio si è evoluto

dall'australopiteco all'uomo sapiens sapiens, proprio per permettere una maggiore precisione nella

fonazione.

Se volessimo categorizzare le funzioni del cervello potremmo dire che sede delle funzioni

vegetative è il tronco encefali, poi abbiamo un cervello emotivo, allocortex, e poi la neocortex, che

è sede delle funzioni cognitive.

I disturbi del linguaggio sono le afasie, c'è la afasia fluente, quella da lesione del centro di

Wernicke, in cui il soggetto parla a fa “l'insalata di parole”, quindi il soggetto parla fluentemente ma

non comunica nulla. Le afasie pure non esistono quindi la diagnosi non è semplice come nei libri,

ma una delle caratteristiche più importanti della lesione all'area di Wernicke è che il paziente è

assolutamente inconsapevole della propria condizione. Al contrario dell'afasico motorio che si

arrabbia perché non riesce a parlare, ma vive una condizione per cui sente le parole come sulla

punta della lingua, e spesso quindi si arrabbiano e hanno un approccio molto negativo e drammatico

verso la malattia. Quando poi ci si va a confrontare con la realtà medica possono capitare anche

afasici con un afasia dell'area di Wernicke, che non parlano, a testimonianza proprio di quanto i

quadri in realtà possono essere difficili e complicati. Le stereotipie possono probabilmente essere

dovute al fatto che a questi pazienti rimane la traccia acustica di certe frasi che poi quindi vengono

ripetute, ed è tipico anche nelle demenze, e la ripetizione è un meccanismo riflesso, come l'ecolalia

(il ripetere le parole che uno dice).

L'altro tipo di afasia fondamentale è quella dell'area di Broca come già accennato prima, detta

anche afasia non fluente, in cui abbiamo produzione di parole isolate o frasi brevissime con pochi

verbi talvolta non coniugati, prosodia e intonazione della frase estremamente rallentate e anomale,

uno stile telegrafico (senza articoli, preposizioni, pronomi); nell'afasia motoria di Broca abbiamo le

parafrasie fonemiche e semantiche, una parafrasia fonemica è quando vengono scambiate delle

sillabe, per esempio il soggetto dice forbetta anzi che forchetta, oppure nella parafrasia semantica il

paziente dice coltello invece che forchetta, cioè dice una parola di significato simile; sono

caratteristiche anche le stereotipie verbali, eloquio scarso. Ovviamente dovete tener presente che

quando c'è un deficit afasico motorio avremo anche una paralisi controlaterale, invece l'afasico di

Wernicke, siamo nel lobo temporale, avrà anche un disturbo visivo, avrà una emianopsia

controlaterale, quindi ha perso il campo visivo a destra, spesso anche i familiari vanno a trovare

questi pazienti vi dicono “io sono qui e non mi considera”, non è che il paziente non considera il

familiare, se il familiare è collocato nella parte del campo visivo danneggiata non lo vede!

Altre forme di afasia come l'afasia di conduzione, se abbiamo una interruzione delle fibre che

collegano le aree motorie a quelle sensoriali viene fuori un'afasia, pur restando le aree integre se

queste aree non sono più collegate, perché sono normalmente collegate da fascicoli importanti,

viene fuori un disturbo, quindi non sempre un disturbo è dovuto a una lesione specifica, ma può

riguardare anche al discorso circostante, voi potete avere un'afasia dove con la risonanza le aree

sembrano conservate ma se mancano le connessioni perché sono state danneggiate, c'è comunque

un disturbo. Se, per esempio, ci sono lesioni intorno all'area perisilviana, e magari si perdono le

afferenze con le restanti aree della corteccia cerebrale, abbiamo lo stesso un'afasia, proprio perché

hanno bisogno di tutta la corteccia per funzionare.

Oltre che i disturbi del linguaggio (afasia è un disturbo neurologico, mentre la disartria è un

disturbo di linguaggio legato al vocal-tract), abbiamo anche le aprassie, con il termine di aprassia ci

riferiamo all'incapacità di fare dei movimenti già sperimentati, complessi, consequenziali, in

assenza di lesioni motorie, uno che non ha disturbi motori non riesce a fare movimenti automatici

come accendere e fumare la sigaretta, quindi c'è un'incapacità di fare movimenti consequenziali in

assenza di deficit motori e di comprensione. Ci sono vari tipi di aprassie, le aprassie ideomotorie, in

cui per esempio si chiede al soggetto di mimare un gesto convenzionale come “schiacciare il chiodo

con il martello”, e lui deve mimare il gesto, oppure l'aprassia ideativa con azioni in serie. Queste

sono lesioni temporo-parietali del lobo sinistro.

Le afasie e le aprassie si trovano tutte insieme nella malattia di Alzheimer, ma possiamo trovarle

anche in lesioni vascolari piuttosto estese, che magari prendono parzialmente il centro del

linguaggio, o prendono altre zone, uno può avere un'afasia modesta, ma si possono avere anche le

aprassie. C'è una aprassia particolare frequentissima nella malattia di Alzheimer, che è la aprassia

dell'abbigliamento, i s

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Scienze mediche MED/26 Neurologia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher mara.martini di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Neurologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Siena o del prof Malandrini Alessandro.
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